La cosiddetta "versione ufficiale" sull'11/9

 

 

Molte persone non conoscono la versione ufficiale sugli attentati dell'11 settembre, comprese le persone che sollevano dubbi complottistici in merito. Ne approfittiamo, quindi, per elencare in modo estremamente riassuntivo quello che è emerso dalle indagini, prendendolo integralmente dal blog undicisettembre.

 

Qual è la “versione ufficiale” degli attentati dell'11 settembre 2001?
Va premesso che è scorretto e ingannevole parlare di “versione ufficiale”: fa sembrare che si tratti di una versione dispensata a scatola chiusa dalle autorità. In realtà gli eventi sono ampiamente documentati da testimonianze indipendenti, da perizie tecniche di enti civili, dalle telefonate dei passeggeri ai loro familiari e dai reperti.

La mattina dell'11 settembre 2001, diciannove dirottatori (quindici sauditi, due degli Emirati Arabi, un egiziano e un libanese) si imbarcarono su quattro aerei di linea, due della United Airlines e due della American Airlines, che effettuavano voli transcontinentali all'interno degli Stati Uniti. Usando le armi da taglio che all'epoca era permesso portare in cabina nei voli interni statunitensi, aggredirono il personale di volo e i passeggeri e presero possesso delle cabine di pilotaggio. Alcuni dei dirottatori erano piloti d'aereo certificati e avevano seguito corsi appositi di addestramento per i tipi di aereo di linea dirottati (Boeing 757 e Boeing 767). Questi dirottatori piloti presero i comandi degli aerei e spensero i transponder (segnalatori radio) che permettevano ai controllori di volo di localizzare gli aerei, diventando così irreperibili. Poi impostarono il pilota automatico in modo che li portasse in prossimità dei loro bersagli.

I controllori di volo si accorsero della scomparsa degli aerei dai radar e ipotizzarono un guasto al transponder o un incidente. Tentarono ripetutamente di contattare gli aerei, spendendo minuti preziosi. Furono captate delle comunicazioni radio effettuate per errore dai dirottatori, ma non fu subito chiaro che si trattasse di quattro dirottamenti. Alcuni dei passeggeri utilizzarono i telefoni di bordo per avvisare le compagnie aeree e i propri familiari che erano stati dirottati.

All'epoca, lo svolgimento normale di un dirottamento prevedeva che i dirottatori avessero delle rivendicazioni e volessero usare i passeggeri come ostaggi, per cui la procedura standard era di assecondarli, farli atterrare e negoziare il rilascio dei passeggeri. Nessun dirottamento aveva mai utilizzato prima un aereo di linea come un'autobomba volante da schiantare contro un bersaglio per una missione suicida. Non c'era, quindi, un'urgenza particolare di lanciare dei caccia per intercettare gli aerei. I caccia, secondo le regole dell'epoca, avrebbero comunque semplicemente seguito a distanza gli aerei dirottati. Non c'era alcuna autorizzazione preventiva all'abbattimento di un aereo civile nazionale. Alle 8:46 fu dato l'ordine di lanciare dalla base di Otis due caccia F-15, che decollarono alle 8:53.


Alle 8.46, uno degli aerei dirottati, il volo AA11, un Boeing 767 della American Airlines, si schiantò contro la Torre Nord dei grattacieli gemelli del World Trade Center a New York, penetrando completamente nell'edificio di 110 piani alto oltre 410 metri. L'impatto fu ripreso da almeno tre telecamere indipendenti: una di una coppia di documentaristi francesi, una di un turista e una di un'installazione artistica che riprendeva il panorama della città. Non fu subito chiaro che si fosse trattato di un aereo di linea: inizialmente si pensò a un piccolo aereo da turismo.

