Le bufale sulla pericolosità del latte

 

Può l'alimento per eccellenza più sano e nutriente della storia essere fatto passare per qualcosa di inutile o pericoloso? Certo che si, grazie all'inarrestabile fabbrica di bufale che è internet e grazie al numero sempre più alto di boccaloni che la frequenta.

Negli ultimi anni è iniziata una campagna disinformativa sul latte volta a convincere le persone che sia pericoloso o inutile. La campagna parte da ambienti vegani, per la cui cultura il latte è proibito e quindi l'uso va scoraggiato in ogni modo, ed è stata amplificata all'inverosimile dai siti internet dedicati a pubblicare notizie bufala o da siti che parlano di medicine alternative. Poi le persone che sono cascate nella campagna di disinformazione hanno fatto il resto, replicando all'infinito le false informazioni su forum, blog e pagine Facebook.
Ciò ovviamente non deve meravigliare perché ad oggi, su internet hanno inventato e diffuso bufale praticamente su qualsiasi cosa.

Gli esperti in materia hanno ripetutamente ricordato che il latte non fa male, anzi fa bene alla salute l'assunzione periodica di latte a tutte le età, non fa venire malattie, non è tossico, ed il suo consumo è assolutamente una cosa naturale: ma tutto ciò non è servito e le bufale sul latte continuano a diffondersi.

Ovviamente è chiaro che un uso sconsiderato del latte potrebbe portare a qualche problema, ma questo vale per tutti gli alimenti esistenti, così come è ovvio che un dato alimento è dannoso per chi è allergico proprio ad esso.

 

 

Bere latte non fa male, fa male bere litri di latte al giorno.

 

Tratto da qui (pagina di medbunker, noto medico anti bufala)

 

Ormai è quasi un'abitudine, periodicamente circola un nuovo allarme: non bere latte che fa male! Non mangiare caramelle che si muore! Non mangiare pizza che uccide! E l'immancabile appello a condividere, fare girare la terribile rivelazione.

In un attimo milioni di bambini cresciuti a pane e latte, a biberon e cioccolato, sembrano zombi, non morti e forse neanche vivi. Se il latte è questo veleno, se tutto ciò che mangiamo è mortale, com'è che siamo vivi e sempre più longevi?

Di cosa ci lamentiamo noi popoli occidentali che stiamo fin troppo bene rispetto al resto del mondo?

Ci dovremmo lamentare dell'ignoranza, che fa più vittime della fame.

Perché come per qualsiasi cosa (anche per una potente sostanza tossica) è la dose che fa il veleno.

 

Bere latte non fa male, fa male bere litri di latte al giorno.

Mangiare caramelle non fa male, fa male mangiare un chilo al giorno.

Mangiare pizza non fa male, fa male mangiarne tre al giorno.

Tutti i giorni.

Già, perché se, per esagerare e con un po' di fantasia, mangiassimo un chilo di caramelle al giorno per una settimana, saremmo degli sprovveduti, rischieremmo un aumento di peso eccessivo, problemi nutrizionali, problemi ai denti ed ormonali. Ma se questo lo facessimo per sopravvivere nel deserto, riprendendo a nutrirci regolarmente dopo la settimana di eccesso di zuccheri, nel nostro corpo non sarà cambiato praticamente nulla.

 

Molti mi chiedono: "ma allora bere latte fa male?". Risposta: NO.

 

Non fa male esattamente come non fa male un piatto di lasagne o una tavoletta di cioccolato. Ci sono persino degli studi che ce lo dicono, gli stessi studi che sono portati come "prova" della pericolosità del latte e che ci dicono che chi beve latte ha un rischio di frattura e di morte più elevato di chi ne bene poco o niente (meno di un bicchiere al giorno). Vero, ma il rischio è elevato per chi beve tre bicchieri e più (680 gr.) di latte al giorno. Per quanto riguarda il rischio di osteoporosi o fratture (che nell'anziano sono un problema), il latte è solo marginalmente interessato, visto che l'elemento più importante (e decisivo, fin dall'infanzia) è l'esposizione al Sole, bere tanto o poco latte influenza pochissimo la struttura dell'osso e mai quanto esporsi o meno alla luce solare (bastano delle passeggiate all'aperto) e studi molto seri mostrano come il latte possa essere protettivo nei confronti di malattie come il cancro al colon. Dire quindi che "il latte fa male" è una bugia senza alcuna base scientifica.

