Una nuova furbata: la legge dell'attrazione

 

 

Premessa: tratto da qui e qui

 

Come fare a farsi detestare? Basta parlar male dei miti di oggi. Ecco la mia strada all’ESSERE DETESTATI. Parlerò male di The Secret! Mi rendo conto che questo, per molti, sarà una sorta di eresia e mi figuro che, almeno mentalmente, qualcuno penserà “Crucifige! Crucifige!” all’indirizzo dell’incauto quanto eretico Zamperini. Ma tant’è: arrivato alla mia età, uno può dire ciò che vuole, anche sostenere che The Secret è la scoperta dell’acqua calda. O, se si preferisce: The Secret è la scoperta di Pulcinella, insomma: una bufala all’americana. No! Mi correggo: all’australiana!
Andiamo per ordine. Premetto che mi sono rifiutato di acquistare libri, DVD e quant’altro che si riferisca a The Secret. Mi sono informato sull’argomento traendo ogni possibile informazione gratuita in circolazione su Internet. Pertanto, non nascondo che questo mio scritto possa contenere qua e là delle inesattezze, delle quali, in verità, non mi cruccio più di tanto avendo ben compreso il succo di questo mitico The Secret.

The Secret è molte cose:
1) un film (The Secret, Australia 2006)
2) un libro (The Secret di Rhonda Byrne, che è una produttrice televisiva australiana)
3) dei DVD e dei CD audio
4) un movimento filosofico (?)
5) un movimento religioso (?).

Ignoro se siano stati anche prodotti dei gadget (spille, capelli , t-shirt, eccetera, tutti con la scritta The Secret) e ignoro anche se The Secret sia un Trade Mark. Spero di no! Resta il fatto che questo The Secret è una grande campagna promozionale internazionale per promuovere i prodotti editoriali targati The Secret. (Wikipedia dice molte cose su quest’argomento, tra cui: La campagna ha avuto un tale successo che negli Stati Uniti, il principale mercato di riferimento per il prodotto, il dvd del film ha venduto oltre 3,75 milioni di copie, mentre il libro tratto dal film ha raggiunto la cifra di oltre 7 milioni di copie stampate. Insomma, quella che gli autori chiamano La Scienza del diventare ricchi ha sicuramente funzionato. Per loro.).
La cosa che più sconvolge un italiano come me è che tutto nasce da una chiesa (sì, avete letto bene) o anche un insieme di chiese e sette di derivazione cristiana, la cui origine risale (secondo quanto riporta Wikipedia) all’inizio del 1800. Tutto questo è parte di una sorta di movimento filosofico (?) e religioso (?) che si autodefinisce New Thought (Nuovo pensiero). Quanto poi ci sia di “nuovo” in questo pensiero, lascio a voi giudicare.
Uno dei punti fermi del New Thought è che il pensiero positivo porta alla guarigione e alla ricchezza. Sembra che il grande guru del Nuovo Pensiero sia tale Wallace Delois Wattles che grazie alla visualizzazione creativa (una straordinaria novità!) riusciva ad accumulare ricchezze e salute. Sul primo obiettivo di Wattles, nulla da dire. Sembra che abbia accumulato molto denaro. Circa il secondo, nutro dei dubbi: Wattles è morto a 51 anni e non mi sembra un’età da Matusalemmi. Non aveva ben visualizzato? Si era poco esercitato, magari perché troppo teso ad accumular il vil denaro? Non lo sapremo mai e il dubbio ci torturerà per sempre.

