Alla ricerca di Atlantide: antichissimi monumenti sommersi

Esistono monumenti ed artefatti misteriosi, che si trovano in luoghi oggi apparentemente assurdi, come sul fondale marino o sotto di esso, sepolti da sedimenti marini.: questi monumenti sembrano essere resti di civiltà remote di cui oggi non si ha più memoria, denominate civiltà "atlantidee".
Anche l’innalzamento notevole del livello del mare a seguito dello scioglimento dei ghiacci delle ex-zone polari fa sì che i resti delle civiltà atlantidee risiedano soprattutto sotto il livello del mare, cioè zone che all’epoca erano comunissime pianure o zone costiere (zone con la più alta probabilità di insediamento umano per la fertilità dei terreni e per la pesca).
Non a caso i continenti attuali sono bordati da una piattaforma continentale che è praticamente alla stessa profondità sottomarina su tutto il globo (circa 200 m al massimo). Un'analisi dimostra che tale piattaforma, se non tutta almeno in parte (almeno 80-100 m), doveva trovarsi all'asciutto in epoche remote (circa 11.600 anni fa e più). Fisicamente la piattaforma continentale ha una pendenza costante fino a 200 m circa sotto il livello del mare, poi scende quasi bruscamente a 1000 m metri e via via di nuovo più dolcemente fino alle profondità maggiori degli oceani.
Geologicamente la piattaforma risulta formata da depositi fra cui anche sedimenti fluviali, alluvionali e morenici, chiaramente non dovuti all'azione del mare. In molti casi è possibile osservare sul fondo marino la continuazione delle valli fluviali (per es. la Senna nel Canale della Manica) e sono addirittura riscontrabili presenze di torbiere sottomarine (Mare del Nord). La torba è un combustibile fossile pieno d'acqua e formatosi in epoca quaternaria (da 2 milioni di anni fa ad oggi) dalla copertura con detriti alluvionali di vegetazione lacustre che cresceva al limite in zone paludose, ma sicuramente non sommerse da decine di metri di acqua salata. A ciò si aggiungono persino resti di animali che con l'acqua non avevano proprio nessuna relazione.
Non stupisce quindi se anche sulla piattaforma continentale oceanica sono stati trovati resti di civiltà atlantidee, risalenti a tempi anteriori a circa 11600 anni fa, quando il livello degli oceani era più basso di almeno 80-100 metri e quindi le civiltà prosperavano in luoghi ora diventati fondali marini. Tuttavia un cataclisma avvenuto 11600 anni fa potrebbe aver fatto inabissare le strutture di civiltà atlantidee verso una profondità maggiore di 100 m sotto il livello del mare. Si badi bene che a causa del livello del mare più basso di almeno 80-100 metri la geografia delle zone costiere di tutto il pianeta era radicalmente diversa e lo stesso si dica per le isole che apparivano in modo estremamente diverso e molto più esteso, dando così ampi spazi allo sviluppo di civiltà sull'attuale fondale marino. Occhio però che tutte le strutture subacquee sono soggette al gioco delle correnti e allo spostamento della sabbia del fondale marino, e quindi facilmente ciò che ieri era visibile oggi può non esserlo più.
Tuttavia non è da escludere che alcune delle civiltà atlantidee prosperassero anche in zone che allora erano verdi e rigogliose e che oggi sono il cuore di enormi deserti.
Ci sono casi noti di resti di civiltà atlantidee.
Il primo riguarda le grandi strutture tagliate a blocchi, nel mare nei pressi del Giappone. Ci sono sei posti in cui si trovano strutture nella zona di Okinawa, di cui uno è situato a Tawain: tutti sono sotto il mare e le strutture sottomarine risalgono ad almeno 11600 fa. Un uno dei punti, vicino alla costa del Giappone, si trova una gigantesca struttura sommersa detta piramide di "Yonaguni", cioè una collina rimodellata artificialmente, praticamente in ottimo stato di conservazione. In particolare, Questo incredibile monumento è formato da una serie di gradoni a cui si sovrappone una piattaforma e in cui è possibile individuare diverse scanalature e canali che attraversano la struttura. La piattaforma rettangolare superiore è formata da pietre tagliate manualmente con motivi triangolari e romboidali; più sotto si trova un intricato sistema di gradini e terrazze che sembrano condurre a livelli superiori e inferiori. Nella parte orientale della piattaforma si trova un canale largo 75 centimetri che corre per otto metri dentro la struttura. Vi sono poi, al centro, quattro terrazze scavate nella roccia che puntano in direzioni diverse e una di queste termina in un fossato aperto che scende fino al fondale, con un orientamento est-ovest. Le serie di gradoni della piramide sono posti a distanze regolari, così come altri elementi della stessa. Il lato occidentale della struttura è racchiuso da un muro formato da grossi blocchi di pietra calcarea che non è originaria della zona. Attorno alla piramide vi è un sentiero largo più di 10 metri che gira tutto intorno alla base del monumento; tale sentiero è pavimentato con pietre e presenta anche tracce di riparazioni. Alcune pietre della piramide presentano fori in linea retta a distanze fisse per il taglio dei blocchi.

