Il fallimento della scienza dell'ufologia

 

 
di James Oberg e tratto da qui, esperto astronautico, giornalista e scrittore, James Oberg è uno dei più noti "anti-ufologi". Questo suo testo vinse nel 1979 il premio messo in palio dal prestigioso settimanale New Scientist per il miglior articolo scientifico sugli UFO. Questo testo è interessante tutt'ora, e per tale motivo viene riproposto. E pensare che è stato scritto quando l'ufologia non era ancora affogata da anni in un mare di bufale e ciarlatani.....
 


Nei trent'anni da quando è scoppiata l'attuale febbre dei dischi volanti (70 anni ad oggi), il fenomeno si è apparentemente trasformato da un terreno di stramberie e stupidaggini a oggetto di un vero studio scientifico. Il termine a effetto "disco volante" divenne il più semanticamente neutrale "oggetto volante non identificato" o UFO (sigla di "unidentified flying object"). Lo studio di queste segnalazioni (gli oggetti, non essendo fisicamente presenti, non possono essere studiati) è venuto ad essere chiamato "ufologia".

La parola ha tutte le apparenze di una vera scienza, eppure in un certo senso questa specifica branca di studi non è stata accettata come scienza. Può l'ufologia essere considerata una vera scienza, o forse una scienza in fasce, o addirittura una scienza non ancora nata? O si tratta invece soltanto di una falsa gravidanza? Dopo tutto il travaglio, cosa si è prodotto?

L'ufologia è stata evitata dalla scienza "tradizionale", un rifiuto che molti partecipanti del movimento ufologico vedono come una reazione istintiva a ogni idea nuova o anticonformista. Gli ufologi si regalano aneddoti su Galileo, Giordano Bruno, Louis Pasteur e Charles Darwin, e spesso sembrano sostenere che l'avversione odierna per l'ufologia sia in pratica una canonizzazione del loro interesse come una scienza futura. "Quanta dell'eresia di ieri è scienza di oggi?", chiedono con aria complice.

La risposta è, purtroppo: "Molto, molto poco". La maggior parte delle eresie scientifiche del passato si sono perse per la strada, dimenticate dai nostri libri di storia, e ignorate dai moderni aspiranti Galileo.

L'ufologia deve possedere credenziali migliori che un semplice rifiuto da parte della scienza moderna. Dopo tutto, in questi 30 anni dall'apparizione degli UFO (che diventano 70 anni ad oggi), la scienza moderna ha visto parecchie generazioni di sconvolgimenti radicali nella sua comprensione dell'Universo, dal cosmico e macroscopico al microscopico e subatomico.

Il sospetto con cui la "scienza ufficiali" moderna considera il movimento ufologico sembra invece più strettamente connesso con alcune preoccupanti caratteristiche della stessa "ufologia". Anche se molte impressioni negative sono state indubbiamente generate dall'alone di "suonati" con cui il movimento dei dischi volanti è stato a lungo associato (nonostante i migliori sforzi di pochi ufologi seri), altre critiche sono state mirate a livello delle stesse fondamenta filosofiche dell'ufologia. L'incapacità dei teorici dell'ufologia a risolvere queste obiezioni rappresenta il più serio impedimento all'accettazione dell'ufologia come branca legittima della scienza moderna.

Le critiche sono essenzialmente queste: l'ufologia si rifiuterebbe di seguire le regole del pensiero scientifico, chiedendo invece particolari esenzioni dalle consolidate procedure di controllo dei dati, di verifica delle teorie e dell'onere della prova. Gli ufologi affermano l'esistenza di u qualche stimolo straordinario dietro una piccola parte delle decine di migliaia di segnalazioni UFO archiviate. La pietra angolare della pretesa prova è l'indiscutibile osservazione che un piccolo residuo di tali segnalazioni non può al momento essere spiegato in termini di fenomeni prosaici (sia pure rari). Però questa affermazione non è valida: è evidentemente illogico basare l'esistenza di un positivo ("esistono veri UFO") sulla base di un ipotetico negativo ("per quanto impegno ci si metta, alcuni avvistamenti UFO non possono essere spiegati").