 

Il latte è un alimento, fondamentale per i neonati ed i...lattanti, la sua utilità è nulla in età adulta. Esattamente com'è nulla l'utilità del cioccolato, della pizza o delle lasagne. Se mangiamo pizza o lasagne non lo facciamo perché "fanno bene" ma perché ci piacciono ed anche il "piacere" è benessere, psichico e fisico e mangiarne ogni tanto ha anche un suo senso rispetto alla salute fisica e generale. Voi cosa rispondereste alla domanda "le lasagne fanno bene o male?".Cosa fare con il latte, quindi?

Il latte ci piace? Beviamolo, come se fosse (perché lo è) un piatto di pasta o un secondo. I latticini ci piacciono? Mangiamoli! Ma nei limiti (250 gr al giorno al massimo, circa), consideriamoli non "utili alla salute" ma buoni. Mangiarne poco è assolutamente permesso, mangiare troppo può essere dannoso per vari motivi e questo vale per tutto, non solo per il latte, perché qualsiasi alimento (e non solo) in eccesso può creare danni. Qualcuno ha riflettuto sul fatto che il Sole, origine della vita, nutrimento della natura, piacere estivo, simbolo del benessere, in alte dosi può essere cancerogeno e mortale? Nessuno diffonde campagne contro l'uso del Sole? Sapete che fino agli anni '50 un metodo per abortire molto diffuso in Italia era il decotto di prezzemolo? Avete mai visto campagne contro l'uso del prezzemolo a tavola?

 

No, come nessuno farà circolare mai la voce che le lasagne fanno male, eppure contengono molte più calorie, grassi e zuccheri di un bicchiere di latte, sapete perché? Anche in questo caso per un problema di cultura ed abitudine. Le lasagne sono viste come "un piatto da cucina", il latte no. Perché questa discriminazione verso uno dei nostri piatti nazionali più buoni e famosi? Perché nessuno se la prende con le lasagne?

 

Perché è un falso problema, nessun dilemma. Non bisogna "non mangiare" ma mangiare bene, che si tratti di cioccolato, zucchero, latte o...lasagne.

 

 

 

Il parere degli esperti in materia sul latte

 

Come esempio del parere degli esperti, riportiamo da qui quello di Andrea Ghiselli, nutrizionista per l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione ed esperto collaboratore del Corriere della Sera, che ben esprime cosa pensa il mondo degli esperti in materia, cioè vengono smontate le idiozie che circolano su internet. Il latte? Solo da bambini: ma è falso. Lo dicono tutti gli esperti? Falso. Fa venire l’osteoporosi: falso. Fa venire il tumore alla prostata: falso. Anche i latticini fanno male: falso. Il latte fa bene: vero. Semplice.

 

- Bere latte fa bene o male?
- Fa benissimo. E’ assurdo, chi dice che fa male non sa di cosa parla.

- Perché fa così bene?
- E’ un alimento nutriente, ricco di proteine, zuccheri e grassi in percentuale molto equilibrata e soprattutto è ricco di vitamine e calcio. Povero di ferro, ma ci accontentiamo.

D- alle notizie disponibili in rete si evince che ci sarebbe “ampia letteratura scientifica” a dire che il latte fa male. E’ vero?
- Ma no, è falso. Se i nutrizionisti di tutto il mondo dicessero che il latte fa male, perché le linee guida di tutto il mondo direbbero che il latte è un alimento consigliato? Addirittura, ciò che è consigliato è un’assunzione di latte di 2 o 3 porzioni al giorno (mi raccomando, porzioni: una porzione vale 125 ml). Come in tutte le cose è vero però che esagerare fa male: se io prendo un litro di latte al giorno evidentemente prendo calorie da lì e non da altri nutrienti, il che finisce per squilibrare un’alimentazione. Nella misura di 2 o 3 porzioni al giorno posso avere tutti i benefici del latte senza rischio di alcun tipo; anzi, il consumo di latte è associato con un minor rischio di cancro al colon

- E quelli che dicono che il latte si può bere solo da bambini, perché poi si perde la capacità di digerirlo?
- Mah, io ho 57 anni e lo digerisco perfettamente. Ci sono alcune razze e alcune persone che perdono la capacità di digerire il latte in età adulta; questo però non significa che il latte gli faccia male: avranno dei problemi se ne bevono troppo, ma possono assumere tranquillamente yogurt o latticini che hanno una percentuale di lattosio molto più bassa.