L’autrice acclamatissima (e ciò pertanto stracarica di dollari australiani, americani e perfino di Euro) della campagna (ma non sarebbe più corretto definirla marketing ?) è tale Rhonda Byrne produttrice televisiva australiana. Nel film, secondo Wikipedia, vengono rivelati i seguenti straordinari segreti:
- incanalare la potenza
- il segreto per far soldi
- il segreto nelle relazioni umane
- il segreto della salute
- il segreto e il mondo
- il segreto per voi
- il segreto e la vita

La cosa che mi ha più sconvolto è stato apprendere cosa ci sia alla base di tali potentissimi segreti. Aprite bene le orecchie: la legge dell’attrazione! Accidenti! Questa poi! Non me lo sarei mai aspettato! Nella vita non si impara mai abbastanza! La Legge dell’Attrazione mi mancava, mi mancava proprio!
Bene, scusate, ma ne ho abbastanza di The Secret. Un solo rammarico: che questa paccottiglia di idee da quattro soldi vada bene per australiani e statunitensi, niente da obiettare. Sono popoli giovani, senza storia e le radici se le stanno costruendo faticosamente proprio ora. Per loro The Secret può andar bene. Ma che questa roba sia venduta in Europa e diventi un best-seller in Italia, questa, no, non la digerisco.

Forse qualcuno dovrebbe dire agli entusiasti italici ed europei di The Secret che questo è il Paese della Etrusca Disciplina, del Rito Romano ed Etrusco della Fondazione della Città (un giorno ve ne parlo e vi spiego che c’entra con Segreto), di Orfeo, di Pitagora, di Giamblico, di Porfirio, di Marsilio Ficino, di Pico della Mirandola, di Giordano Bruno, di Cornelio Agrippa, di Giovanni Battista Della Porta, di Tommaso Campanella, di Paracelso, eccetera, eccetera, eccetera.
Ahimé, siamo colonizzati in tutto perfino nella Magia!

 

 

 

 

The Secret, la “Legge dell’Attrazione”
 

Surfando qua e là per il web, scopro vari estimatori di The Secret, non tutti si direbbe totalmente disinteressati. V’è, ad esempio, chi qualche dubbietto se l’è fatto venire, come chi afferma: Pare che la formula magica esista praticamente da sempre ma l’abbiano conosciuta solo pochi privilegiati, tra i quali Platone, Shakespeare, Newton, Hugo, Beethoven, Lincoln, Emerson, Edison, Einstein. Solo dal 2006 il segreto è diventato patrimonio dell’intera umanità, grazie alla produttrice cinematografica australiana Rhonda Byrne.
Al signore o signora autore del pezzo vorrei dire: ignoro se personaggi come Shakespeare, Newton, Hugo, Lincoln, Emerson, Edison, Einstein avessero a loro disposizione un loro metodo similare a quello della australiana Rhonda Byrne. Sul povero grande Beethoven coltivo seri dubbi. Il musicista dell’Inno alla Gioia ebbe una vita difficile e tormentata dai pochi soldi e dalla sordità che, per un musicista, deve essere stata una vera condanna di Dio. Circa il divino Platone, ho più di un dubbio sull’affermazione di cui sopra, ma, non essendo uno studioso del grande filosofo, lascio la risposta a chi ne sa più di me. Mi si permetta però di esprimere la mia vaga impressione che Platone fosse in tutt’altre faccende affaccendato e che i problemi che si affastellano nella mente della signora Rhonda lo lasciassero totalmente indifferente.
Ritornerei un attimo sull’incipit “Pare che la formula magica esista praticamente da sempre”. Se così fosse (e così è), non sarebbe meglio andare alla fonte e dopo aver bevuto alla sua acqua, ritornare solo in seguito alle infantili formulette alla The Secret? Forse quella fonte è anche più economica delle campagne di marketing imbastite dalla signora Rhonda Byrne. Mi piacerebbe incontrare chi ha scritto il pezzo, e che non ho il piacere di conoscere personalmente, per rassicurarlo (o rassicurarla): guardi che da sempre la Magia ha utilizzato la formula “Il simile attrae il simile”, che, a quanto pare, oggi è nota come Legge dell’Attrazione. Il problema, per chi voglia utilizzarla, è comprenderne fino in fondo il meccanismo, che non risiede solo nel pensiero positivo. Magari fosse così facile!

Cerco di chiarire le idee…

1) I FATTORI DELL’ATTRAZIONE.

Domanda: il simile attrae il simile?

