Miti da sfatare sulla Scienza

 

 

<< Un vero scienziato accetta qualsiasi fenomeno, anche se inspiegato, purché sia accertato. >>

 

È assurdo che qualcuno posso essere contro la scienza, eppure molti lo sono, e la causa di fondo non sono solo i raggiri dei ciarlatani ma anche il fatto che la scienza può essere difficile, ed alla gente non mi piacciono le cose difficili.

Esistono tutta una serie di luoghi comuni assolutamente falsi sulla scienza e sul mondo scientifico, ma che sono molto diffusi e duri a morire.

Spesso ci vanno di mezzo anche persone che seguono i metodi scientifici e la razionalità nell'affrontare cose come misteri, complotti e paranormale. Esempi sono persone come Attivissimo o i ricercatori del Cicap, che vengono continuamente diffamati con assurde ed infondate accuse, poiché si rifiutano di accettare le bufale, si rifiutano di credere per fede a certe bufale, e si permettono perfino di sbugiardare con prove le affermazioni fatte da ciarlatani.

Ad affermazioni di Attivissmo e del Cicap che non sono gradite, ed anche loro possono sbagliare, ci si aspetterebbe una risposta con prove e documentazioni serie, invece si risponde con calunnie diffamanti o con cose inattendibili al di fuori di ogni validità scientifica.

In realtà, si tratta di pubblicità negativa scaturita dell'odio che nutrono contro di loro le persone che sono state umiliare dalle loro ricerche, che a differenze di quelle dei ciarlatani sono supportate da valide prove, senza contare l'odio di tutti coloro che oramai credono in una bufala per fede e si vedono quindi toccata la loro "religione", e chi casca nella trappola diffamatoria non va mai a controllare la veridicità delle accuse mosse.

 

Qualsiasi persona sana di mente che leggerebbe ed analizzerebbe il materiale presente sui cari  siti di Attivissimo e del Cicap non si sognerebbe mai di dire che sono dei disinformatori, piuttosto si troverebbe a far loro i complimenti per il lavoro svolto svolto a rivelare bufale ed imbrogli di ogni genere. Persone come Attivissimo ed i ricercatori del Cicap mantengono la loro autorità ed autorevolezza proprio perché non hanno divulgato falsità, le quali avrebbero immediatamente distrutto la loro credibilità.

Ovviamente questo discorso si estende a chiunque svolga una attività qualitativamente paragonabile alla loro.

Ma se queste persone vengono continuamente denigrati con false accuse costruite ad arte, la stessa scienza non se la passa bene, ed infatti i sostenitori delle bufale hanno un concetto completamente distorto di essa.

 

Un luogo comune duro a morire è il seguente: "La scienza non accetta l'esistenza dei fenomeni che non riesce a spiegare", come ad esempio il paranormale o affermazioni riguardanti bufale.

La verità comprovata è però completamente diversa: "La scienza non riesce a trovare alcun vero fenomeno paranormale da spiegare".

Le discipline scientifiche infatti non solo accettano, ma addirittura cercano continuamente l'esistenza di nuovi fenomeni,. Se così non fosse, non ci sarebbe stato alcun progresso scientifico.
È bene precisare che non ha assolutamente alcun senso spiegare un fenomeno che non è ancora stato osservato: sarebbe come cercare di spiegare come facciano gli asini a volare senza avere le ali. La conoscenza di un fatto nuovo precede per forza la sua eventuale spiegazione: prima si osserva un fenomeno e poi, se ne cerca la spiegazione.


Non si deve mai, come fa spesso la parapsicologia e la pseudoscienza, invertire quest'ordine. Insomma: prima di costruire una teoria per spiegare come gli asini possano volare senza avere le ali, sarebbe ragionevole osservarne almeno uno che voli davvero.
Dopo più di cent'anni di osservazioni nel campo della parapsicologia, quello che manca ai fenomeni paranormali non è una spiegazione, ma una prova della loro esistenza. In sostanza, i fenomeni paranormali non sono "inspiegabili", sono semplicemente non-accaduti. Tali fenomeni non si sono mai verificati in condizioni di controllo, cioè sotto gli occhi di prestigiatori e scienziati esperti.
Lo stesso discorso riguarda anche affermazioni pseudoscientifiche riguardanti bufale.

