Le bufale di internet

 

 

Mettiamo il caso che le persone si mettano a cercare su internet o trovino casualmente notizie sensazionali come quelle su complotti, UFO, alieni, misteri di ogni tipo, complotti e simili: ebbene, avranno il 99,99% di probabilità di trovare false informazioni, sia perché la rete ha questa percentuale di informazioni attendibili  su quelle materie e sia perché i motori di ricerca sfornano quei risultati quando la maggioranza delle informazioni su qualcosa è falsa.

 

Non sappiamo quanto possa servire qualsiasi sbugiardamento o spiegazione su questi temi in riferimento alle persone che essenzialmente ci credono per fede, perché molte persone credono in queste bufale come se fosse un dogma, spesso sconfinando nella malattia mentale dato il distacco con la realtà che si è venuto a creare nella mente di queste persone. Spesso la voglia di credere annebbia la ragione. E spesso chi crede nelle bufale, condivide le stesse identiche modalità di accettazione dell'informazione, la filtra allo stesso modo, arriva a prendere tutta l'informazione contraria come proveniente da cover-up, da insabbiamento e da debunking.
 

È comunque incredibile come la maggior parte della gente si ostini, anche in maniere aggressiva, a credere in certe cose false: non c'è sbugiardamento che tenga!
A parte i casi dove le persone credono in una bufala come se fosse una religione, e qui ci vorrebbe l'intervento di uno psicologo, chi non vuole riconoscere la falsità di una cosa, nonostante il suo sbugiardamento, preferisce illudersi di far parte di una élite di illuminati che crede di aver capito tutto del mondo a differenza di altri miliardi di persone, piuttosto che accettare la realtà e ammettere di essersi bevuto le vaccate megagalattiche di quattro svalvolati ignoranti come capre.
Ah, un'ultima cosa: se si crede al primo contaballe che diffonde falsità su internet, cosa si farà poi nella vita vera, dove c'è gente che di mestiere truffa la gente e non solo con innocue bufale misteriche?
Si entra in una mentalità ascientifica e poco critica seguendo idee ridicole ma inoffensive per finire nella trappola dell'ignoranza totale rischiando di essere vittime di gravi truffe.


Oltre tutto ciò, molte affermazioni nel campo dei misteri, ma anche molte affermazioni in campo religioso, appaiono come quelle affermazioni che non possono essere sottoposte al test dell'esperienza e che dunque essendo asserzioni non falsificabili, non hanno alcun valore di verità, per quanto possano ispirarci o stimolare il nostro senso del meraviglioso.
Poi sulle bufale non ci può essere un confronto di idee ed assimilare la cosa ad uno scambio di idee, non stiamo parlando di fede o di gusti, ma si parla di fatti reali e pertanto soggetti ad oggettività scientifica, per questo motivo la differenza consiste in chi sa e chi non sa o proclama cose false, non in tizio pensa questo e caio quest'altro.

 

 

Le bufale mediche

 

Con la diffusione di Internet è normale che in molti si rivolgano alla rete per avere informazioni riguardo a trattamenti terapeutici per diverse tipi di disturbi e malattie. Peccato però che internet non è una fonte di informazioni affidabili in materia.
Non tutti sanno che internet è pieno di bufale, cattivi consigli, ciarlatani, gente che lancia esche nella speranza che qualcuno abbocchi, gente cattiva che vuole indurre gli altri a danneggiarsi, persone disposte a presentare elaborati falsi per truffare la gente: tutto ciò esiste anche in campo medico.

Su internet chiunque è libero di dire le fesserie che vuole e, soprattutto, chiunque è libero di ingannare gli altri, è triste ma è così.

 

Le persone furbe ovviamente consulteranno un rinomato specialista in carne ed ossa prima di dar retta a qualsiasi cosa letta su internet. Ma ci sono vari problemi, primo: le persone furbe sono una minoranza della gente, secondo: quando una persona ha dei problemi di salute tende a perdere il raziocinio tanto più è grave questo problema di salute.

Una persona con problemi di salute, o con una persona cara che ha questi problemi, tenderà molto facilmente a cadere in trappole dove si pubblicizzano cure più efficaci di quelle tradizionali. Lo stesso discorso vale per chi non ha problemi di salute ma legge delle trappole dove si spaventa la gente con inesistenti percoli per la loro salute.

