Il complottismo

 

 

<< Il complottismo non è una teoria, è una fede a cui piegare ogni prova o indizio. >>

 

<< I complottisti nascondono la verità. >>

 

Come ci ha ricordato Karl Popper, la “teoria sociale della cospirazione è l’opinione secondo cui tutto quel che accade nella società è il risultato di un preciso proposito perseguito da alcuni individui, o gruppi potenti. Quest’opinione è assai diffusa, anche se si tratta, in certo senso, indubbiamente, di una specie di superstizione primitiva… è, nella sua forma moderna, il tipico risultato della secolarizzazione delle superstizioni religiose.” In altre parole, prima si immaginava che tutto ciò che accadeva nel mondo, accadeva per volontà di qualche Dio. Ora che a Dio nessuno più ci pensa (chi più consciamente, chi meno) è rimasto un vuoto che di volta in volta facciamo occupare a qualcuno (politici, un gruppo finanziario, gli ebrei di Hitler, le case farmaceutiche) che muove le fila del discorso a nostra insaputa.

 

 

Creare un complotto


La psicologia del complotto nasce spesso dal fatto che le spiegazioni più evidenti di molti fatti preoccupanti non ci soddisfano, e spesso non ci soddisfano perché ci fa male accettarle.
L'interpretazione sospettosa in un certo senso ci assolve dalle nostre responsabilità perché ci fa pensare che dietro a ciò che ci preoccupa si celi un segreto, e che l'occultamento di questo segreto costituisca un complotto ai nostri danni.
Il bello è che, nella vita quotidiana, non vi è nulla di più trasparente del complotto e del segreto. Un complotto, se efficace, prima o poi crea i propri risultati e diventa evidente. E così dicasi del segreto, che non solo viene di solito svelato da una serie di 'gole profonde' ma, a qualunque cosa si riferisca, se è importante (sia la formula di una sostanza prodigiosa o una manovra politica) prima o poi viene alla luce.
Complotti e segreti, se non arrivano in superficie, o erano complotti inabili, o segreti vuoti. La forza di chi annuncia di possedere un segreto non è di celare qualcosa, è di far credere che ci sia un segreto.
Una conseguenza paradossale del complottismo è che dietro ogni falso complotto, forse si cela sempre il complotto di qualcuno che ha interesse a presentarcelo come vero.

 

Inventare e far diffondere un complotto è molto semplice, dato che molte persone sono disposte a credere anche in cose molto gravi senza fare alcuna verifica: di conseguenza, basta fornire informazioni false o manipolate per creare un complotto di successo, soprattutto se si usano meccanismi psicologici oramai collaudati.

Ad esempio, come l'ABC della bufala ci insegna, se si vuole creare un complotto di successo bisogna far leva sui sentimenti, sui pregiudizi, sugli odi, le paure. Oppure, si afferma l'esistenza di una data "verità nascosta" (un fatto) e si svincola sull'esistenza di gruppi di potere (i cattivi) che non vogliono che tu sappia che esistono queste cose (cospirazione) ma a questo punto tu ,anche se sei piccolo, sai la verità! In questo modo passa qualsiasi cosa, ed il fatto non viene più verificato correttamente, la maggioranza delle persone non chiederà neanche le prove, figuriamoci controllarle. La cosa interessante è che funziona con qualunque affermazione!

Spesso in un complotto non è necessario neanche creare prove false o manipolate, cioè non occorre più far finta di provare ciò che si afferma: basta l'esistenza del complotto, che vale anche come jolly. Non ci sono prove dell'affermazione? Le ha nascoste il complotto. Ci sono delle prove che smentiscono l'affermazione? Le ha create il complotto. E così via: il complotto si auto-dimostra e dimostra qualunque affermazione.

Il problema è che queste bufale non sono innocue e, al di là degli aspetti secondari, il complottismo trascina le persone in un mondo distante dalla realtà, con degli effetti  preoccupanti sulla salute mentale di chi davvero crede nelle falsità del complotto. Ma andiamo per ordine.

 

Ci sono persone che per denaro, per fama, per stupidità, per paranoia e per creare disinformazione, diffondono e creano complotti di ogni tipo, che vengono molto seguiti.
Il complottismo (o cospirazionismo) è uno schema mentale applicabile a qualunque evento, che può però avere risvolti patologici, ed è seguito da molte persone che vogliono trovare un complotto o un mistero dietro ad ogni cosa.

Di fatto è possibile inventare un complotto su qualsiasi cosa, ed è una operazione ancora più agevole se si falsificano le informazioni proposte, senza contare che quanto più ridicolo sarà il complotto, ad esempio perché inventa le informazioni facenti parti del complotto, tanto meno ci saranno persone disposte ad intervenire per smentire quello che ritengono deliri di pazzi o di ciarlatani, poiché considerano tempo perso fare simile cose.

