I complotti segreti del Gruppo Bilderberg

 

 


Una delle paranoie più diffuse tra i peggiori complottisti è l'idea che un gruppo segreto di potenti controlli il mondo ed influenzi l'andamento degli eventi e dell'economia. In questo modo è possibile spiegare la complessa realtà, le crisi economiche, i problemi di vario tipo semplicemente dicendo che è colpa degli Illuminati, dei Rettiliani, della Massoneria, dei Sionisti, degli USA, del NWO (Nuovo Ordine mondiale), o....del Gruppo Bilderberg.
Si tratta, ovviamente, di un espediente per crearsi nemici immaginari ed attribuire a loro la colpa di tutto: in questo modo ci si libera dalla fatica di dover comprendere la realtà, nonché ci si libera dalle proprie responsabilità dando la colpa ad altri. Attorno a tutto questo c'è una paranoia abbastanza grave che porta a credere che qualcuno complotti segretamente alle spalle della gente.

I nemici immaginari hanno in realtà poco successo al di fuori delle cerchie dei complottisti più pazzoidi, infatti le storie sul loro conto sono pura narrativa fantapolitica che si basa su deliri totalmente infondati, spesso conditi da antisemitismo ed antiamericanismo. Tuttavia, c'è un nemico immaginario che ha un certo successo, si tratta del Gruppo Binderberg: vediamo di cosa si tratta ma facciamo prima due premesse.

Chi vive un pò fuori dalla realtà forse non sa che gli imprenditori, i politici, i banchieri, gli studiosi importanti, ecc. amano frequentare persone ricche o importanti ed amano far parte di club esclusivi. Avviene in continuazione che persone del genere frequentino privatamente loro simili. Quando ci si incontra si parla di tutto, dagli affari all'attualità, dai fatti privati alla politica, proprio come farebbe anche la gente comune.
E sempre chi vive un pò fuori dalla realtà forse non sa che esistono moltissimi club privati, e quindi la gente quando si incontra in questi club certamente non è tenuta a rendere pubblico quello che fa e che dice, anzi,  solitamente rimane tutto privato.

Il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg)  è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, in cui partecipano personaggi che abbiano una certa influenza come imprenditori, politici di vari schieramenti, sindacalisti, docenti universitari e perfino direttori di giornali internazionali. In particolare, la provenienza delle persone del gruppo deve essere così distribuita: un terzo deve provenire da governi dal mondo politico, ed i due terzi dal mondo della finanza, dell'industria, del lavoro, dell'educazione e della comunicazione.

La lista dei partecipanti è peraltro resa pubblica dagli stessi organizzatori. Essendo un incontro privato, per forza maggiore non viene reso pubblico, ma per i malati di paranoia ciò è sufficiente per credere fermamente che in tali incontri si decidano segretamente le sorti del mondo e le crisi economiche, si progettano azioni a danno della gente ed ogni cosa che vi può venire in mente.

I complottisti hanno creato un bel mercato fiorente e gli stessi media tradizionali lo utilizzano spesso per attirare l'attenzione della gente: insomma è diventata una bufala da sfruttare.

 

La cosa interessante è che il Gruppo Bilderberg ha anche reso pubblici i temi di lavoro, questi ad esempio erano quelli di giugno 2013, che da soli già smontano i deliri mentali dei complottisti:
- Possono Usa e Europa crescere più in fretta a creare posti di lavoro?
- Occupazione, entitlement e debito
- Come i big data (la mole di informazioni che circola sul web e viene analizzata con speciali algoritmi) stanno cambiando quasi tutto
- Nazionalismo e populismo
- Politica estera degli Usa
- Sfide dell’Africa
- Cyberguerra e la proliferazione di minacce asimmetriche
- Tendenze principali nella ricerca medica
- Educazione online: promesse e impatti
- Sviluppi nel Medio Oriente


E come se non bastasse stavolta c'era anche un ufficio stampa, che non pubblicherà alcuna risoluzione finale, perché non vengono prese decisioni in queste riunioni. C'era anche una specie di tribuna stampa per i giornalisti che volevano seguire l'evento, posta però a 5 chilometri di distanza dall'albergo. D'altronde c'è da dire che giornalisti come Lilli Gruber sono stati membri del Gruppo Bilderberg ed hanno partecipato in prima persona a queste riunioni.

 

Sul sito del gruppo si ribadisce che il Bilderberg non è altro che «un forum di discussione» sui temi d’attualità più disparati, e inoltre si precisa che, al termine delle riunioni, non vengono prese decisioni politiche.

 

Che si tratti di una bufala per paranoici è evidente da tantissimi aspetti. Non si sa cosa si dice a queste riunioni, perché sono incontri privati, quindi non esiste alcun motivo per pensare a cospirazioni ed alla fantapolitica, e pensare che il "non dire" sia la prova di un complotto o di qualcosa di negativo è sintomo di una paranoia molto grave.

