L'incapacità delle persone nell'accettare gli sbugiardamenti delle proprie credenze

 

 

 

Qualsiasi sia l'argomento, emerge sempre una frequente incapacità nell'accettare lo sbugiardamento delle proprie credenze, per quanto ridicole possano essere.


È interessante il caso del medico antibufala Medbunker che su delle ridicole collanine dalle fantomatiche proprietà magiche abbia ottenuto un'aspra reazione in seguito al loro inevitabile sbugiardamento:

http://medbunker.blogspot.it/2014/09/siete-tutti-creduloni-tranne-me-ovvero.html

 


Questa discussione mi ha fatto riflettere proprio sul fenomeno che spiegavo all'inizio. Siamo tutti dei creduloni, più o meno tutti.

Il punto più interessante non è questo, ma il fatto che abbiamo perfetta padronanza della nostra razionalità e capacità critica finché non si tocca la nostra credenza. Non c'è cultura, livello sociale o ricchezza che tenga, crediamo tutti a qualche bufala, ma non lo ammetteremo mai.

Perché quando qualcuno mette in dubbio le mie credenze, divento furioso, perdo ogni controllo.
 

Già, perché nonostante siamo creduloni è difficile ammettere di esserlo. Lo "status" di "ingenuo" non è positivo. L'ingenuo è in fondo un po' ignorante, sempliciotto nella migliore delle ipotesi, ma è la vittima preferita dei furbi e nessuno vuole apparire come l'allocco pronto ad essere catturato. Così mostriamo tutta la nostra indignazione per le bufale e le credenze che noi consideriamo tali, ma quando si tocca una nostra credenza è una tragedia, non la metteremmo mai in discussione.

Siamo capaci di mantenere freddezza e schiena dritta persino davanti ad una persona che sta male o che, piangendo, giura di essere guarita con una cura assurda, ma se ci toccano quello in cui crediamo perdiamo ogni controllo, ci sentiamo violentati, attaccati personalmente. Anche se non si riceve un solo insulto o una critica, è già la critica a ciò che crediamo che indirettamente è rivolta a noi. 

Se io credo all'omeopatia e qualcuno critica l'omeopatia (non me, ma una cosa a me estranea) è indirettamente una critica nei miei confronti: io sono libero di credere a ciò che voglio, ma se credo ad una sciocchezza, evidentemente sono sciocco anche io e questo porta molto fastidio. Nessuno di noi vuole essere dipinto come uno sciocco.

 

Un altro elemento interessante è notare come ognuno (ripeto, è qualcosa che riguarda qualsiasi essere umano) reputi più interessante l'esperienza personale rispetto al dato "statistico". 

Se una cosa ha funzionato con me (non importa se è stato il caso, se è intervenuto qualche elemento estraneo o se si tratta di semplice coincidenza) funziona, a prescindere dalla sua plausibilità, molte mamme infatti, hanno detto che nel loro caso, indossata la collana, il bambino si è calmato. Quasi nessuno ha detto "mi sembrava funzionasse ma in effetti mi rendo conto che deve essere stato un caso", i due elementi "uso" ed "effetto" sono stati collegati immediatamente, escludendo tutti i fattori che possono condizionarli. 

Si è talmente convinti del funzionamento di qualcosa che oggettivamente non può funzionare, che per convincersi del contrario si cercano "prove" eccezionali (come la signora che voleva i dati dei bambini morti) quando dovrebbe accadere l'esatto contrario (uso qualcosa che dice di fare cose eccezionali solo se chi la vende mi fornisce prove eccezionali).
 

Anche questo è un comportamento arcaico e biologicamente conosciuto (si chiama bias di conferma).

 

Tutto ciò è un ENORME problema perché internet ha creato una disinformazione di massa tramite la capillare diffusione di tantissime bufale, false credenze e propagande, che sono per l'appunto difficilmente sradicabili in quanto c'è una certa incapacità delle persone nell'accettare gli sbugiardamenti delle proprie credenze. Addirittura sembra quasi che bisogna arrivare prima che una persona inizi a credere in una falsa credenza, perché dopo è troppo tardi....

 

 

 

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
Servizio Antibufala

http://ceifan.org