Le grandi perplessità sulle scie chimiche hanno risposte molto semplici

 

 

le grandi perplessità sulle scie chimiche hanno risposte molto semplici, traggo da qui e qui un esempio:

 

 

D: Che cosa sono le scie di condensazione ?

 

R: Le scie di condensazione sono nuvole che si formano quando il vapore acqueo si condensa e ghiaccia attorno a piccole particelle (aerosol) presenti nei gas di scarico degli aerei. Parte del vapore acqueo è presente nell'aria circostante mentre l'altro viene prodotto dalla combustione ed espulso insieme ai gas di scarico.
I gas di scarico di un aeromobile contengono sia vapore che particelle solide. Questi due elementi sono importanti per la formazione delle contrails. Alcuni componenti dei gas di scarico non sono coinvolti nella formazione delle scie di condensazione, ma provocano comunque inquinamento atmosferico. Le emissioni contengono: anidride carbonica, vapore acqueo, ossido di azoto (NOx), monossido di carbonio, idrocarburi come il metano, solfati (SOx), fuliggine (particolato carbonioso) e particelle metalliche.

 

D: Ci sono differenti tipi di scie di condensazione?

 

R: Tutte le scie di condensazione contengono gli stessi materiali e si formano nello stesso modo; l'unica cosa che le differenzia la loro durata. In base alla loro durata (o vita) le scie di condensazione vengono suddivise in tre gruppi: di breve durata (non persistenti); persistenti che non si propagano (diffondono/allargano) e persistenti che si propagano (diffondono/allargano). Per ulteriori informazioni su come si forma una scia di condensazione consultare la Guida sulla formazione delle scie.

D: Le scie di condensazione si muovono, oppure rimangono nella stessa posizione dove si sono formate?

 

R: Poichè le scie di condensazione si formano ad alta quota dove i venti sono in genere molto forti, esse in genere abbandonano la zona in cui hanno origine. Spesso, osservando il cielo, vedremo delle vecchie scie di condensazione persistenti che però si sono formate lontano dalla nostra posizione, ma che si sono spostate sopra di noi a causa del vento.

Secondo la termodinamica e l'aerodinamica, i diversi comportamenti delle scie di condensazione sono dovuti alle diverse condizioni meteorologiche (temperatura, pressione, umidità relativa e venti) riscontrabili a quote differenti, nonché al diverso tipo di motori usati dagli aerei.
In una zona più fredda i gas condensano rapidamente e formano scie compatte, in una meno fredda (o con gas più caldi) il tempo di condensa è maggiore e le scie sono più larghe; anche le scie compatte, a causa del moto browniano, tendono ad espandersi al passare del tempo, anche in assenza di vento (e in quota sono sempre presenti venti e correnti).
A seconda dei venti in quota (le condizioni in quota non rispecchiano quelle al livello del suolo), le scie possono allargarsi più velocemente o formare curve e ramificazioni (venti di direzione incostante).
Dato che l'atmosfera è un fluido non omogeneo, si possono avere zone in cui sono presenti condizioni atte alla formazione di scie di condensazione adiacenti a zone in cui tali condizioni non sono presenti, con conseguente formazione di scie "a tratti".
I reattori turbofan a doppio flusso creano scie di condensazione anche in condizioni in cui i vecchi turbofan a singolo flusso non le formano.

 

D: Come è possibile riconoscere le scie di condensazione dalle altre nubi?

 

R: Le scie di condensazione sono delle nuvole "prodotte dall'uomo" formate da vapore acqueo che si condensa e congela intorno alle particelle dei gas di scarico espulse dai motori di un aereo. Le scie di condensazione sono sempre fatta di particelle di ghiaccio prodotte dalle basse temperature che ci sono in alta quota. È da notare che esistono anche altri tipi di nubi costituite da vapore acqueo che si condensa su particelle che sono presenti nell'atmosfera a causa di molti altri fenomeni (non provenienti quindi dai gas di scarico degli aerei), come ad esempio le eruzioni vulcaniche o le tempeste di polvere. Quelle nuvole sono talvolta fatta di gocce d'acqua e, talvolta, di cristalli di ghiaccio, a seconda della temperatura a cui si formano.
 

