I Dogon e Sirio B

 

 

I Dogon sono una popolazione che vive nel Mali. Due antropologi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, li hanno studiati dal 1931 al 1952, e sostengono che i Dogon hanno diverse conoscenze sul sistema di Sirio che non è possibile ottenere se non con mezzi "moderni", cioè conoscono l'esistenza di una stella compagna (Sirio B), non visibile ad occhio nudo, che ruota attorno a Sirio con un periodo di 50 anni e che è composta di materia incredibilmente pesante. Si afferma persino che i Dogon conoscono pure una terza compagna di Sirio (un ipotetico Sirio C non ancora scoperto).

 

Un libro di successo di Robert Temple ha amplificato questa storia, ed ha aggiunto ulteriori elementi in quanto egli ipotizzò che i Dogon conoscessero questi fatti da almeno 500 anni, e che li avessero appresi da esseri anfibi provenienti da Sirio. Altri dissero che i Dogon li avessero appresi dagli egizi. Tutte queste ipotesi sono basate su elementi che a controllo si sono dimostrati inesistenti, e nessuna di queste persone ha fatto ulteriori ricerche, ma hanno semplicemente lavorato di fantasia sugli studi di Griaule e Dieterlen.

Inoltre, Griaule e Dieterlen hanno fatto derivare tutta la storia da un intervista tramite interpreti ottenuta da una sola persona appartenente ai Dogon. Già dall'analisi del lavoro dei due antropologi si capisce che manca materiale sull'interpretazione di Sirio B, ma la cosa più importante è che i Dogon sono agevolmente studiabili tutt'oggi e non esiste alcuna traccia di conoscenze anomale. Tutto quello affermato dai due antropologi su Sirio B è sconosciuto a qualsiasi Dogon, per i quali perfino l'importanza di Sirio è minima nella loro cultura. Studiosi come Walter Van Beek e Jacky Boujou hanno passato una decina d'anni tra i Dogon ed affermano con certezza che non c'è alcuna traccia delle conoscenze attribuite da Griaule e Dieterlen, che o si sono inventato tutto oppure hanno distorto delle interpretazioni dei traduttori.

 

Lo stesso discorso vale per quanto affermato da Robert Temple, che addirittura aggiunge molte cose al mito dei Dogon e Sirio B creato dai due antropologi e su cui si è basato. In sostanza, poiché Sirio B è stata scoperta solo nella seconda metà dell'800, Tempie afferma che i Dogon ricevettero queste informazioni da alcuni visitatori extraterrestri anfibi provenienti da Sirio, reinterpretando con fantasia una leggenda dei Dogon che parla di un arca discesa sulla Terra nel mezzo di una grande tempesta di vento da cui uscì un essere anfibio chiamato Nommo. Poi Temple cerca di dimostrare che anche altri popoli dell'antichità credessero una cosa simile, come gli egizi.

In realtà gli astronomi hanno dimostrato come è impossibile che il sistema solare di Sirio possa essere abitato, proprio per le caratteristiche di Sirio e Sirio B che impedirebbero di sopravvivere a qualsiasi forma di vita.

In origine, Sirio B era la più grande delle due, prima di consumarsi e diventare una nana bianca. Durante il processo d'invecchiamento, Sirio B deve aver riversato su Sirio A parte della propria massai. Se vita ci fosse stata, sarebbe scomparsa durante lo stato di gigante rossa di Sirio B, perché tutti i pianeti circostanti sarebbero lentamente arrostiti a causa dell'enorme quantità di energia prodotta dalla stella.

Questi pianeti sarebbero poi stati battuti per almeno 100.000 anni da un intenso vento stellare, mentre i gas caldi provenienti dagli strati periferici di Sirio A si riversavano su Sirio B. Durante tale trasferimento di masse le due stelle si sarebbero allontanate, destabilizzando così le orbite dei pianeti circostanti. Inoltre, Sirio B oggi emette deboli raggi X ed è stato dimostrato che le orbite dei possibili pianeti intorno a Sirio sono instabili. Di sicuro non esiste alcuna possibilità che vi sia la vita in un sistema del genere o che vi sia stata negli ultimi milioni di anni.

 

Molti hanno fatto notare come  Griaule e Dieterlen avessero immaginato l'esistenza di due compagne di Sirio, Sirio B e Sirio C, semplicemente basandosi su due disegni che riproducono un simbolo di fertilità con attributi maschili e un altro con attributi femminili. In realtà risulta davvero molto azzardata un'interpretazione astronomica di questi simboli, che nulla hanno a che vedere con stelle e simili. Purtroppo Temple riprende i disegni e ne dà un'interpretazione astronomica riveduta e corretta per continuare ad alimentare un mito inconsistente.

Inoltre, gli astronomi hanno appurato che non esiste Sirio C, e non esistono in realtà affermazioni dei Dogon secondo cui questa tribù aveva ricevuto visite dallo spazio. L'unica frase portata a supporto di ciò è"Po tolo (Sirio B) e Sirio erano una volta dove ora è il Sole", che Temple incredibilmente interpreta nel seguente modo fantasioso "Questo sembra un modo valido quanto altri di descrivere la venuta di alcune creature nel nostro sistema solare da quello di Sirio, che avevano quindi lasciato stelle per la nostra, il Sole". Quindi tutto scaturisce da improbabili fantasie interpretative.

 

C'è da aggiungere che i Dogon non sono e non erano affatto isolati: vivono nei pressi di un percorso usato per i commerci, e sono anche vicini alle sponde del fiume Niger, un'importante via di comunicazione. Dunque, molti viaggiatori potrebbero averli raggiunti, oppure i Dogon stessi avrebbero potuto spostarsi fino alla costa, e comunque erano in contatti con gli europei fin dalla fine del diciannovesimo secolo. Nei contatti avrebbero benissimo potuto passare ai Dogon alcune conoscenze astronomiche degli europei.

Inoltre, fin dal 1907 esistono scuole francesi nella zona abitata dai Dogon ed i missionari hanno avuto stretti rapporti con questo popolo già dall'inizio novecento, e quindi si moltiplicano le possibilità su dove i Dogon avrebbero potuto acquisire eventuali conoscenze ipotizzate su Sirio B.

Tuttavia, si ricorda che all'atto dei fatti risulta che tutto quello che riguarda Sirio B o gli extraterrestri provenienti da Sirio è sconosciuto a qualsiasi Dogon.

 

Ulteriori informazioni in merito è possibile leggerle QUI (Dogon e Sirio B) ed anche QUI (il Mistero di Sirio B)
 

 

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