- A proposito di questo, viene citato uno studio del 1994, apparso sull’American Journal of Epidemiology, che dice che i prodotti lattiero-caseari conterrebbero proteine animali; queste porterebbero ad un aumento degli acidi nel sangue, e quindi alla fine all’osteoporosi.
- No,no, no, questo è falsissimo. Il latte e i prodotti caseari hanno un contenuto di amminoacidi solforati – che tengono basso il sangue – minore di quello della soia. Quindi è falso.

- Così è falso ciò che c’è scritto, che il latte alla fine causi l’osteoporosi.
- No,allora, dunque. L’osteoporosi è una malattia multifattoriale: la causa principale è la mancanza di esercizio fisico, l’alimentazione è solo una delle ultime cause. Tra queste ultime cause c’è una dieta troppo ricca di proteine, che in effetti facilita l’osteoporosi. Ora, nel latte ci sono 3 g di proteine ogni 10 millilitri – il che è meno del 10% dell’apporto proteico della giornata.

- Capisco, dunque dire che il latte causa l’osteoporosi è un azzardo.
- Dunque, ciò che è collegato all’osteoporosi è il consumo di proteine. E’ d’altronde vero, e documentato, che il consumo di latte e latticini dalla prima infanzia alla prima giovinezza, ovvero fino ai 25 anni, quando si sviluppa il massimo fisso della massa ossea, è un fattore protettivo nei confronti dell’osteoporosi. Così i ragazzi che consumano più calcio da prodotti lattiero-caseari prima dei 25 anni rischiano l’osteoporosi meno dei loro coetanei.

- Tornerei a una cosa che lei ha detto poco fa, collegata ad un’altra tesi che viene propagandata in rete: si dice che le popolazioni che assumono poco latte, come i cinesi, corrano meno il rischio di avere tumori della prostata.
- Non esiste nessun collegamento fra il latte e tumori della prostata. Ci sono alcune evidenze che farebbero pensare ad un aumento di rischio per consumi di calcio, anche non da latte o latticini, superiori ad un grammo e mezzo al giorno; ma sono quantitativi molto elevati.

- Innaturali, potremmo dire…
- Sì, sì, assolutamente innaturali. Poi, i giapponesi fanno altre cose che noi non facciamo: non consumano carne, mangiano molta frutta e verdura e molto pesce.

- Esistono dunque dei fattori concorrenti che determinano questa situazione.
- Assolutamente sì, e comunque non è il latte che fa venire l’osteoporosi.

- Riassumendo, professore. La tesi che viaggia, e che noi le chiediamo di commentare, è che bisogna sospendere a un certo punto il consumo di latticini e consumare latte solo con moderazione.
- Allora. Non esiste alimento al mondo che può essere consumato senza moderazione, e così anche il latte. La dose e la quantità consigliata sono 250-300 ml al giorno, se si eccede da queste quantità, come in tutte le alimentazioni, il latte può fare male. Anche l’acqua: se lei se ne beve 8 litri tutti insieme, rischia la morte per diluizione improvvisa del sangue. E’ una tesi assolutamente idiota.

- E i lavorati, i latticini?
- Non c’è alcuna controindicazione ad assumere né latte né latticini, anzi si sa il contrario: il consumo di latte e latticini in un’alimentazione equilibrata, non solo non fa male ma può avere effetti positivi

- Quindi noi ci sentiamo tranquilli nello scrivere che ognuno può bere il latte con la dovuta moderazione e mangiarsi una mozzarella ogni tanto senza andare in paranoia.
- Ma assolutamente sì. Il consumo di formaggi consigliato è quello di 3 porzioni di formaggio a settimana, unito a 2-3 porzioni di latte al giorno. Una porzione di formaggio corrisponde è 100 grammi se è formaggio fresco, 50 grammi se è stagionato.