La notizia dell'impatto fece immediatamente il giro del mondo e moltissimi passanti si fermarono ad osservare lo squarcio e l'incendio divampato dopo l'impatto, innescato dal carburante dell'aereo. Un quarto d'ora dopo, alle 9:03, mentre le telecamere dei passanti e quelle delle reti televisive riprendevano il rogo, un altro degli aerei dirottati, il volo UA175, un Boeing 767 della United Airlines, colpì l'altra torre gemella del World Trade Center, la Torre Sud, innescandovi un incendio. Questo secondo impatto, ripreso da tutte le telecamere puntate sui due grattacieli, avvenne più in basso del primo e di spigolo rispetto all'edificio. A quel punto fu chiaro che il primo schianto non era stato un incidente. Il riesame delle riprese permise immediatamente di capire che si era trattato di un aereo di linea.

Questo fece scattare l'allarme militare, ma il pattugliamento del territorio domestico americano era affidato a meno di venti caccia, che oltretutto non sapevano dove andare perché gli aerei dirottati non erano identificabili sui radar, e quand'anche avessero trovato gli aerei dirottati non avrebbero avuto il permesso di abbatterli.

Alle 9:37, un terzo aereo dirottato, il volo AA77, un Boeing 757 della American Airlines, si schiantò contro il Pentagono, ad Arlington (vicino a Washington, a meno di quattro chilometri dalla Casa Bianca), sotto gli occhi di almeno 55 testimoni che si trovavano sull'autostrada adiacente all'edificio e nelle sue vicinanze. L'impatto appiccò un incendio e causò il crollo di una porzione del Pentagono.

A New York, alle 9:59 l'incendio della Torre Sud sopraffece la struttura: il calore non fuse l'acciaio, ma lo scaldò tanto da fargli perdere la capacità di reggere il carico dei piani situati sopra l'area d'impatto incendiata. Il grattacielo crollò in diretta TV, uccidendo tutti coloro che si trovavano ancora al suo interno e lo stavano lentamente evacuando. Fu chiaro che il bilancio degli attentati sarebbe stato catastrofico.

Alle 10:03, il terzo aereo dirottato, il volo UA93, un Boeing 757 della United Airlines, si schiantò verticalmente in un campo della Pennsylvania, vicino a Shanksville. L'esame dei reperti e delle registrazioni radio e telefoniche permise in seguito di determinare che i passeggeri avevano tentato di sopraffare i dirottatori barricati nella cabina di pilotaggio e che i dirottatori avevano scelto di far precipitare l'aereo piuttosto che arrendersi.

Alle 10.28 crollò anche la seconda torre del World Trade Center. I crolli e gli incendi interessarono anche altri edifici del complesso: l'Hotel Marriott, un grattacielo di 22 piani; il World Trade Center 4 e 5, due palazzi di nove piani; il World Trade Center 6, un edificio di otto piani; il World Trade Center 7, un grattacielo di 47 piani; e la chiesa ortodossa di San Nicola. Altri edifici circostanti furono lesionati dai crolli delle Torri Gemelle.

Il World Trade Center 7 fu evacuato e lasciato a bruciare perché non c'era più acqua per spegnere i suoi incendi (le condotte primarie erano state tranciate dai crolli delle Torri Gemelle). I vigili del fuoco si resero conto che la struttura era pericolante e crearono un perimetro di sicurezza intorno all'edificio, che crollò alle 17:20.

Negli attentati persero la vita complessivamente circa 3000 persone. 343 vigili del fuoco perirono nel crollo delle Torri Gemelle. 265 persone erano a bordo degli aerei dirottati. 125 occupanti del Pentagono furono uccisi dall'impatto del velivolo dirottato.

