La teoria dell'evoluzione e gli alieni simili all'uomo

 

 

Secondo la teoria dell'evoluzione, è assolutamente improbabile che gli alieni possano essere come l'uomo, anzi portare avanti la tesi che esseri di altri pianeti vengano da noi e si presentino simili all'uomo significa dare l'opportunità di gettare ulteriore discredito sull'ufologia.

Basti pensare che qualsiasi differenza planetaria porta ad esseri viventi diversi, ad esempio è dimostrato che le forme e le attività dei viventi sono condizionate dalla forza di gravità alla superficie del nostro pianeta. La gravità non solo controlla le attività, ma anche la forma di tutti gli organismi.

 

È logico ipotizzare che nello spazio vivano forme di vita simili alla specie umana?
Consideriamo che la vita sulla Terra ha avuto una comune origine da organismi procariotici, come dimostra la struttura e organizzazione delle cellule. Nei vari ambienti, numericamente limitati alle dimensioni e alle caratteristiche del nostro pianeta, oggi sono classificate oltre un milione e mezzo di specie viventi, più i batteri ed un numero indefinibile di virus, che secondo la definizione corrente non possono essere considerati come vere e proprie forme viventi.

Pensando che la vita sulla Terra è presente e ben diversificata da circa due miliardi di anni e che nessuna specie ha una durata illimitata, è ovvio che nel corso dell’evoluzione alcuni miliardi di specie devono essersi susseguite, comparse ed estinte, fino ad oggi.

Nonostante il comprensibile egocentrismo che ha sempre contraddistinto l’uomo, ci si rende conto che Homo sapiens altro non è che una di queste specie, certo più evoluta e capace di modificare più di qualsiasi altra il suo habitat, ma rimane sempre uno di quei miliardi di risultati frutto dell’espressione del DNA, che può dare luogo ad un uomo, ad una seppia, ad un lombrico, ad una quercia, tutti organismi costituiti da cellule molto simili fra loro e funzionanti in modo analogo.

 

A questo punto una domanda viene spontanea: Com’è credibile che la vita extraterrestre, ammesso che esista, dia origine ad organismi strutturati come noi uomini? In base a quale legge dell’evoluzione, nelle condizioni assolutamente non terrestri di un qualche pianeta disperso nell’universo, la vita può portare ad una ridicola caricatura di una "modesta" specie terrestre, peraltro apparsa in una porzione irrisoria del tempo geologico? Solo tra gli animali attuali contiamo oltre un milione di specie viventi che si nutrono, si evolvono, si riproducono, comunicano, percepiscono stimoli visivi, uditivi, tattili… e quale specie l’uomo stesso sceglie come modello della vita extraterrestre?

Semplice e comprensibile: se stesso, nonostante i vari milioni di forme di vita esistenti sulla Terra attualmente. L’extraterrestre di forma quasi umana, dall'incarnato pallido, con due gambe e due braccia esili, due occhioni ed una bocca infera in posizione analoga alla nostra, è una visione alquanto irragionevole.

Che ne pensano gli ufologi di un extraterrestre a forma di tacchino? Forse un bambino delle elementari avrebbe più fantasia nell'immaginare la vita extraterrestre rispetto all'ometto deforme, in quanto non contaminato dallo stereotipo dell'alieno che imperversa tra i gironi degli ufologi.

Per coloro che giustificano la somiglianza dell’extraterrestre tipo con gli umani come il frutto dell’evoluzione convergente su pianeti diversi, ma con caratteristiche ambientali al pari convergenti, ricordo che l’evoluzione non è finalistica e la specie umana non deve essere considerata né un culmine di perfezione, né tanto meno un punto di raggiungimento massimo del livello evolutivo.

Comprendere l'evoluzione e lo sviluppo delle forme di vita terrestre non ci darà una soluzione sull'ipotesi morfologica di un alieno.