- Io la ringrazio, insomma. Lei ha così demolito tutte le tesi…
- Ma è che sono tesi che sono supportate da persone che parlano senza supporto scientifico: l’unico supporto che danno che è l’uomo è l’unico animale che da adulto beve latte. Intanto questo è falso, perché chiunque ha esperienza con animali sa che se ho gatti adulti o cani, se gli do il latte quelli se lo prendono. Se pure fosse vero, chi se ne importa. Siamo anche l’unico animale che rilascia interviste telefoniche come in questo caso, o che consuma carbonara. Gli animali non prendono latte perché è difficile. Lei pensi ad un gatto: dove lo trova il latte se non glielo diamo noi? Dovrebbe andarsi a succhiare la mammella della mucca.

- Il che non sarebbe proprio naturale, dice lei…
- Ma sì, anche il miele, a parte l’esempio dell’orso Yogi: qualsiasi animale se lo mangerebbe, eccome, ma è difficile che se lo vada a prendere in un alveare.

 

 

Il latte fa male alle ossa? Si, ma solo se sei iscritto a Facebook

 

Premessa: tratto da qui

 

Da un po' di tempo circola in rete, e soprattutto su FaceBook, la notizia che bere latte e consumare formaggio faccia male alle ossa, ma siamo sicuri che sia proprio vero? E cosa accadrebbe se lo fosse?

Prima o poi Mark Zuckerberg, il fondatore di FaceBook, dovrà rispondere se non a Dio almeno alla sua coscienza per aver creato il più grosso sistema di diffusione di stupidaggini mai esistito. Una volta le sciocchezze viaggiavano lente, spesso circoscritte a piccole aree geografiche. Raramente si diffondevano in un'intera nazione e, quando accadeva, potevano essere facilmente derise e sconfessate. Chi ha qualche anno in più di sicuro ricorderà di tutti gli automobilisti che viaggiavano con un CD appeso allo specchietto retrovisore per sfuggire agli autovelox. Una bufala che si diffuse presto ma altrettanto presto scomparve.

Con FaceBook è diverso, perchè il numero di stupidaggini che ogni giorno invade il social network è enorme, e per diffonderle basta cliccare su "condividi", non serve neppure avere un'automobile! Rincorrere ogni sciocchezza sarebbe una lotta persa in partenza, spiegare le ragioni è spesso noioso, e le persone preferiscono cliccare link che riportano poche frasi ad effetto.

Qualcuna di queste apocalittiche notizie merita però di essere approfondita, fermarla temo sia impossibile, ci piace troppo credere nei complotti! In questo caso mi riferisco alla storia che bere latte faccia male, addirittura farebbe male alle ossa, inducendo una loro demineralizzazione, proprio il contrario di quello che invece si è sostenuto sino a pochi anni fa, vale a dire che bere latte fosse importante per preservare le ossa in salute. Da qui l'allarme su FaceBook a fare attenzione, e a diffondere la notizia prima che sia troppo tardi, anzi prima che venga censurata. In genere più è grande la stupidaggine, più frequentemente ricorre l'invito a diffonderla prima che venga censurata! Censurata da chi non si sa bene... ma questo richiederebbe uno sforzo mentale troppo grande per l'utente medio.

Vediamo dunque per quale ragione, secondo questa teoria, il latte provocherebbe la decalcificazione delle ossa. Quello che viene affermato è che il latte contiene una quantità molto elevata di proteine, le quali indurrebbero acidità e quindi provocherebbero il rilascio di calcio dalle ossa che svolge un effetto tampone rispetto all'ambiente acido. E fin qui ci sarebbero anche degli elementi corretti, ossia l'acidità indotta da un eccesso proteico realmente può sfruttare il ruolo tampone del calcio. Infatti le stupidaggini che più facilmente si diffondono sono quelle dotate di un fondo di verità, solo che l'informazione corretta viene distorta più o meno volutamente allo scopo di creare clamore.
Il latte e la decalcificazione ossea

Innanzitutto occorre considerare che la quantità di calcio in tutto il liquido extracellulare è di circa 1grammo, va da se che indurre una perdita o una integrazione di calcio anche minima in un breve lasso di tempo esporrebbe il soggetto a condizioni di grave ipo o ipercalcemia. Per questa ragione esistono tutta una serie di azioni messe in atto dal corpo per evitare simili variazioni. Non solo, ma le variazioni nella concentrazione di calcio riguardano soprattutto la quota di calcio cosiddetta "scambiabile" ossia composti di calcio e fosfato amorfi che hanno un legame labile con l'osso e che sono in equilibrio reversibile con gli ioni calcio e gli ioni fosfato del liquido extracellulare. Questi sali scambiabili si depositano o vengono rimossi dall'osso in maniera rapida, pressochè immediata.