Gli attentati furono attribuiti all'organizzazione al-Qaeda di Osama bin Laden, già noto per altri attentati contro installazioni militari e civili statunitensi. Bin Laden inizialmente negò il proprio coinvolgimento, ma successivamente lo rivendicò ripetutamente, rilasciando anche video nei quali si mostrava insieme ai dirottatori. Anche vari suoi associati, fra cui Ayman al-Zawahiri e Khalid Sheikh Mohammed, rivendicarono la paternità degli attacchi. Indignati dalle tesi cospirazioniste che attribuivano gli attentati a una macchinazione americana e rubavano loro il merito, per così dire, Khalid Sheikh Mohammed e Ramzi Binalshibh portarono il giornalista di Al Jazeera Yosri Fouda in Pakistan e gli raccontarono i dettagli degli attentati, mostrando prove del fatto che erano stati loro ad organizzarli.

 

Nel settembre 2011 al-Qaeda se la prende pure con l'Iran bollando come «ridicole» le teorie di Mahmoud Ahmadinejad sull'11 settembre (il quale appoggia le teorie dei complottisti). Infatti a tal proposito, al-Qaeda ha ribadito per l'ennesima volta la paternità degli attentati, dichiarando: «Il governo iraniano ha sostenuto per bocca del suo presidente di non credere che al-Qaeda sia dietro all'11 settembre, ma che piuttosto ci sia il governo americano. Perché l'Iran sostiene una posizione così ridicola, che è contro ogni logica ed evidenza? Siamo stati noi.»

E l'avevano già detto proprio a proposito dell'Iran nell'aprile del 2008, quando Ayman Al Zawahiri, l'uomo più vicino a Bin Laden, prendeva di petto l'Iran dichiarando: «Volete screditare Al Qaeda e Osama sostenendo che l'attacco dell'11 settembre è stato organizzato dal Mossad. Basta bugie. Siamo stati noi». Con buona pace dei complottisti.

L'esatta domanda che si fa al-Qaeda, l'autore degli attentati dell'11 settembre, se la pongono in tanti: perché i complottisti sostengono una posizione così ridicola, che è contro ogni logica ed evidenza?

 

Nel frattempo ci sono state numerose altre inchieste svolte da altri organismi: il Congresso americano, l'FBI, l'ente per i trasporti NTSB e l'ente per l'aviazione FAA, gli enti ingegneristici FEMA, ASCE e NIST, e così via, per non parlare delle inchieste giornalistiche.
Tutti hanno confermato la ricostruzione degli eventi che conosciamo, peraltro fondata su una mole immensa di documenti e materiale tecnico.

 

Le prove, quelle vere e non le manipolazioni dei complottisti, indicano errori dell'intelligence prima dell'11 settembre. Le teorie di complotto sono, appunto, solo teorie: le prove non le confermano ed anzi le smentiscono. Ma i loro autori insistono che lotteranno contro quella che vedono come una cospirazione governativa senza scrupoli e pericolosa....a nulla valgono le critiche e le dimostrazioni: criticare le asserzioni complottisti è, per chi ci crede, come attaccare la fede religiosa di qualcuno.

 

È interessante concludere con una particolare opinione sull'11 settembre scritta da un italiano:

Una domenica di pioggia a guardare vecchie fotografie. Questo sono io, giovane, con una felpa blu appena comprata dei New York Yankees sul battello che mi sta portando a Liberty Island. Alle mie spalle lo skyline inconfondibile con le Twin Towers. Io e mia moglie finalmente nella Grande Mela, il sogno, il Mito dell’America. E’ il 1996.
Quel giorno ci avevamo pranzato, alle Twin Towers,un ristorante simil-Italiano che si chiama Sbarro. Ricordo perfettamente che tutto era illuminato da una luce naturale intensissima, come in una serra, e la netta sensazione di una struttura leggerissima, azzardata e frutto di un progetto spericolato ma terribilmente affascinante.
Erano altissime, da non credere. Col vento, oscillavano.”Respirano”, diceva mia moglie. I newyorkesi fingevano di ignorarle ma le amavano.
Poi qualcuno le ha colpite a freddo, costringendole a piegarsi fino a crollare su se stesse, trascinando e seppellendo migliaia di vite. Chi può aver anche solo pensato una simile offesa? Solo dei pazzi accecati dall’odio.
Ma c’è chi pensa che sia stato un fantomatico gruppo all’interno del governo americano: si può pensare una cosa del genere, che gli Americani stessi abbiano pensato di distruggersi le torri! Sì, si può, se non si conoscono gli Americani, se non si hanno mai visto dal vero le Torri, se si tirano conclusioni dalla sedia di un PC. E se si è accecati dall’odio.

