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Il CEIFAN presenta:

Diego Cuoghi

ARTE E UFO?
no grazie, solo arte per favore...

Intro - Parte 1 - Parte 2 - Parte 3 - Parte 4 - Parte 5 - Parte 6 - Parte 7 - Parte 8


CROCIFISSIONE
( Monastero di Visoki Decani, Kosovo)


(l'immagine è stata gentilmente concessa da BLAGO Fund Archives
ed è tratta dal sito http://www.srpskoblago.org/)

Ci troviamo di fronte a uno dei casi più clamorosi, tra quelli pubblicati in molti siti ufologici, di fraintendimento del significato di un'opera d'arte, perchè solo chi non conosce la simbologia artistica dell'epoca può arrivare a sostenere che vi sono elementi misteriosi e incongrui.
Questa
Crocifissione, dipinta nei primi decenni del XIV secolo, si trova nel terzo livello della cupola nel Monastero di Visoki Decani in Kosovo, ed è tra le opere più citate nei siti di clipeologia. Gli UFO sarebbero i due strani oggetti ai lati della croce, che vediamo ingranditi:


(le immagini sono state gentilmente concesse da BLAGO Fund Archives e sono tratte dal sito http://www.srpskoblago.org/)

In questo caso gli autori di quei siti sostengono che si tratterebbe di due astronavi con equipaggio, come possiamo leggere nelle pagine di Edicolaweb: «Jugoslavia, monastero di Visoki Decani, affresco della prima metà del XIV secolo. Si notano ai due angoli superiori, due capsule spaziali pilotate».
In particolare Mauro Paoletti, nell'articolo intitolato Il fenomeno ufologico nell'arte si spinge fino a dire che "Nel 1335, nella porzione di cielo di un affresco nel monastero dei Decani, Kosovo-Metohija, ex Jugoslavia, furono riprodotti due oggetti aerei, con una persona all'interno, che si inseguono sopra la scena che riproduce una Crocifissione. Gli affreschi sono rimasti sconosciuti fino al 1964, quando vennero fotografati con un teleobiettivo, dato che le immagini sono situate a circa quindici metri da terra. L’autore delle foto, Aleksander Paunovich, analizzandole, scorse due oggetti "aerei". Nel primo, un uomo sembra pilotare l’oggetto, mentre rivolto all’indietro controlla la traiettoria del "velivolo" che segue. Nel secondo, si può osservare un essere che non presenta sembianze umane e tiene un oggetto fra le mani.
Gli angeli, raffigurati a contorno della scena, vigilano il volo degli oggetti e tengono gli occhi chiusi e le mani sulle orecchie nell’atto di tapparle, come non volessero restare abbagliati o sordi.
"

La storia, dopo essere stata pubblicata nella rivista jugoslava "Lumière" nel 1964, arrivò in Europa occidentale in un articolo pubblicato nel 1967 da Spoutnik, una rivista di cultura russa stampata in Francia. Nello stesso articolo, firmato da Viatcheslaw Zaitsev, si parlava anche del cosiddetto "astronauta di Fergana" e di altri "visitatori del cosmo" che l'autore credeva di individuare in antiche opere d'arte (anche Gesù, secondo Zaitsev, sarebbe stato un cosmonauta!).

Ma la Crocifissione di Decani non contiene particolari "spaziali", segue invece un modello iconografico tradizionale molto diffuso nel medioevo. In particolare un'opera d'arte che nella composizione ricorda questa Crocifissione è la Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami, che si trova nel Duomo di Parma

Alle estremità della composizione, nella stessa posizione dell'affresco di Decani, sono raffigurati con aspetto umano il Sole e la Luna, testimoni della Crocifissione. In entrambe le opere d'arte i personaggi che rappresentano il Sole e la Luna guardano verso la Croce che si trova al centro della composizione.

Il Sole e la Luna rappresentati come personaggi dalle fattezze umane sono visibili in molte crocifissioni in stle bizantino-ortodosso

Qui vediamo un particolare della rilegatura di un antico Evangelario (Tesoro di San Clemente d'Ochrida, sec XIV) e un particolare della crocifissione dipinta da Teophanes il Cretese in un monastero del Monte Athos:

