La Paranoia o disturbo delirante
 

La paranoia o disturbo delirante è una malattia mentale caratterizzata da un delirio organizzato. Il delirio è un disturbo dell’ideazione. È una alterazione del giudizio sulla realtà non modificabile né dalla critica, né dall’esperienza.  Chi afferma o crede in storie o teorie strampalate continuerà a farlo anche in presenza di dimostrazioni contrarie.

Il soggetto può essere convinto dell'esistenza di improbabili complotti o improbabili minacce, oppure di essere perseguitato da misteriose organizzazioni, o di essere una persona divina, o profetica o comunque di avere un rapporto diretto e preferenziale con la divinità o con esseri non di questo mondo. Il soggetto può anche essere convinto di possedere informazioni esclusive da rivelare.
Il delirio è organizzato quando ha caratteristiche di coerenza e logicità.


La differenza con la schizofrenia è che la malattia mentale della paranoia è una sindrome delirante cronica caratterizzata da un delirio sorprendentemente coerente, schematizzato, rigido e immodificabile che però non si accompagna mai ad allucinazioni. Le varietà cliniche di paranoia si distinguono a seconda dei diversi contenuti dei deliri, gli stessi di quelli della schizofrenia.
In linea generale, alla base della paranoia ci sono tante cose:


- fondamentalmente paura; paura che si trasforma a poco a poco in sospetto, in certezza;
- far scivolare il pensiero in lidi sganciati dal reale;

- non saper accettare le incertezze della vita;

- non accettare di essere persone "banali", non particolarmente degne di curiosità o attenzione;

- essere sospettosi su quasi tutto;

- vedere complotti o pericoli nascosti;

- ecc. ecc.

 

Il paranoico appare agli altri come persona normale anche perché spesso il delirio appare convincente per l’apparente aderenza alla realtà.

Questa condizione è spesso caratterizzabile come una degenerazione patologica di alcuni tratti caratteriali come la diffidenza, l'inclinazione al pregiudizio o l'insicurezza. Il sistema di credenze di tipo persecutorio viene elaborato dal paziente in modo lucido e sistematico, ovvero non viene in generale a mancare la funzione razionale. In questo senso la paranoia si può descrivere come un caso particolare di disturbo delirante.

 

Infatti, il disturbo delirante è una forma di delirio cronico basato su un sistema di credenze illusorie che il paziente prende per vere e che ne alterano la percezione della realtà. Queste credenze sono in genere di tipo verosimile, come la convinzione di essere traditi dal proprio partner o di essere infettati da una malattia contagiosa. Escludendo l'incapacità di valutare oggettivamente il sistema di credenze illusorie che danno origine al delirio, il paziente mantiene le proprie facoltà razionali e in genere le sue capacità di relazione sociale non sono compromesse.

Alcune forme di disturbo delirante (in particolare quelle basate su convinzioni a tema persecutorio, come la convinzione di essere spiati o di essere vittima di un complotto di qualche genere) vengono tradizionalmente indicate come casi di paranoia.
 

Il delirio sistematizzato, "non bizzarro", é una delle caratteristiche principali della paranoia; questa forma di delirio verte in genere su uno dei seguenti temi:


- delirio a sfondo pers
ecutorio: il paranoico pensa di essere perseguitato da determinate categorie di persone, come, ad esempio: il governo, società segrete, i militari, lobby economiche, i servizi segreti, ecc.
- delirio di rivendicazione: desiderio di vendetta e rivalsa di chi sente di aver subito torti e ingiustizie;
- delirio di avvelenamento: paura di essere avvelenati, contagiati, infettati, magari a causa di un complotto;
- delirio mistico riformista: persone che ritengono di essere "illuminati da Dio o da esseri superiori", o di aver capito il segreto dell'umanità. Da questi pensieri, spesso, nasce il desiderio di fondare una setta religiosa o un movimento politico o qualcosa di simile, spesso sulla base di proprie rivelazioni che si crede di aver ricevuto;
- delirio di grandezza: il tema dominante é la convinzione di possedere uno straordinario valore, potere, personalità, cultura, e di essere quindi una possibile vittima di persecutori invidiosi;

- delirio di tipo megalomaniaco: il soggetto è convinto di essere depositario di una capacità o di una conoscenza di grandissima importanza, ma non ritiene di essere perseguitato.