 

Nota: esiste un precedente famoso di dirottamento multiplo di aerei, cioè gli incredibili dirottamenti di Dawson's Field del 6 settembre 1970 in cui arabi palestinesi dirottarono 5 aerei passeggeri diretti a New York, la cui storia drammatica può essere letta in questa pagina inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Dawson%27s_Field_hijackings

 

Nota2: Altrettanto gravi e significativi, in quanto riuscirono a beffare gli strettissimi controlli di nazioni potenti e produssero un numero di morti elevato, sono stati gli attentati di Al-Qaeda ai treni di Madrid dell'11 marzo 2004, gli attentati di Londra il 7 luglio 2005 e pochi giorni dopo, il 23 luglio 2005, nell'egiziana Sharm el-Sheikh. Anche su questi eventi i complottisti inventarono subito delle cospirazioni ma non ebbero alcun successo.

 

 

FAQ: oltre 300 risposte ai dubbi più frequenti

 

 

Premesso che per smontare quasi tutte le teorie basta un po' di ricerca che chiunque può fare, fra chi ha smontato le affermazioni dei complottisti ci sono piloti civili e militari in servizio, periti balistici, esperti di antiterrorismo, chimici, fisici, ricercatori aerospaziali e molti altri specialisti di settore. Gente abituata a usare il metodo scientifico nelle indagini. E le affermazioni di chi smonta i complottisti sono supportate dai dati di fatto e da tutti i tecnici di settore, in tutti i paesi del mondo, e sono incluse nella letteratura scientifica più autorevole. Scusate se è poco.
Confrontate questa situazione con quella dei cospirazionisti, che non sono esperti di settore e spesso sono teologi (David Ray Griffin), filosofi (James Fetzer), mistici (Nila Sagadevan, David Shayler) o parapsicologi (Barbara Honegger, Albert Stubblebine): gente che non ha una preparazione tecnica significativa e che ha un approccio molto disinvolto nei confronti della realtà. Per non parlare degli "esperti" italiani che di professione sono cantastorie per creduloni.
Quei pochi che hanno qualche credenziale scientifica o tecnica, come il fisico Steven Jones o l'associazione di architetti e ingegneri AE911, sono stati colti a falsificare le loro “prove” o a “dimostrare” le proprie tesi con metodi decisamente poco scientifici, come delle scatole di cartone.

 

Questo è un elenco delle principali ipotesi fatte dai complottisti. Talvolta queste ipotesi sono presentate sotto forma di affermazione, ma questo non vuol dire affatto che siano esatte. Anzi, finora nessuna delle ipotesi è stata confermata dalle indagini, che hanno invece rivelato gravi errori e addirittura invenzioni e manipolazioni. Altro che "ricerca della verità".

Le informazioni seguenti sono l'ennesima prova di come coloro che si dichiarano “ricercatori della verità” si dimostrano incapaci di compiere le verifiche più elementari sulle proprie asserzioni.

La spiegazione di qualcosa che ci sembra strano, come sempre, va cercata chiedendo agli esperti, per non arrivare a conclusioni sbagliate. Purtroppo i complottisti non sembrano aver ancora capito questo semplice concetto.



Sono state controllate più di 300 ipotesi di complotto:
tutte sono risultate errate o false.
Chiedetevi perché.