1.1) SE IL SIMILE ATTRAE IL SIMILE, ALLORA NOI ATTRAIAMO CIO’ CHE SIAMO? Non credo proprio, anzi: mettiamoci definitivamente il cuore in pace. In genere, nella vita, se siamo una pera attraiamo una pera, se siamo una mela attraiamo una mela. In questo, sì, è vera la “Legge dell’Attrazione”. Ma va a dire a un cretino, magari pure bruttino: “Guardi, lei è cretino e pure brutto: dunque che va cercando? Lei attrarrà una donna cretina e e pure brutta e non sarà in grado di fare neppure il becco di un quattrino“. Questo non ti farà guadagnare né un dollaro americano, né un dollaro australiano, né un euro, perché nessuno è disposto a sentirsi dire che le sue chances nella vita sono quasi nulle. E’ una frase che non vende, non fa matketing! Un brand sbagliato!

1.2) ALLORA E’ SEMPRE VERO CHE “IL SIMILE ATTRAE IL SIMILE”? Se si è brutti si attraggono solo partner brutti? Non sempre: infatti non è stato il caso di Jean Paul Sartre, né quello di Woody Allen che, pur non avendo avuto in sorte la belluria di un George Clooney, hanno sempre frequentato belle donne. E personalmente ho conosciuto almeno una dozzina di uomini non bellissimi, per i quali il destino ha riservato l’incontro con donne belle e un’altra dozzina di donne che, non avendo la venustà di una belloccia di Play Boy, se ne vanno a spasso con uomini decisamente belli. E dunque? Altro che pensiero positivo: qui c’è di mezzo il fascino personale, l’intelligenza, la cultura, la simpatia, il mistero che certe personalità emanano e non c’è Legge Magica che possa trasformare un mediocre o una mediocre in persone attraenti, fascinose. Sono attraenti, perché fascinose. Per loro vige la Legge dell’Attrazione. Allora, si ha quasi l’impressione che fattori dell’Attrazione siano nelle mani di una divinità dispettosa o misteriosa, più che in quelle del pensiero positivo o di tecniche pseudo- magiche di qualsiasi genere.

A proposito: il misterioso fascino – che è ben più misterioso del segreto di The Secret - è una parola che origina da FAS. Una radice che in Latino ha generato fas, nefas, fastum, fatum. Secondo alcuni esperti, FAS deriva da fari, parlare, secondo altri da facere, fare.Comuqnue sia fas sarebbe l’assise mistica, invisibile, senza la quale non è possibile lo ius, l’assise che sorregge tutti i comportamenti e le relazioni visibili definiti dallo ius. (G. Dumézil, La religione arcaica dei Romani, BUR 2001). Insomma, mentre ius è il diritto degli uomini, fas è il diritto religioso, ciò che gli Dei vogliono che sia. Da cui esistono cose faste e cose nefaste. E il fatum – secondo Wikipedia – indicava la decisione irrevocabile di un dio. E dunque il fascino è il mistero divino di una persona in grado di attrarre altre persone, perché così sembra essere la volontà divina. E senza che nessuno possa comprendere il meccanismo occulto che c’è dietro questo dono… L’Attrazione come dono degli dei! Nessun segreto da svelare! Ahia! E la campagna di marketing, che fine fa?

1.3) MA SE IL SIMILE ATTRAE IL SIMILE, NOI ATTRAIAMO CIO’ CHE PENSIAMO DI ESSERE? Ma dai, siamo seri! Gli uomini non belli potranno pensare per cent’anni di seguito di assomigliare a Brad Pitt e le signore non top-model a una Naomi Campbell (o a chi piace loro di più) e, ciò nonostante, non avvicinarsi neppure di un millimetro al loro modello. Oppure immaginarsi di essere persone intelligenti come Einstein, capaci uomini d’affari furbi come Bill Gates, geniali artisti come Leonardo, onde diventare famosi e ricercati o per accumulare milioni o miliardi! Tanto tempo fa, quando io ero più giovane, il segreto di The Secret si chiamava Dinamica Mentale, Alfa Training, Metodo Silva, eccetera. Non entro nella validità ultima di tali tecniche tutte più o meno simili (sulla quale validità ultima avrei pure qualcosa da ridire), ma una cosa è certa: si trattava di discipline mille anni più avanti di quelle di cui oggi siamo costretti a discutere. Come se, in 20 o 30 anni, invece di evolvere, si fosse fatto un gran bel passo all’indietro.

