Guida alle bufale sui terremoti

 

 

Solitamente ogni evento viene sfruttato per inventarci su delle bufale ed i terremoti non fanno eccezione, anzi, proprio perché tali eventi richiamano un vasto pubblico accade che la mole di bufale diffuse è molto più alta del solito, e proprio perché c'è tanta gente che si interessa all'argomento avviene una rapida diffusione di queste bufale tramite la loro diffusione in rete da parte di chi ci è cascato (soprattutto grazie a circuiti come Facebook e blog). Tutto ciò rappresenta non solo uno sciacallaggio su un tema drammatico come quello del terremoto, ma anche l'occasione per diffondere ignoranza e complottismo presso le masse.

Tra i terremoti più colpiti dallo sciacallaggio dei ciarlatani, ricordiamo quelli dell'Emilia nel 2012, del Giapponese nel 2011 e dell'Abruzzo nel 2009. La Gente purtroppo ha l'abitudine di diffondere notizie sensazionalistiche senza fare un minimo di verifica, soprattutto su Facebook, e questo agevola moltissimo il lavoro di chi si diverte a diffondere falsità sui terremoti magari ridendo alle spalle di chi ci casca o approfittandone per ottenere visualizzazioni e visite virtuali.

Per contrastare queste bufale che si ripresentano ciclicamente ad ogni terremoto, qui di seguito saranno proposti degli sbugiardamenti sulle falsità più diffuse in rete sull'argomento.

 

 

1) il terremoto è stato provocato dal fracking: FALSO
2) La fuoruscita di materiale sabbioso è la prova provata del fracking e/o dello stoccaggio di Co2.: FALSO
3) L'INGV dichiara una magnitudo inferiore in modo che le assicurazioni non paghino i danni: FALSO
4) Non ci sono mai stati tanti terremoti in un territorio come l'Emilia: FALSO
5) Il terremoto è stato provocato HAARP: FALSO
6) Negli ultimi 10 anni il numero di terremoti superiori a 6 è aumentato: FALSO
7) Il terremoto era prevedibile: FALSO
8) Il terremoto è stato causato dalla vicinanza della luna e/o allineamento pianeti (o da quello che volete presente nello spazio): FALSO
http://ipensieridelfioba.blogspot.it/2012/05/terremoto-in-emilia-romagna-alcune.html

 

9) Il terremoto è stato provocato da esperimenti nucleari: FALSO

http://ipensieridelfioba.blogspot.it/2011/03/terremoto-in-giappone-considerazioni-su.html

 

10) È stato previsto uno sisma devastante al Sud Italia: FALSO

http://www.osservatorioapocalittico.it/?p=1890

 

11) Allineamenti planetari e tempeste solari provocano terremoti: FALSO

http://fuffologia.blogspot.it/2012/04/terremoti-allineamenti-planetari-e.html

 

12) Prevedere i terremoti è un gioco pulito: FALSO
http://tersiscio.blogspot.it/2012/06/il-gioco-sporco-della-previsione-dei.html

 

13) Le tecniche per far emergere gas e petrolio dal sottosuolo hanno provocato terremoti in Italia: FALSO

http://www.giornalettismo.com/archives/320976/la-bufala-del-terremoto-in-emilia-si-chiama-fracking/

 

14) L'INGV fornisce magnitudo inferiori a 6 perché così lo Stato e le assicurazioni non pagano i danni: FALSO

15) I siti stranieri danno sempre magnitudo più grandi, l'INGV ci nasconde qualcosa: FALSO

http://tersiscio.blogspot.it/2012/06/la-leggenda-della-magnitudo-e.html

 

17) I terremoti sono in aumento: FALSO

http://www.osservatorioapocalittico.it/?p=721

 

18) Il Radon permette di prevedere i terremoti: FALSO

http://www.blogalileo.com/terremoti-e-radon-attenti-alla-pseudoscienza/

 