 

VOCI, BUGIE E FRODI


Quest'errore può essere chiamato "sofisma del residuo", ed è stato trattato numerose volte nel passato dai filosofi della scienza, però evidentemente senza effetto sugli ufologi. Scrivendo sulla rivista Science nel 1969, Hudson Hoagland lo espresse in questi termini:

"La difficoltà basilare inerente ogni indagine su fenomeni come [...] gli UFO è che sarà sempre impossibile per la scienza dimostrare un negativo universale. Ci saranno sempre casi che resteranno inspiegati per carenza di dati, per mancanza di ripetibilità, a causa di falsità, di "voler credere", di illusioni, voci, bugie e frodi. Un residuo di casi non spiegati non è una giustificazione per proseguire un'indagine dopo che prove schiaccianti hanno rigettato le ipotesi di soprannaturalità, come gli esseri extraterrestri [...]. I casi inspiegati sono semplicemente casi non spiegati. Non possono mai costituire una prova per alcuna ipotesi".


Non è necessario evocare scenari di testimoni ciechi, ubriachi o in malafede per avere dubbi sui rapporti ufologici. La maggior parte dei testimoni sono evidentemente persone oneste, sobrie e intelligenti che si trovano di fronte a una percezione straordinaria. Però c'è un numero sorprendentemente grande di modi più o meno ovvi in cui queste percezioni possono essere generate in maniera comprensibile. E ci deve necessariamente essere un residuo artificiale di casi inspiegati, un residuo creato puramente da coincidenze bizzarre, da limitazioni della percezione e della memoria oppure da eventi naturali rari o non documentati. Ulteriori fonti di avvistamenti non spiegati potrebbero essere attività umane che non sono mai rese pubbliche per ragioni di sicurezza militare, di attività illegali o dalla pura e semplice ignoranza dei loro autori umani di aver causato un simile putiferio. Questo residuo non sarà mai risolto e non c'è necessità alcuna di fare riferimento a una causa straordinaria.

In modo simile, l'esistenza di crimini irrisolti, di persone scomparse e mai ritrovate, di incidenti aerei o d'auto inspiegabili e simili manifestazioni fin troppo familiari della nostra men che perfetta comprensione degli eventi, non possono essere portate come prove dell'esistenza di criminali , rapitori o sabotatori del traffico dotati di poteri straordinari.

"I casi non spiegati sono semplicemente non spiegati", per ripetere la penetrante affermazione di Hoagland. "Essi non possono mai costituire una prova per alcuna ipotesi".

Secondo gli ufologi più impegnati, questa linea di ragionamento va denunciata come confusione tra IFO (oggenti volanti identificabili) e veri UFO. Secondo il dottor J. Allen Hynek , il cui Centro di Studi Ufologici di Evanston (nell'Illinois) ritiene che almeno il 95% di tutti i casi di avvistamento UFO sono in effetti IFO:

"Inquirenti esperti riconoscono rapidamente gli IFO per quello che sono, ma talvolta è necessario un duro lavoro per smascherare l'impostore".

Scettici come il giornalista aeronautico Philip J. Klass trovano da ridire su questa fiduciosa convinzione di Hynek e puntano il dito sui casi pubblicati dal suo stesso centro, risolti solo con inaspettati colpi di fortuna da parte dei ricercatori. Troppo spesso, affermano questi scettici, il "duro lavoro" prescritto da Hynek è assente e la "vera e propria fortuna" che ha consentito di smascherare alcuni IFO travestiti da UFO non è disponibile.

Il risultato è che molti (se non tutti, come affermano gli scettici) degli UFO ufficialmente nella lista dei casi irrisolti sono ancora degli IFO camuffati.

