Il bisogno di attirare l'attenzione

 

 

Premessa: adattato da qui e qui

 

Molte persone amano mettersi al centro dell’attenzione, cercano in tutti i modi di farsi notare dagli altri, sentono cioè un profondo bisogno di farsi vedere da tante persone, affinché l’attenzione delle persone sia rivolta solo a loro, perché si parli di loro.
Da dove nasce questo bisogno profondo?
Perché alcune persone cercano in tutti i modi di raggiungere questo obiettivo?

Insomma queste persone sembrano essere felici e appagati solo dal contatto e dall’approvazione del prossimo, la loro massima soddisfazione si ha quando si parla di loro, quando si giudica un loro comportamento o modo di fare, quando il pubblico o un gruppo di persone dà loro un attenzione particolare.
Ma qual’è il bisogno profondo che viene colmato in questo caso?
 

Vediamo quali possono essere le motivazioni che spingono le persone ad essere esibizioniste:

1- L’esibizionismo
2- Il senso del potere
3- L’affermazione di sè
5- Il non sentirsi più soli (perché c’è un folto pubblico che li guarda)
6- La compensazione di un vuoto interiore

1 – L’ ESIBIZIONISMO

Di solito la persona che vuole attenzione ricerca un vasto pubblico, ad esempio per farsi incitare, acclamare, per essere osservati, per farsi notare, per far vedere agli altri “quanto si è bravi”, e cioè a causa di un forte desiderio di sentirsi ammirati, e per dimostrare agli altri e renderli partecipi di qualcosa di importante di sé, qualcosa di non comune che può essere:
- la propria bravura
- la superiorità nei confronti degli altri
- l’andare oltre i limiti e oltre le cose comuni
Questo voler dimostrare agli altri qualcosa di importante di sé, può rilevare da una parte un senso di inferiorità, infatti il senso di potere, il sentirsi più grandi, più importanti, più bravi, e nel voler dimostrare questo, può nascondere un complesso di inferiorità latente che deve essere analizzato.


2 – IL SENSO DEL POTERE E DI SUPERIORITA’

Il sentirsi potenti, o il dimostrare agli altri la propria superiorità, sia in competizione, sia da soli, può dimostrare in realtà un senso di inferiorità da parte della persona esibizionista, un complesso di inadeguatezza nei confronti di sè stessi o degli altri, così per risollevarsi, per compensare questa immagine di sé negativa, svalutante, per eliminare questo senso di inferiorità, l’esibizionista vuol fare qualcosa che và oltre il normale, qualcosa di grande, di superiore agli altri, di trasgressivo, qualcosa che và al di là delle regole, delle barriere, dei limiti comuni, come per compensare questo senso di inferiorità inconscio che lo pervade, e quindi per ristabilire un equilibrio interiore che viene minato dal complesso d’inferiorità, da questo stato illusorio della mente, da quest’immagine distorta che l’esibizionista ha di sé stesso.
Quindi possiamo dire che un comportamento che và oltre le regole, un comportamento trasgressivo, è come una sorta di “compensazione” di un aspetto interiore, in questo caso di un complesso di inferiorità la cui natura è illusoria, immaginaria, non reale, perché la persona in realtà non è inferiore a nessuno, quindi il suo “sentirsi inferiore” è solo un’immaginazione, un illusione di cui la persona è prigioniera e da cui verrà influenzata nella vita e nelle relazioni umane se non si analizza ed approfondisce i perché ha creato in sé queste illusioni e queste immagini distorte di sé.
Le domande da porsi sono:
- Cosa vuole dimostrare?
- A chi vuole dimostrare qualcosa?
- Perché vuole dimostrare qualcosa?
- E soprattutto bisogna chiedersi: questo voler dimostrare qualcosa quale bisogno và a soddisfare?
 