Il complotto tra l'altro è stato smentito più volte sia dagli organizzatori che dagli stessi partecipanti. Gli organizzatori della conferenza spiegano la scelta della riunione privata con l'esigenza di garantire ai partecipanti maggior libertà di esprimere la propria opinione senza la preoccupazione che le loro parole possano essere travisate dai media. E questo punto è molto comprensibile considerando come di continuo i media pesano ogni frase di persone importanti e la strumentalizzano in ogni modo.

Inoltre basta guardare i componenti del gruppo, ci sono personaggi diversissimi tra loro, alcuni noti politici, studiosi ed imprenditori, non ha senso pensare che queste persone (ad esempio Romano Prodi e Lilli Gruber) organizzino il complottone segreto globale ai danni della povera gente.

Non avrebbe neanche senso invitare a partecipare dei personaggi così diversi e particolari che potrebbero far saltare il mega complottone ed anzi, renderebbero impossibile la sua realizzazione. Ad esempio, nell'ultimo incontro del Gruppo Bilderberg era presente una parte importante dell’amministrazione Obama e dei partiti democratico e repubblicano americani. C’erano poi leader socialisti, liberali, verdi e conservatori di molti Paesi europei. E, inoltre, sindacalisti e imprenditori, docenti universitari e finanzieri. Senza contare rappresentanti dell’opposizione siriana e russa , nonché i direttori di alcuni dei principali giornali internazionali (di tutte le tendenze politico-culturali). Spesso non mancano ospiti che di professione fanno i giornalisti.

E che senso avrebbe rendere appositamente pubblico i nomi di chi vi partecipa e molti dettagli su dove si riuniscono se si vorrebbe commettere qualcosa di criminale? E che senso ha invitare a partecipare giornalisti coem Lilli Gruber se si vuole organizzare in segreto qualcosa di mostruosamente criminale?

 

Non elenchiamo le accuse complottistiche perché sono per lo più accuse di influenzare ogni evento importante a quelle di genocidio e di aver causato al crisi economica, la quale di fatto ha colpito duramente anche gli imprenditori partecipanti come la Fiat: sono proprio dei "geni" i complottisti....
 

Questo gruppo che per i complottisti cospirerebbe chissà cosa è talmente segreto che ha perfino il suo sito internet ufficiale, vengono divulgati pubblicamente i nomi di chi vi partecipa e molti dettagli su dove si riuniscono: http://www.bilderbergmeetings.org  Tra l'altro, l'intera faccenda sembra organizzata proprio per dare nell'occhio ed ottenere grande visibilità, una mossa astuta che rende il Club ancora più appetibile e prestigioso per chi vi partecipa, in fondo le persone influenti cercano in continuazione conferme del proprio status quo anche partecipando ad eventi esclusivi per solo gente importante.

 

 

Il Gruppo Bilderberg è così segreto che su internet in italiano abbiamo centinaia di migliaia di pagine che ne parlano:

 



ed in lingua inglese sono addirittura milioni (alla faccia del gruppo segreto):
 

 

Oltre alla paranoia basata sul fatto che degli uomini influenti si incontrano in un club privato, non abbiamo altro, se non un fiorente mercato complottistico sfruttano spesso anche dai media tradizionali, d'altronde tutto fa brodo pur di attirare l'attenzione della gente facilmente, non importa se si diffondono deliri complottistici e si distrae la gente dai veri problemi e dalle vere cause di crisi economiche e politiche.

Speriamo solo che la gente non si accorga che esistono tanti Club privati per persone influenti, altrimenti nasceranno come funghi mille altre teorie complottistiche su mille altri gruppi segreti che complotterebbero ai danni della povera gente.....

 

 

 

L'origine del mito: libri complottistici che come al solito generano leggende

 

 

Premessa: riassunto da qui

 

La leggenda nasce principalmente da uno dei tanti libri complottistici che parla di fatti inventati, che però ebbe un incredibile successo.

Nel 2005 Daniel Estulin, un giornalista lituano, ha pubblicato in Spagna un libro sul Bilderberg che è diventato un bestseller mondiale venduto in 70 paesi e che lo ha consacrato come massimo esperto internazionale sull’argomento. Le paranoie sul Gruppo Bilderberg che vengono ripetute a pappagallo tutt'oggi provengono dritte dritte da questo libro.