Questo confine vago tra gli IFO (che forniscono solo dati sulle limitazioni dell'affidabilità dei testimoni oculari) e gli UFO (che, stando a quanto asseriscono gli ufologi, marcano un potenziale passo avanti nella scienza umana) è una base spaventosamente debole per le fondamenta della nuova aspirante scienza dell'ufologia. Questa debolezza è accentuata da un altro aspetto altamente sospetto e non scientifico dell'ufologia, un atteggiamento estremamente sportivo verso la verifica dei dati.
 


TRUCCHI PUBBLICITARI
 

L'ufologia sta ancora combattendo per raggiungere la rispettabilità scientifica e popolare, ragion per cui forse è comprensibile che le affermazioni pubbliche degli ufologi siano orientate principalmente all'aspetto persuasivo piuttosto che a quello espositivo. Si può perciò osservare come tutti i trucchi dei pubblicitari siano seguiti alla lettera:

- il richiamo all'autorità ("Jimmy Carter vide un UFO"; "i nostri eroici astronauti hanno avvistato degli UFO");

- affermazioni di conseguenza ("L'Universo è talmente grande che altre civiltà devono esistere da qualche parte!");

- il riferimento alla massa ("La maggior parte degli americani crede agli UFO");

- l'appello alla congiura ("Il governo sa tutto, ma sta nascondendo la verità");

- il richiamo alla salvificazione ("Gli extraterrestri ci tireranno fuori dalle nostre stesse miserie").

In prima approssimazione, non è necessario esaminare l'effettiva validità di tali affermazioni. È importante riconoscerle per ciò che sono: tattiche di persuasione illogica.

Allo stesso tempo, la maggior parte di ciò che è comunemente pubblicato sull'ufologia è innegabilmente privo di senso. I sostenitori degli UFO come Hynek sono altrettanto ostinati nella critica allo sfruttamento delle storie di UFO da parte dei mass media di quanto potrebbe esserlo qualunque scettico. Per l'industria editoriale e i mezzi di informazione le storie di UFO sono un buon affare; combinano interesse umano, aspetti comici, storie che mettono paura e sbeffeggiano le insabbiature governative e gli scienziati "so-tutto-io". Ma è proprio su tale cattiva informazione (e non poca disinformazione) che la stragrande maggioranza del pubblico ha formato il suo atteggiamento verso gli UFO. Dire quindi che "la maggior parte degli americani crede agli UFO" sta a testimonianza non tanto delle credenziali scientifiche dell'ufologia quanto dell'efficacia dei crea-tori di miti.

Pochi scelgono di andare oltre il mito. Il pluri-citato "Jimmy Carter vide un UFO", per esempio, non è mai stato oggetto di indagini da parte di nessuno degli ufologi che l'hanno sbandierato o dei giornalisti che ne hanno parlato: l'hanno semplicemente ripetuto come una buona storia, un aneddoto utile ai loro scopi. Quando però un giovane scettico di nome Robert Sheaffer ricostruì il caso, scoprì grandi imprecisioni nei ricordi (di quattro anni prima) di Carter circa la data e il luogo dell'avvistamento e inoltre trovò le dichiarazioni di altri testimoni che aiutarono a determinare una soluzione del tutto banale per il caso. Ciò nonostante, l'UFO di Jimmy Carter è ancora costantemente citato dai portavoce dell'ufologia, che probabilmente neppure sono a conoscenza del fatto che il caso sia stato investigato e "risolto", forse a causa di un inconscia censura dei mass media verso il lavoro di scettici come Sheaffer.

Un altro esempio lampante del disinteresse totale della maggior parte degli ufologi per l'autenticità delle prove è la continua ripetizione dell'affermazione che "anche gli astronauti li hanno visti". Sono state raccolte decine di racconti di piloti spaziali che avrebbero visto e fotografato degli UFO; più di venti di queste storie si trovano nel libro di Hynek Edge of Reality [trad. it. UFO: realtà di un fenomeno - NdT], un volume presentato come "il punto" sullo stato di avanzamento dell'ufologia. Eppure nessuno di questi casi ha nessuna rilevanza con i "veri UFO", poiché per la maggior parte si tratta di burle e frodi architettate da scrittori senza scrupoli o da fanatici di UFO (sono stati individuati molti flagranti montaggi fotografici), o fraintendimenti del significato del gergo astronautico, o in alcuni casi testimonianze del passaggio di satelliti che nulla hanno di straordinario. Però, grazie all'omissione selettiva di dati esplicativi, ad esagerazioni, a citazioni erronee o addirittura all'invenzione di "trascrizioni di dialoghi", ad accuse di "censura governativa", tali storie formano un pilastro centrale della "credenza" del pubblico negli UFO.