Una delle caratteristiche comuni a tutti i complotti è che chi si pone come capo/divulgatore di un complotto è sempre in malafede, cioè mente sapendo di mentire, e questo è stato dimostrato per tutti i capi sostenitori di tutti i complotti. Invece, non è lo stesso per i seguaci di questi personaggi, che nella quasi totalità dei casi sono "a loro modo" in buona fede, seguendo un preoccupante schema psicologico che li fa cadere in una gabbia da dove è difficile uscire.

Molti sono i blocchi mentali che causa il complottismo, si va dall'impossibilità di ammettere che il proprio pensiero sia sbagliato all'impossibilità di ammettere di non essere più intelligenti e furbi degli altri. A molti complottisti se viene tolta la convinzione della loro paranoia non gli resta nulla: "la mia vita va male per colpa di altri" è una scusa perfetta per non dover ammettere le responsabilità, non possono mettersi in discussione rischiando di aver torto, devono aver ragione e accettano solo chi non li mette in dubbio.

 

 

Comportamenti complottistici


Ad alimentare il complottismo è la mancanza di fiducia, altrimenti detta scetticismo, nei confronti dei media, dei governi e delle autorità e in genere di qualunque fonte riconosciuta dal “mainstream”, scienza compresa. Lo scettico e sfiduciato partendo da queste premesse va poi poco lontano e gli studi dimostrano che di solito chi crede a un complotto è in genere predisposto ad accoglierne anche altri.
La sfiducia nell’autorità delle fonti e scetticismo finiscono per alimentare non già una richiesta di rigore da parte delle fonti d’informazione, ma il loro rigetto in favore di storie costruite su misura per soddisfare e gratificare chi crede di saperla lunga e guarda il resto del mondo come a degli ipnotizzati da qualche mago o da qualche Matrix.

 

Uno degli aspetti più inquietanti del complottismo è che di solito fa cadere le persone nella paranoia patologica più pura.
Ad esempio, definito l'assurdo assunto che a far crollare il world trade center sia stato un gruppo di americani o sionisti, il resto delle macchinazioni viene da se, in un crescendo parossistico che si nutre di se stesso. Se la guerra del terrorismo è inventata, allora tutto il resto è un invenzione… Ciò che accade, allora, è che la posizione viziata da un errore di prospettiva comincia a divergere sempre di più dalla realtà, rileggendo la realtà stessa secondo una lente interpretativa prestabilita.
In sostanza, il complottismo finisce sempre per sfociare in deliri di complottisti, e quando uno ha un delirio, anche tutto il resto della realtà piano piano viene re-interpretato per sostenere il delirio.
La cura migliore per questi personaggi è un bagno di realtà. Fino ad allora, qualsiasi appello alla ragione sarà respinto; perché non è con la ragione che sono arrivati alle loro conclusione, e quindi non sarà la ragione a riportarli alla realtà.
È di fatto impossibile convincere i complottisti con argomenti razionali, confutando una ad una le loro argomentazioni: in primo luogo perché si tratta di un compito improbo, che richiede enormi competenze a tempo pieno; in secondo luogo perché i complottisti riescono sempre a reinterpretare ogni fatto in modo da renderlo compatibile con il loro schema delirante. Fermo restando che gli studiosi ed i ricercatori seri generalmente si rifiutano di scrivere qualcosa per screditare le teorie complottistiche perché vengono considerate troppo stupide per perderci dietro del tempo.

 

I complottisti respingono ogni dimostrazione della falsità delle credenze complottiste: ciò viene considerato da loro come parte di una ulteriore cospirazione volta a nascondere "la verità". Siamo di fronte ai classici meccanismi di difesa della visione paranoica: quando emerge un fatto che mette a repentaglio l'integrità della visione, invece di porsi il dubbio di essersi sbagliati si inventa un'ulteriore cospirazione che isoli e neutralizzi il fatto pericoloso. E in questo modo la cospirazione, e il numero degli organizzatori e persecutori, aumenta sempre più, a dismisura.

 

