Il mistero del cadavere spione che beffò i nazisti

 

 

 

Premessa: tratto da qui

 

Il 10 luglio 1943 ebbe inizio l’operazione Husky, cioè lo sbarco alleato in Sicilia. Americani e Inglesi si trovarono di fronte solamente i mal equipaggiati soldati della VI Armata italiana, e una scarsa resistenza a Gela , Licata e Siracusa. Hitler era infatti convinto che i suoi nemici sarebbero sbarcati in Sardegna e in Grecia; prova di ciò fu il trasferimento della Luftflotte 2 del feldmaresciallo Richthofen dalla Sicilia alla Sardegna in virtù di questa errata valutazione strategica del Führer. Ma come fu possibile un così grosso errore strategico, visto che dopo la conquista della Tunisia da parte degli alleati, la Sicilia era il punto più probabile per uno sbarco in Italia?

 

Una possibile risposta può essere ricercata in un’operazione del controspionaggio inglese, chiamata Mincemeat (Carnetrita), basata su un’idea dell’ufficiale Ewen Montagu.

Negli ultimi mesi del 1942, l’operazione Husky era in fase di preparazione e doveva essere coperta dalla più assoluta segretezza. Montagu aveva il compito di spargere notizie false sui movimenti delle truppe alleate, in modo da disorientare Tedeschi e Italiani.

L’ufficiale stava pensando a ingannare i vertici militari dell’Asse piuttosto che a coprire l’operazione Husky. Montagu racconta nelle sue memorie: “perché non potremmo trovare un cadavere, vestirlo da ufficiale di Sua Maestà e mettergli addosso dei documenti riservati di altissima importanza da cui risulti inequivocabilmente che noi stiamo per sferrare l’attacco in un altro luogo?”.
Un’idea così macabra e geniale nello stesso tempo, non era venuta in mente a Montagu per caso: nel settembre del 1942 un aereo inglese diretto a Gibilterra, con a bordo alcuni ufficiali dello Stato Maggiore, era precipitato in mare non lontano dalle coste spagnole. Fortunatamente per gli Alleati, i malcapitati non avevano indosso documenti particolarmente importanti. Dalle informazioni in mano agli Inglesi risultava che i cadaveri erano stati rinvenuti, probabilmente esaminati e seppelliti dalle autorità spagnole.

 

Questa triste vicenda quindi ispirò Montagu: il cadavere con i falsi documenti sui piani dello sbarco doveva essere rinvenuto in mare, e doveva mostrare i segni di un incidente aereo. Secondo il piano, i documenti rinvenuti dagli Spagnoli sarebbero poi stati passati da una spia tedesca operante in zona
direttamente all’Abwehr.
L’idea, molto semplice in teoria, era complicata nella realizzazione e per questo parte dello Stato Maggiore inglese, tra cui Churchill, fece resistenze alla messa in atto dell’operazione. Il problema principale era innanzitutto trovare un cadavere, e una volta trovato lo stesso, questo doveva risultare agli occhi dell’Abwehr morto in circostanze simili all’incidente aereo in mare, cioè morto per annegamento.

La ricerca del corpo fu agevolata da un patologo inglese, Sir Bernard Spilsbury, il quale informò Montagu che in un uomo deceduto per polmonite rimangono tracce nei polmoni di un liquido corporeo simile all’acqua. Il campo di ricerca così si strinse e cominciarono a cadere i primi dubbi degli oppositori dell’idea di Montagu. Nel novembre 1942, il cadavere fu finalmente individuato: un uomo sulla trentina morto appunto di polmonite.

 

Secondo lo storico Roger Morgan, il vero nome di quest’uomo pare fosse Glyndwr Michael, un alcolizzato gallese. Montagu gli diede un nome, William Martin, un grado, Maggiore, e una “vita”.
Riguardo al documento da far ritrovare agli agenti tedeschi, serviva qualcosa che mostrasse “chiaramente” come l’obiettivo dello sbarco non fosse la Sicilia. Le due lettere messe nella giacca di Martin, erano indirizzate al Generale Sir Harold Alexander e furono redatte dal vicecapo di Stato Maggiore Generale dell’Impero, Archibald Wey. Dalle stesse, postdatate al 23 aprile 1943, emergeva l’intenzione che gli Alleati stavano preparando due attacchi: uno in Sardegna con le truppe di Eisenhower, l’altro in Grecia con quelle di Wilson40.

Il 17 aprile 1943 cominciò la messa in scena. Il Maggiore William Martin venne prelevato da una cella frigorifera dell’obitorio di Londra, per poi essere vestito con il Mae West, l’impermeabile della Marina inglese e dotato degli effetti personali e delle lettere.

 Successivamente fu trasportato a Holy Loch. Qui il giorno seguente venne imbarcato a bordo del sommergibile Seraph dentro un cilindro metallico. Il 30 aprile il sommergibile era nei pressi di Huelva; alle ore 4:30 il Tenente Jewell e due suoi ufficiali immersero il cadavere in mare; la corrente iniziò subito a trascinare il corpo verso riva.

 

Il 3 maggio l’ambasciata inglese a Madrid comunicò a Londra che il cadavere di un certo Maggiore Martin era stato rinvenuto e sepolto con gli onori militari nel piccolo cimitero di Huelva; il messaggio non accennava minimamente alla borsa nera contenente le lettere top-secret, borsa che Martin aveva legata alla cintura.

L’MI6 apprese poco dopo che i documenti erano stati trattenuti dalla polizia giudiziaria spagnola, la quale non aveva intenzione di cederli ai Tedeschi. Un contrattempo che poteva costare caro. Londra comunque era fiduciosa, poiché credeva che l’amicizia tra i governi tedesco e spagnolo avrebbe portato ad una soluzione positiva della vertenza.
Si attese la restituzione dei documenti, che arrivarono a Londra alcuni giorni più tardi. Gli esami scientifici a cui furono sottoposte le lettere rilevarono che le buste erano state aperte, nonostante che all’apparenza i sigilli sembrassero intatti. Il Secret Service iniziò ad attendere la reazione tedesca, ma nei mesi seguenti gli agenti segreti non captarono nessun indizio che facesse supporre ad un esito positivo dell’operazione Mincemeat.

 

L’esito positivo della missione sarà confermato nel momento dello sbarco in Sicilia, il 10 luglio 1943, quando gli Alleati si ritrovarono di fronte una resistenza di molto inferiore alle attese. La prova della riuscita dell’idea di Montagu si ebbe a guerra conclusa, quando negli archivi della marina tedesca, a Tambach, fu rinvenuta una corrispondenza tra l’ammiraglio Doenitz e il Führer in persona.

Da essa si potrà ricostruire il camino dei falsi documenti, apprendendo che Hitler le aveva prese per “oro colato”, visto l’ordine successivo di ridurre la guarnigione in Sicilia.
Oggi nel cimitero di Huelva riposa il falso Maggiore William Martin; sulla sua lapide possiamo leggere: “William Martin, nato il 25/3/1907, morto il 24/4/1943. Figlio adorato di John Glydwyr Martin e della defunta Antonia Martin di Cardiff, Galles. Dulce et decorum est pro patria mori. Requiescat in pace”. Ogni 30 aprile l’ambasciata inglese di Madrid invia una grande corona di fiori.


 

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