Hynek visitò il centro spaziale di Houston nel luglio del 1976 e gli furono mostrati i film e i nastri originali relativi alle più conosciute storie spaziali di UFO. In seguito disse ai colleghi di essere profondamente dispiaciuto di avere incluso nel suo libro le storie di UFO senza verificarle, e che si era convinto che tra queste non vi fosse nessun "vero UFO". Riferendosi alle storie di astronauti e UFO, in un'intervista apparsa su Playboy nel gennaio del 1978 Hynek affermò testualmente: "Sono andato a Houston, ho visto le foto, e devo confessare di non esserne stato impressionato".

L'UFO di Carter e gli UFO degli astronauti sottolineano un problema centrale nell'accettazione dell'ufologia come scienza: gli ufologi in generale non sono stati così disposti come Hynek nel ritrattare l'appoggio a casi spiegati e hanno invece preferito riciclare continuamente e arricchire sempre le stesse storie. L'autenticità delle segnalazioni di UFO, così come sono ritratte dalla stampa popolare, rimane perciò alquanto discutibile (e giustamente).

Un tale problema circa la "confutazione" delle prove a favore degli UFO rappresenta un'altra grande debolezza dei fondamenti filosofici dell'ufologia. L'onere della prova, che solitamente ricade su chi sostiene la soprannaturalità (o, in un processo giudiziario, la colpevolezza dell'accusato, che è "innocente fino a prova contraria") è stato spostato sugli scettici, ai quali è stato chiesto di confutare le prove a favore. Nel caso dell'UFO di Carter e in quello degli astronauti, furono gli scettici a indagare e risolvere i casi, mentre gli ufologi diedero per scontato che i casi fossero autentici fino a che non fosse stato provato altrimenti (e la maggior parte di loro ci crede ancora).

Eppure le regole della scienza sono chiare: affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. La tesi dell'ufologia è un'accusa verso la capacità della scienza contemporanea di spiegare l'Universo, e deve provare tale accusa così come deve provarlo qualunque altro accusatore: la necessità di una revisione del nostro modello corrente di realtà deve essere stabilita oltre ogni ragionevole dubbio.

Il fondamento stesso dell'ufologia è contrario a questa procedura ormai consolidata nel tempo. Per gli ufologi, la semplice esistenza di casi irrisolti sarebbe la prova della necessità di modificare la scienza moderna. Per l'ufologia, i resoconti di eventi straordinari possono essere considerati dati validi fino alla loro confutazione; e nella più devastante deviazione della metodologia scientifica, gli ufologi rifiutano il concetto di "falsificazione" delle teorie scientifiche.

Nessuna teoria può essere considerata scientifica fino a che possa essere formulata in modo da essere confutabile o falsificabile. Cioè la teoria deve spiegare una porzione dell'Universo in modo tale che ulteriori osservazioni o esperimenti si conformino alle previsioni della teoria stessa (e, preferibilmente, non si conformino alle previsioni tradizionali). Le predizioni di Einstein sulla curvatura della luce delle stelle osservata in prossimità del Sole durante un'eclissi totale è un famoso esempio di tale procedimento.

Invece, dopo tre decenni di speculazioni senza scopo, nessuna teoria scientifica degna di questo nome è stata prodotta dall'ufologia. È, quindi, una scienza "sterile". Ogni stravagante congettura viene spacciata per una "nuova teoria", anche se nessuna di esse fa previsioni che potrebbero, non realizzandosi, screditare la teoria stessa. Anche a questo proposito, i processi di pensiero che caratterizzano l'"ufologia" non possono essere classificati come "scientifici".