I complottisti osservano e scovano (a loro parere) contraddizioni ovunque nella tesi "avversaria", ma non si accorgono delle contraddizioni e delle assurdità delle proprie tesi: questi sono sintomi tipici della paranoia delirante.
Spesso il complottismo si basa sul tararsi su un bersaglio, che si considera come il male a prescindere. Ci si indirizza verso dei bersagli da abbattere a tutti i costi. È questo che rende i complottisti attraenti, soprattutto alla massa (ma non solo), che è sempre alla ricerca di un colpevole o di una causa ultima definitiva dei guai del mondo, eliminati i quali tutto si risolve. E se non si risolve, allora vuol dire che "qualcuno di quelli" deve essere ancora in giro da qualche parte e l'eliminazione non è riuscita bene.
Tra l'altro, da un punto di vista razionale, questi grandiosi complotti dovrebbero essere tanto più facilmente scopribili, quanto più numerose sono le persone coinvolte. Alla lunga, qualcosa dovrebbe saltar fuori. È impossibile che non lascino tracce per decenni o secoli. Invece, ci si fa caso, di nessuno dei tanti vasti complotti della storia in cui credono i cospirazionisti (quello massonico, quello mondialista, quello delle multinazionali, quello dell'Opus Dei, quello giudaico, ecc.) è mai saltato fuori uno straccio di prova: una confessione circostanziata, un documento scritto o qualcosa del genere. Tutto ciò è incompatibile con le secolari esperienze accumulate nel campo dell'investigazione poliziesca e giudiziaria....


Il complottismo assolve ad un bisogno umano importante. Quando la realtà contraddice platealmente le proprie convinzioni più radicate (ad esempio, che gli imperialisti americani e i sionisti ebrei siano la causa di tutti i problemi del mondo), allora non rimane che costruirsi una propria realtà parallela in cui tutti i fatti "veri" sono segreti e nascosti ai più.
In America la Società psichiatrica americana è ad un passo dall'includere nel novero delle patologie psichiatriche, come paranoia, l'idea complottista-cospirativa della storia e della politica, quella che insomma dubita delle verità ufficiali (tipo quelle fornite dal governo sull'11 settembre) e vede il mondo governato da una élite che sta dietro le quinte.
Non a caso il mondo dei complottisti è per lo più composto da gente che va in cerca di occulti manovratori e complotti, come malata e bisognosa di psicofarmaci.
Ed ovviamente ci sono anche tantissimi furbi. Il complottismo paga, perché ad esempio permette di guadagnare su libri, gadget, banner e DVD, e appaga, perché crea seguaci; si diventa guru. E diventa chiaro perché questo tipo di bufale persistono: sono un business.
Ma perché ci sono anche persone che spacciano fatti falsi per reali senza guadagnarci un euro? Perché il prestigio (e il potere) che si ottiene convincendo gli altri di certe bugie mirate è forse ancora maggiore di quello che si può avere col denaro.
Le persone che non sono paranoiche non hanno dubbio che il complottismo di fatto sta spostando l'attenzione lontano dai veri problemi e dai veri complotti: una cosa che è più dannosa di quanto si possa pensare.

Tuttavia, quella dei complottisti è la tipica strategia di invenzione notizie per mantenere un clima di paura e terrore, di influenza mentale su persone più deboli anche solo per gratificare la sua malsana necessità di apparire, di non sentirsi un signor nessuno.

 

 

Contraddizioni complottistiche

 

È molto significativo sottolineare che i complotti riguardano degli argomenti così importanti che se fossero veri ne parlerebbero tutte le televisioni e tutti i giornali, nonché tutti gli specialisti in grado di riconoscere gli elementi del complotto. Se non ne parlano vuol dire che il complotto non esiste, è molto semplice!

Secondo i complottisti, ci sono due giustificazioni molto stupide al fatto che non ne parlano.

La prima giustificazione dice che I giornalisti e gli esperti sono così stupidi o ignoranti che non sono in grado di capire l'esistenza del complotto. In realtà, i giornalisti e gli esperti sono decine di migliaia, cercano continuamente nuove notizie da dare ma verificano l'attendibilità delle cose prima di parlarne, e chiaramente se una cosa è falsa non possono pubblicarla perché questo distruggerebbe la loro carriera e la loro attendibilità di giornalisti o esperti.

Inoltre, gli esperti hanno una grande preparazione in materia, infinitamente maggiore di quella dei complottisti, e sanno a buon ragione che certe cose non esistono e quindi giustamente non ne parlano. E poi i complotti puntano sempre su cose sensazionali, che se fossero state vere sarebbero per forza maggiore esse state rilevate dagli esperti e dai giornalisti di tutto il mondo.

Pensare che i giornalisti e gli esperti di tutto il mondo siano stupidi e incompetenti è da pazzi.

 

Un'altra giustificazione dei complottisti sul fatto che non ne parlano è che i giornalisti e gli esperti di tutto il mondo non possono parlare di certe cose perché i potenti interessati nel complotto impediscono loro di farlo. Questa è forse ancora più stupida delle precedente, perché tutti sanno che in una società globalizzata come la nostra chiunque può diffondere le prove di qualsiasi complotto senza che nessuno lo possa impedire, ad esempio tramite internet. È ovvio che se si tratta di prove false i giornalisti e gli esperti non daranno peso a queste cose!