La questione non è così semplice perché spesso su internet si pubblicizzano delle truffe mediche già pubblicizzate ed attuate nel mondo reale, e quindi internet non ne è la fonte ma bensì un ulteriore veicolo di propaganda.

 

Occhio che internet è piena di persone senza scrupoli, compresa gente che sembra disposta a farsi in quattro senza guadagnarci nulla pur di indirizzarvi verso ciarlatani o pratiche dannose: a loro on gliene frega nulla se seguendo i loro consigli avrete gravi danni o morirete.

I danni che fanno queste persone sono DEVASTANTI. Creano il panico, seminano il terrore ingiustificato, confondono la popolazione. Il problema è tanto vasto che pure medici ed operatori sanitari sono in piena confusione. Questo è un esempio di come la "cultura del motore di ricerca" possa condizionare fasce della popolazione considerate finora "resistenti" alla pseudoscienza ed all'ignoranza.

 

È un'abitudine sempre più diffusa quella di fidarsi ad occhi chiusi di qualsiasi informazione senza controllarne la fonte o l'affidabilità. Lo fanno i responsabili dell'informazione, gli insegnanti, spesso anche i medici. Cercare su Google la risposta ad una domanda è comodo ma molto pericoloso. Lo hanno studiato anche in un'università di Chicago: i giovani cercano informazioni su un motore di ricerca e si fidano di quello che trovano senza approfondire la notizia.
Se la disinformazione fa vittime tra chi dovrebbe essere ben protetto, figuriamoci nei confronti di chi non ha le "armi" necessarie per fronteggiare un tale attacco di "spazzatura scientifica" di "bad science".

 

 

La pericolosità delle bufale

 

Oggi le bufale sono dovunque, in TV, sui quotidiani, nelle riviste, nei libri, ma prosperano soprattutto su internet. Le bufale sono false informazioni spesso diffuse allo scopo di ingannare la gente, ed una percentuale rilevante delle persone ci casca con facilità perché la maggior parte della gente è credulona ed ignorante in moltissime materie, oltre ad essere incapaci di informarsi seriamente o di controllare una affermazione.
Iniziamo subito precisando quelli che sono gli aspetti comuni a tutte le bufale:
- Attraverso le leggende e le bufale gli uomini esprimono inconsapevolmente i propri pregiudizi, gli odi, le paure, le proprie forti emozioni.
- Se si vuole creare una bufala di successo bisogna far leva sui sentimenti, sui pregiudizi, sugli odi, le paure.
I ciarlatani sono a conoscenza di questi aspetti e li sfruttano per inventare falsità di ogni genere, ovviamente senza farsi alcuno scrupolo.


Internet gioca un ruolo fondamentale nella diffusione delle bufale: su internet CHIUNQUE può scrivere QUALSIASI cosa e spacciarla per vera, presentandola magari in un sito web dall'aspetto serio, che oggi anche un ragazzino sa realizzare.
La grande maggioranza delle persone ritiene attendibile o quantomeno probabile qualsiasi articolo che legge in siti internet, soltanto per l'oscuro ragionamento secondo cui "internet è un mezzo di informazione attendibile" e quindi quello che è pubblicato su di esso è degno di fede o quantomeno degno di mettere seri dubbi nella testa di una persona.
Non è così, la più grande delle verità è che internet è un mezzo di informazione non attendibile ed è il principale mezzo usato per diffondere bufale di ogni tipo, è il luogo dove i ciarlatani abbondano, magari presentandosi sotto false sembianze di esperti in materia, ed è soprattutto il luogo dove si trovano bufale anche estremamente elaborate che hanno richiesto notevoli sforzi per essere costruite.
Ad esempio, molti complotti si sono diffusi perché le persone hanno trovato articoli scritti dai complottisti che riportavano dati e fatti manipolati o totalmente falsi, ma hanno erroneamente giudicato attendibili questi articoli e quindi hanno evitato di verificare le informazioni fatte e di informarsi seriamente in materia.
 

Molti sottovalutano la pericolosità delle bufale, anche di quelle che sono apparentemente innocue, ma molte falsità diffuse su internet hanno come scopo diffondere paure, odio, malattie mentali, comportamenti pericolosi, confusione, ignoranza, ecc.