 

È importante sottolineare che quasi sempre chi soffre di delirio paranoico vede complotti o pericoli inesistenti non solo rivolti contro di lui ma soprattutto rivolti contro le società di persone in cui vive, pertanto tende a pubblicizzare i propri deliri paranoici ed a convincere gli altri della loro concretezza. Lo stesso farà anche in caso in cui il soggetto delirante crede di essere portatore di messaggi e rivelazioni, provenienti ad esempio da esseri non di questo mondo e diretti all'umanità oppure provenienti da fantomatici fonti come servizi segreti o militari. Tranne quando si tratta di vere e proprie truffe volute, siamo di solito in presenza di deliri scaturenti dalla necessità di dare concretezza alle proprie fantasie sia ai propri occhi che agli occhi degli altri.

 

Inoltre, esistono dei deliri paranoici particolarmente diffusi, che si suddividono nelle seguenti categorie:

- l'idea di avere poteri speciali o di essere impegnati in una missione speciale (ad esempio essere in contatto con esseri non di questo mondo, possedere poteri paranormali, avere rivelazioni particolari o speciali da fare all'umanità, essere a conoscenza di segreti esclusivi);
- il fatto vedere notizie apparentemente non correlate come facenti parte di un più grande piano (spesso secondo le linee di una teoria del complotto più o meno nota);
- l'idea di essere vittima di sistemi segreti di controllo di massa;
- l'idea di essere vittima prescelta di un avversario misterioso e potente come UFO, società segrete o demoni;
- l'idea di essere vittima di sistemi di controllo mentale;
- la paura dell'avvelenamento, anche intesa come avvelenamento di massa (come nelle teorie sulla fluorizzazione dell'acqua o sulle scie chimiche);
- il fatto di leggere un libro (o guardare un film) e sentire che la propria vita è come quella della storia.
 

 

 

 

La mitomania

 

La mitomania, molto diffusa anche nel campo dei misteri, è la tendenza abituale ad inventare bugie, a cui spesso crede l'autore stesso allo scopo di destare ammirazione, compassione o comunque interesse negli altri. Rientrano in questo ambito l'esagerazione, la millanteria, il falso ricordo, frequenti in soggetti sicuri e fantasiosi, in realtà bisognosi di rassicurazione e conferme che ottengono riducendo gli altri al ruolo di spettatori incantati.
La mitomania è stata considerata tra le forme di isteria o come un meccanismo di difesa anticonflittuale che consente di respingere, e nello stesso tempo di vivere in modo gratificante, un avvenimento ambivalente, mitomaniacalmente distorto. La mitomania, o mendacità patologica, è indotta dal bisogno che un soggetto ha di valutarsi di fronte agli altri cercando, con storie fittizie o fantasiose, di crearsi una sua notorietà.

 

Il mitomane talvolta è cosciente della natura fantastica del suo racconto, talvolta invece finisce con il crederci tanto è viva la sua partecipazione affettiva. Fisiologica nel bambino che ancora confonde fantasia e realtà, la mitomania diventa patologica in soggetti adulti costretti a sostituire una realtà esterna o interna insopportabile con una fittizia.
Il mitomane, esperto nella suggestione e nell’inganno, evita di esporsi al crollo depressivo che può sortire dal deludente impatto con la vita reale. Questa patologia dell’immagine di sé si trova spesso nelle personalità isteriche-istrioniche, caratterizzate da mancanza di autonomia e forte suggestionabilità, tendenza a lasciarsi andare alla propria immaginazione e deboli tendenze alla sublimazione.
Dal punto di vista psicoanalitico l’essenza di questa patologia dell’immagine del sé è attribuita all’ideale dell’Io, vale a dire quella percezione di se stessi che si vorrebbe avere per sentirsi adeguati sia alla oggettiva realtà sociale, sia al sistema soggettivo dei valori e dei giudizi. 