19) Il terremoto dell'Aquila è stato previsto: FALSO

http://www.ilgiornale.it/interni/giuliani_loracolo_terremoto_che_ha_sbagliato_ogni_previsione/08-04-2009/articolo-id=342251-page=0-comments=1

 

20) Gli esperti pensano che i terremoti siano prevedibili: FALSO

http://cicapsicilia.org/2010/02/22/prevedibilita-dei-terremoti-intervista-al-dott-fabio-pulvirenti/

 

 

 

È possibile prevedere i terremoti? Il parere dei massimi esperti riportato integralmente

 

 

Ecco qui di seguito il parere sulla previsione dei terremoti da parte dell'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

Cosa vuol dire in questo caso la parola "prevedere"? Si vuole qui intendere anno, mese, ora, luogo e magnitudo di una futura scossa di terremoto? In tal caso, gli americani, ad esempio, userebbero il termine "prediction". Il termine "forecast" indica invece una previsione approssimativa che ci dice intervalli di tempo, di spazio e di magnitudo entro i quali si può verificare con maggiore probabilità della media un evento sismico.

Val la pena di fare questa premessa perché possiamo ora rispondere alla domanda. La risposta è no, quando intendiamo previsioni del primo tipo. La risposta non può essere un "no" deciso nel secondo caso. Numerosi sono i precursori sismici, ossia quelle anomalie di alcuni parametri geofisici, osservate prima di alcuni terremoti.

 Un esempio di anomalia potrebbe essere una quiescenza sismica ovvero l'assenza di terremoti per un determinato periodo di tempo in un' area considerata sismica. Studi per l'identificazione di precursori sismici sono condotti anche in Italia, grazie alla collaborazione con esperti di altri paesi dove questo tipo di metodologia è già collaudata. Si tratta comunque di previsioni approssimative che non possono essere utilizzate per dare un allarme alla popolazione.

Altri esempi di precursori sismici sono la variazione inconsueta della velocità delle onde sismiche, variazioni nel contenuto di gas radon nelle acque di pozzi profondi, mutamenti nel livello delle acque di fiumi e di laghi, movimenti crostali.
Oltre ai fenomeni cosiddetti precursori pè anche possibile attraverso l' individuazione delle aree sismogenetiche, lo studio della loro sismicità storica e recente, dell'assetto tettonico e geologico, definire la pericolosità sismica del territorio in base alla quale adottare adeguate misure di prevenzione che possano ridurre gli effetti dei terremoti.

 

 

 

Le bufale sui terremoti

 

Premessa: tratto integralmente da qui

 

Fasi lunari, temperatura dell'acqua e comportamento degli animali: dietro alle previsioni sismiche sfornate in Florida da Luke Thomas c'è di tutto. Sul suo QuakePrediction si vedono paginate di tabelle con percentuali di rischio terremoto altissime. Tanto per fare un esempio, l'11 novembre a Pescara c'era il 100% di possibilità. In matematica, si capisce, significa evento certo. Ma non è successo nulla, proprio perché la teoria di Thomas è una accozzaglia di bufale pazzesca. I media statunitensi hanno sbugiardato il sismologo fai-da-te già nel 2010, ma l'onda dei suoi falsi allarmi non si è ancora fermata.

Perché crediamo a persone come Thomas? Le catastrofi naturali - come il tifone Haiyan nelle Filippine - hanno effetti ben visibili sul nostro pianeta, ma non sempre sono anticipabili. Per tutto quello che accade in atmosfera esistono le previsioni dei super computer, ma sotto la crosta terrestre non c'è modello che tenga. I terremoti accadono tutti i giorni e noi non possiamo affidarci alla sfera di cristallo. Piuttosto, diamo uno sguardo alle pratiche di prevenzione sul sito della Protezione Civile e diffidiamo di chi offre rivelazioni confezionate in casa.