Può trattarsi di un bisogno di ammirazione, allora durante la psicoterapia si andrà ad indagare ed analizzare se la madre o il padre non ammiravano il proprio figlio (o figlia), o se lo svalutavano, e perché lo svalutavano.
Può essere un bisogno di sentirsi superiori, ed allora andremo ad analizzare le cause profonde che hanno generato questo desiderio, che potranno essere per esempio una svalutazione da parte dei genitori del proprio figlio, le umiliazioni subite a casa, a scuola o nel luogo di lavoro, o una vita povera, insoddisfacente che può portare la persona a comportamenti opposti, eccessivi di compensazione.
Oppure questo “complesso di superiorità” può in alcuni casi rintracciarsi in un’eccessiva esaltazione del proprio figlio da parte di uno o di entrambe i genitori, che in questo modo possono lasciare una traccia profonda nel bambino, tanto da fargli credere di essere una persona speciale, superiore, unica.
(Come si può notare una mancanza di equilibrio da una parte o dall’altra nell’educazione può trasmettere una mancanza di equilibrio al figlio)
Un altro aspetto che può risaltare nel soggetto è un bisogno di potere, e anche qui dobbiamo indagare ciò che ha generato questo bisogno, a volte può essere rintracciato nell’adulazione continua da parte dei genitori, o al contrario nell’aver subìto un potere molto forte, una violenza psicologica da parte dei genitori tale da generare nel proprio figlio un desiderio opposto alla svalutazione che hanno subito, cioè un grande desiderio di potere , nel caso dei driver quindi le corse possono diventare un senso di rivalsa per sé stessi.
In realtà il bisogno di ammirazione, il bisogno di potere e il bisogno di attirare l’attenzione sono delle manifestazioni o espressioni di un solo bisogno:
il bisogno di essere amati ed accettati
E’ questo il vero bisogno profondo che si nasconde nella persona esibizionista, cioè un amore non ricevuto, non sentito, o un amore sbagliato, senza equilibrio da una parte (svalutazione) o dall’altra (esaltazione).
Così la persona esibizionista sente dentro di sè che se sarà ammirato, notato, acclamato, applaudito, osannato da qualcuno, soddisferà in questo modo questo suo bisogno immenso di essere amato, un amore che non ha ricevuto o che non ha sentito, e così solo quando farà qualcosa di straordinario, di forte, di trasgressivo, di pericoloso, di importante, di originale o di unico, solo allora troverà qualcuno che gli potrà ridare, restituire quell’amore tanto agognato.
Di solito le persone trasgressive, non si rendono conto di questo a livello cosciente, ma possono rendersi conto di questo durante un’analisi approfondita, in questo modo potranno capire il perché delle loro azioni strane, eccessive, esibizioniste, e cominciando a prendere coscienza di questo, cominceranno a cambiare interiormente e nei loro comportamenti. Naturalmente c’è bisogno di tempo, di uno sforzo interiore, anche di umiltà per capire cosa succede dentro di noi, per imparare ad ammettere i propri errori, o per ammettere le cause di quello che facciamo, ma questo non può che farci bene, non può che esserci di aiuto.

3 – L’ AFFERMAZIONE DI SE’

Facendo un’azione particolarmente forte, trasgressiva, poco comune, l’esibizionista vuole anche “affermare sé stesso “, cioè dimostrare a sé stesso ed agli altri di essere qualcuno, di essere grande, di essere superiore agli altri, o semplicemente “dimostrare di essere”, “affermare di esistere”, in questo modo aumenterà la propria stima di sé.
Ma perché l’esibizionista deve compiere questa o quella azione per affermare sé stesso? Cosa lo porta a compiere un’azione trasgressiva al fine di dimostrare di essere e di esistere?
Se andiamo ad esaminare l’infanzia della persona trasgressiva ed esibizionista, ed il vissuto personale dei primi anni di vita, possiamo notare che a volte questa persona ha avuto dei genitori indifferenti, che non gli hanno dato l’importanza che avrebbe dovuto avere, che non li hanno accettati per quello che sono, con i loro pregi e con i loro difetti, che non gli hanno fatto sentire il loro amore, oppure che gli hanno dato un amore sbagliato.
In questo caso dobbiamo chiederci:
l’affermazione di sé, quale bisogno profondo và a soddisfare? Forse le persone che sentono il bisogno di affermare il proprio sé compiendo delle azioni spettacolari, probabilmente hanno avuto dei genitori che inconsciamente hanno annullato la loro personalità con i loro comportamenti e con la loro educazione sbagliata, in questo modo non hanno permesso al proprio figlio di esprimersi ed in questo modo a livello simbolico e psicologico non gli hanno consentito di esistere, di essere, di scegliere, di essere libero, e questo è una carenza psicologica che se non verrà analizzata durante le sedute con uno psicologo potrà portare a comportamenti negativi ed eccessivi nella persona che ne è preda.
 