 

 

La coscienza e le sue alterazioni

 

L'alterazione di coscienza e le sue patologie sono alla base di molte esperienze che vengono definite paranormali misteriche o addirittura extraterrestri da parte del soggetto che soffre di queste cose, ignoro che si tratta di un fenomeno psichiatrico piuttosto che paranormale.

Lo stato di coscienza (coscienza) è un concetto puramente descrittivo caratterizzato da quanto venga vissuto in un dato momento rispetto alla consapevolezza di sé e dell'ambiente circostante; si esprime durante la veglia e comporta la vigilanza, fa reagire agli stimoli e ci fa prestare attenzione all'ambiente circostante.

La coscienza subiettiva è la capacità introspettiva di riflettere su sé stessi.

La coscienza dell'io è la consapevolezza di sé e della propria identità.

Neurofisiologicamente, la coscienza rappresenta il sistema di reti neuronali collocate prevalentemente nella corteccia (ma anche nel corpo calloso); il sistema si collega poi all'ippocampo che insieme all'ipotalamo è il centro delle memorie episodiche. I neurotrasmettitori implicati sono: il gaba, la serotonina e l'acetilcolina

 

PSICOPATOLOGIA DELLA COSCIENZA

Il campo di coscienza è l'insieme delle esperienze psichiche coscienti, dei contenuti consapevoli presenti in un dato momento; esso può essere modificato in maniera sia quantitativa, con una riduzione cioè della funzione di controllo della coscienza sulle attività psichiche, sia qualitativa, con una alterazione di tale funzione.

 

ALTERAZIONE IPNOIDE DELLA COSCIENZA

Alterazione quantitativa delle attività della coscienza. La soglia della coscienza si alza, lo psichismo diventa torpido sino a raggiungere uno stato di torpore. I processi psichici diventano difficilmente elaborabili ed anche il comportamento appare torpido. Il soggetto tuttavia è in grado di distinguere la realtà dalla fantasia e sé dal mondo esterno. Questa alterazione è propria normalmente del dormiveglia; con l'approfondirsi dell'obnubilamento si passa da stati di torpore a sopore, precoma e coma a seconda del grado di reattività del soggetto.

 

ALTERAZIONE CREPUSCOLARE DELLA COSCIENZA

Consiste in un restringimento del campo di coscienza che si esplica su di un ristretto gruppo di rappresentazioni, idee e sentimenti mentre il resto viene escluso. In clinica si manifesta con uno “stato crepuscolare orientato” o, secondo un'altra edizione, come stato di coscienza ristretto. Per il soggetto è come se tutto il suo mondo si fosse ristretto ad un determinato circolo di idee al di fuori del quale le esperienze e gli stimoli non vengono percepiti o elaborati correttamente. Il soggetto agisce così come un automa, capace di distinguere solo funzioni in relazione ad un determinato scopo. Il comportamento è normale solo in relazione al tema ideativo, mentre tende a falsare sistematicamente l'ambiente riguardo a tutto ciò che non rientra in quello specifico campo. Esempi di alterazione crepuscolare sono il sonnambulismo e l'induzione ipnotica.

In patologia si può osservare un'alterazione crepuscolare nei traumi cranici, nell'epilessia, nei disturbi dissociativi.

 

ALTERAZIONE ONIRICA DELLA COSCIENZA

Restringimento del campo di coscienza, perdita della discriminazione fra realtà e fantasia che è evidente nei gravi stati confusionali di origine organica e in alcune delle forme funzionali acute gravi.

 

ALTERAZIONE ONIROIDE DELLA COSCIENZA

E' un'alterazione qualitativa caratterizzata da una produzione delirante e allucinatoria fantastica mescolata alla esperienza di realtà, senza discriminazione fra i due stati. Il soggetto mantiene un certo orientamento mentre vive un'esperienza di forte colore affettivo, elabora credenze fantastiche, può essere allucinato, avere illusioni e delirare in una atmosfera di sogno.