 

Tutte le risposte ai dubbi più frequenti

 

1. Gli attentati in generale

 

  •    1.1. La “versione ufficiale”
  •    1.2. Gli antefatti
  •    1.3. Gli attentati veri e propri
  •    1.4. Gli eventi successivi
  •  

     

    2. Il Pentagono

     

  •    2.1. La “versione ufficiale”
  •    2.2. La mancata intercettazione
  •    2.3. La manovra e l'impatto
  •    2.4. I testimoni
  •    2.5. I danni
  •    2.6. I rottami
  •    2.7. I video
  •    2.8. Altri presunti misteri
  •  

     

    3. Le torri Gemelle

     

  •    3.1. La “versione ufficiale”
  •    3.2. Gli antefatti
  •    3.3. Le manovre e gli impatti
  •    3.4. Gli incendi
  •    3.5. I crolli
  •    3.6. Gli eventi successivi
  •  

     

    4. L'edificio 7 del WTC

     

  • 4.1. La “versione ufficiale”
  •    4.2. Prima del crollo
  •    4.3. L'incendio
  •    4.4. Le avvisaglie di crollo
  •    4.5. Il crollo
  •    4.6. Gli eventi successivi
  •  

     

    5. Il volo 93 in Pennsylvania

     

  •   5.1. La “versione ufficiale”
  •    5.2. Il dirottamento
  •    5.3. Lo schianto
  •    5.4. Dopo lo schianto
  •  

     

    6. Le obiezioni ai debunker

     

  •   6.1. Domande e accuse
  •    6.2. Associazioni e persone che sostengono le tesi alternative
  •    6.3. Media pro-complotto
  •  

     

    7. Dodici domande per i complottisti

     

  •  7.1. Prima parte
  •    7.2. Seconda parte
  •  

     

    8. Le risposte del National Institute of Standards and Technology (NIST)

     

  • WTC1  e 2 (2006)
  •    WTC1 e 2 (2007, prima parte)
  •    WTC1 e 2 (2007, seconda parte)
  •    WTC7 (2008)
  •  

     

    9. Analisi di materiale cospirazionista

     

  • Ipse dixit: le dichiarazioni più clamorose e imbarazzanti dei complottisti italiani e stranieri
  • Le indagini: oltre 100 delle più diffuse teorie complottiste alla prova dei fatti
  • Inganno globale: la guida di Paolo Attivissimo e quella di John al DVD di Massimo Mazzucco (Luogocomune.net)
  • Zerobubbole: Oltre 100 stupidaggini tecniche, errori gravi e manipolazioni dei fatti nel DVD Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi: la versione pocket e l'analisi approfondita.
  • Report e Confronting the Evidence: l'analisi
  • In Plane Site: l'analisi
  • Loose Change: commenti a tutte le versioni
  • Loose Change Final Cut: la recensione (prima parte, seconda parte) e la trascrizione integrale
  • Misteri da vendere: il primo video di debunking in italiano (versione scaricabile)
  • La cospirazione impossibile: registrazione integrale dell'incontro pubblico tenutosi a Verrès (Aosta)
  • Chi sono i complottisti? Qualche nome per sapersi orientare

  •  

     

    10. Guide agli eventi, rapporti ufficiali e tecnici

     

  • I rapporti ufficiali e i rapporti tecnici
  • Crono911, la grande guida in italiano per capire l'11/9 anziché credere, a cura di John.
  • Per non dimenticare: sintesi degli eventi dell'11 settembre
  • Spiegazione dei principali dubbi sull'11/9 in un libro in versione PDF: Clicca QUI

     

    Quanto tempo perso dai complottisti correndo dietro a farfalle inesistenti solo per dare retta al proprio ego e ai propri pregiudizi!
    Oltretutto ottengono esattamente l'effetto opposto: fanno perdere credibilità su un argomento, si impuntano su questioni che non stanno in piedi, mentre eventuali questioni reali finiscono sepolte sotto una montagna di fumo e d'immondizia. Più di un decennio ad insistere su bufale ampiamente smentite dalle evidenze, quando le critiche dimenticate erano che c'è stata poca trasparenza e anche volontaria omissione d'informazioni o eventuali negligenze, inefficacia dei servizi e impreparazione delle autorità (tutte cose comunque che non implicano un complotto): chi cerca su internet per cercare i fatti reali, ora deve scavare un bel pò nell'immondizia.

