Le misteriose anomalie magnetiche terrestri

La Terra è soggetta a misteriose ed inspiegabili anomalie magnetiche che
dovrebbero essere il segnale per un imminente inizio del processo di inversione dei poi magnetici, che
è la più traumatica e spettacolare modifica di una caratteristica planetaria a
scala globale alla quale è soggetto il nostro pianeta.
Il campo magnetico terrestre è prevalentemente dipolare, cioè
simile a quello generato da una calamita localizzata al centro della Terra, e ha
anche veramente subito spettacolari inversioni di polarità. Questo fenomeno
consiste all'inizio in una diminuzione di intensità del campo e, nel giro solo
di pochi millenni, porta il polo Nord magnetico a divenire un polo Sud e
viceversa. Se si potesse osservare il fenomeno con una bussola si vedrebbe una
rotazione dell'ago che da Nord si sposta progressivamente verso Sud. Questo
fenomeno che come detto avviene in qualche migliaio di anni, viene chiamato
un'inversione.
In media, ogni 300 mila anni avviene un'inversione dei poli magnetici della
Terra. L'ultima inversione è avvenuta circa 780 mila anni fa. Infatti, le
rocce fuse eruttate dai vulcani contengono ferro non magnetizzato a causa delle
temperature, ma quando si raffreddano, la loro componente ferrosa si magnetizza
"registrando" il campo magnetico al momento.
Nella loro storia le inversioni non hanno una definita periodicità e non
mostrano apparentemente alcuna regolarità. Purtroppo di questo fenomeno non sono
ancora disponibili spiegazioni soddisfacenti e l'argomento è uno dei più
complessi in geofisica.
Gli scienziati sono quindi in grado di studiare il paleomagnetismo, risalendo a
epoche remotissime e scoprendo, appunto, l'instabilità dei poli magnetici.
I segnali ci sono
tutti, è passato molto tempo dalla precedente inversione planetaria, il polo
nord magnetico si sta muovendo velocemente, esiste un "buco" magnetico noto come
anomalia del Sud Atlantico, ed il campo magnetico terrestre si sta indebolendo
velocemente.
Vediamo più nel dettaglio questa situazione.

La
misteriosa anomalia del Sud Atlantico
Tratto ed adattato in
parte da
Qui
e
Qui
La cartografia globale del campo magnetico
terrestre mostra un forte minimo dell'intensità
del campo in un'area, della grandezza di diversi
milioni di chilometri quadrati, che si estende
dall'America meridionale verso est a interessare
una vasta regione di Oceano Atlantico
meridionale. È la cosiddetta anomalia
magnetica del sud Atlantico, una regione di
considerevole attenuazione del campo magnetico
terrestre rispetto al valore che si ha altrove
normalmente a quelle latitudini.
Come noto il campo magnetico terrestre non
consente al vento solare di giungere
direttamente alla superficie del nostro pianeta
che proprio a causa dello schermo formato dal
campo, viene protetto dalla radiazione
corpuscolare di origine solare. La regione di
spazio a forma di cometa nella quale in campo è
così confinato si chiama magnetosfera.
Solo in certe condizioni che dipendono da alcuni
parametri nel vento solare, la magnetosfera può
aprirsi e consentire alla particelle del vento
solare di raggiungere la nostra atmosfera.
L'anomalia atlantica, proprio per il basso
valore del campo magnetico terrestre,
rappresenta una piccola “buca” nello scudo
magnetico della Terra.
Il fenomeno avviene nella fascia dell’atmosfera
del nostro pianeta, chiamata ionosfera. Strato
il cui settore si estende da un minimo di 80Km
ad un massimo di 500Km di altezza dal suolo.
Si pensi che l'anomalia del Sud Atlantico
produce conseguenze di grande importanza per i
satelliti astronomici e per altri veicoli
spaziali che orbitano intorno alla Terra ad
altezze di diverse centinaia chilometri in
quanto queste orbite portano questi oggetti
periodicamente, ad ogni orbita, all'interno
dell'anomalia esponendoli così ogni volta a
forti radiazioni per la durata di parecchi
minuti. La progettazione della Stazione Spaziale
Internazionale, che vi passa attraverso in una parte delle sue orbite, ha
richiesto una schermatura supplementare per risolvere questo problema: il
telescopio spaziale Hubble e altri satelliti non effettuano osservazioni quando
attraversano l'anomalia.
Nessun effetto registrabile dell'anomalia atlantica si verifica invece al suolo,
protetto non solo dalla magnetosfera, ma anche dall'atmosfera terrestre.
Nell’area oggetto del fenomeno atmosferico si nota la caratteristica che il
valore del campo magnetico terrestre è più basso, rispetto a quello che si
registra in tutte le altre corrispondenti aree geografiche del pianeta. E visto
che la difesa dal vento solare dipende proprio dall’influenza e quindi dal
valore del campo magnetico che è direttamente proporzionale all’influenza. Nell'area
del Sud-Atlantico abbiamo uno scudo protettivo più debole, rispetto a tutto il
resto della ionosfera che circonda il globo terrestre .
Molti scienziati
pensano che l'anomalia sia un effetto secondario dell'inizio
di un'inversione magnetica: la letteratura esistente sull'argomento riporta come
una delle varie cause dei cambiamenti dei confini dell'anomalia del Sud
Atlantico dalla sua scoperta ad oggi il lento indebolimento del campo magnetico
terrestre.
Quello che è certo è
che il campo magnetico si sta indebolendo e che le fasce di Van Allen si
avvicineranno alla superficie terrestre allargando di conseguenza l'area
dell'anomalia.
Il
misterioso spostamento veloce del Polo Nord magnetico
Il Polo Nord magnetico si
è spostato di 1100 chilometri in un secolo, gli scienziati ritengono che le oscillazioni, nella loro fase finale, causeranno un'altra inversione
dell'asse Nord-Sud.
Il Nord magnetico si sta muovendo verso Est e potrebbe raggiungere la Siberia in
un cinquantennio, è stato identificato nel 1838 e attualmente si sposta alla velocità media di
40 Km l'anno.
È importante sottolineare che oggi il polo sud magnetico è in prossimità del
polo nord geografico, proprio a causa della precedente inversione dei poli
magnetici.