Giova anche ricordare che l'evoluzione delle scienze è determinata da una continua ridiscussione critica  delle conoscenze acquisite ed è determinata da un continuo affinamento di modelli.

Le varie pseudoscienze si diffondono sempre più vistosamente sfruttando i mezzi di comunicazione a torto ritenuti autorevoli in questo campo. Le pseudoscienze non sono altro che sciocche affermazioni prive di fondamenti, di riscontri oggettivi e di qualsiasi utilità. Esse sono alla base delle bufale.

Tutte le pseudoscienze hanno in comune alcune caratteristiche come il fatto che mancano completamente del concetto di controprova (concetto che serve a stabilire se due fatti sono correlati da causa-effetto oppure no) ed il fatto che adattano i fatti alle teorie (e non le teorie ai fatti).

 

Una cosa che non riesce a capire della scienza  è che l'onere della prova spetta a chi fa le affermazioni.
Nelle scienze (e nel vivere civile) spetta a chi fa le affermazioni provare quello che dice. Nelle pseudoscienze invece si accetta una teoria non dimostrata finché qualcuno non riesca a provare che è falsa; anzi la si accetta anche dopo che qualcuno è riuscito a dimostrarla falsa.
Sarebbe come dire: "Dimostrate voi che non è vero che io ho incontrato gli alieni. Se non ci riuscirete allora dovrete accettare che è avvenuto."
Supponiamo che qualcuno dica che "alcuni asini possono volare" e suffraghi questa teoria con la solita serie di testimoni. Egli, anziché presentare un asino capace di volare (la prova a suo onere), sfiderà gli zoologi a dimostrare che la sua teoria è falsa, ovvero che tutti gli asini non volano.

Questo ovviamente non potrà mai avvenire, bisognerebbe buttare tutti gli asini esistenti da una rupe per dimostrarlo, e se pure si facesse si risponderebbe col fatto che gli asini si sono rifiutati di volare. Essi fanno continuamente affermazioni strampalate o fantastiche senza addurre mai alcuna prova, e se qualcuno gli si mette contro lo sfidano a dimostrare che loro sbagliano. Questo è il meccanismo di rovesciare l'onere della prova, ed è una truffa, un segno di inciviltà.

Se si usasse nella legge si finirebbe per condannare senza processi (come le presunte streghe del medioevo) sulla base di accuse non dimostrate. Se qualcuno vi condannasse per aver causato una calamità naturale in un dato luogo e vi dicesse: "Dimostra che non sei tu la causa della sciagura, altrimenti sarai ucciso", voi come vi comportereste? 

Cose del genere, diffuse nel medioevo, accado tutt'oggi, perfino con gravi conseguenze. Ad esempio, a Nyakeo, in Kenya, otto donne e cinque uomini sono stati accusati di stregoneria, prelevati dalla loro casa con la forza e bruciati vivi. Le vittime erano considerate colpevoli di aver lanciato un maleficio al villaggio e un gruppo di uomini ha così organizzato una spedizione punitiva con tanto di bastoni e fiammiferi. I presunti stregoni (muganga in swahili) sono stati picchiati dalla folla, coperti di benzina e bruciati vivi. E pensare che i fatti di Salem risalgono al 1692. Non è cambiato poi molto.

 

Altra cosa che non si riesce a capire della scienza è che in essa non vale il principio d'autorità.
Il principio d'autorità consiste nel far accettare, senza possibilità di critica, il pensiero di una data persona (l'autorità) sulla base del fatto che questa deve essere considerata superiore. Il principio d'autorità è molto usato nelle religioni e nelle sette, nonché dalle pseudoscienze che invece dei fatti controllabili si limitano a citare quello che dicono fantomatici esperti che in realtà non sono tali.
Nella scienza, a differenza che in altre attività umane, non si può accettare alcun principio di autorità. Anche i più grandi geni dell'umanità possono sbagliare: non è la loro parola che conta, ma le loro prove e i loro ragionamenti che devono essere riproducibili in altri esperimenti. Insomma. si crede ad X non perché "l'ha detto il grande scienziato Y", ma perché la sua teoria è continuamente confermata da esperimenti che può fare chiunque. 