Ci sono troppi eventi casuali nell'evoluzione sulla Terra (e figuriamoci al di fuori di essa) per condurre a convergenze simili. Per esempio, i mammiferi posseggono quattro arti non perché questo sia il modo migliore di sorreggere un corpo, ma perché essi hanno ereditato quattro arti dai loro antenati pisciformi dotati di quattro pinne. Meglio conosceremo le interazioni fra sviluppo ed evoluzione, come lo sviluppo evolve e come esso condiziona l'evoluzione e meglio potremo sapere che cosa cercare al di fuori dalla nostra biosfera.

È inverosimile e poco sostenibile che un alieno posso raggiungere un simile livello di convergenza con la specie umana attraverso un processo evolutivo indipendente dal nostro. Non essendoci finalismo, è doppiamente assurda l’ipotesi di convergenza adattativa su sistemi assolutamente non omologabili.

In seconda analisi, se proprio vogliamo avere una visione limitata alle forme di vita terrestri, se l’ipotetico pianeta avesse caratteristiche analoghe alla Terra, il gruppo animale che probabilmente verrebbe premiato è quello degli artropodi (ragni, crostacei e soprattutto insetti). Gli insetti nel complesso rappresentano sulla Terra il massimo esempio di adattabilità e biodiversità, secondi a loro abbiamo i molluschi ed i vari phyla di vermi (anellidi, nematodi, platelminti).

Quindi, sempre ammettendo l’esistenza di questo pianeta ecologicamente convergente, sarebbe logico ipotizzare la convergenza degli extraterrestri con gli insetti, con una lumaca o con un lombrico piuttosto che con un uomo.

Che l'ufologia sia una branca della fantascienza scarsamente dotata di creatività? Il massimo della fantasia sprigionata dalla setta degli ufologi arriva a tre specie aliene ben distinte: i grigi sono quelli più classici, gli ometti strani già descritti, inventati a Hollywood e piacevolmente ripresi dagli esperti del settore. I rettiliani hanno grandi occhi a pupilla verticale, un'altra assurda "copiatura" dal mondo animale. Più simpatici i nordici, alti, biondi e con gli occhi azzurri.

Fino ad ora abbiamo fantasticato, argomentando sull'assunto di base che la vita extraterrestre, pur condividendo la fisica e la chimica terrestre, avesse struttura analoga alla nostra.

La vita terrestre è comunque “un tipo” di vita corrispondente ad “un tipo” di pianeta, ciascun essere vivente è il punto di arrivo di una lunga strada di eventi, praticamente irriproducibile. Poiché l’universo noto è per definizione infinito, è illogico ipotizzare che ad infiniti pianeti abitati corrisponda una vita dalle forme omologabili a quelle della Terra, ragion per cui il paragone della vita terrestre (e a maggior ragione dell'uomo) a quella extraterrestre, appare ancor più inverosimile.

Non potrebbe essere la vita aliena costituita da organismi avvicinabili alle amebe, o a grovigli filamentosi simili alle ife fungine, o ai mixomiceti o altre forme assai poco complesse, piuttosto che costituita da ometti buffi? Oppure ancora non parrebbe più credibile ricondurre l’extraterrestre ad una figura non omologabile a nessuna forma di vita terrestre, ad esempio una nebbiolina umida, ad una massa protoplasmatica o qualcos’altro di assolutamente sconosciuto?

Scherzi a parte, il differente livello evolutivo potrebbe pendere anche in favore degli alieni, considerando la vita sulla terra in forma primordiale e quella aliena molto, molto più evoluta.

 

In sostanza, anche per la teoria dell'evoluzione è assolutamente improbabile che gli alieni possano essere come gli umani: non incontreremo mai una forma di vita con un tempo di evoluzione e un corpo simile al nostro.

L'unica possibilità è che ci sia un collegamento diretto tra esseri umani ed alieni qualora degli alieni si presentassero con forma simile a quella umana. E non si deve intendere un collegamento a livello di forme semplici di vita che hanno portato a forme complesse intelligenti, ma un collegamento genetico avvenuto da parte di una forma aliena intelligente verso la specie somigliante.