È pericoloso accettare acriticamente dalle affermazioni: espone le persone alla truffa, le spinge a gesti irrazionali o a diffondere idee sbagliate, che danneggiano anche gli altri.

 

 

 

I complottisti

 

Se si saranno scorsi gli approfondimenti precedenti, ci si sarà resi conto dell'esistenza di una pericolosa categoria di individui che infesta internet diffondendo falsità di ogni tipo: i complottisti.

Inventare e far diffondere un complotto è molto semplice, dato che molte persone sono disposte a credere anche in cose molto gravi senza fare alcuna verifica: di conseguenza, basta fornire informazioni false o manipolate per creare un complotto di successo, soprattutto se si usano meccanismi psicologici oramai collaudati.

Ad esempio, come l'ABC della bufala ci insegna, se si vuole creare un complotto di successo bisogna far leva sui sentimenti, sui pregiudizi, sugli odi, le paure. Oppure, si afferma l'esistenza di una data "verità nascosta" (un fatto) e si svincola sull'esistenza di gruppi di potere (i cattivi) che non vogliono che tu sappia che esistono queste cose (cospirazione) ma a questo punto tu ,anche se sei piccolo, sai la verità! In questo modo passa qualsiasi cosa, ed il fatto non viene più verificato correttamente, la maggioranza delle persone non chiederà neanche le prove, figuriamoci controllarle. La cosa interessante è che funziona con qualunque affermazione!

Spesso in un complotto non è necessario neanche creare prove false o manipolate, cioè non occorre più far finta di provare ciò che si afferma: basta l'esistenza del complotto, che vale anche come jolly. Non ci sono prove dell'affermazione? Le ha nascoste il complotto. Ci sono delle prove che smentiscono l'affermazione? Le ha create il complotto. E così via: il complotto si auto-dimostra e dimostra qualunque affermazione.

Il problema è che queste bufale non sono innocue e, al di là degli aspetti secondari, il complottismo trascina le persone in un mondo distante dalla realtà, con degli effetti  preoccupanti sulla salute mentale di chi davvero crede nelle falsità del complotto. Ma molto altro ci sarebbe da dire..

 

 

I malati di mente

 

Che lo vogliate o meno, i malati di mente trovano uno sfogo naturale alla propria malattia nel pubblicare bugie su internet, magari auto-convincendosi che ciò che inventano sia reale.

In genere, le persone sono ignoranti in materie come la psicologia e la psichiatria, altrimenti si accorgerebbero che tante persone che affollano il panorama dei misteri, degli UFO e dei complotti manifestano chiaramente segni di malattia mentale, di schizofrenia e di deliri. Si tratta praticamente della manifestazione in modo perfetto, anche nei dettagli, dei sintomi di precise malattie mentali ben studiate dalla psicologia, che ritroviamo sia in chi propugna certe cose che in chi ci crede.

Ma veniamo al punto: certe affermazioni, certi ragionamenti e certi comportamenti di queste persone sono chiaramente sintomi di malattie mentali, ma questo in realtà non è nulla di strano, in quanto i manicomi sono stati chiusi, i pazzi sono in libertà (anche su internet) e ci sono molte persone che soffrono di malattie mentali.

L'importante è capire uno dei presupposti di base della realtà: chi è malato di mente è in grado di costruire ragionamenti e invenzioni complesse, e sfrutta spesso queste cose per appagare la propria pazzia: le loro invenzioni hanno un senso e sono coerenti nella loro esposizione, nonostante non abbiano alcuna concretezza nella realtà.

L'idea del pazzo totalmente incapace di intendere e di volere è qualcosa di quasi inesistente nella realtà, ma l'incapacità della gente di capire che un pazzo è in grado di fare ragionamenti complessi, seppur deliranti e privi di riscontro nella realtà, ha portato al successo molte persone malate di mente nell'ambito del complottismo, dei misteri e dell'ufologia. Questa gente, con i loro deliri ben costruiti, riescono a trasmettere i disturbi mentali nei soggetti predisposti che si imbattono in essi, poiché cose partorite da menti malate vengono trovate attraenti dalle menti affette da malattie mentali.