4 – LA VOGLIA DI PROVARE EMOZIONI

Le persone esibizioniste si comportano in modo eccessivo, appariscente, esagerato anche per le emozioni forti che provano nel fare questo, per sentirsi vivi, ammirati e notati dagli altri.
Questi comportamenti eccessivi gli danno felicità, una felicità transitoria però, temporanea, di breve durata in cui dopo l’innalzamento di energia, segue un periodo di ricaduta e di abbassamento di energia e di insoddisfazione, come un circolo vizioso ciclico che sembra non finire mai in cui il giorno dopo, per sentire di nuovo quella soddisfazione, quell’appagamento, quella felicità che gli manca, l’esibizionista deve di nuovo riattivare quei meccanismi di sempre, tornando ad agire nei soliti modi strambi e trasgressivi.
Ed è solo facendo quelle cose che pochi sanno fare, o agendo in modo esibizionistico che queste persone trovano un senso, una propria identità, ritrovano una propria autostima, e delle emozioni soddisfacenti.
Ovviamente le persone trasgressive non sono tutte uguali, il loro modo di fare, di agire, di sentire, dipende anche dal loro carattere, dalla forza interiore, dalla loro volontà, dall’essere introversi o estroversi, dalle tendenze innate di ognuno, dalla propria autostima, ecc.

5 – PER NON SENTIRSI PIU’ SOLI


Attraverso questi comportamenti eccessivi, trasgressivi ed appariscenti, la persona esibizionista usufruisce di un certo numero di osservatori, viene guardato, ammirato, ci sono persone che gli danno attenzione e lo incitano.
Queste ammirazioni da parte del pubblico, oltre a dare all’esibizionista una felicità transitoria, una soddisfazione, ed una rivalutazione di sé, possono anche eliminare per alcuni di loro un profondo senso di solitudine in cui si sentivano prigionieri.
Questa solitudine scompare quando l’esibizionista compie le sue azioni atte ad attirare gente attorno a sé, quando parla ad alta voce, quando sfreccia veloce con la macchina, quando compie azioni rischiose, quando si fà notare in televisione, ecc.
Quando l’esibizionista sente il calore del pubblico nei suoi confronti, scompare anche il suo senso di solitudine.

6 – LA COMPENSAZIONE DI UN VUOTO INTERIORE

Tutti questi aspetti interiori che abbiamo descritto precedentemente, sono in realtà tutti accomunati da un unico denominatore:
la compensazione di un vuoto interiore, che in pratica è la vera causa profonda di un’azione messa in atto da una persona esibizionista.
Il vuoto interiore dell’esibizionista può derivare da una vita difficile passata o presente, da una famiglia in cui non c’è stato calore o affiatamento, oppure da una brutta esperienza sentimentale, da desideri insoddisfatti, da genitori incapaci di dare amore.

 

 

Il vittimismo: l'arte del farsi compatire per attirare l'attenzione
 

Premessa: tratto da qui

 

Molte persone soffrono di questo psuedo male, che si può comunemente definire vittimismo.
Ma il vittimismo è uno stato sociale, interiore che la stessa persona che lo manifesta sviluppa in maniera costruttiva ed articolata, insomma è una vera e propria deviazione psicologica, radicata nell'ego e nell'es, che viene delineato dai più normali fino a diventare convulsi atteggiamenti verso il prossimo.
Ma chi è colui che soffre di vittimismo?
Solitamente si tratta di una persona che per indole ed insicurezza, è asociale di natura, non ha capacità di interazione, anzi per meglio dire non riesce ad applicarle, per il semplice motivo che non riesce ad avvalersi di scambi interpersonali, e fugge da essi, ma allo stesso tempo ne soffre e sente l'esigenza di avvicinare e rapportarsi alle persone.
E' una persona debole in fondo al suo essere, e bravissima a trovare la pagliuzza nell'occhio altrui, tralasciando la foresta amazzonica abbattuta che ha nel suo.
Quindi per creare un utopico rapporto, dove gli vengano date le attenzioni che reclama, manifesta la figura della vittima, incompresa, deprecata, dai falsi boia che tende ad animare nella sua mente insicura, ed a raccontare alla persona a cui tende a legarsi in maniera quasi morbosa, i torti, immaginari ovviamente, che ha subito.
Il "vittimista" solitamente, anzi sempre, è un reo bugiardo, infatti le sue versioni sono prive di fondamento, nate dalla mania di stare al centro dell'attenzione (esigenza umana l'uomo è un animale sociale ma non tutti riescono a esserlo trasparentemente), e di deprecare ed infangare, coloro che vede come usurpatori ingiusti della popolarità (dobbiamo sempre vedere questa cosa nell'ottica del vittimista), inoltre, essendo bugiardo di natura come prima dicevo, non ha nemmeno la coscienza di ammettere le proprie colpe di fronte ai suoi immaginari boia, anzi incentra la sua "malattia sociale", infierendo contro di loro, reclamando una ragione che nemmeno Dio gli accorderebbe ne in cielo e ne tantomeno in terra.
Insomma se vogliamo dirla tutta, i vittimisti camminano armati, hanno questo coltello dalla parte del manico, e più essere vittime sono tarli rosicanti di una mela sociale, mentre noi poveretti siamo le sue vittime designate.

 

 

 

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
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