Non è finita, anche mitocondri, fegato ed intestino contengono cospicue quantità di calcio scambiabile per un totale di circa 10grammi cui si sommano altri 5-10grammi di calcio scambiabile attraverso le ossa(1). Questo processo è attivo non solo qualora vi sia necessità di tamponare una condizione acida o di carenza ma, in senso inverso (quindi favorendo l'assorbimento) anche nel caso in cui la concentrazione di calcio dovesse salire a causa del calcio introdotto.

L'accelerazione del processo di fissaggio e assorbimento si attiva per variazioni piccolissime, di anche solo 0,3grammi di calcio proprio perchè è fondamentale che la quantità in tutto il liquido extracellulare resti costante. Per contro carenze prolungate nell'introduzione di calcio portano ad attivare il rilascio di paratormone che, nel lungo periodo rischia di impoverire gravemente le ossa del loro elemento costituivo principale.

Cosa significa tutto questo? Che le ossa sono il naturale "serbatoio" del calcio, studiate (anche attraverso il controllo ormonale) affinchè il calcio possa agevolmente essere fissato o rilasciato. Per indurre un incremento di calcio tale da attivare immediatamente il processo di fissazione è sufficiente bere un bicchiere di latte.

Come si può quindi ritenere che bere del latte possa determinare da una parte l'urgenza di fissare calcio sulle ossa (per evitare ipercalcemia), e dall'altra un suo rilascio dalle ossa per tamponare l'acidità? E inoltre, posto che vi sia bisogno di rilasciare calcio, perchè prelevarlo gravemente dalla ossa mediante l'intervento ormonale quando si può accedere ad una enorme quantità di calcio scambiabile?

Infine, sempre volendo prendere per buona l'affermazione che l'eccesso proteico del latte determina decalcificazione, che dire nel momento in cui si mangia della carne o del pesce, magari in grandi quantitativi? Dovrebbe essere ben più rischioso (ed infatti lo è in tutti i casi in cui l'apporto proteico, a prescindere dalla fonte, è molto elevato).
Assumere troppo calcio può essere pericoloso?

L'altro allarme che pone in cattiva luce il latte e i derivati, vede come imputato proprio il calcio, e sfrutta uno studio condotto di recente e pubblicato sul British Medical Journal lo scorso febbraio(2) . Da questo articolo emergerebbe un incremento di casi di mortalità nelle donne che hanno assunto grandi quantità di calcio per periodi di tempo prolungati. Occorre però chiedersi di quali quantitativi di calcio stiamo parlando e per che periodi di tempo. Nell'articolo si precisa che sono stati analizzati regimi alimentari che prevedevano dosi di almeno 1400mg di calcio al giorno, compiendo lo studio su un periodo di tempo di quasi 20 anni!

Ora, a leggere questi dati con la leggerezza che FaceBook ci regala nei tanti allarmistici messaggi si fa presto a pensare che se troppo calcio espone a tali rischi, alimentarsi con latte e derivati sia pericoloso, quindi meglio starne alla larga. Ma a leggere meglio la ricerca innanzitutto si scopre che non è stato individuato un nesso di causalità tra l'assunzione del calcio e le condizioni patologiche che hanno portato alla morte, e già qui, per usare un termine giuridico si passa dalla colpevolezza all'ipotesi di colpevolezza (ed è cosa ben diversa), in secondo luogo occorre chiedersi quanto latte occorra bere per raggiungere i livelli di 1400mg al giorno.

Considerato che 100g di latte contengono circa 180mg di calcio, per raggiungere i livelli ritenuti di rischio occorre bere circa 800g di latte al giorno per un periodo adeguatamente lungo, che se non vogliamo ritenere di 20 anni, possiamo anche accorciare a 4 o 5. Il latte però non è una bevanda ma un alimento a tutti gli effetti, e francamente dubito che qualcuno possa bere quasi un litro di latte al giorno, ogni giorno, per 4 anni. Se lo facesse, prima ancora di una ricerca scientifica, dovrebbe essere il buon senso a fargli comprendere che è in errore, e non solo per via del contenuto di calcio!