In pratica, se sbarcassero sulla Terra alieni dalla forma umanoide, questo significherebbe che loro ci hanno creato a loro immagine e somiglianza. È questo il motivo che rende ridicolo agli occhi della scienza qualsiasi racconto che parla di alieni dalla forma simile a quella umana, magari solo con qualche differenza come l'altezza, il colore della pelle, la grandezza degli occhi e della testa.

Ipotizzare che l'evoluzione su tutti i pianeti porti alle stesse forme di vita è molto ma molto azzardato.

L'origine da differenti pianeti non genera esseri simili ma qualcosa di completamente diverso, e teorie come quelle dell'evoluzione non fanno altro che rendere ancora più impossibile l'ipotetica somiglianza tra due specie di differenti pianeti.

E se si volesse ipotizzare il fatto che gli alieni ci hanno creato a loro somiglianza?

Questo comporterebbe ancora ulteriori problematiche, in quanto significa che per fare ciò gli alieni avrebbero dovuto operare su un arco di milioni di anni, arrivando a periodi di decine o centinaia di milioni di anni se si considerano le somiglianze umane non casuali con elementi presenti nel mondo animale: si tratta ovviamente di periodi davvero troppo lunghi, che rendono perfino difficile formulare una ipotesi minimamente credibile in merito.

 

 

 

 

Riflessioni su come potrebbero essere gli alieni

 

Ricordiamo inoltre cosa ci insegna la scienza: non incontreremo mai una forma di vita con un tempo di evoluzione e un corpo simile al nostro.

Nell'universo esisteranno una quantità sterminata di tipi diversi di alieni. Gli alieni, essendosi sviluppati su pianeti differenti dal nostro, quindi con variabili completamente diverse, potrebbero avere le forme più strane, ma di sicuro non quella umana a meno di considerare un collegamento genetico diretto con loro.

Il loro aspetto dovrebbe apparirci stranissimo, perfino assurdo: infatti, tutto quello che assomiglia all'essere umano o ad un essere animale è il frutto di qualcosa legato solo e soltanto al pianeta Terra generato da miliardi di ricombinazioni casuali avvenute nel corso di milioni di anni.

Secondo l'evoluzione, sulla forma e sulle caratteristiche degli esseri viventi incidono migliaia di fattori, tra cui combinazione genetica nel corso di milioni di anni, caratteristiche ambientali, composizione atmosferica, gravità, casualità di ogni genere.

Si pensi che sulla Terra abbondavano esseri ora scomparsi, da cui l'uomo avrebbe potuto discendere in caso la teoria dell'evoluzione fosse esatta, e di conseguenza l'aspetto degli esseri umani oggi sarebbe una evoluzione di specie dalle caratteristiche differentissime da quelle conosciute, come quelle che popolavano la Terra nella preistoria.

 

 

E di conseguenza, non è possibile sapere gli alieni da quale specie potrebbero derivare e soprattutto quale potrebbe essere la bizzarra forma della specie da cui deriverebbero: di sicuro con le milioni di combinazioni possibili gli alieni sarebbero molto diversi da noi.

Di fatto, alieni somiglianti alle forme di vita terrestri sono estremamente improbabili, e queste ad esempio potrebbero essere le forme degli alieni che non hanno legami genetici con gli esseri umani:

http://it.youtube.com/watch?v=fUp_JgBTi7k

http://it.youtube.com/watch?v=I33iGFgSifM

 

Tanto per essere ancora più chiari, ecco quale ad esempio può essere una forma credibile di essere alieno che potrebbe sbarcare sul nostro pianeta:

 

 

Tra l'altro è bene sottolineare che questa cosa la scienza lo ha sempre saputo, ed infatti prima che scoppiasse la mania degli alieni che ci visitano, quindi prima dell'era spaziale, si immaginavano alieni comunque tutt'altro che simili all'uomo, come si può vedere anche in questa galleria con disegni risalenti a quell'epoca:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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