Il fracking in Emilia-Romagna
Nel maggio 2012 diverse scosse di terremoto colpiscono l'Emilia e insieme alle notizie sui soccorsi saltano fuori ipotesi da complotto sulle cause scatenanti dell'evento naturale. In rete circola subito la bufala del fracking, per cui l'omonima tecnica di estrazione petrolifera tramite iniezione sotterranea di fluidi avrebbe causato il sisma. Tutto perché nella provincia di Modena pendeva la realizzazione di un progetto – già ampiamente contestato – di un impianto di stoccaggio del gas. Il bello è che a volte anche sui quotidiani si fanno ipotesi sulla pericolosità del fracking superficiale. Se però andate a scaricarvi i dati sui terremoti dell'ultimo mese negli Usa, troverete che su più di 1.000 sismi con magnitudo 2,5 o maggiore, solo una quarantina sono avvenuti a meno di 5 chilometri di profondità.

Il nemico numero uno: Haarp
Come fai a trasformare le antenne di Haarp – una installazione di ricerca civile e militare – in un'arma da cattivo di James Bond? Semplice, ci costruisci sopra una serie di bufale apocalittiche del tutto campate in aria. Fatevi un giro sul blog di Gianni Lannes e traete le dovute conclusioni. Ora, il problema è che secondo i complottisti, Haarp sarebbe anche responsabile dei terremoti che hanno colpito la Toscana nel giugno 2013. Lannes dixit, e molti blog e siti non hanno tardato a rilanciare l'allarme. Per la cronaca: le onde radio emesse dalla macchina diabolica hanno una potenza ridicola se paragonata a quella necessaria per scatenare un terremoto. Il Cicap ha fatto i calcoli qui, e il bello è che Haarp ha pure chiuso i battenti nel maggio 2013. E ora non dite che è solo una mossa di copertura.

Non si possono prevedere i terremoti
È successo all'Aquila con le allerte lanciate da Giampaolo Giuliani e i suoi macchinari fatti in casa per leggere la concentrazione di radon fuoriuscito dal sottosuolo. Semplicemente, i modelli attendibili non funzionano così. Lo stesso vale per i modelli statistici, anche quelli tirati fuori dalle Università. Un caso è definire le mappe di rischio sismico, un altro è sostenere di avere un algoritmo che può prevedere i terremoti. Succede a Trieste, dove un gruppo di ricerca sostiene di avere sviluppato un modello in grado di indicare la probabilità di un sisma nel breve periodo conducendo calcoli sulla base di dati storici. A posteriori, quando intere città sono crollate, è facile illudersi di aver trovato correlazioni geniali. Non è cattiva fede, forse solo cattiva suggestione.

Gli sciacalli
Più le voci sulla previsione di un terremoto si diffondono in città, più gli abitanti rischiano di essere presi d'assalto da persone senza scrupoli. Dopo il sisma dell'Aquila del 6 aprile 2009, gruppi di sciacalli hanno diffuso sms fasulli spacciandosi per funzionari di Protezione Civile. I messaggi annunciavano nuove imminenti scosse e invitavano la popolazione a fuggire. Un espediente progettato con l'unico scopo di saccheggiare eventuali case abbandonate. La psicosi da falso allarme si è estesa fino a Roma, dove un gruppo di folli ha fatto il giro del quartiere Prati a bordo di un'auto con false insegne della Protezione Civile. Attraverso un megafono, incitavano le persone a lasciare le abitazioni in vista di una imminente scossa. Per fortuna qualcuno del posto ha capito che la cosa puzzava.

L'apocalisse a Roma
L'11 maggio 2011 la città eterna era condannata a cadere a causa di un terremoto catastrofico. Non è un film, ma la previsione circolata in Rete alla vigilia del fantomatico disastro. Tutto perché qualcuno ha distorto i lavori di un controverso personaggio del passato, Raffaele Bendandi. Per lui era l'influenza degli astri a causare i movimenti della crosta terrestre: segui i pianeti e la Luna in cielo e in qualche modo riesci a spiegare i grandi sismi. Peccato che i terremoti siano eventi assai comuni anche in Italia - in media la terra trema due volte al giorno sotto la capitale – e qualsiasi previsione altro non è che una semplice coincidenza.