    Oppure i complottisti polarizzano la discussione, come se fosse una questione di fede credere ad una cosa o al suo contrario, mentre invece un sano scettico si pone giustamente dubbi e domande, ma poi cerca risposte e chiarimenti informandosi (possibilmente senza sentire solo una campana, possibilmente non quella meno attendibile, possibilmente cercando di capire quel che legge e non capendo quello che fa comodo) e quindi accetta la realtà per quella che è, e non quello che fa comodo credere fino alla morte.
     

    Ovviamente tutte le risposte documentate ai dubbi complottisti sono del tutto inutili se si parte dal presupposto che la verità sta da un'altra parte. La realtà dei fatti è già stata spiegata. Se non il complottista non l'accetta ha più a che fare con la sua personalità che con la realtà delle cose.

    Il complottista crede che dietro ad ogni fatto più o meno importante, ci sia una macchinazione, un complotto, appunto. Di solito parte da un semplice dubbio, cerca di scioglierlo senza mai trovare una spiegazione che lo soddisfi, fino a casi estremi in cui comincia ad alimentarlo con tesi più o meno fantasiose. Pur di non accettare la realtà dei fatti.

    Questa viene definita paranoia. Chiaro che i complotti ci sono stati, ci sono e ci saranno. Ma bisogna anche sapere distinguere quali essi siano per poterli combattere.

     

    In altre parole, il complottista è prigioniero della propria paranoia. Se una persona ha già deciso che la verità sta da un'altra parte, non c'è niente da fare; se non ascolta la realtà, la realtà non basterà mai.
    La questione complottista nasce nelle menti predisposte in maniera più semplice di quello che si crede. Si dice: "un evento particolare! Chissà come sono andate davvero le cose, sono sicuro che c'è qualcosa di strano sotto, devostare attento a non farmi fregare".

    Ma se quell'aspettativa di tentativo di inganno non si risolve a sufficienza, magari perché è appena troppo alta, qualcuno la continua a cercare, fino a dire: "non è possibile che sia andata così, è evidente che ci deve essere qualcosa sotto, non ho ancora trovato il modo in cui cercano di fregarmi, devo continuare a cercare".
    A questo punto il complottismo è già cominciato, perché è cominciato il pre-giudizio. Si è già deciso che "c'è qualcosa che non torna", e lo si deve trovare, e a quel punto nessuna realtà basterà mai a convincere del contrario, perché tutto potrebbe essere finto, costruito, erroneo. Non c'è limite alle possibili speculazioni mentali.
    A questo punto la persona è entrata nella gabbia autocostruita dalla quale non può più uscire.

     

    I complottisti si fermano a cercare di dimostrare l'indimostrabile e nessuno si sofferma a guardare l'elefante che si trova di fronte: la nazione che vantava la migliore sicurezza è stata sbeffeggiata subendo un simile attacco terroristico.

     