Ma non solo: la realtà dimostra che i giornalisti e gli esperti sono liberi di dire quello che vogliono, ed infatti sono frequenti attacchi diretti, accuse anche pesantissime verso le persone più potenti della nazione o del pianeta. E spesso si tratta persino di attacchi ingiustificati frutto di opinioni personali o di cose basate su indizi Per non parlare di pericoli quasi inesistenti che vengono ingigantiti al massimo! Veramente più di così non si può!

Quindi, figuriamoci se non si getterebbero a capofitto su un complotto se ci fosse un qualcosa di minimamente reale sotto, e figuriamoci se non se ne potrebbe parlare liberamente, visto tutto quello che si pubblica. Ovviamente le cospirazioni false sono talmente prive di qualsiasi prova veritiera da non meritare l'attenzione dei giornalisti e degli esperti, tantomeno dei media, che invece sarebbero felicissimi di sfruttare cose del genere per attirare lettori, guadagni e popolarità.

Conosco personalmente l'ambiente giornalistico, puoi pubblicare qualsiasi cosa, nessuno te lo impedisce, poi però paghi le conseguenze se hai scritto cose false, e sono conseguenze molto pesanti da pagare.

Differentemente dai misteri o dalla religione, un complotto implica un rischio o un danno verso numerose persone, e quindi giornalisti, media o esperti hanno un fortissimo interesse ad occuparsi seriamente del complotto. Non si tratta di curiosità o di cose di scarso interesse per la gente, ma di minacce. Non si tratta di cose che riguardano UFO o teorie scientifiche o la religione ma eventi drammatici di cronaca, il sistema militare ed economico, la politica e la sicurezza dei cittadini.

In sostanza, la realtà dimostra che le decine di migliaia di giornalisti ed esperti esistenti non parlano delle sensazionali affermazioni complottistiche semplicemente perché non c'è nulla di vero in questi complotti.

Oggi viviamo in un mondo dove chiunque può dimostrare qualsiasi complotto al mondo intero, basta che porti prove veritiere e verificabili: non storie inventate, patetici falsi o interpretazioni distorte dei fatti.

 

Ma ai complottisti non interessano né le prove veritiere e né i pareri dei veri esperti in materia.

Emerge insomma la pretesa di cogliere la verità per intuizione, senza dover essere preparati sulla materia. Anzi, essere preparati è pericoloso: è sintomo di lavaggio del cervello e di collusione con il nemico. Un modo di pensare comune a tante credenze parapsicologiche, nelle quali chi ha studiato fa parte della "scienza ufficiale", è legato mani e piedi dal "sistema" e quindi è inaffidabile. Solo i dilettanti hanno la purezza necessaria per cogliere "la Verità".
I complottisti non si fidano degli esperti e ritengono di essere loro sufficientemente esperti per fare le analisi. Sono autorità di se stessi.

Di nuovo, insomma, un concetto centrale dei cospirazionismi: non servono gli esperti, basta la saggezza del popolo, che è suprema. È questo uno dei pilastri principali delle bufale più assurde che circolano da anni.

E non solo, i sostenitori dei complotti, non raccolgono mai vere prove, è questo il problema di fondo del cospirazionismo: tante parole, tante congetture, ma fatti zero. Loro sparano la loro teoria e poi si aspettano che siano gli altri a sbattersi per sbugiardarla.
Per i sostenitori dei complotti non servono per forza le prove, basta l'intuito. L'intuito è quella bella cosa che per secoli ha fatto dire che la Terra era piatta e che la volta celeste era una struttura solida (donde il nome).
Di conseguenza, tutti coloro che studiano approfonditamente una materia invece di affidarsi sublimemente all'intuito sono considerati da loro come cialtroni o partecipanti al complotto cattivone per nascondere la verità.

 

E secondo i complottisti, la libertà di espressione funziona nel modo seguente, come ci ricordano gli specialisti in materia di perle complottistiche.
Loro sono liberi di insultare, diffamare e calunniare chiunque. Scrivono, parlano, realizzano film per sostenere che gli astronauti sono bugiardi truffatori, che le forze di polizia mettono le bombe per inventarsi la minaccia terroristica, che i piloti civili avvelenano la nostra atmosfera irrorandola di scie chimiche, che i magistrati sono complici del grande complotto e quindi coprono ogni misfatto, e così via.
Se però provate a criticare un complottista o a ridere delle sue buffonate, tosto si inalberano e vi contestano che non potete farlo e minacciano di querelarvi o denunciarvi. La libertà di espressione per voi non vale.
Insomma, il complottista - sicuro di compiere una missione profetica che gli assicurerà un posto nella storia dell'umanità - ha il diritto di dire ciò che gli pare e nega a chiunque altro la stessa possibilità.
E guai se lo censurate: siete certamente complici del Grande Complotto.

 

 

Perplessità complottistiche
 

I paranoici ci sono sempre stati, anche nel passato. È anche vero che in passato non c'era Internet: se un tempo un paranoico gridava di deliri, normalmente veniva liquidato come svitato e finiva lì.