 

 

 

Terremoti questi sconosciuti

 

Premessa: tratto da qui

 

A volte c’è stato un gran parlare di terremoti a causa di alcune scosse percepite in Italia, che alcuni “informati alternativamente” hanno attribuito a fantascientifiche armi che spediscono terremoti ai nemici, probabilmente di proprietà della NATO. Naturalmente il fatto che l’Italia sia un membro della NATO è un dettaglio trascurabile: scatenare terremoti artificiali e uccidere i propri alleati è normale amministrazione per i perfidi e malvagi americani!

Scopo di questo post divulgativo è chiarire cosa sia un terremoto, cosa lo origini e perché l’Italia sia un paese a forte rischio sismico. Aggiungo anche che scrivo un po’ per rabbia: mi infastidisce il fatto che il primo idiota che passa in rete possa blaterare impunemente di terremoti artificiali quando io, per avere il diritto di parlare di questo argomento, ho dovuto sostenere esami di Geologia, Geochimica e Petrografia. Ma smettiamo di divagare e tuffiamoci subito nel vivo della questione: cos’è un terremoto?

In geofisica, un terremoto o sisma o scossa tellurica, è una vibrazione o oscillazione rapida della superficie, provocata da uno spostamento improvviso di sezioni della crosta terrestre.

In questa definizione c’è scritto tutto ciò che c’è da sapere su un terremoto, ma per i non addetti ai lavori probabilmente suona un po’ come l’arabo, quindi cerchiamo di svelarne il significato.

I fenomeni sismici e quelli vulcanici sono manifestazioni diverse delle stesse forze endogene, ossia interne al pianeta, che ora andremo ad analizzare. L’interno del pianeta racchiude un’immensa quantità di energia che deriva dall’accrezione primordiale (ossia la formazione del pianeta attraverso l’aggregazione di detriti vari presenti nella nebulosa protoplanetaria) e dal decadimento di isotopi radioattivi vari presenti nell’interno del pianeta. Questa energia si manifesta principalmente sotto forma di calore, ma alimenta anche altri fenomeni come proprio i terremoti e le eruzioni vulcaniche, oppure come il campo magnetico che circonda il pianeta e lo protegge dal vento solare, creando le spettacolari aurore in prossimità dei due poli magnetici della Terra (che, per la cronaca, non coincidono con quelli geografici).
Per capire meglio questi fenomeni facciano un breve excursus sulla struttura interna del pianeta.


INTERNO DEL PIANETA E FORZE ENDOGENE


Schema dell’interno della Terra, in cui sono visibili tutti gli strati
 

Il centro del pianeta si trova a una profondità di 6.371 chilometri. Lo strato compreso fra il centro e la profondità di 2.885 chilometri è il nucleo, diviso in interno (6) ed esterno (5). L’interno è sfera di metallo formata da una lega di ferro e nichel. L’esterno è formato dalla stessa lega di ferro e nichel dell’interno, ma allo stato liquido. In sostanza, potete farvi un’idea del nucleo esterno immaginando un oceano di metallo fuso e incandescente, molto caldo e molto fluido.

Fra 2.885 e 35 chilometri di profondità si trova il mantello, diviso in inferiore (4) e superiore (3) con la transizione a 770 chilometri, ma comunque formato da materiali solidi. Principalmente troviamo minerali silicatici di ferro e magnesio, i cui cristalli cambiano in base alla pressione e quindi in base alla profondità (molti sono minerali dai nomi complicati e che nessuno ha mai visto, quindi tralasciamo). Quello che ci interessa di più è il mantello superiore che confina con la crosta vera e propria del pianeta.
Potrà sembrare assurdo, ma pur essendo solido il mantello subisce dei moti di convezione. Questo avviene perché i minerali cristallini ivi presenti, e sottoposti a elevati calore e pressione, hanno delle caratteristiche di viscosità particolari che permettono al materiale di muoversi secondo convezione nel corso di milioni di anni. Questo fenomeno è importante perché la risalita del calore dal nucleo è una delle forze che alimentano la deriva dei continenti e quindi i terremoti, come vedremo fra poco.