 

Non meraviglia, quindi, trovare perfino persone che difendono strenuamente le affermazioni deliranti di malati mentali, e le pubblicizzano ove possibile, creando magari un effetto a catena qualora ci si imbatta in soggetti predisposti alle malattie mentali.

Nei casi più gravi di malattia mentale si arriva perfino ad aggredire verbalmente e diffamare tutti quelli che non appoggiano la propria credenza delirante.

Questo rende già bene l'idea di quanto siano pericolosi i malati di mente, oggi molti attivi in ambiti come internet essendo una facile valvola di sfogo delle loro menti malate, ed è pertanto necessario saperli individuare ed arginare il loro operato per il bene di tutti.

 

 

I cretini di internet

 

C'è una evidenza riassunta molto bene da Marco Travaglio in una sua conferenza:

 

Uno dei tanti problemi che ha causato la rete internet è anche quello di aver creato un pubblico formato anche da isterici, paranoici, grafomani, maniaci di persecuzione, fanatici, dementi..... i quali se gli dai una notizia che non corrisponde alle loro aspettative si incazzano e non vanno neanche a verificare se è vera, ti accusano immediatamente di averla data perché sei al servizio di qualcuno o contro qualcun'altro.

È una cosa che l'immediatezza e l'interattività di internet ha peggiorato, nel senso che prima la gente leggevano il giornale, se lo rileggeva, prendevano un foglio di carta, scrivevano una lettera al giornale e nel frattempo ci pensava.

Adesso, invece, sei anonimo, ti inventi un nickname, vai a vomitare le prime cose che ti ribollono nelle viscere, e vomiti influenzando al'opinione pubblica, intervieni su uno strumento dove magari ci sono anche le persone raziocinanti che però sopraffatte da questa colata di vomito si ritraggono e smettono di partecipare a queste discussioni sui social network proprio perché sono infestati, invasi da una stragrande maggioranza di invasati.

E questo dimostra che le tifoserie non sono soltanto negli stati di calcio.

La gente su internet non verifica se quello che dici è vero o non vero ma va subito a domandarsi a quale schieramento appartieni, di chi sei al servizio, presumendo fin da subito che tu sia di parte.

C'è un pubblico sempre più infame, con un presenza sempre maggiore di intolleranti, che le notizie no le vogliono proprio perché disturbano le loro idee, i loro convincimenti cristallizzati: non vogliono sentirsi dire la verità.

C'è il senso dell'anonimato su internet che spinge la gente a dire qualsiasi cosa, a cacciare il peggio di sè, a spegnere il cervello, a diffondere falsità, ad incitare all'odio, ad essere incivili, a perdere ogni senso di realtà e mettere in atto comportamenti che al di fuori di internet sarebbero inaccettabili e fortemente sbagliati.

La stessa violenza verbale dei social e di internet è spesso sottovalutata per il grande effetto di incremento dell’odio di massa che è in grado di generare, per di più in maniera anonima e difficilmente intercettabile se non attraverso costose ed elaborate indagini. Ma il seme dell’odio si nutre proprio dei grandi numeri e trova fertile terreno nella disperazione popolare in momenti di crisi economica e di valori. Perciò occorre monitorare ed intervenire per evitare che i seminatori di odio prevalgano sui costruttori di dialogo basato sul rispetto.

 

 

Confondere le opinioni con i fatti

 

Prendiamo spunto da uno scritto di Patrick Stokes per descrivere, in modo riassuntivo, una situazione molto diffusa su internet.