Oggi, però, i paranoici del caso possono comunicare fra loro indipendentemente dalle distanze e organizzarsi in gruppi, il che dà loro una certa autocoscienza distorta ( si pensano cose come: vedi, siamo in tanti, quindi non sono io che deliro), e questa organizzazione dà loro anche una sorta di autorevolezza (l'uomo della strada vede decine di persone che commentano la tesi e pensa che se così tanti ne parlano qualcosa di vero ci deve essere).

Il tutto insomma fa anche capo al fatto che non siamo ancora abituati a gestire un mezzo di comunicazione potente e universale come Internet, non siamo ancora in grado di valutarne la scala, e spesso abbiamo una versione distorta delle informazioni che vi attingiamo.

Fortunatamente la situazione non è ancora degenerata ma siamo (ancora) nella fase in cui la credenza nei complotti è riservata a pochi paranoici e non si impone come credenza generale. Anche se la tendenza della gente cosiddetta "comune" (il classico uomo della strada) a rivelarsi possibilista nei confronti di queste teorie dovrebbe farci preoccupare.

 

Le tecniche delle bufale complottistiche sono sempre le stesse, e puntano ad un target di creduloni ignoranti in materia, sempre considerando il fatto che qualsiasi cavolata minimamente ben costruita troverà sempre un discreto numero di persone disposte a crederci, non importa quanto sia assurda.

Qual è il modo migliore per sparare una cazzata? Anzitutto rimanere in ambito "tecnico", in modo da poter fare leva sull'altrui ignoranza. Poi, prendersela con un bersaglio facile, di quelli che stanno sulle palle un po' a tutti. Infine, spararla più grossa che si può. Punto fondamentale, perché se la sparate davvero grossa la gente reagirà con un "oh mio Dio!" piuttosto che con un "ma che minchia sta dicendo questo?"

Per non parlare di tutte le persone che cadono nelle bufala complottistiche vittime di un meccanismo mentale che tende a semplificare la realtà per poter spiegare facilmente ciò che non va (o che si pensa che non vada) con una monocausa, attribuendo ad essa l'origine di tutti i problemi ("è tutta colpa di X").
Tra l'altro, non sorprende il fatto che dietro a molti complotti ci sia la presenza di personaggi dell'estrema destra. La ricerca del “nemico”, tipica dell’estrema destra, si concentra di volta in volta su quello considerato “più pericoloso”, al quale “viene conferito lo status di ‘capro espiatorio’.

 

Come al solito, è più facile dare la colpa al grande complotto per fregarci, contro il quale non possiamo far niente, che impegnarsi a fare qualcosa di concreto nella realtà. Se il mondo è controllato da potenti che agiscono nell'ombra, diventa inutile cercare di cambiare il mondo: il cospirazionismo, insomma, è un'ottima scusa per non fare nulla e dare la colpa agli altri.
 

Rimangono comunque estreme perplessità su come la gente che crede nei complotti non arrivi a pensare anche alle cose più ovvie, cioè che se fossero veri sarebbero avallati dalle decine di migliaia di esperti esistenti e ne parlerebbero tutti i media. D'altronde sarebbe è impossibile far tacere tutti, sono troppi e la stessa censura si verrebbe a sapere pubblicamente causando scandali mondiali.

Così come è incredibile che questa gente non pensi al fatto che i complottisti fanno centinaia di filmati, articoli e siti dove parlano di questi incredibili complotti, ne svelano i meccanismi e fanno persino nomi, però nessuno gli dice nulla, anzi continuano indisturbati coi loro siti e coi loro video, quando sarebbe facilissimo censurarli tramite intimidazioni o attacchi hacker o meccanismi banali. Ad esempio, una persona chiunque può far censurare un video su youtube sfruttando un meccanismo basato su violazioni si copyright che si attiva anche se non esiste questa violazione, ed anzi porta a volte anche alla cancellazione dell'utente stesso su youtube. Ma invece nessuno censura nulla: per forza, sono cospirazioni inesistenti, i nemici a cui si riferiscono non esistono...

Ma esistono le vere cospirazioni? Se esistono noi non ne sappiamo nulla! Figuriamoci se farebbero trapelare qualcosa, tantomeno sarebbe impossibile che le persone potrebbero tranquillamente fare conferenze, scrivere articoli, fare video su questi complotti reali. Tanto più che bloccarli, anzi censurarli, sarebbe facilissimo, e bisogna pensare che in caso di veri complotti nella storia, si è sempre avuto a che fare con persone disposte anche ad uccidere pur di non fare scoprire nulla.

Insomma, i veri segreti sui veri complotti non vengono praticamente mai a galla, e tantomeno si trovano su siti internet o su youtube.