All’interno del mantello superiore, a una profondità compresa fra 250 e 300 chilometri, incontriamo uno strato chiamato astenosfera che ha una particolarità: è parzialmente fluido, quindi costituisce una sorta di olio lubrificante che consente alle placche tettoniche di muoversi e quindi rende possibili i terremoti.

Infine la crosta è l’ultimo strato ed è spessa in modo variabile fino a 35 chilometri. Ci sono due tipi di crosta:

oceanica (2); sottile (mediamente 7 chilometri), densa e formata principalmente da basalti;
continentale (1); spessa (mediamente 20 chilometri) meno densa (e quindi più leggera dell’oceanica) e dalla composizione chimica molto più varia.


LA TETTONICA DELLE PLACCHE E LA DERIVA DEI CONTINENTI
 

La crosta del pianeta è divisa in una ventina di placche indipendenti che possono muoversi, ma cosa le fa muovere? Ci sono due fenomeni che alimentano il movimento: i moti di convezione di cui parlavamo poco fa e la rotazione del pianeta attorno al suo asse. La convezione crea delle celle convettive che hanno alla sommità un punto in cui i flussi divergono per poi ridiscendere; se questo si verifica in mezzo a un continente, nel corso i milioni di anni esso si spezza e le due metà si allontanano creando un nuovo oceano (per esempio l’Atlantico rientra in questa categoria). Questo tipo di margine fra le placche, detto divergente o costruttivo, crea nuova crosta oceanica e alimenta un vulcanismo effusivo spesso localizzato sul fondo dell’oceano (dorsali oceaniche), ma non produce terremoti; quindi è un margine piuttosto tranquillo e innocuo.

I problemi sorgono nel caso dei margini conservativi e distruttivi: questi alimentano i terremoti e il vulcanismo esplosivo.

Le celle convettive non sono di forma regolare e la rotazione del pianeta fa muovere le placche a velocità differenti, col risultato che le placche si possono scontrare. In questo caso ci sono due possibilità: uno scontro fra due placche continentali che produce un “accartocciamento” chiamato catena montuosa e forti terremoti (è il caso dell’Himalaya), oppure si scontrano una placca oceanica e una continentale con la prima che, essendo più pesante, finisce per inabissarsi sotto la seconda dando luogo a terremoti e creando delle catene montuose ricche di vulcani esplosivi. Questo è esattamente il caso delle Ande, delle Alpi Giapponesi e degli Appennini ed ecco spiegato perché l’America Centro-Meridionale, l’Italia e il Giappone sono territori così fortemente sismici e ricchi di vulcani.
Quando una placca oceanica affonda sotto una continentale (fenomeno chiamato anche subduzione), essa fonde e provoca la risalita di materiali fluidi e volatili, che danno luogo alla formazione di vulcani esplosivi (per esempio il Vesuvio o i Campi Flegrei, ma anche vulcani spenti italiani come l’Albano, le isola Pontine, il Monte Amiata e tutti gli altri). Ovviamente le rocce non sono lubrificate e lo “scorrimento” di una sotto l’altra avviene a scatti. Gli scatti sono proprio i terremoti: un movimento improvviso delle masse continentali provoca delle oscillazioni che noi percepiamo come terremoto. Naturalmente l’entità del terremoto è proporzionale all’entità dello “scatto”. Questo è anche il motivo principale per cui un terremoto NON si può prevedere: è impossibile sapere quando delle rocce cederanno facendo muovere le placche tettoniche.

Un ultimo caso è quello dei margini conservativi, dove due placche scorrono l’una rispetto all’altra. Un esempio è la famosa faglia di Sant’Andrea in California, che scatena spesso devastanti sismi a causa dello scorrimento a scatti del Pacifico rispetto al Nord America.
 