Nella scienza non vale neanche modo di ragionare pigro e pericoloso del tipo "se tanta gente ci crede ci deve essere qualcosa di vero", finendo per decidere che una cosa è vera, o ha qualcosa di vero, quando abbastanza gente ci crede.

Col ragionamento "se tanta gente pensa così allora ci deve essere un buon motivo" si possono sviluppare credenze di qualsiasi tipo, totalmente prive di fondamento o riscontri oggettivi, che si autoalimentano per passaparola e suggestione. Grazie a questo modo di ragionare, ad esempio, si è intrapresa la caccia alle streghe e si sono giustificate le leggi razziali.

La realtà mostra che ci può benissimo essere tanta  gente che crede a qualcosa di assolutamente falso, basta pensare a cose come i falsi complotti o l'astrologia.

 

C'è da ricordare che non c'è nulla di male a fare deduzioni, teorie ed ipotesi, anche campate in aria, ma c'è di male se le si spaccia per verità o fatti provati: in tal caso avete davanti un ciarlatano che sta tentando di imbrogliarvi.

Tuttavia, come molti hanno fatto notare, giornali settimanali, radio e televisioni dedicano ampio spazio a presunti fenomeni paranormali, a guaritori, ad astrologi, a pratiche mediche cosiddette alternative, trattando tutto ciò in modo acritico, senza alcun criterio di controllo; anzi cercando, il più delle volte, l'avvenimento sensazionale che permetta di alzare l'indice di vendita o di ascolto. Ciò è profondamente diseducativo e contribuisce non solo a incoraggiare la già diffusa tendenza all'irrazionalità , ma anche a dare credibilità a individui che traggono profitto da questa situazione.

Occorre anche impegnarsi per fornire al pubblico gli strumenti indispensabili per riuscire a farsi un'opinione affidabile su fatti misteriosi: la capacità di esaminare le prove a favore di una data ipotesi, di valutare le spiegazioni alternative, e di scegliere con cognizione di causa la spiegazione che si dimostra più plausibile.

Se si decide di ignorare il forte bisogno del pubblico di sapere e di essere informato, si rischia di avere drammatiche sorprese. L'irrazionale, se lasciato senza controllo, ha la tendenza a dilagare e a invadere la società, relegando negli angoli più remoti la ragione ed il pensiero scientifico.

 

Una costante degli imbroglioni è che non vogliono sottoporre le proprie affermazioni all'onere della prova o a verifica delle affermazioni da parte degli esperti. Questo è lo stesso atteggiamento che esisteva nel medioevo su tante fesserie spacciate per vere.
Non era l’idea dell’intervento sulla natura, delle operazioni in laboratorio, della manipolazione delle sostanze a fare la differenza, ad esempio, fra i sostenitori della scienza moderna e gli alchimisti. La diversità stava nel diverso modo di concepire la conoscenza, riservata soltanto agli eletti e agli iniziati per gli alchimisti, accessibile a tutti per gli scienziati, perché universale e fondata sul principio dell’uguaglianza delle intelligenze. Questi furono i valori che contraddistinsero l’avvento della scienza moderna. Valori che sono il frutto di una conquista, di battaglie che hanno visto combattere sullo stesso fronte i protagonisti della nascita della scienza (e della filosofia) moderna: il rifiuto del principio di autorità, la diffusione di un sapere pubblico, controllabile e verificabile da tutti, il ruolo della comunità scientifica, la separazione degli ambiti di competenze fra i vari tipi di sapere (scienza, religione, letteratura, ecc.).
Per questo tutti coloro che sostengono una teoria (nuova o vecchia che sia, come nel caso dell’astrologia e dell’alchimia), o affermano di aver fatto nuove sensazionali scoperte devono accettare il confronto e le ‘regole del gioco’, consentendo agli scienziati nei laboratori di tutto il mondo di poter sottoporre a verifica le affermazioni fatte o le prove addotte. Questo perché la scienza, in opposizione alla magia, nasce come sapere pubblico, controllabile e verificabile da tutti.

