Campo magnetico unificato

 

 

 

Il campo magnetico unificato, secondo alcuni, permetterebbe di mettere in contatto tra loro mondi diversi. Si tratta ovviamente di una teoria.

Secondo gli ultimi esperimenti, per fare un campo magnetico unificato bisogna prendere una serie (di solito quattro) di magneti permanenti a forma di U, in acciaio dolce, con un peso di circa 4 tonnellate ciascuno, posizionarli a forma di croce con il polo positivo dell’uno in sequenza al polo negativo della calamita seguente, con sopra corsoi di scorrimento per poter avvicinare tra loro i magneti. La distanza tra i magneti ad inizio esperimento è di 110 cm: l’esperimento consiste nel mettere sotto tensione i magneti allo stesso istante ed avvicinarli tra di loro sino a raggiungere il punto critico.

L’effetto dell’esperimento, secondo quanto si dice, è l’irrigidimento di tutti gli oggetti presenti nella zona circostante l’esperimento, la presenza di un ronzio e la formazione di una nebbiosità prima azzurra, poi arancione, verde e poi di nuovo azzurra. Gli oggetti presenti nell’area critica scompaiono, per poi ricomparire a fine esperimento. Durante l’esperimento, gli esseri umani hanno la sensazione di trovarsi nel vuoto assoluto esterno e psicologico, l’incapacità di parlare, ricordare e pensare in maniera logica. In pratica il campo magnetico unificato è un campo magnetico che ha le linee di forza convogliate tutte verso un’unica direzione voluta, facendo in modo che un corpo che si trova nel campo magnetico emette e riceve radiazioni in modo che si equivalgono (punto zero).

Secondo alcuni, gli UFO potrebbero essere legati a questi fenomeni, infatti gli effetti di un forte campo magnetico su cose e persone sono: la formazione di una foschia luminosa e verdastra; la scomparsa di cose e persone; una deformazione del tempo.

In attesa di qualsivoglia prova di concretezza, per ora tutto ciò rimane fantascienza o una mera teoria.

 

 

Philadelphia Experiment

 

Il Philadelphia Experiment riguarda un presunto esperimento che fu effettuato durante la seconda guerra mondiale su un battello a largo del cantiere navale della marina nel porto di Philadelphia (USA). Il fatto che sia avvenuto realmente non è provato.

Il battello oggetto dell’esperimento fu il Dragamine IX97 e non il cacciatorpediniere Eldridge, e subì uno spostamento temporale da una posizione nel porto di Philadelphia ad una posizione nella banchina di New Port News (Connecticut), dove l’IX97 aveva attraccato due settimane prima.

In sostanza furono poste delle correnti trifasiche attraverso cavi elettrici a bassa frequenza; i generatori operavano fra 7.5, 14 e 21 Hz (frequenza di risonanza terrestre). Così si creò un campo magnetico rotante, che creò uno spazio interno separato da quello universale; questo spazio interno tornò indietro di due settimane ed in sostanza, più energia si dava, più si andava dietro nel tempo. Togliendo la corrente l’IX97 ritornò nel presente: parte dei marinai morirono, uno finì fuso nell’acciaio della nave, altri furono feriti e coloro che erano chiusi nelle cabine non riportarono danni. L’intenzione era di allontanare di un miglio il dragamine da una ipotetica mina, lasciandolo lì fino all’esplosione dell’ipotetica mina; se avesse funzionato questa tecnologia sarebbe stata utilizzata per salvare le navi dalle mine tedesche e giapponesi.

Il Philadelphia Experiment è considerato un evento estremamente controverso, un falso per molti esperti. Infatti, la sua storie si regge su alcune storie palesemente inventate e su molte speculazioni. Interessante il fatto che la storia ebbe grande diffusione grazie al libro "The Philadelphia Experiment: Project Invisibility" scritto da William L. Moore e Charles Berlitz, che raccontava la storia come se fosse vera nonostante ci fosse una notevole somiglianza con il romanzo fantascientifico "Thin Air" uscito l'anno precedente e conosciuto in Italia col titolo "La nave invisibile".

A ciò si aggiunge il fatto che non esistono negli archivi militari o civili indicazioni, che portino a concludere che l'esperimento sia realmente avvenuto; tutta la documentazione presente, offrire cioè dati non coincidenti con il racconto del Philadelphia Experiment.

Esiste anche il parere ufficiale dei militari americani sul caso, dove ovviamente spiegano che si tratta una bufala, cosa interpretata dai cospirazionisti più paranoici come prova del fatto che "stanno coprendo la verità":

http://www.history.navy.mil/faqs/faq21-1.htm

 

 

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico

http://ceifan.org