    Come evidenziato qui, c'è poi da fare un'attenta riflessione sul comportamento dei complottisti e per la precisione dei "produttori" di complottismo, ossia di coloro che creano le teorie complottiste e producono film, libri, siti web, convegni, ricercando spasmodicamente visibilità su quello stesso "mainstream" che accusano di essere al soldo dei potenti e dei cospiratori.
    Dopo più di 10 anni è sotto gli occhi di tutti che i complottisti non abbiano mai davvero provato a sottoporre le proprie teorie e le proprie accuse all'unico vaglio che possa davvero accreditarle: quello giudiziario.
    Ai complottisti interessa solo la diffusione delle proprie teorie alla più larga fascia di pubblico possibile, evidentemente perché questo è il miglior sistema per commercializzare i propri prodotti o per diffondere le ideologie di riferimento.
    Se le prove della cospirazione sono così evidenti come sostengono, perché mai nessun giudice ha ritenuto di imbastire un processo contro i responsabili?
    E qui non basta rispondere: "tutti i giudici sono corrotti e asserviti al potere". Abbiamo visto tanti giudici, in Italia e nel mondo, sovvertire governi e processare le massime autorità.
    Non è detto che i processi raggiungano l'obiettivo: qualche volta devono fermarsi a un capro espiatorio, come accadde per lo scandalo Iran-Contras. Ma se un giudice può arrivare a mettere sotto accusa il presidente degli Stati Uniti per un rapporto di sesso orale (il caso Clinton), figurarsi per una cospirazione che ha ucciso tremila concittadini e provocato due guerre.
    È chiaro che ai complottisti non interessa un'inchiesta giudiziaria (del resto, proprio sull'11 settembre c'è già stata quella su Zacarias Moussaoui), che finirebbe per sancire definitivamente l'infondatezza delle loro teorie e l'inesistenza delle loro prove, ma interessa soltanto diffondere dubbi e incertezze, alimentare dibattiti e confronti, fare proselitismo ideologico o religioso e conquistare qualche fettina del mercato commerciale mediatico.
    Ne è riprova l'episodio della patente di CeeCee Lyles: se davvero i complottisti fossero convinti di avere in mano una prova così evidente e incontestabile della falsità del documento, perché non la sottopongono a un giudice federale?
    Non lo fanno perché sanno benissimo che quella patente è genuina.
    Dopo oltre dieci anni di complottismo undicisettembrino, l'unica conclusione a cui necessariamente si arriva è questa. 

     

    È innegabile che sulla tragedia dell'11 settembre ci siano stati tanti sciacalli che ci hanno speculato in grande stile, iniziando dai ciarlatani USA che ci hanno guadagnato davvero tanto sia intermini economici che di notorietà, arrivando a fare un livello di propaganda che ha coinvolto molte persone. Non è un caso che si sia tentato di replicare questa truffa in altri Paesi, Italia compresa.

    Questa speculazione complottistica ha perfino creato un'associazione di ingegneri e architetti, Architects and Engineers for 9/11 Truth (AE911truth.org), che promuove queste tesi. I sottoscrittori di AE911 sono soltanto lo 0,07% degli ingegneri e architetti statunitensi. Il sostegno attivo al cospirazionismo fra gli addetti ai lavori è insomma tutt'altro che diffuso. Ovviamente, il fatto che siano pochi o tanti gli esperti sostenitori di una tesi non implica di per sé che la tesi sia sbagliata o giusta. In campo scientifico e tecnico, i fatti non vengono determinati per maggioranza, ma dimostrati con prove che superino il vaglio e la verifica degli esperti: una cosa che finora i sostenitori delle tesi alternative, compresi gli architetti e ingegneri di AE911, non sono riusciti a fare. Tuttora, dopo oltre dieci anni, non c'è neppure un articolo pro-tesi di complotto nelle riviste tecniche di settore.

    Inoltre, fra i sostenitori di AE911 c'è chi sostiene non solo la teoria dell'aereo fantasma al Pentagono, che è stata ormai screditata anche da molti esponenti del cospirazionismo, ma afferma anche che le Torri Gemelle non furono colpite da aerei di linea. È un altro dato sul quale riflettere.

    La cosa più ridicola rimane il fatto che, in più di 10 anni, 2000 "esperti" non siano riusciti a scrivere un articolo chiaro, esaustivo ed inoppugnabile che spieghi la loro tesi... quando allo stesso tempo le falle della "versione ufficiale" sarebbero evidenti, lapalissiane, riconoscibili da uno studentello delle superiori....