Estulin si ritiene in grado di svelarci i progetti del Bilderberg. Eccoli:

- un’unica civiltà internazionale, frutto della distruzione di tutte le identità nazionali;
- il controllo delle menti e la separazione dell’umanità in padroni e schiavi;
- una società a crescita zero, ovvero un regresso calcolato delle economie per impedire il progresso;
- induzione allo squilibrio psicologico delle persone attraverso crisi deliberatamente pianificate;
- il controllo centralizzato di tutti i sistemi educativi per rendere ignoranti i popoli soprattutto riguardo alla storia;
- il controllo centralizzato di tutte le politiche interne ed estere;
- l’ampliamento dei poteri dell’Onu, tra cui l’imposizione di una tassa per la “cittadinanza mondiale”;
- l’istituzione di un mercato unico occidentale;
- la creazione di un unico sistema legale;
- l’instaurazione di un unico welfare state socialista per premiare gli schiavi obbedienti e sterminare i ribelli.

 

In sostanza: Nuovo Ordine Mondiale,  ovvero «un solo governo per tutto il mondo, che limiti le varie sovranità e l’indipendenza delle nazioni» come scrive, il tema più caro ai complottisti di tutto il mondo, sfruttato in continuazione per fare soldini sul mercato complottistico. Ed è peraltro ovvio che non si è verificato nulla di quanto rivelato da Estulin, e neanche c'è la possibilità che avvenga in futuro.

 

E se il progetto di tirannide mondiale è concreto, allora per quale ragione il mondo sembra governato dal caos? Perché l’Onu, il cuore della cospirazione nera, è totalmente ininfluente? Perché l’Unione Europea e l’Euro, capisaldi del Bilderberg, sono sempre più in crisi? Perché nel mondo ci sono enormi centri di potere contrapposti come quello arabo/islamico, cinese, russo, europeo, sudamericano e statunitense?
Queste élite hanno davvero ben poco di onnipotente se non riescono a tenere a bada qualche leader euroscettico o a farci amare la moneta unica; inoltre, devono annoverare fra le loro fila un bel numero di fessacchiotti se giudicano ancora segreto un governo come quello del Bilderberg, che ormai è dominio pubblico di metà della comunità internettiana.

 

Per tutto il libro Estulin dissemina nomi, date e avvenimenti per rafforzare il quadro complessivo appena descritto e lo correda citando numerosi saggi che confermerebbero la sua tesi, più o meno la tattica che usano anche sue colleghi come David Icke. Il libro è scritto in modo da far sentire il lettore comprensibilmente irritato per la situazione – per non dire di peggio – e far salire in lui un generale senso di rabbia, misto a gratitudine per lo spirito didascalico di Estulin. Non si vendono mica sei milioni di copie in tutto il mondo se non hai una bella storia da raccontare.

Eh sì, perché quella di Estulin non è nient’altro che una bella storiella. Dove sono le prove di quello che afferma? Lo stesso Estulin se lo domanda e risponde di non poter dimostrare nulla di quello che scrive, ma si spinge pure a dare del decerebrato a chi pretende uno straccio di prova. Un bel capovolgimento della logica. Ricordatevelo quando leggete storie complottistiche sul Bilderberg.

 

Tralasciando una sua autobiografia da film di spionaggio che sembra improbabilissima, piena di incongruenze e di riscontri, c'è anche una interessante osservazione da fare: se il nostro autore avesse avuto a disposizione informazioni di prima mano sul Bilderberg, perché mai avrebbe avuto bisogno di riciclare le più incoerenti teorie del complotto partorite dall’estrema destra americana nell’ultimo cinquantennio?

 

Le origini della paranoia del Nuovo Ordine Mondiale si possono infatti far risalire a un libro del 1952, Rockefeller internazionalista: l’uomo che malgoverna il mondo, scritto da Emanuel Josephson, un sostenitore del senatore Joseph McCarthy (quello che, per intenderci, accusò di comunismo mezza Hollywood).
Josephson individuava un asse del male composto dalla famiglia Rockefeller, dal già citato Consiglio sulle Relazioni Estere e – udite udite – dall’Unione Sovietica, un’impensabile alleanza stretta allo scopo di instaurare un unico governo mondiale.
Naturalmente non c’era nulla di vero (la storia ce l’ha confermato), ma qualche anno dopo le accuse di Josephson misero la pulce nell’orecchio ad altri nostalgici della caccia alle streghe, che proprio non volevano rassegnarsi all’idea che i sovietici non si fossero infiltrati nelle più alte sfere di Washington.
Nel 1962 venne così dato alle stampe Il governo invisibile, dell’attivista di destra Dan Smoot, che per la prima volta aggiunse il Bilderberg, di cui Rockefeller era uno dei promotori, alla lista nera dei gruppi elitari complici del complotto comunista.