Semplificare il concetto secondo cui bere un litro di latte al giorno per 4 anni è pericoloso trasformandolo in "attenti a non bere latte perchè fa male" crea una bella differenza. Un po' come, sul versante opposto, qualche anno fa venne lanciato il messaggio che bere vino faceva bene in quanto contenente resveratrolo, il resveratrolo è effettivamente un tannino con numerose virtù, peccato che per acquisirne i vantaggi partendo dal vino occorre berne dai 3 ai 5 litri al giorno. Insomma a semplificare le ricerche si corre il rischio di lanciare messaggi completamente distorti anche in presenza di un dato di partenza che è corretto.
Cosa accadrebbe se il latte fosse veramente pericoloso?

Infine, se non ci si vuole perdere in complesse analisi sui meccanismi fisiologici, è possibile fare ricorso a qualcosa di più semplice. Anche in questo caso continuiamo a dare per buone le teorie legate ai rischi connessi all'assunzione di calcio. Se così fosse occorre tenere presente che in Italia si consumano mediamente 56 litri di latte l'anno per ciascun abitante (fonte: AdnKronos), cui occorre sommare il consumo di yogurt e formaggi, tutti alimenti ricchi di proteine e calcio. Ovviamente le statistiche tengono conto anche di chi latte e derivati non li assume per nulla.

Ma questo significa che c'è una fetta della popolazione che ne introduce ancora di più dei 56 litri annui, e quindi corre un rischio ancora più grave. Se il latte provocasse realmente problemi alle ossa dovremmo avere un numero di casi di osteoporosi elevatissimo mentre, stando alle statistiche, il numero di Italiani colpiti da osteoporosi è pari a poco meno di 5 milioni, di cui però l'80% è rappresentato da donne in post-menopausa (quindi con cause riconducibili all'assetto ormonale proprio di questa fase della vita), resta quindi 1 milione di altri casi non connessi alla menopausa(3) .

Su una popolazione totale di oltre 60 milioni di abitanti significa che il numero di persone colpite da osteoporosi rappresenta appena l'1,6% della popolazione. In considerazione delle quantità di latte consumato invece, se davvero creasse problemi di demineralizzazione, dovremmo avere un numero di casi certamente maggiore! Non dico una epidemia, ma quasi! Per non parlare di quegli Stati in cui l'uso del latte è assai maggiore, per esempio nel Regno Unito, la quota procapite è di circa il doppio rispetto a quella Italiana, ma si registra il 23% di casi in meno di fratture ossee(4), non dovrebbe forse essere il contrario?
Non bisogna bere latte perchè gli animali adulti non lo fanno!

Infine, quelli che mi fanno più ridere (o piangere) sono quelli che sostengono che il latte faccia male, e la prova è rappresentata dal fatto l'uomo è l'unico animale che lo utilizza anche da adulto e impiega perfino quello di un'altra specie. Dico io, va bene tutto, ma non vi viene in mente che l'uomo sia l'unico a usare quello di un'altra specie perchè è l'unico animale che conosce il concetto di allevamento e mungitura?

Il fatto che le altre specie animali non bevano il latte da adulti sarebbe la prova che il latte fa male? Ma scusate vi risulta allora che gli altri animali mangino la pizza margherita o lo sformato di verdure? Avete mai visto un castoro correre per dimagrire o una giraffa allenarsi per diventare più muscolosa? Avete mai sentito di un gorilla che prende integratori di proteine o di creatina, o di un coniglio che beve il chinotto? Il fatto che gli animali non facciano qualcosa non significa che facendola si stia correndo un rischio per la propria salute o che sia innaturale!

Se poi volete proprio prendere esempio da quello che fa una mucca, un cane o un gatto, cancellate il vostro profilo su FaceBook, è una cosa innaturale, nessun altro animale lo fa!

 

  1. (1)Guyton & Hall, Fisiologia medica, Edises, sec. edizione., Napoli, 2007

  2. (2) Michaëlsson K, Melhus H, Warensjö Lemming E, Wolk A, Byberg L., Long term calcium intake and rates of all cause and cardiovascular mortality: community based prospective longitudinal cohort study.