Sono sicuro che avrete sentito l’espressione ‘ognuno ha diritto alla propria opinione’. Forse l’avrete detta voi stessi, magari per bloccare una discussione o per portarla a conclusione. Bene, quando si parla di dimostrare qualcosa o di fare affermazioni importanti, questo non è più valido. Non avrete più diritto alla vostra opinione: avrete diritto solo a ciò che potrete provare.
Il problema con l’assunto “ho diritto di avere la mia opinione” è che, sin troppo spesso, è utilizzata per difendere convinzioni che avrebbero dovuto essere abbandonate. Diventa un’abbreviazione per “io posso dire o pensare quello che voglio” e continuare a contrastare in modo irriverente chi la pensa in modo diverso. E questa attitudine porta alla diffusa falsa equivalenza tra esperti e non esperti.
Innanzitutto, cos’è un opinione? L'opinione non è un fatto, non si basa sulla conoscenza certa, si tratta di qualcosa di soggettivo che parte da gusti e preferenze e che generalmente sfocia nella credenza personale o in una idea.
Il problema è che qualche volta implicitamente consideriamo che le opinioni siano indiscutibili nella stessa maniera dei fatti. Probabilmente questo è uno dei motivi (non dubito ce ne siano altri) per cui degli entusiastici dilettanti ritengono di aver titolo a non essere d’accordo con esperti qualificati di settore e che i propri punti di vista debbano essere “rispettati”.
Se “Tutti hanno diritto ad avere la propria opinione” significa esclusivamente che nessuno ha il diritto di vietare alla gente di pensare e di dire quello che vogliono, allora la frase è vera, seppure abbastanza banale. Nessuno può vietarti di dire una cosa falsa, indipendentemente da quante volte questa supposizione sia stata smentita.
Ma se “diritto ad un’opinione” significa “avere il diritto che i propri punti di vista siano trattati come seri candidati per la verità” allora la frase è chiaramente falsa.
Le persone confondono spesso il fatto che la propria opinione non venga presa seriamente con il non aver diritto di avere o di esprimere quelle opinioni o confondono il perdere una discussione con il perdere il diritto di discutere.


Più in generale, la gente non capisce la differenza fra opinioni e fatti, li considera equivalenti e con lo stesso diritto a essere discussi.
Una opinione personale generata dall’ignoranza su un tema non merita di essere discussa in modo scientifico.
Inoltre, la frase “ognuno ha la propria opinione” viene spesso usata perché chi la usa non ha argomenti per ribattere il suo interlocutore che porta dei fatti, quindi vi si nasconde dietro per paura di mettere le proprie credenze in discussione.
Gli ignoranti si dovrebbero astenere dal parlare di cose che non sanno e dovrebbero evitare di atteggiarsi a esperti, il problema è che gli ignoranti "ignorano di ignorare".
Quindi, la prossima volta che sentite qualcuno dichiarare di aver diritto alla propria opinione, chiedete perché ritiene che sia così.

 

 

 

 

Approfondimento sulla materia delle bufale

 

Ci sono persone che per denaro, per fama, per stupidità, per paranoia e per creare disinformazione, diffondono e creano bufale di ogni tipo, che vengono molto seguite. In questo modo, internet si è trovata letteralmente invasa dalle bufale, prima relegate solo a "riviste" e "libri" alternativi.

Molti profeti o pseudoscienziati, senza nemmeno un titolo di studio o con una formazione assolutamente distante da quella degli argomenti su cui scrivono, si autoproclamano "ricercatori indipendenti" e inondano la rete di spazzatura. Il termine "ricercatore" in questo caso è autoreferente. Non vuol dire nulla, anzi vuol dire che cerchi qualcosa ma senza titolo per farlo.

Spesso si tratta di gente comune, a volte anche un pò fallita, che dopo disordinate letture per la Rete ritiene di aver scoperto il segreto inconfessabile.


Oggigiorno c'è chi vive di "sitarelli alternativi" e non concepisce il significato del termine PROVA, come non concepisce il significato del termine RICERCA SCIENTIFICA e che crede di spiegare il tutto basandosi solo sulla PROPRIA intuizione a sua volta basata sulla fuffa dei "sitarelli alternativi". Senza contare la mania di spiegare la mancanza di prove dietro alle bufale come il risultato di un COMPLOTTO.
E soprattutto, c'è la cattivissima abitudine di non andare a CONTROLLARE le affermazioni che si leggono, dando per scontato che le affermazioni clamorose che si leggano siano vere.
Tutto ciò provoca la diffusione e l'affermazione delle bufale: la gente vedendo una bufala riproposta innumerevoli volte da innumerevoli fonti, finisce automaticamente per pensare che sia tutto VERO...

D'altronde, una bugia detta una volta è una bugia, detta cento volte diventa una verità: su questo principio ruota gran parte della disinformazione esistente, che fa in modo che le persone credano in cose false, diverse dalla verità.