Della teoria si appropriò subito la più retrograda delle organizzazioni di destra americane, la John Birch Society, fondata da un produttore di caramelle in pensione, Robert Welch.
Welch, poi, ci mise del suo e, dopo il 1964, cominciò a proclamare che i reali artefici della cospirazione globale non sarebbero stati i comunisti, bensì la setta massonica degli Illuminati, motore occulto della lotta per i diritti civili degli afroamericani, dell’alto tasso dei divorzi, dei movimenti hippie e di numerosi altri rivolgimenti sociali e politici dell’epoca.
Anche in questo caso si trattava delle farneticazioni di un esaltato, ma che ben si coniugavano con una delle più grandi paure della destra americana: lo strapotere dello Stato centrale. Cosa c’era, difatti, di più spaventoso di un unico governo mondiale per chi, come Welch, avrebbe volentieri fatto a meno dell’autorità stessa del governo federale sui cittadini statunitensi?

Ma l’espressione “Nuovo Ordine Mondiale” (New World Order, Nwo) comparve per la prima volta solo nel 1971 in un’opera di un giornalista free lance e portavoce della John Birch Society, Nessuno osa chiamarla cospirazione di Gary Allen.
Il libro, che divenne un bestseller, era una sintesi – a suo modo meravigliosa – di tutta la tradizione complottista americana del Novecento. Allen descriveva una cricca di cospiratori, gli Insiders, tra cui i soliti Morgan, Rockefeller e Rothschild, che da decenni agivano silenziosamente per creare un unico governo globale, sfruttando ora il comunismo, ora il capitalismo come strumenti di affermazione.
Il Bilderberg sarebbe stato uno degli ingranaggi fondamentali di questo piano perverso. Perciò siamo tutti dei poveri ingenui: la Guerra Fredda è stata una gigantesca pagliacciata!
Da allora il terrore del SuperStato planetario non ha mai abbandonato l’estrema destra americana, soprattutto quella antigovernativa e quella fondamentalista cristiana.

Estulin non è, quindi, che l’ultimo epigono di questa saga dell’assurdo, e neppure il più abile, visto che non prova alcun imbarazzo nel citare come fonti affidabili i suddetti Smoot e Allen, o la rivista dell’ultradestra razzista Spotlight, o un libro di John Coleman, il cui titolo (La cerchia dei cospiratori: il comitato dei 300) richiama in modo inquietante il mito antisemita dei trecento ebrei che controllano le sorti del mondo.
Gli unici politici americani che l’autore mostra di apprezzare sono poi, guarda caso, esattamente quelli che erano stati appoggiati dalla John Birch Society: Barry Goldwater e George Wallace.
Estulin riesce persino nel capolavoro di sfruttare a proprio vantaggio un passo tratto da Loro: i padroni segreti del mondo del giornalista umorista Jon Ronson, un libro che è la più dissacrante presa per i fondelli dei complottisti che sia mai stata scritta (fra i teorici del complotto presi di mira da Ronson vi sono il famigerato complottista Alex Jones e Jim Tucker di Spotlight, entrambi sostenitori di Estulin).
Nell’ultima parte del suo libro sul Bilderberg, infine, a riprova della sua operazione di copia-incolla di vecchi clichè dell’estrema destra americana, Estulin si destreggia in esuberanti virtuosismi storico-politici, equiparando l’economia socialista al neoliberismo ed esponendo un’appassionante controstoria del secolo scorso, secondo cui la Rivoluzione bolscevica sarebbe stata finanziata da Wall Street per ottenere il controllo del petrolio russo! E per fortuna che Estulin si propone di salvaguardare la memoria storica.


 

Insomma, chi oggi crede alle teorie della cospirazione sul Bilderberg è avvertito: l’agghiacciante narrazione di un complotto mondiale di un’élite intangibile non è figlia di un serio e obiettivo reportage, ma di un’ormai anacronistica tradizione paranoica anticomunista, dimostratasi falsa negli anni, che si è formata negli Stati Uniti nel periodo maccartista e che si è via via fusa con leggende antisemite, con le paure derivanti dalla globalizzazione e con i desideri di revanche di una destra oltranzista ormai da tempo ripudiata anche dai repubblicani.

 

Detto in parole povere, le teorie complottistiche sul New World Order (Nuovo ordine mondiale) e quelle sul Gruppo Bilderberg  nascono da libri che parlano di fatti inventati ma che hanno avuto un gran successo commerciale, causando la diffusione di un mito. E siccome il mondo è pieno di furbi, queste teorie vengono periodicamente riciclate per fare soldi facili.

 

 

Chi volesse approfondire può leggere l'articolo "Miti e verità sul Bilderberg":

http://tagli.me/articolo/miti-e-verit%C3%A0-sul-bilderberg-prima-parte (prima parte)

e

http://tagli.me/articolo/miti-e-verit%C3%A0-sul-bilderberg-seconda-parte (seconda parte)

 


 

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