 

La variabilità della profondità delle faglie (le spaccature fra i continenti che provocano i terremoti) fa decadere un altro cavallo di battaglia complottista: non ha senso decidere che un terremoto superficiale è artificiale e uno profondo è naturale perché c’è una grande variabilità nella profondità a cui si verificano fenomeni sismici.
Qui trovate una tabella dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che raccoglie tutti gli ultimi terremoti rilevati in Italia; guardate la colonna della profondità e rendetevi conto di quanto sia variabile: da pochi chilometri a centinaia, senza nessun pattern.

Un’altra cosa da sapere per difendersi dalla disinformazione è la differenza fra ipocentro ed epicentro: l’ipocentro è il punto esatto in cui si è verificato il rilascio di energia, situato all’interno della crosta; l’epicentro è la proiezione dell’ipocentro sulla superficie terrestre, che serve a capire la località in cui hanno apparentemente avuto origine le scosse.


SCALE DEI SISMI
 

Quante volte in televisione si sentono giornalistucoli blaterare di scala Mercalli, scala Richter, Magnitudo, ecc.? Troppe volte, quindi facciamo un po’ di chiarezza. La scala Mercalli non si usa più da anni perché misurava i danni in modo piuttosto soggettivo, causando una discrepanza inaccettabile: due sismi caratterizzati dalla stesse energia sarebbero classificati in due gradi Mercalli diversi se registrati uno in Turchia (catastrofico) e l’altro Giappone (danni minimi). Quindi i geofisici hanno elaborato un modo per misure l’energia rilasciata dal sisma e avere così un modo univoco per classificare i terremoti: la scala Richter, che misura la magnitudo o intensità di un sisma. E’ una scala logaritmica che per ora va da 0 a 10 (quest’ultimo grado non è mai stato registrato).

Possiamo farci un’idea dell’energia che scatena un terremoto consultando i vari gradi:

il terremoto che colpì l’Abruzzo nel 2009 era del grado 6,3, quindi si potrebbe replicare facendo brillare 43.000 tonnellate di dinamite;
il sisma che ha colpito l’Emilia nel 2012 era di grado 5,9, quindi come 11.000 tonnellate di dinamite;
il terremoto che nel 2004 devastò il Sud Est Asiatico era di magnitudo 9,3, quindi equivalente all’esplosione di circa 1,3 miliardi di tonnellate di dinamite;
il sisma che ha colpito il Giappone nel 2011 e ha causato il famoso incidente di Fukushima era di grado 9, equivalente a 480 milioni di tonnellate di dinamite;
il terremoto più potente registrato si è verificato il 22 maggio 1960 in Cile e fu di grado 9,5, rilasciando un’energia pari a 2,7 miliardi di tonnellate di dinamite;

La scala contempla un grado 10 che non è mai stato registrato, ma che sarebbe equivalente all’esplosione di 15 miliardi di tonnellate di dinamite.


CONCLUSIONI
 

Alla luce delle immense quantità di energia liberate dai terremoti, si può capire con facilità quanto sia imbecille l’idea complottista che i sismi siano provocati artificialmente da qualche arma segreta della NATO o degli Stati Uniti.

PS: aggiungiamo la mappa del rischio sismico sul territorio della Repubblica Italiana, prodotta dall’INGV.

 


Le zone in rosso e viola sono quelle a più altro rischio, dette megasismiche. Queste mappe vengono costruite su basi storiche e quindi può capitare che siano incomplete: l’evento sismico che ha colpito l’Emilia nel 2012 ha dimostrato che le zone megasismiche del Friuli e degli Appennini in realtà devono essere collegate assieme, quindi nelle prossime mappe ci sarà un unica linea rosso-viola dal Friuli alla Calabria.

La Sardegna è l’unica regione italiana a non presentare alcun rischio sismico perché priva di attività geologica, quindi i sardi possono dormire sonni tranquilli: nessuna forte scossa li coglierà mai di sorpresa.

 

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
Servizio Antibufala

http://ceifan.org