La bufala che il forno a microonde fa male

 

 

Premessa: tratto da qui

 

Una leggenda metropolitana ha diffuso l'idea che il microonde faccia male, ma si tratta di una bufala: è certo che il forno a microonde non fa male se usato sugli alimenti.

 

Il principio fisico su cui si basa il forno a microonde trasmette l’energia direttamente e in particolare alle molecole d’acqua, aumentando efficacemente la temperatura del cibo in cottura. Se utilizzato correttamente (v. sotto, “in pratica”), il forno a microonde è completamente sicuro e non influenza, rispetto alla cottura tradizionale, il contenuto nutritivo del cibo; in alcuni casi, è persino in grado di preservarlo meglio degli altri metodi di cottura (poiché più breve e priva di un mezzo intermedio, quale ad esempio l’acqua di bollitura, che “ruba” una parte dei nutritivi).

Come tutti gli elettrodomestici, deve essere utilizzato con cognizione di causa, e i contenitori inseriti nel forno devono essere appositamente etichettati come compatibili alla cottura a microonde. Poiché alcuni materiali plastici possono contenere Bisfenolo A, un composto organico potenzialmente tossico e possibile cancerogeno per l’IARC, è bene verificare che i contenitori plastici utilizzati nel microonde ne siano privi; è tuttavia l’alta temperatura, e non l’esposizione a microonde, a essere un problema, per cui gli stessi contenitori potrebbero essere pericolosi anche se il cibo fosse riscaldato tradizionalmente e poi messo a contatto del materiale plastico (o anche quando lavati in lavastoviglie).

Per quanto riguarda la cancerogenicità delle microonde, l’IARC ha inserito le radiazioni elettromagnetiche in genere nella classe “2B”, ovvero come “possibili cancerogene”; questa classe rappresenta tutte quelle esposizioni a sostanze ed effetti che, indipendentemente dalla dose, POTREBBERO generare tumori su cellule viventi (al momento, comunque, è ancora molto, molto dubbio). Oltre a ricordare che fra gli altri, il Sole è in classe 1 (quindi “sicuramente cancerogeno”, ben più pericoloso!) insieme al fumo di tabacco, alle lampade abbronzanti e alla polvere di legno, è molto importante considerare che le microonde non lasciano tracce sul cibo riscaldato; finita l’emissione nel forno, si interrompe qualsiasi effetto, al di là della temperatura residua. Mentre quindi il cibo riscaldato dovrebbe tenersi aggiornato sugli sviluppi degli studi considerati dall’IARC, noi possiamo continuare a mangiare cibo estratto dal microonde senza correre rischi, se non scottarsi goffamente quando non si presta attenzione al calore degli alimenti.

 

 

In pratica


Nota:

Le “microonde” sono radiazioni elettromagnetiche con una lunghezza d’onda tra 1 e 1000 Gigahertz (GHz); sono “invisibili” perché le radiazioni luminose (la “luce“) – ovvero le uniche percepibili dall’occhio umano – oscillano a una frequenza di gran lunga superiore (tra i 430 e i 470 Terahertz). Tutte queste radiazioni elettromagnetiche (quindi, non solo la luce visibile) sono composte da unità fondamentali della fisica nucleare chiamate “fotoni“. Con l’aumentare della frequenza, aumenta la quantità di energia trasmessa dall’onda; sia le microonde che la luce visibile rientrano fra le radiazioni “non ionizzanti” (ovvero incapaci di liberare elettroni dagli atomi che colpiscono).
Le microonde possono essere prodotte artificialmente, ad esempio, attraverso uno strumento chiamato “magnetron“, che, nei forni a microonde domestici, produce onde a una frequenza di 2,45GHz (più o meno le stesse delle reti Wi-Fi). Quando le molecole d’acqua – presenti nei cibi – vengono immerse in un campo di microonde, assorbono molto efficacemente l’energia ricevuta, esprimendola in calore; il forno a microonde sfrutta questo principio per ottimizzare il processo di riscaldamento. Per ragioni di sicurezza, ma anche per non disperdere l’energia prodotta, i forni a microonde devono essere completamente schermati dall’esterno tramite una struttura metallica che agisce come una “gabbia di Faraday“.

Poiché, all’interno del vano di cottura, le onde si diffondono disomogeneamente, per scaldare uniformemente i cibi è spesso presente un piatto girevole, ovvero una piattaforma che si limita a cambiare continuamente la posizione del cibo per esporla meglio alle microonde. Al di là del magnetron, della schermatura metallica, del piatto girevole e dei circuiti per alimentare il sistema, il forno a microonde contiene poco altro; molti forni oggi sono “combinati”, in grado cioè di scaldare i cibi utilizzando più tecnologie, per esempio il più canonico grill elettrico.

 

 

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
Servizio Antibufala

http://ceifan.org