La
misteriosa veloce diminuzione del campo magnetico terrestre
Tratto ed adattato in
parte da qui
È stato dimostrato
che il campo magnetico terrestre sta diminuendo più velocemente di quanto non si
credesse in passato:
i dati mostrano che l’intensità del campo magnetico terrestre si sta riducendo
da almeno 2000 anni.
Il problema sta nella velocità stimata per la decrescita,
che secondo gli scienziati sarebbe decisamente maggiore di quanto non sia stato
valutato in precedenza.
Tra l'altro, ai tempi
di Gesù il campo era notevolmente più intenso di quello che è oggi, almeno un
cinquanta per cento più intenso. Ma solo poco prima, ai tempi dei costruttori
delle piramidi d'Egitto, era invece ancora più basso del valore attuale. Una
storia di alti e bassi lunghissima nel tempo.
Nel profondo interno della Terra viene originato il
campo e la sua dinamica è causata dal complesso sistema di correnti elettriche
che fluisce nel nucleo terrestre. Dalla metà dell'Ottocento a oggi il campo è
diminuito di circa il 7-8% del valore che aveva ai tempi di Gauss, il grande
fisico matematico tedesco che agli inizi dell'Ottocento ne stabilì per primo
quantitativamente le caratteristiche globali. Questa diminuzione di intensità,
proseguendo al livello attuale, porterebbe in solo un millennio alla fine del
campo magnetico terrestre!
Il campo magnetico della Terra ci protegge dal vento solare,
ma che cosa accadrebbe se il campo magnetico scomparisse completamente?
Nel corso dei miliardi di anni di evoluzione del nostro pianeta, il campo
magnetico è diminuito di intensità molte centinaia di volte, per poi
riacquistare vigore successivamente. Sono cambiamento che si verificano in
centinaia di migliaia di anni, molto lenti, graduali, spesso con delle
oscillazioni su scala temporale minore. Tuttavia non ci sono tracce di
estinzioni di massa causate da questo fenomeno: il campo magnetico è stato nullo
o molto minore di oggi per un periodo di tempo fortunatamente troppo breve
perché la sua assenza potesse produrre conseguenze perniciose.
Il campo magnetico terrestre, infatti, svolge un ruolo fondamentale per il
mantenimento di condizioni ambientali favorevoli alla vita sul nostro pianeta.
Grazie al campo magnetico, sia i raggi cosmici, cioè quelle particelle cariche
di alta energia che piovono sulla Terra dallo spazio profondo, sia il vento
solare, cioè quelle particelle cariche che provengono dalla corona solare, sono
in gran parte deviate o rallentate prima di raggiungere gli strati atmosferici.
Se questo non accadesse, i raggi cosmici e il vento solare depositerebbero
grandi quantità di energia in atmosfera attraverso gli urti con il gas. Questo
causerebbe un riscaldamento atmosferico, che avrebbe come conseguenza la perdita
dell’atmosfera stessa per evaporazione. Incidentalmente, questa è proprio una
delle ipotesi per spiegare l’assenza di atmosfera su Marte, che è privo,
appunto, anche di campo magnetico.
Fra l’altro un’atmosfera molto più rarefatta di quella attuale non sarebbe più
in grado di assorbire la radiazione solare di alta energie né gran parte delle
particelle di alta energia che costituiscono i raggi cosmici stessi: la
superficie della Terra sarebbe raggiunta da dosi di radiazione ionizzante
sufficienti per sterilizzarla.
Tuttavia, il fatto che il campo magnetico si stia riducendo non significa
affatto che scomparirà per sempre. È vero, invece, che il campo magnetico
terrestre ci ha abituato a variazione e oscillazioni di intensità e di direzione
su diverse scale temporali. Ben sappiamo che le bussole dei navigatori del ‘700
oggi non sono affidabili: il polo sud magnetico ha vagabondato per 1100 km
dall’800 a oggi.
Quindi non solo l’intensità ma anche la direzione campo magnetico terrestre è
variabile, ed è il nucleo fluido della Terra che genera il campo magnetico.
La rotazione
terrestre crea una serie di vortici nel nucleo liquido. Le correnti e le
differenze di temperatura danno vita a una grande dinamo: è così che si
forma il campo magnetico intorno alla Terra.
Ma quale è
il meccanismo attraverso il quale intensità e direzione del campo magnetico
vengono modificate?
Abbiamo molti indizi che l’inversione delle polarità del campo magnetico
terrestre si sia verificata centinaia di volte negli ultimi miliardi di anni. La
diminuzione del campo magnetico misurata negli ultimi 2000 anni potrebbe essere
proprio un indizio di un campo magnetico che nei prossimi millenni è destinato a
invertirsi: la “calamita” terrestre si potrebbe completamente capovolgere.
Insomma, tutte le
anomalie magnetiche terrestri fanno pensare che siamo prossimi ad un imminente
inizio del processo di inversione dei poli magnetici terrestri. Questo
porterebbe ad incredibili anomalie ed addirittura alla presenza simultanea di multipli poli
magnetici durante la fase di inversione dei poli.

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico
http://ceifan.org