Le scie di condensazione si formano solo in alta quota, di solito sopra gli 8 km, ma non è una quota tassativa, dove l'aria è estremamente fredda (meno di -40 gradi C). Se ci sono le condizioni fisiche, le scie si formano anche a bassa quota, anche a bassissima quota. Ad esempio, in vicinanza dei poli è possibile che in fase di decollo gli aerei riescano a produrre scie di condensa anche sul livello del mare. Ultimamente a Mosca c'erano -41°, e qualcuno si divertiva a gettare pentole di acqua bollente dal balcone per provocare scie di condensa verticali (c'è anche il video, Clicca qui).

Esistono anche altri tipi di nubi che possono formarsi a quote diverse; ad esempio vicino al suolo abbiamo la nebbia, mentre a livelli molto elevati lontani dalla terra troviamo i cirri.
I complottisti spesso inventano storie secondo cui gli aerei volerebbero molto più bassi del solito ma ciò è contrario a tutti i dati disponibili e le misurazioni dei complottisti appaiono inventate e soprattutto fatte in modo ridicolo (spesso a vista, la cosiddetta sindrome del "telemetro umano").

Una scia di condensazione si forma se si verificano le opportune condizioni di temperatura, pressione e umidità relativa (preesistente o generata dallo scarico dei motori). La quota non è un parametro: semplicemente, le suddette condizioni idonee alla formazione di scie di condensazione si verificano solitamente al di sopra di una certa quota. Ma nulla vieta che si verifichino a bassa quota o anche a livello del suolo.
La fotografia qui sotto è la dimostrazione più eloquente di questo fatto. È stata scattata il 24 novembre 2009 a Bodaybo, in Russia, e ritrae un turboelica Antonov An-24RV, marche RA-46625, che decolla con una temperatura al suolo di -43°C e genera scie di condensazione a livello del suolo. L'originale e i dettagli sono disponibili su Airliners.net.

 

 

Oppure abbiamo questa foto di scie di condensazione a bassissima quota fatta a Yellowknife, Canada, -39° di temperatura:

 

 

O ancora, questa foto di un aereo a bassa quota in Antartide (credit, ESRL website, MarginalHacks by D. Madison on Fri Jul 2 10:04:48 2010):

 

 

 

D. Perché le scie persistenti (quelle che non si dissolvono dopo il passaggio dell’aereo) sono molto aumentate negli ultimi anni?

R. Per tre motivi:
1.il traffico aereo si è sviluppato tantissimo; siccome volano più aerei vengono generate più scie.
2.A partire dal 1997 è stata ridotta la separazione minima tra i livelli di volo per cui OGGI alle quote superiori a 28.000 piedi volano molti più aeroplani di una volta. Tali quote sono proprio quelle in cui più facilmente si verificano le condizioni per la formazione delle scie di condensazione.
3.I motori degli aerei moderni hanno una migliore efficienza che si traduce nell’espulsione di gas di scarico più freddi; questo favorisce, a parità di altre condizioni, la formazione delle scie di condensazione.


D. Perché le scie degli aerei a volte si interrompono? Sembra quasi come se il motore venga acceso e spento ad intervalli!

R. L’aereo sta volando in una zona che NON ha temperatura e/o umidità costanti. Le scie sono nuvole prodotte dal vapore acqueo contenuto negli scarichi dei jet e che condensa e gela dietro all’aereo SOLO se trova condizioni atmosferiche idonee. Se l’aria circostante non è omogenea l’aereo produrrà delle scie discontinue. Il fenomeno si verifica più facilmente quando gli aeromobili sono in salita in quanto è più probabile trovare strati d’aria con valori d’umidità e temperatura differenti.

D. Perché gli aerei lasciano delle scie che s’incrociano formando dei reticoli?

R. Il motivo è che gli aerei volano in molte direzioni (ed esempio nord-sud o est-ovest) seguendo delle rotte/aerovie che s’intersecano in vari punti (in genere dove sono ubicati i radioaiuti per la navigazione). Quando si verificano le condizioni per la formazione delle scie di condensazione è NORMALE che si formino dei reticoli.

D. Perché gli aerei formano delle scie a "U"? Il pilota ha forse invertito la rotta?

R. Potrebbe anche essere vero, ma molto più verosimilmente sta effettuando una holding (attesa); oppure si tratta di un volo prova condotto in un’area dedicata.

