I sovietici recuperarono una capsula Apollo

 

 

Quella che verrà qui raccontata brevemente è una storia molto poco conosciuta che riguarda una capsula del programma spaziale Apollo, cioè facente parte della famosa operazione che portò l'uomo sulla Luna grazie a diverse missioni spaziali della Nasa, il tutto nel clima della corsa allo spazio con l'Unione Sovietica.

Tuttavia non si tratta di una capsula spaziale operativa, ma di un boilerplate, cioè una copia usata per i test e le esercitazioni, molto più economica di quella vera perché priva delle parti più costose e di buona parte della strumentazione.

 

 

Breve storia delle boilerplates

 

Le boilerplate sono state molto usate durante i programmi spaziali, e soprattutto la Nasa aveva l'abitudine di testare le capsule spaziali in varie configurazioni ed utilizzarle per le esercitazioni di lancio o di recupero. Furono usate specialmente negli anni'60 durante i programmi spaziali Mercury ed Apollo: lanciate dagli enormi missili Saturn ed Atlas, queste finte capsule fornirono dati essenziali per il lancio di quelle vere ed oggi sono conservate in vari musei.

Le capsule boilerplates del programma spaziale Mercury furono usate dal 1959 al 1961 ed erano le seguenti: BP-1, 2, 3, 3A, 4, 5, e201.

 

  

 

Successivamente la Nasa iniziò a costruire ed usare numerose boilerplates per l'ambizioso ed importante programma spaziale Apollo, e furono innanzitutto costruiti i seguenti esemplari: BP-1, 2, 3, 6, 6B, 9, 12, 13, 14, 15, 16, 19A, 22, 23, 23A, 25, 26, 27, 28A, 29 e 30. Oltre a tali boilerplates furono costruiti anche degli esemplari molto più simili alle capsule spaziali Apollo, denominate: BP-1101A, BP-1102A, e la serie BP-1220/1228.

Esse furono utilizzate dal 1962 ad almeno il 1970,  molte di queste capsule oggi sono conservate in musei, il resto andarono distrutte o non furono recuperate.

Quella che interessa a noi è la capsula Apollo BP-1227, di cui ci apprestiamo a descrivere la sua incredibile storia.

 

  

 

  

 

 

I sovietici recuperarono una capsula Apollo!

 

La capsula spaziale boilerplate BP-1227 fu usata dalla Nasa come le altre per fare esercitazioni a supporto delle missioni spaziali Apollo. Tuttavia, durante un tentativo di recupero in mare della capsula in seguito ad una esercitazione, forse a causa della nebbia, si perse agli inizi del 1970 e continuò a galleggiare finché fu recuperata da una nave ungherese nella baia di Biscay, presumibilmente non lontano da dove era stata smarrita.

In questo modo, la capsula entrò nelle mani dell'Unione Sovietica e dopo degli accordi fu restituita agli USA nei primi di settembre del 1970, quando la nave americana USCGC Southwind (WAGB-280) caricò la boilerplate per riportarla in patria. L'evento colse di sorpresa la Nasa poiché era orami certa che la capsula non era stata ritrovata  perché era affondata e quindi si doveva trovare in fondo al mare.

Attualmente si trova al museo di Grand Rapids, Michigan, come una capsula del tempo sigillata nel 1976 che sarà riaperta dopo 100 anni.

 

La vicenda è contornata da dettagli poco chiari ed uno strano muro di silenzio, oltre ad essere ancora coperta dal segreto: tutto ciò ha sollevato dei sospetti da parte delle persone che hanno investigato su questo caso. In particolare, ci sono due scenari "alternativi" che sono stati elaborati.

Il primo scenario parla del fatto che la perdita della capsula sia stata dovuta ad un'operazione dei servizi segreti sovietici a causa dell'alto interesse dei russi nei confronti del programma Apollo. Tuttavia, scoprendo che la capsula era mancante della maggior parte dei dispositivi, la Russia decise di restituirla agli USA come gesto di buona volontà.

Il secondo scenario è legato al fatto che proprio nella zona in cui si perse la capsula e proprio in quel periodo ci fu il clamoroso affondamento del sottomarino nucleare sovietico K-8, che in seguito ad un incidente ai reattori nucleari si inabissò con 52 uomini e un carico di armi nucleari a bordo. Gli USA avrebbero sospeso la ricerca della capsula per sgombrare la scena data la situazione critica che si era venuta a creare, e quando ritornarono non non trovarono più la boilerplate e pensarono che fosse affondata.

Ovviamente, questi due scenari sono solo congetture, ma rimangono molti particolari poco chiari relativi a questa vicenda ed uno strano muro di silenzio.

 

Qui di seguito è possibile vedere la documentazione fotografica relativa a tutta la vicenda, partendo dalle foto scattate sulla nave ungherese, passando per la consegna agli americani e finendo per le foto della sua posizione attuale.
 

 

 

 

 

 

 

Per approfondimenti sul caso della capsula Apollo recuperata dai sovietici è possibile leggere questo articolo: http://www.astronautix.com/articles/sovpsule.htm

ed è molto interessante anche questa discussione in merito: http://www.collectspace.com/ubb/Forum29/HTML/001172.html

In questo documento ufficiale della Nasa del 1978 è possibile leggere maggiori particolari sulle boilerplates: Clicca qui

Ed altre informazioni in merito si trovano sulla wikipedia inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Boilerplate_(spaceflight)

 

 

 

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