 

CONFUSIONE MENTALE

La confusione mentale è un disturbo qualitativo, solitamente transitorio, dello stato di coscienza, caratterizzato da un alterazione globale delle funzioni cognitive (memoria, attenzione, ideazione).

 

LE SINDROMI CONFUSIONALI (DELIRIUM)

Sono caratterizzate da una compromissione cognitiva globale, ad insorgenza acuta, di breve durata (generalmente non più di 4 settimane, ma può durare fino 6 mesi), con andamento fluttuante. Tale compromissione è reversibile, nella maggior parte dei casi, se adeguatamente trattata.

E' un disturbo della coscienza che si manifesta con una ridotta consapevolezza dell'ambiente circostante e incapacità a focalizzare e spostare l'attenzione; spesso è presente disorientamento temporo-spaziale, più raramente quello verso sé e gli altri. Sono spesso presenti anomia, aumento del flusso del linguaggio, incoerenza e confabulazione; talora sono presenti fenomeni dispercettivi ed ansia.

 

 

L'incompetenza e la sindrome di Dunning-Kruger

 

Il vero incompetente non si rende conto di esserlo e questa di non rendersi conto della propria condizione è una delle caratteristiche fondamentali dell'incompetente. La legge non richiede veramente dimostrazione: è auto-evidente. Se l'incompetente si rendesse conto di esserlo, farebbe qualcosa per migliorarsi oppure abbandonerebbe il tentativo di fare quello che fa. Invece, il vero incompetente continua allegramente nella sua azione distruttiva per se stesso e per chi gli sta intorno essendo del tutto incapace di diagnosticare la propria incompetenza.
Se vogliamo, possiamo dire che l'incompetente è affetto dalla sindrome di Dunning-Kruger.

La sindrome di Dunning-Kruger descrive il comportamento di persone incompetenti che fanno scelte sbagliate e traggono conclusioni errate ma che, proprio a causa della loro incompetenza, non sono in grado di rendersene conto.
Questo effetto, studiata da alcuni psicologi della Cornell University, si basa sui seguenti punti:
1. Le persone incompetenti tendono a sovrastimare il loro livello di competenza, ad esempio in un argomento trattato.
2. Le persone incompetenti non riescono a riconoscere la competenza negli altri, ad esempio negli esperti del settore.
3. Le persone incompetenti non riescono a rendersi conto della loro inadeguatezza a svolgere certi compiti o occupare certe posizioni o trattare certi argomenti.
Il comportamento che descrivono questi punti é quanto mai calzante a tanti esempi che vediamo in giro, ad esempio è diffuso nel mondo del complottismo, dove ci sono persone incompetenti che credono di essere più esperte di tutti i tecnici del settore.

Ci possiamo domandare come si sviluppi questa condizione di incompetenza non percepita. In particolare, l'incompetente spesso maschera bene la propria insufficiente competenza non solo a se se stesso ma anche a chi lo circonda. Spesso, in effetti, l'incompetente è molto aggressivo nelle sue manifestazioni e questo viene a volte scambiato per sicurezza e - quindi - competenza. Ci vuole un certo tempo per determinare il grado di incompetenza di una persona e questo, spesso, lo possono fare soltanto persone veramente competenti; che purtroppo scarseggiano. Ciò permette al vero incompetente di sopravvivere e prosperare, perlomeno per un certo tempo.

Da questa legge, segue un corollario interessante e anche utile: "il vero incompetente si può riconoscere dal fatto che non ha dubbi sulla propria competenza," o anche "il vero incompetente lo è in modo aggressivo". Questo stesso corollario si può esprimere forme complementari come "la persona competente ha dei dubbi" e "la persona competente è disposta anche ad ascoltare le ragioni degli incompetenti". Combinate insieme, questi corollari producono la ben nota massima "non metterti a discutere con un imbecille, chi ti sta intorno potrebbe non capire la differenza" .


 

 

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