 

Un'altra importante nota: non bisogna credere che un complotto sia vero perché nessuno si abbassa a smentirlo: spesso i complotti sono storie fantasiose basate su informazioni inventate, ed a chi è competente in materia il complotto non può che apparire come un delirio ridicolo, pertanto le persone competenti non si abbassano a rispondere ed a smontare queste fesserie complottistiche.

Questo se per certi versi è un errore, in quanto c'è gente che crede a qualsiasi complotto se non smentito, per altri versi c'è da dire che è impossibile andare dietro alle tantissime idiozie complottistiche che nascono in continuazione. Tanto più che molte persone che credono nei complotti non possono essere convinte in alcun modo, niente e nessuno potrà far cambiare loro idea, perché credono al complotto come in un dogma.

 

È inutile discutere con questa gente, sono incapaci di accettare la realtà ed anche quando smonti le loro "prove" ne tirano fuori delle altre che terranno fino alla prossima smentita, e così via in un gioco che continua fino allo sfinimento. E se c'è anche malafede da parte dei complottisti allora ignoreranno di proposito qualsiasi prova che smonta le loro affermazioni.
Fanno notare sbugiardatori come Attivissimo che si può scegliere un altro approccio: guardare chi fa queste asserzioni e vedere se è qualificato per farle o sa almeno portare fonti qualificate che le supportino. Perché se le teorie sono presentate da incompetenti e senza pezze d’appoggio, è abbastanza superfluo andare a verificarle una per una: se il mio salumiere afferma di aver scoperto un modo per produrre energia nucleare pulita e dice che Einstein e Newton hanno sbagliato tutto, quanto tempo devo dedicare ai dettagli delle sue teorie?

 

 

Stupidità e complottismo
 

I cospiratori sono come i bambini che si inventano gli amici immaginari, vivono in un loro mondo fatato dove solo loro sono i depositari della verità assoluta. Il ruolo del debunker, di fronte a questi elementi, è molto difficile. Bisogna far capire a chi non vuole capire, bisogna chiedere attenzione a chi non vuole prestare attenzione e soprattutto si dovrebbe far dire "ho torto" da chi crede di essere il portatore della verità.
In sostanza, è interessante come l'atteggiamento dei complottisti sia sempre uguale, in pratica loro sarebbero gli unici che hanno capito come va il mondo, mentre gli altri sono solo dei boccaloni che credono ciecamente in tutto quello che gli dicono. Il fatto che siano loro a sbagliare non è minimamente contemplato da questi strani personaggi, che sono infarciti di nozioni deliranti prese a casaccio di qua e di là, soprattutto da fonti non affidabili.
Paradossalmente non si rendono conto di essere loro, i boccaloni, che pendono dalle labbra di personaggi che quando va bene puoi solo definirli bizzarri, quando invece non sono dei completi idioti con manie di grandezza e con la voglia di creare una nuova religione per giocare a fare Gesù. Accettano qualunque cosa, basta che sia alternativa e che non coincida con la "versione ufficiale", e questo li fa sentire speciali, degli eletti che hanno cognizioni superiori. Inoltre li rende clienti ideali per qualunque ciarlatano voglia vendere la sua robaccia, ed ecco che nascono bufale di ogni tipo ed anche programmi e siti idioti che ne parlano.

 

Le teorie complottistiche sono in giro da anni su internet, e durante questo periodo hanno attratto la loro buona dose di idioti. Certo, non tutti coloro che credono nei complotti sono idioti, ma tante persone stupide ci credono perché sono stupide, per la semplice ragione che credere è molto più facile che pensare: serve molto più tempo e sforzo per acquisire conoscenza, mentre qualsiasi scemo può credere in una cosa istantaneamente e senza fatica.
Se richiedesse fatica, a molte persone non fregherebbe proprio. Ecco perché si tratta di pigrizia, sottomissione, arresa, non fare domande, lasciare che le cose ti siano date su un piatto, come un bambino.
Lasciare che l'ignoranza diventi la tua virtù suprema cosicché ogni elemento di verità razionale o di senso comune che arrivi diventi un test per le tue credenze, e che più resisti e più diventi virtuoso.
Lasciare che le credenze si gonfino nella tua testa come un airbag, spingendo fuori tutto il resto, e allora le tue domande riceveranno risposta.
Non è questo rassicurante? Non mi stupisce che il complottismo sia così popolare.
Quand'è che l'imbracciare una teoria complottistica diventerà l'equivalente di farsi fare un'operazione per abbassarsi il livello di QI?
Il ragionamento delle persone che credono nei complotti si può spesso sintetizzare in un "internet l'ha detto. Io ci credo. Va bene così." È una dichiarazione designata per essere indossata come una targhetta d'ottone sulla testa con scritto:
"Questa mente ha cessato l'attività. Al momento non accettiamo alcuna nuova idea, grazie per il vostro interesse, perché internet l'ha detto. Noi ci crediamo. Va bene così."