La crocifissione della chiesa di Karanlik, in Cappadocia:

dal "Dizionario dei soggetti e dei simboli nell'arte" di James Hall:
«Il sole e la luna ai due lati della croce sono elemento ricorrente nelle crocifissioni medievali. Essi sopravvissero fino al primo Rinascimento, ma sono rari dopo il XV secolo. La loro origine è antica. Sole e luna erano tradizionalmente presenti nell'iconografia delle divinità solari della Persia e della Grecia, e tale consuetudine si mntenne in epoca romana sulle monete recanti le effigi degli imperatori. Sembra che questa convenzione iconografica sia riuscita a penetrare nell'arte cristiana primitiva tramite la festività del Natale, sovrappostasi a una festa pagana che celebrava la rinascita del sole.Molto tempo prima delle più antiche raffigurazioni della Crocifissione, il sole e la luna comparivano in altri temi cristiani: il Battesimo, il Buon Pastore e la Maestà di Cristo. Quando si iniziò a raffigurare il Cristo in croce parve che un appropriato inserimento dei due simboli fosse già ratificato dalle scritture e dai teologi. I vangeli sinottici raccontano che verso mezzogiorno si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. L'eclisse poteva essere semplicemente un segno del lutto dei cieli per la morte del Redentore; ma più specificatamente, secondo Agostino, il sole e la luna rivelavano il rapporto di prefigurazione che unisce i due Testamenti: l'Antico (la luna) si poteva comprendere solo alla luce del Nuovo (il sole). Negli esempi medievali, il sole e la luna possono essere rappresentati secondo la tipologia antica: il sole come figura maschile che guida una quadriga, la luna come figura femminile che conduce un carro di buoi, ciascuno all'interno di un disco circolare. Oppure il sole è rappresentato semplicemente da un busto maschile con un alone luminoso, e la luna da un busto femminile con il crescente lunare che contraddistingue Diana. Più tardi si riducono a due semplici dischi (in quello della luna può essere inscritto il crescente lunare) e a volte sono sorretti da angeli. Il sole compare alla destra di Cristo, la luna alla sua sinistra.»

Due avori intagliati conservati al Museé de Cluny, a Parigi, in entrambi il Sole e la Luna ai lati della Crocifissione:

Spesso il Sole e la Luna venivano rappresentati come personaggi dalle fattezze umane alla guida di carri trainati rispettivamente da cavalli e da buoi, come in questo bassorilievo in avorio che fa parte della rilegatura del "Libro delle Pericopi di Enrico II" del XI secolo (Monaco, Bayerische Staatsbibliothek):

In una lunetta del Duomo di Parma, che raffigura un episodio della storia di Barlaam e Josafat, scolpita da Benedetto Antelami, troviamo le figure del Sole e della Luna raddoppiate in basso in quelle del Giorno e della Notte, che sembrano combattere tra loro.

Per finire, nello stesso monastero di Decani, in una cupola più bassa della navata centrale, si trovano altre "personificazioni" del Sole e della Luna:


(le immagini sono state gentilmente concesse da BLAGO Fund Archives e sono tratte dal sito http://www.srpskoblago.org/)


Conclusioni:

Nella Crocifissione di Decani non ci sono UFO. I due oggetti ai lati della croce sono il Sole e la Luna, rappresentati in maniera antropomorfa come in moltissime scene che raffigurano la Crocifissione in ambiente bizantino ortodosso.

In the Decani Crucifixion fresco there are no UFOs. The two objects near the cross are the Sun and the Moon represented as anthropomorphic, in the same way as in many bizantine Crucifixions.


 

CROCIFISSIONE
Cattedrale Svetitskhoveli, Mtskheta, Georgia

 

Questa bruttissima immagine, forse ricavata da un ritaglio di una rivista, compare praticamente in tutti i siti di mistero dedicati agli UFO nell'arte.

Ecco invece una riproduzione migliore, nella quale possiamo osservare tutti i particolari


Photo:
Steffen Schülein (GTA - Georgian Tourism Association )

La Crocifissione è dipinta su uno dei lati del monumento funebre alla martire Sidonia nella cattedrale Svetitskhoveli di Mtskheta in Georgia, e anche in questo caso, come in quello precedente e nella maggior parte delle crocifissioni in stile bizantino, troviamo raffigurati gli stessi "oggetti" a fianco della croce, il Sole e la Luna, spesso rappresentati con fattezze umane.