  3. (3)Tarantino U. ed al, Dimensione attuale del fenomeno osteoporosi in Italia, Università di Roma Tor Vergata, divisione di Ortopedia e traumatologia

  4. (4)Sferrazza A., et. al, L’osteoporosi in Italia: risorse utilizzate dal SSN e relativi costi, Italian Jurnal of Public Health, Year 9, Volume 8, Number 2, Suppl. 2, 2011

 

inoltre riportiamo quanto segue tratto da http://www.queryonline.it/2015/11/09/latte-e-osteoporosi-cosa-dice-la-scienza/

 

Il latte: valido apporto di calcio per le ossa, imprescindibile aiuto contro l’osteoporosi. Oppure: veleno assoluto, da evitare assolutamente, specialmente per le donne in menopausa. Il latte è da molto tempo al centro di articoli di controinformazione, discussioni, diatribe. Su Query, l’argomento era stato affrontato in un interessante articolo di Giuliano Parpaglioni, che analizzava una delle più comuni argomentazioni degli attivisti anti-latte:

“Si sostiene che il latte, ricco di proteine, faccia perdere calcio all’organismo attraverso le urine: le proteine che contiene acidificano il sangue, i sistemi tampone, cioè i meccanismi biochimici che mantengono fisso il pH del sangue, si attivano e per poter funzionare richiamano calcio dalle ossa, che in questo modo viene perso con le urine. Il risultato di questo processo è che se si beve latte si perde calcio.

Questa credenza è, tra tutte quelle nelle quali mi sono imbattuto, la più assurda. La quantità di proteine contenuta in 100 g di prodotto è di circa 3,3 g e in una colazione abbondante si arriva a consumare circa 300 g di latte per un totale di circa 10 g di proteine, cioè più o meno un quinto del fabbisogno giornaliero di una ragazza di 62,5 kg. E’ quindi difficile sostenere la tesi secondo cui vi sarebbe un eccesso proteico in questo alimento.

Una smentita molto chiara arriva peraltro da un’analisi molto ampia (una review di varie meta-analisi) pubblicata nel 2010, in cui si dimostra come le proteine non abbiano alcun effetto sulla perdita di calcio.”

Due articoli, pubblicati il 29 settembre sul British Medical Journal, contribuiscono a fare ulteriore chiarezza: si tratta di review, ottenute confrontando i risultati di oltre una quarantina di studi sull’argomento, e rappresentano un po’ lo stato dell’arte sul problema latte-osteoporosi.

 

Le conclusioni del primo studio smentiscono una delle tesi più diffuse in rete: assumere calcio con la dieta (latte e latticini) non diminuisce la densità ossea, la aumenta. Lo stesso fanno gli integratori di calcio, più o meno nella stessa misura. Il problema è che questo aumento è abbastanza limitato, circa l’1-2%. Insomma, una dieta ricca di calcio non sembra essere molto di aiuto in caso di osteoporosi.

 

Questo risultato è confermato anche dal secondo studio, che ha messo in relazione fratture ossee e apporto di calcio: il piccolo aumento di densità ossea fornito dalla dieta o dagli integratori non è sufficiente a diminuire in maniera significativa il numero delle fratture. Detto brutalmente, i rischi sono gli stessi, sia che ci si abbuffi di formaggi e latte, sia che se ne assumano quantità limitate.

 

Ma ovviamente anche dire “il latte fa diminuire il calcio nelle ossa” come fanno alcuni sostenitori della dieta milk-free è scorretto (la densità ossea non diminuisce, aumenta leggermente). Ed eliminare il latte dalla dieta per paura che indebolisca le ossa è altrettanto inutile, dati alla mano.

 

 

 

Altri articoli interessanti:

Il latte e la sua antipatia che genera le false dicerie:

http://www.dietcuriosity.it/latte/

Darwin e la falsa innaturalità del bere latte:

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/22/darwin-e-linnaturalita-del-bere-latte/

La disinformazione salutistica di internet:

http://www.albanesi.it/Dietologia/disinformazione.htm

 

 

 

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
Servizio Antibufala

http://ceifan.org