 

Il complottismo purtroppo non potrà (forse) mai essere debellato, perché si fonda su un atto di fede. Il punto di vista dei complottisti (anzi, il loro stesso universo) si basa essenzialmente su due premesse:
1) Qualsiasi informazione proveniente da una fonte ufficiale, specie se governativa, potrebbe essere falsa (e quindi, per il complottista, *è* falsa di default)
2) Noi cercatori di verità (perché i complottisti si vergognano a farsi chiamare complottisti) siamo i più furbi e i più fighi di tutti, perché soltanto noi abbiamo capito come stanno realmente le cose.


Ed ovviamente, i personaggi del mondo del complottismo fanno presa perché chi li segue generalmente è più ignorante di loro.
È proprio l'ignoranza in una data materia ad essere la chiave del complottismo, non a caso l'analisi dei complotti più diffusi dimostra come le basi dei complottisti, quando non c'è malattia mentale o malafede, siano sempre ignoranza dei fatti e incompetenza tecnica.

Internet è piena di cretini che diffondono idiozie complottistiche. Contro i cretini che la fanno da padroni, l’unica salvezza è avere un minimo di conoscenze, per cui STUDIATE e vi renderete “quasi” immuni ed indipendenti dalle FESSERIE complottistiche.

 

Tuttavia, molte persone non potranno mai essere dissuase dal credere in un complotto, per i seguenti motivi:
- Alcuni credono nei complotti così come si crede in modo fanatico in una religione, ed è impossibile smontare con le prove e con la razionalità la fede religiosa di un fanatico.
- Altri credono nei complotti perché la spiegazione di come stanno le cose è troppo complessa per essere capita dalle loro menti e quindi accettano la semplificazione offerta dalla bufala complottistica in quanto è l'unica che riescono a capire, ed è anche la strada più semplice perché così evitano di dover studiare seriamente una cosa.
- Ci sono anche coloro che ritengono noiosa la spiegazione reale e quindi preferiscono credere in una più stimolante e fantasiosa bufala complottistica.
- Molte persone vogliono credere in una complotto perché il suo contenuto rispecchia il personale modo di pensare o comunque i propri pregiudizi.
- Immancabili sono poi quelle persone che vogliono assolutamente credere in un complotto perché in questo modo si sentono speciali o comunque più intelligenti di chi non ci crede.
 

Fare una discussione costruttiva con un complottista è praticamente impossibile, affiorano sempre le stesse tecniche dialettiche tipicamente complottiste (copia-incolla a raffica, minestroni di argomenti diversi, riproposizione delle stesse domande ignorando le risposte, ecc...) e poi, messo di nuovo di fronte all'idiozia delle proprie affermazioni, il complottista ripiega sull'attacco personale e sulle insinuazioni.

Questa gente non cambierà mai il proprio modo di pensare, qualsiasi sbugiardamento non sarà mai sufficiente ad fare accettare la verità a discapito della bufala complottista.
 

 

 

Il complottista non vuole smettere di credere

 

Le credenze complottistiche sono ignoranza unita ad una tendenza umana profondamente radicata, che porta a credere sempre ciò in cui si vuole, a dispetto di tutte le prove e le argomentazioni che vengono proposte di contro. Diversi studi dimostrano che anche chi cambia idea lo fa perché è predisposto in quella direzione. Ecco perché è importante diffondere spiegazioni anti bufala, bisogna arrivare prima che le persone inizino a credere nella bufala perché molto probabilmente dopo non riusciranno più a cambiare idea nonostante gli si presentino gli sbugiardamenti delle loro credenze o, addirittura, inizieranno a mettere in opera attività di contrasto contro chi sbugiarda le falsità in cui credono.

Quindi, far accettare uno sbugiardamento ad un credente nelle bufale non è semplice perché non solo i credenti nelle bufale si rifiutano di prendere in considerazione i semplici fatti, ma pretendono che nessuno si azzardi a diffonderli.

 

Si può riassumere il tutto dicendo che il mondo del complottismo è popolato da persone che fondano le proprie credenze sull'ignoranza in una materia ed hanno in comune l'incapacità di accettare gli sbugiardamenti delle proprie credenze complottistiche. Si trovano sempre cinque tipi di complottisti:

 

- i pazzi in preda a deliri paranoici;

- il ciarlatano, cioè il complottista che mente sapendo di mentire, tipica figura associabile ai nomi famosi del complottismo, i quali hanno avuto modo di leggere materiale che sbugiarda le loro teorie ma hanno appositamente fatto finta di nulla, oltre ad essere stati colti ad inventare cose false;

- i seguaci di un ciarlatano, che ripetono a pappagallo e difendono oltre qualsiasi evidenza le affermazioni del ciarlatano, sono ridotti come le persone che fanno tifo fanatico per una determinata squadra;