Ecco come viene descritta la scena della crocifissione in una icona bizantino-ortodossa:
«The angel top left introduces a bright female personification while gesturing to the sun. Another opposite expels a dark personification on the other side of the moon. This juxtaposition of light and dark, positive and negative, is central to the interpretation of the panel as representing man’s redemption through Christ’s death
(http://www.st-mary-mons.org/english/ancient_icon_of_crucifixion_13th.htm)


«A tali elementi base si aggiungono poi, con possibili modifiche nelle diverse varianti, altre componenti simboliche: il sole e la luna, «luce eterna» («Non più tramonterà il tuo sole, né la tua luna decrescerà, perché il Signore sarà per te eterna luce e saranno finiti i giorni del tuo dolore», Isaia , 60.20) » (http://www.iconarussa.it/pubblicazioni/salvatore.php)



« Mysterium Lunae - Secondo l'antica tradizione iconografica della Crocifissione, comune all'Oriente e all'Occidente, il mistero della morte di Cristo è raffigurato con due "testimoni" cosmici dell'evento salvifico: il sole e la luna. Essi non solo esprimono la portata universale della salvezza operata da Cristo sulla croce, ma sono, in qualche modo, il simbolo permanente del rapporto tra Cristo (Sole di giustizia) e la Chiesa (Selene). La luna con i suoi fenomeni cosmici simboleggia il mistero della Chiesa. Il suo crescere e morire è immagine della incarnazione e della kenosi del Logos. Essa non rifulge di luce propria, ma proietta quella che riceve dal sole. "Non è cosa da poco la luna, che Cristo ha scelto come suo simbolo e che rappresenta l'immagine dell'amata Chiesa (...). »
(http://www.webitaly.com/hellenismos/tamburr.htm)

Ecco una piccola galleria di Crocifissioni in stile bizantino ortodosso, tutte con il Sole e la Luna raffigurati con visi umani:


Ma non solo nell'arte Ortodossa troviamo il Sole e la Luna nella Crocifissione. Ecco alcune opere di autori come Durer, Crivelli, Raffaello, Bramantino, e due miniature tratte da codici medievali:

Anche nell'arte sacra moderna possiamo vedere il Sole e la Luna a fianco della croce:



Conclusioni:

Nella Crocifissione di Mtskheta non ci sono UFO. I due oggetti ai lati della croce sono il Sole e la Luna, rappresentati in maniera antropomorfa come in moltissime scene che raffigurano la Crocifissione in ambiente bizantino ortodosso.

In the Mtskheta Crucifixion there are no UFOs. The two objects near the cross are the Sun and the Moon represented as anthropomorphic, in the same way as in many bizantine Crucifixions.


 

Arte bizantina, Trasfigurazione di Cristo

Anche questa immagine viene interpretata in senso ufologico in molti siti web. Mauro Paoletti nelle pagine di Edicolaweb scrive che si tratterebbe di «un affresco del Quattrocento visibile a Kiev, ove è chiara la rappresentazione di Gesù dentro un razzo in movimento di ascesa, sorretto da due angeli in piedi su due nuvole che si muovono in sintonia verso l’alto, con tanto di scia a evidenziarne il movimento ascensionale.» (vedi anche http://www.edicolaweb.net/ufo_a01g.htm)

Prima di tutto non si tratta di un affresco ma di un disegno, o forse una xilografia (incisione su legno), inoltre immagini del genere non sono assolutamente rare, scene come quella si trovano in tutte le chiese dell'Europa di religione Ortodossa. Sarebbe bastato aprire i Vangeli per capire il soggetto: la Trasfigurazione.
Ecco questa scena descritta nel vangelo secondo Marco: «Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. »

In un codice bizantino datato tra il X e l' XI secolo si trovano tutte le precise "istruzioni" per gli artisti che devono dipingere scene sacre. Nel capitolo riguardante la Trasfigurazione si legge «Un monte con tre cime. Su quella di mezzo si trova Cristo benedicente e in piedi, con le vesti bianche. Tutt'intorno una luce con dei raggi. Sulla cima di destra, Mosè tiene le tavole della legge; sulla cima di sinistra, il profeta Elia. Entrambi sono in piedi e guardano Gesù in modo supplicante, sotto a Cristo Pietro, Giacomo e Giovanni sono stesi, ventre a terra: essi volgono il capo per guardare in alto e sono come in estasi.» (in "I segreti dell'iconografia bizantina - La «Guida della Pittura» da un antico manoscritto", Edizioni Arkeios, 2003, pag. 130)

Diversi esempi si Trasfigurazioni in stile bizantino, ripetute da secoli in modi pressoché identici:



Questa ultima immagine viene dalle pagine web di una chiesa ortodossa americana:


Conclusioni:

Nell'immagine chiamata "affresco di Kiev" non ci sono UFO né razzi con Gesù all'interno. Si tratta semplicemente di un dipinto che ha per soggetto la "Trasfigurazione", simile a tutte le altre icone con questo soggetto sacro.

In the image called "Kiev fresco" there are no UFOs or rockets. It is simply a representation of the "Transfiguration" of Jesus in bizantine style, similar to every other Orthodox Tranfiguration icons.



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