     

    Come  gli stessi esperti antibufala hanno sottolineato, ad esempio qui, i complottisti hanno fallito in ogni campo, perfino nel tentare di costruire un dialogo minimamente credibile blaterando di ologrammi, aerei fantasma, microonde dallo spazio e nanotermite magica: al repertorio mancavano soltanto gli unicorni mannari invisibili. Non sono stati i debunker o i poteri forti a fregare i complottisti: si sono fregati con le loro stesse mani, per il semplice fatto di non aver fatto nulla se non strillare assurdità. Più passa il tempo senza che riescano a concludere niente, più somigliamo a quelli che insistono che Elvis Presley in realtà è ancora vivo ed è stato visto travestito da cameriere in un ristorante di Milwaukee.
    Quello che c'era da dire, in risposta alle tesi alternative, è già stato detto. Anche perché da anni, ormai, le tesi che girano sono sempre le stesse: trite, incoerenti, già sentite e già smontate.
    Se voi complottisti credete davvero di avere delle prove convincenti, organizzatevi e presentatele in tribunale, invece di friggere l'aria su internet.

    Sono passati oltre 10 anni dagli attentati ed i complottisti, nonostante tutto il loro sbattimento, non sono riusciti a concludere nulla, non sono riusciti a portare una prova che non sia risultata falsa e facilmente smontabile, non sono riusciti a portare neanche l'ombra di una prova in tribunale.  È il passare stesso del tempo a sbugiardarli. più di 10 anni dopo, lo stesso coretto di cocciuti cerca ancora di attirare l'attenzione su di sé per i propri interessi con zero risultati a loro carico.

     

    Ovviamente l'inesistenza di prove del complotto ha riguardato non solo sciacalli complottisti ma anche persone che avrebbero davvero avuto interesse a portare in giudizio il governo USA.

    Si tratta proprio delle persone che hanno subito danni alla salute per gli eventi dell'11 settembre 2001: decine di migliaia di cittadini hanno riportato notevoli danni (anche gravi) alla salute. Per non parlare dei danni materiali e delle coperture miliardarie sborsate dalle compagnie assicuratrici.

    Se tutto ciò fosse riconducibile alla diretta responsabilità delle autorità governative (parliamo di abbattimento per mezzo di esplosivi del WTC senza misure di sicurezza), questi cittadini e queste Compagnie potrebbero intentare un'azione risarcitoria contro il Governo. E poi ci sono le compagnie che hanno subito tracolli finanziari e tutti coloro che hanno perso capitali in borsa.

    Basterebbe che un solo soggetto vincesse la propria causa e dimostrare che le torri furono abbattute da un'operazione segreta del Governo per scatenare un effetto domino di risarcimenti, tanto da sconvolgere il bilancio federale USA per decenni (ad onta dei presunti vantaggi che sarebbero scaturiti dall'abbattimento volontario).

    Evidentemente i danneggiati (cittadini e Compagnie) non credono affatto alla responsabilità del proprio Governo; non ci hanno creduto allora, né ci credono oggi, e non perché sono tutti incredibilmente stupidi (si pensi che negli USA si intentano cause per risarcimenti danni sfruttando qualsiasi pretesto), ma solo perché non esiste alcuna prova veritiera a supporto di tale coinvolgimento governativo.
     

    Infine, una domanda: dopo tutti questi anni, qualcuno è a conoscenza di una ricostruzione "alternativa" COMPLETA e scritta nero su bianco dei fatti dell'11 settembre 2001 (no video, no chiacchiere)? Si è provato a chiederlo direttamente ai complottisti ma si sono messi a strillare e quasi piangevano....

    Detto in altre parole, prendendo spunto dalla domanda che si fa di continuo al complottista Mazzucco, senza ottenere risposta: dopo più di 10 anni dagli eventi e dopo varie ricostruzioni, fatte anche da professori di università (private), che concordano sostanzialmente nel descrivere i fatti in un certo modo, tu complottista sei finalmente in grado di mettere nero su bianco una ricostruzione completa come hanno fatto gli altri? La risposta è no.

     

     

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