 

 

 

 

Appendice: I media e la scorretta informazione scientifica


Premessa: adattato da qui


I media hanno un impatto particolarmente forte quando presentano conoscenze che vanno al di là dall'esperienza diretta dello spettatore o lettore.
Le conoscenze scientifiche rimangono spesso trascurate soprattutto per le modalità accademiche con cui vengono comunicate. Ciò favorisce forme di apprendimento alternative legate, ad esempio, al mondo dei media e ai modi accattivanti e suggestivi attraverso cui questi operano. Apprendere la scienza diviene così più attraente se guardiamo un episodio di un telefilm di fantascienza o una trasmissione sensazionalistica suimisteri piuttosto che se partecipiamo alla lezione di un docente universitario. Il problema è che programmi come telefilm di fantascienza e trasmissioni sensazionalistiche sui misteri non sono prodotti in nome della verità scientifica, ma in nome dell'audience. Ciò che interessa non è il contenuto scientificamente accurato, ma la diffusione di sensazioni e di intrattenimento.
Due teorie, sorte nell'ambito degli studi massmediologici, sottolineano, in modo particolare, il potere dei media nel plasmare la nostra conoscenza: la "Teoria dell'Agenda Setting" e la "Teoria della Coltivazione".

- La prima teoria sostiene che: "In conseguenza dell'azione dei giornali, della televisione e degli altri mezzi di informazione, il pubblico è consapevole o ignora, dà attenzione oppure trascura, enfatizza o neglige, elementi specifici degli scenari pubblici. La gente tende a includere o escludere dalle proprie conoscenze ciò che i media includono o escludono dal proprio contenuto. Il pubblico inoltre tende ad assegnare a ciò che esso include un'importanza che riflette da vicino l'enfasi attribuita dai mass media agli eventi, ai problemi, alle persone".

- La Teoria della Coltivazione, invece,"attribuisce al mezzo televisivo la funzione di agente di socializzazione, di principale costruttore di immagini e rappresentazioni mentali della realtà sociale. Più ore un soggetto trascorre nel mondo della televisione, più assorbe concezioni della realtà sociale coincidenti con le rappresentazioni televisive di essa. I forti consumatori di televisione interpretano il mondo in maniera diversa da chi la guarda poco. Il processo di coltivazione prevede almeno due momenti:

1. Gli spettatori di fiction televisiva osservano un mondo che differisce sostanzialmente dal mondo reale, sia in termini di contenuti degli eventi, sia in termini di ruoli sociali;
2. I forti consumatori di televisione fanno esperienza di uno "spostamento di realtà", cioè risultano influenzati nella loro percezione della realtà sociale dai contenuti televisivi".

In base a queste due teorie è possibile dire che:
1. I media possono non dirci cosa pensare ma ci dicono quali sono i temi sui quali pensare e riflettere;
2. I media socializzano gli individui a determinate visioni del mondo e a determinate conoscenze della realtà.

Applicando i contenuti delle due teorie, che hanno ricevuto buone conferme sperimentali, all'apprendimento di conoscenze scientifiche, si può affermare che:
1. La scienza non è usualmente indicata dai media come uno degli argomenti intorno a cui pensare qualcosa;
2. I fruitori dei media sono spesso socializzati a mondi simbolici incongrui rispetto ai fatti di cui parla la scienza.

La prima affermazione è immediatamente evidente se si pensa al poco spazio che i programmi scientifici hanno in un qualsiasi palinsesto televisivo, spesso anche nella presunzione che gli spettatori percepiscano la scienza come noiosa e pesante.

La seconda affermazione è, invece, meno evidente. I mondi presentati dai media sono, spesso, fantastici, onirici, irreali, anche quando introducono situazioni che dovrebbero essere quotidiane e reali. A volte, la ricerca della realtà sfocia nella produzione dell'iperrealtà in cui "tutto è più vero del vero", con effetti spesso paradossali. Le leggi della chimica, della fisica e delle altre scienze sono, così, costantemente manipolate, distorte, virtualizzate a favore di dimensioni fantastiche che privilegiano l'improbabile al possibile. Tutto ciò fa sì che gli spettatori della televisione crescano in un "brodo simbolico" che, se non è filtrato dal senso critico, predispone all'accettazione dei contenuti più inverosimili "perché l'ha detto la televisione".

 

 

 

CEIFAN
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