Il Philadelphia Experiment

 

 

Il Philadelphia Experiment riguarda un presunto e controverso esperimento che fu effettuato durante la seconda guerra mondiale su un battello a largo del cantiere navale della marina nel porto di Philadelphia (USA). Il fatto che sia avvenuto realmente non è provato.

Il battello oggetto dell’esperimento fu il Dragamine IX97 e non il cacciatorpediniere Eldridge, e subì uno spostamento temporale da una posizione nel porto di Philadelphia ad una posizione nella banchina di New Port News (Connecticut), dove l’IX97 aveva attraccato due settimane prima.

In sostanza furono poste delle correnti trifasiche attraverso cavi elettrici a bassa frequenza; i generatori operavano fra 7.5, 14 e 21 Hz (frequenza di risonanza terrestre). Così si creò un campo magnetico rotante, che creò uno spazio interno separato da quello universale; questo spazio interno tornò indietro di due settimane ed in sostanza, più energia si dava, più si andava dietro nel tempo. Togliendo la corrente l’IX97 ritornò nel presente: parte dei marinai morirono, uno finì fuso nell’acciaio della nave, altri furono feriti e coloro che erano chiusi nelle cabine non riportarono danni. L’intenzione era di allontanare di un miglio il dragamine da una ipotetica mina, lasciandolo lì fino all’esplosione dell’ipotetica mina; se avesse funzionato questa tecnologia sarebbe stata utilizzata per salvare le navi dalle mine tedesche e giapponesi. O almeno questo dice la leggenda.

 

Il Philadelphia Experiment è considerato un evento estremamente controverso, un falso per molti esperti. Infatti, la sua storie si regge su alcune storie palesemente inventate e su molte speculazioni. Interessante il fatto che la storia ebbe grande diffusione grazie al libro "The Philadelphia Experiment: Project Invisibility" scritto da William L. Moore e Charles Berlitz, che raccontava la storia come se fosse vera nonostante ci fosse una notevole somiglianza con il romanzo fantascientifico "Thin Air" uscito l'anno precedente e conosciuto in Italia col titolo "La nave invisibile".

A ciò si aggiunge il fatto che non esistono negli archivi militari o civili indicazioni, che portino a concludere che l'esperimento sia realmente avvenuto; tutta la documentazione presente, offre cioè dati non coincidenti con il racconto del Philadelphia Experiment.

Esiste anche il parere ufficiale dei militari americani sul caso, dove ovviamente spiegano che si tratta una bufala, cosa interpretata dai cospirazionisti più paranoici come prova del fatto che "stanno coprendo la verità":

http://www.history.navy.mil/faqs/faq21-1.htm

 

 

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