Molta gente tutt'oggi ignora che il mondo è pieno di ciarlatani e pazzoidi che inventano continuamente bufale ben costruite per ottenere notorietà o guadagnarci, o anche per dare sfogo ai propri disturbi mentali. Eppure, anche scartando i malati di mente, è sotto gli occhi di tutti che molta gente perfino rispettabile è disposta a tutto pur di ottenere notorietà e/o sentirsi importanti.

 

Purtroppo in giro circolano moltissime bufale, cioè fatti falsi che si cercano di spacciare per reali. Il più delle volte le bufale sono delle ridicole invenzioni ideate a tavolino da persone senza scrupoli che mirano a far soldi sull'ignoranza e sulla credulità altrui, vendendo libri, conferenze, dvd, ecc. o guadagnando dalle visite su siti con pubblicità. Al guadagno economico si aggiungono anche i guadagni in termini di notorietà ed altri fattori, che nel complesso rendono le bufale molto utili per i propri scopi, visto anche il numero alto di creduloni disposti ad abboccare.

Ma perché ci sono anche persone che spacciano fatti falsi per reali senza guadagnarci un euro? Perché il prestigio (e il potere) che si ottiene convincendo gli altri di certe bugie mirate è forse ancora maggiore di quello che si può avere col denaro.

Le tecniche delle bufale sono sempre le stesse, e puntano ad un target di creduloni ignoranti in materia, sempre considerando il fatto che qualsiasi cavolata minimamente ben costruita troverà sempre un discreto numero di persone disposte a crederci, non importa quanto sia assurda.

Qual è il modo migliore per sparare una bufala? Anzitutto rimanere in ambito "tecnico", in modo da poter fare leva sull'altrui ignoranza. Poi, prendersela con un bersaglio facile, di quelli che stanno sulle palle un po' a tutti. Infine, spararla più grossa che si può. Punto fondamentale, perché se la sparate davvero grossa la gente reagirà con un "oh mio Dio!" piuttosto che con un "ma che minchia sta dicendo questo?"

Per non parlare di tutte le persone che cadono nelle bufale vittime di un meccanismo mentale che tende a semplificare la realtà per poter spiegare facilmente ciò che non va (o che si pensa che non vada) con una monocausa, attribuendo ad essa l'origine di tutti i problemi ("è tutta colpa di X").

 

Perché mai qualcuno dovrebbe credere a qualcosa di importante o di sensazionale senza prove? È da pazzi vivere la propria vita in questo modo.

Tra l'altro, è impossibile raggiungere la verità se non si conoscono le falsità. E come si sa, credere in cose false causa danni a se stessi e spesso anche gli altri (cosa ampiamente sottovalutata). 

È pericoloso accettare acriticamente dalle affermazioni: espone le persone alla truffa, le spinge a gesti irrazionali o a diffondere idee sbagliate, che danneggiano anche gli altri. Tenete presente che internet è piena di gente che diffonde informazioni false e che lotta strenuamente per diffonderle, anche se vengono continuamente sbugiardate.

Quelli che promuovono le bufale sono personaggi che agiscono a danno della verità.  Alcuni di essi hanno un certo credito presso il pubblico complottista e prendono vantaggio da tale posizione per nascondere la verità dei fatti per ingannare la gente.

 

Tanto per farla breve: togliendo i fatti inventati, bisogna evitare il tipo di ragionamento "a me sembra strano e quindi è qualcosa di inspiegabile, un complotto, un mistero, qualcosa di paranormale o di alieno" perché su tantissime cose ci sono delle "stranezze" agli occhi dei profani, ma esiste una spiegazione valida per ognuna di loro, basta cercarla, magari sentendo cosa hanno da dire in merito i veri esperti della materia. Ma ovviamente è più semplice pensare che sia un complotto o qualcosa di inspiegabile piuttosto che spendere tempo e fatica ad informarsi in modo serio, e su questo giocano i ciarlatani.

 

 

In conclusione, se si avrà modo di sfogliare gli approfondimenti proposti fin qui, si avrà modo di scoprire e capire quanto internet non sia una fonte di informazioni attendibili: capirlo è il primo passo per non farsi ingannare dalle innumerevoli falsità che si trovano sulla rete.

Proprio perché esistono innumerevoli falsità su internet, nessuno può prendersi il lusso di credere in qualcosa di significativo senza verificarne l'attendibilità.

 

 

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