L'aspetto più spiacevole di questo attuale stato a-scientifico dell'ufologia è che non si tratta di un giudizio sulla reale validità di molte delle congetture pubblicate su ciò che potrebbe esserci dietro gli avvistamenti di "veri UFO" (se ne esiste alcuno). Potrebbero tranquillamente esserci astronavi aliene in visita sulla Terra, e ci sono almeno una dozzina di valide ragioni per cui "essi" potrebbero decidere di non avere apertamente un contatto e, invece, consentire agli uomini di intravederli di quando in quando. Gli UFO potrebbero benissimo rappresentare qualche altro fenomeno, come "proiezioni psichiche", "macchine del tempo", una qualche civiltà terrestre o una forma di vita non ancora scoperta o molte altre possibilità altrettanto bizzarre.

L'unica cosa che si può dire scientificamente è che nessuna di queste proposte è mai stata neppure suggerita, e ancor meno dimostrata, in un qualche modo rigoroso.

Il peccato è che qualora queste eventualità si realizzassero e si provasse che gli ufologi avevano ragione, essi stessi avrebbero ostacolato piuttosto che favorito l'accettazione di quel fenomeno da parte della scienza tradizionale. Questo perché le nuove teorie sarebbero per la maggior parte difese da quegli ufologi già pesantemente screditati dal troppo "gridare al lupo", dai troppi appoggi a quelle che poi si sono rivelate delle beffe, dalle troppe affermazioni e dichiarazioni antiscientifiche. Avrebbero ragione solo per caso, non per merito proprio.
 

 

CHE COS'È L'UFOLOGIA?
 

Se l'ufologia non è una scienza, allora che cos'è? Potrebbe essere considerata come un movimento di protesta contro l'impersonalità e la specializzazione della scienza moderna, che ha del tutto eliminato la figura del "cittadino-scienziato", l'investigatore dilettante che in passato ha contribuito sostanzialmente allo sviluppo della scienza, anche se non professionalmente, ma come passatempo. Il credere agli UFO è anche un innegabile "viaggio egocentrico", per cui conoscere informazioni riservate e un sapere segreto pone chi ne entra in possesso al di fuori e al di sopra del resto (privo di immaginazione) del mondo. Tali atteggiamenti richiedono una maggiore attenzione da parte dei sociologi.

Non sarebbe opportuno giudicare l'ufologia per la qualità e la quantità dei veri e propri "suonati" che attrae: altri campi, quali la medicina, la religione, l'insegnamento e l'economia, hanno sicuramente attratto dei "suonati" allo stesso modo. Però non si può sorvolare sul fatto che l'ufologia sembra avere attratto più pazzoidi del dovuto, e che ha fallito nell'attuare una politica di pulizia delle sue fila.

Dove potrà essere il movimento dell'"ufologia" fra altri trent'anni? Forse finalmente appariranno nuove prove che potranno reggere un esame scientifico. Forse alcuni ufologi auto-didatti stabiliranno dei veri standard scientifici, accetteranno l'onere della prova, produrranno teorie "falsificabili" e cercheranno di formulare la loro scienza su una logica positiva anziché negativa. Forse alla fine da tutto ciò verrà fuori qualcosa di significativo.

Molti osservatori scettici si affiancano agli ufologi in questa speranza, perché se anche solo una delle affermazioni dell'ufologia venisse dimostrata valida, rappresenterebbe davvero una grande scoperta, probabilmente uno degli eventi più importanti nella storia umana (e anche in caso contrario il movimento ufologico sarebbe "solamente" la più grande e potente illusione pubblica del secolo, e in quanto tale merita comunque uno studio sociologico e psicologico). Ma, nei momenti di maggior cinismo, quegli scettici ricadono sulla famosa citazione attribuita da Boswell a Samuel Johnson quando seppe del secondo matrimonio di un amico: "Ah! Il trionfo della speranza sull'esperienza".

 

 

 

CEIFAN
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