D. Perché a volte il cielo è pieno di scie?

R. A volte gli aerei generano molte scie che propagandosi coprono completamente il cielo. Altre volte invece se ne osservano solo poche e di breve durata. In altri giorni si vedono gli aerei passare alti nel cielo senza produrre alcuna scia. Il motivo è semplice: DIPENDE DALLE CONDIZIONI METEO! Gli aerei che volano sono all’incirca sempre gli stessi tutti i giorni, ma quello che varia sono i valori d’umidità e temperatura dell’aria. Nei giorni in cui l’atmosfera è fredda ed umida c’è una notevole formazione di scie, negli altri giorni invece se ne formano di meno, oppure non si formano per niente.

D. Consultando i dati inviati dai palloni sonda meteorologici risulta che alcune volte non esistono le condizioni per la formazione di scie persistenti; come si spiega allora la loro formazione?

R. Se non esistono le condizioni le scie non si formano. Il problema è che purtroppo è estremamente difficile rilevare i dati dell’aria di una certa zona ad un prestabilito orario ed altitudine. I rilevamenti vengono fatti mediante dei palloni sonda che vengono lanciati ad intervalli regolari da stazioni che spesso sono molto distanti tra loro. Nella loro ascesa i palloni sonda vengono trascinati dal vento lontano dal luogo di lancio; conoscere le condizioni meteo attuali di una specifica zona è quindi sempre abbastanza difficile.

D. Alcune scie hanno una forma veramente strana che fa pensare subito a qualcosa di "chimico"; come si giustificano tali forme?

R. Gli aerei producono una turbolenza di scia che è generata dai vortici delle estremità alari. Questa turbolenza fa assumere ai bordi della scia di condensazione un aspetto frastagliato indotto dal moto rotatorio del vortice. Se la scia è persistente diffondendosi può assumere, grazie anche alla presenza del vento, le forme più strane. Esistono molte gallerie fotografiche con immagini di scie inusuali.

D. Perché alcune scie scompaiano subito dopo il passaggio dell’aereo mentre altre rimangono ben visibili ed iniziano ad allargarsi?

R. Dipende dalle caratteristiche dell’aria. Se l’atmosfera è particolarmente fredda ed umida la scia, una volta che si è formata, NON scompare più e con il tempo si trasforma in una nube non distinguibile da un cirro naturale. Se l’aria invece è più calda e secca i cristalli di ghiaccio che si sono formati sublimano e tornano allo stato di vapore. Questo opuscolo illustra i vari tipi di scia e le condizioni che le hanno prodotte.

D. Perché lo stesso aereo lascia due scie di cui una è persistente e l’altra no?

R. La formazione e la persistenza delle scie dipende anche dalla temperatura dei gas di scarico dell’aereo. Sugli aeromobili il regime di funzionamento dei motori viene impostato in modo che forniscano la stessa SPINTA. I motori di uno stesso aereo possono avere efficienza diversa (ad esempio, a causa delle ore di funzionamento – in poche parole uno più vecchio dell’altro). Per tale motivo le temperature dei gas di scarico dei motori possono differire anche di varie decine di gradi e quindi può accadere che il velivolo lasci delle scie con caratteristiche diverse.

D. Due aerei alla stessa quota: perché uno lascia le scie e l’altro no?

R. Perché sono velivoli dotati di motori con caratteristiche diverse.

 

D. Come mai sono stati fotografati aerei bianchi senza insegne e finestrini? Queste foto sono la prova di qualche operazione losca?

 

R. Qualsiasi aereo ad alta quota, visto da terra, tende ad assumere una colorazione bianco-azzurrognola per via della diffusione della luce nell'atmosfera. Esattamente come fanno le montagne innevate viste da lontano. E le livree degli aerei di linea sono praticamente tutte bianche ("senza insegne", appunto) nella zona inferiore del velivolo.
L'apparente mancanza di finestrini è spiegata dal fatto che le foto mostrate dagli sciachimisti sono scattate da grande distanza (l'aereo è a vari chilometri di quota e raramente sta direttamente sopra il fotografo) con un teleobiettivo, e l'atmosfera tende ad offuscare i dettagli. Le immagini sono sfuocate e la loro bassa risoluzione non permette di distinguere un oggetto piccolo come un finestrino.
Provate ad andare a qualche chilometro da un aeroporto e guardate gli aerei che atterrano. Ne vedete i finestrini? Appunto. Oltretutto esistono anche gli aerei commerciali da trasporto, che effettivamente non hanno finestrini. L'assenza reale o apparente di finestrini, quindi, non prova assolutamente nulla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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