- le persone che, pur non seguendo uno specifico ciarlatano, hanno dei dubbi e delle credenze complottistiche ma di fatto rifiutano categoricamente di chiarirli leggendo gli sbugiardamenti delle loro credenze, ed infatti essi non vogliono le risposte che ipoteticamente avrebbero bisogno, ma vogliono solo avere "fede" nelle loro credenze complottistiche e guai a chi le tocca;

- i tantissimi individui che pur avendo grandi dubbi complottistici, ponendosi domande a cui cercano risposte, sono totalmente incapaci di andare ad informarsi presso fonti dove vengono spiegati i loro dubbi e dove è possibile informarsi in materia: è possibile fare qualsiasi spiegazione completa e sbatterla in faccia di questa gente ma non la leggerà mai nonostante sia in cerca delle risposte e nonostante apparentemente sia in buona fede.

 

Ecco, questo dovrebbe far riflettere su come sia realisticamente impossibile tentare di far capire ad un complottista che il complotto in cui crede è una bufala, che ci sono sbugiardamenti mirati che lo dimostrano, e soprattutto che esiste della documentazione che permette di informarsi seriamente in materia e chiarire una volta e per tutte che il complotto non esiste: un complottista non la leggerà  quasi mai e se arriva a leggerla non sarà in grado di comprenderla, perché coscientemente o inconsciamente NON VUOLE FARLO.

Credere in qualcosa di falso oltre qualsiasi evidenza, questo è il complottismo nell'era dell'informazione, dove invece qualsiasi individuo normale, con un minimo di voglia, può documentarsi seriamente invece di auto-flaggellarsi in paranoie, paure, rabbie inesistenti come fanno i complottisti.

È ora di rendersi conto che i comportamenti dei complottisti non possono definirsi normali, nè è possibile definire una persona sana di mente chi ha un atteggiamento come quello dei complottisti.

 

In effetti in psicologia i complottisti sono descritti molto bene quando si parla delle malattie associate agli stati alterati di coscienza, come i deliri. Traiamo da qui qualche considerazione in merito.

 

Il delirio è una convinzione non oggettiva che non può essere modificata né dai fatti né dalla logica, è una forma di stato modificato della coscienza.
Anche l’adesione ad una ideologia rende predisposti ad una modificazione artificiale della realtà circostante che può, in nome della percezione di verità assoluta di una idea, indurre anche verso atteggiamenti aggressivi e/o violenti, ma ritenuti giusti.
Un pensiero ideologico è, il più delle volte, fondato dal nulla sulla base di una intuizione spesso delirante, paranoica o, in tempi più moderni, complottistica, dove tutto è interpretato sulla base di trame nascoste, interessi occulti, e che spinge ad atteggiamenti rivolti a smantellare tali dinamiche segrete.
Al pari del delirio, l’ideologia complottistica non può essere modificata né dai fatti né dalla logica poiché ogni argomentazione contraria è sempre percepita come un tentativo sottile di celare il vero, pericoloso ed occulto interesse di fondo.
Anche una credenza radicata o un profondo desiderio può indurre ad uno stato non ordinario della coscienza al punto tale da indurre a credere di vedere (allucinare) l’oggetto del proprio credo (come le prove di un complotto).
Gli stati non ordinari della coscienza non sempre sono riconoscibili da chi ne soffre ma, il più delle volte, sono la conseguenza di concettualizzazioni estremistiche, idee radicali che possono indurre verso gesti eclatanti, o rappresentano lo stadio finale di bisogni emotivi e desideri intensi in cui la realtà oggettiva è deformata o addirittura sostituita da una realtà virtuale.

 

Tutto ciò, purtroppo, rende inutile usare contro i complottisti gli sbugiardamenti, le guide, le inchieste volte a far capire che una data cosa è una bufala e volte a fare informazione in una data materia oggetto del complottismo, serviranno solo a farli arrabbiare casomai si sforzino di guardarli. Sono utili sono alle persone normali che non soffrono di tutti questi disturbi tipici dei complottisti e quindi vogliono capire anziché credere, ma soprattutto la corretta informazione in materia serve a quelle persone che, da gente sana di mente, quando ha dei dubbi è felice di leggere le spiegazioni proposte pure di risolverli, anche se si tratta di leggere molto.

 

 

 

 

I complottisti credono in un complotto perché è più confortante. Infatti, la verità sul mondo è che è caotico. La verità non è che siamo sotto il controllo di un complotto governativo, europeo, americano, massonico, ebraico, alieno, ecc.. La verità è più spaventosa, nessun è alla guida. Il mondo è alla deriva e nessuno ne detiene il controllo. C'è chi ha paura di questa situazione ed inventa complotti, tutto qui.

 

 

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