1.4) PENSARE POSITIVO IN UNA SOCIETA’ NEGATIVA

La paura sia con te. E’ straordinario come la cultura, che da un lato ci riempie di paure, anzi: ci vende paure, ci venda anche le tecniche per superarle. E’ come se il marketing ci vendesse contemporaneamente due prodotti opposti: il veleno e l’antitodo. C’è il brand della paura per la fine del pianeta, per l’esaurimento delle materie prime, per il riscaldamento globale, per la fine del mondo, per lo sbarco di mostri alieni cattivissimi, per l’aereo che precipiterà, che si traducono in film come 2012, The Day After Tomorrow, La guerra dei mondi, eccetera e c’è il brand del superamento della paura, con un vasto insieme di tecniche che ti insegnano (a pagamento) a superare le paure. C’è il brand dell’inquinamento e quello dell’autonomia (come farsi l’orticello e vivere felici senza OGM). C’è il brand della malattia, con terrorizzanti influenze in arrivo e quello dei vaccini. E via di questo passo.

In una cultura che fa il marketing dell’instillare la paura, sembra che il brand del superarla sia molto redditizio.

Il peccato sia con te. Nonostante che tre grandi religioni – l’ebraica, la cristiana e la musulmana – mi ripetano quotidianamente che Dio è buono, che Dio mi ama, che Dio vuole che io entri in Paradiso, nei libri sacri trovo scritto tutt’altro.Trovo scritto che io sono un peccatore incallito, indegno del Suo amore. Che il 99% delle cose che faccio, provo, sento, penso, immagino, fantastico generano nella mia anima l’indelebile ombra del peccato. Se attraverso sulle strisce e un automobilista quasi mi uccide perché non rispetta il codice della strada e io gli invio una scarica di accidenti ho fatto il pieno di peccato, perché, magari in cuor mio, ho provato il desiderio di ucciderlo. E c’è un comandamento che mi vieta di pensare di uccidere un altro uomo. E se su un manifesto e su una pagina pubblicitaria, una bella fanciulla discinta o un bel ragazzone muscoloso attraggono la mia attenzione e il mio desiderio, pecco contro un altro comandamento che mi vieta di desiderare la donna d’altri (per la verità non parla di desiderare l’uomo d’altri: dunque le donne e i gay non commettono peccato?). C’è un apposito comandamento che mi vieta di rubare. Ma dove comincia e dove finisce il rubare? Lo scontrino che il barista s’è dimenticato di battermi è peccato mortale? E via di questo passo. Se, dopo tutto questo, tu credessi di essere immune dal peccato, ricorda che sei comunque nato con il marchio del peccato originale! Non si sfugge al peccato!
In una cultura che non fa che instillare il senso del peccato e generare il suo effetto più diretto, ovvero il senso di indegnità personale, sembra che il brand del superare il senso del peccato sia molto redditizio.

 

 

PS:  In realtà non volevo dedicare neanche un rigo ad una cosa così stupida, la quale altro non è che l'ennesimo stravagante libro di auto-aiuto che va ad ingrassare le vaste file dei libri del genere che escono da oltre 50 anni. Di libri del genere ce ne sono tantissimi, esiste un intero settore nell'editoria che si occupa dell'auto-aiuto, ed il caso della legge dell'attrazione non è altro che la dimostrazione di cosa succede quando uno degli innumerevoli assurdi libri di questo tipo viene iper-pubblicizzato. Lo scopo di tutti i prodotti di auto-aiuto, ovviamente, è vendere e far diventare guru/famosi chi c'è dietro, e a quanto pare funzionano perché riescono davvero aiutare in tal senso chi li vende.

 

 

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