Nella zona della piramide sono stati ritrovati arnesi da lavoro e tavolette con incisioni indecifrate, un rilievo chiaramente inciso a forma di tartaruga e prove dell’uso del fuoco.
Due chilometri più a ovest della piramide si trova l’area del “Palazzo”, dove sono presenti corridoi sottomarini e spaziose camere con muri e soffitti megalitici, architravi, condotti e tunnel, lastre e solchi con margini dal taglio netto, massicce strutture rettilinee, un particolare macigno scavato a parallelepipedo conosciuto come il "palco di pietra" ed un pinnacolo gigantesco con due solchi paralleli nettamente simile ad un volto umano. Ad una certa distanza da questi reperti ci sono poi resti di altre strutture, degli immensi blocchi verticali paralleli e dei siti in cui ci sono delle pietre poste in cerchio.
Il complesso dei reperti sommersi si estende per una zona sottomarina molto vasta, e molti di questi reperti si trovano al largo del Mar della Cina nello stretto che va dal Giappone a Taiwan, e quindi che va dalla piramide prima descritta alle mura sommerse scoperte a largo di Taiwan. Si tratta di una zona che prima di 11600 anni fa era certamente terra emersa. Insomma, sono dei resti di una civiltà diversa dalla mitica Atlantide ma sua contemporanea e che subì la sua stessa sorte. In particolare, potrebbe essere la leggendaria Mu o la leggendaria Lemuria (anche se questi sono essenzialmente nomi di fantasia).
Il secondo caso riguarda una grande struttura pavimentata semi-sempolta lunga centinaia di metri che si trova sommersa al largo dell'isola di North Bimini (Bahamas), vicino la Florida, nel Golfo del Messico. Si tratta di un allineamento di pietre dalla forma rettangolare che si estende in linea retta per centinaia di metri a piccola profondità e ricorda una grande strada lastricata, oppure la cima di una muraglia sommersa (da non confondere con alcune rocce naturali della zona che non centrano con queste). Alla fine di questa strada sommersa inizia un'altra strada formata da massi più piccoli, che vanno a formare una strada che curva ad angolo retto verso la costa, e al termine di quest'altra strada sommersa ci sono resti di strutture dalla forma regolare. Proseguendo verso la costa si incontra indica un'altra strada sommersa formata da insiemi di pietre regolarmente distanziate, che si estende in linea retta per oltre 2,4 km, tagliando in diagonale antiche linee costiere. Un'altra struttura individuata nei pressi delle Bahamas è una grande struttura sottomarina a pianta rettangolare (un edificio o un tempio), che è situata in prossimità dell'isola di Andros, nelle Bahamas. Altre strutture sono state avvistate un po' dovunque nell'arcipelago delle Bahamas, e anche altrove nei Caraibi. Molte di queste strutture sono disegni di forma regolare sul fondo del mare e la struttura di questi disegni è costituita da vegetazione marina e sabbia, come a segnalare la presenza di strutture artificiali sepolte dalla sabbia e dai sedimenti.

All'atto dei reperti archeologici ritrovati in fondo al mare, è possibile affermare che Bimini, come il resto delle isole Bahamas ed anche le grandi isole caraibiche (Cuba, Hispaniola, Puerto Rico), siano ciò che resta di una civiltà Atlantidea sviluppatasi nell'area caraibica prima di 11600 anni fa.
Infatti nelle profondità caraibiche, davanti alla penisola Cubana di Guanahacabibes, sono state scoperte in un’area di 20 chilometri quadrati del pavimento oceanico delle immense strutture formano un reticolato urbano che spicca sulla spianata di sabbia bianca, con i suoi muri ad angolo retto e le strade di collegamento tra gli edifici. Le strutture si snodano in un regolare e ordinato groviglio di strade, vicoli, incroci e piramidi. Le strutture sono formate in maggior parte da megalitici blocchi di granito, tagliati e posizionati con cura a formare piramidi e altre strutture a volte circolari, simmetricamente organizzate. Alcune strutture artificiali sono composte da blocchi levigati, eretti uno sull’altro in forme diverse, e sono coperti da iscrizioni sconosciute. infatti, su alcune si queste strutture sommerse ci sono impresse delle anomale incisioni composte da simboli e gruppi di lettere, simboli e croci ovali, e questi stessi simboli sono presenti anche nelle caverne cubane, sia quelle in superficie che in quelle sommerse. Tale simboli sembrano simili a simboli di antiche civiltà europee. Si badi bene che tutta la zona Caraibica era radicalmente diversa quando il livello delle acque era molto più basso di quello attuale, con moltissime terre emerse che ora fanno parte di un fondale marino situato a basse profondità. Nonostante ciò, le rovine sommerse a largo di cuba si trovano ad una profondità notevole, evidentemente perché sono letteralmente sprofondate in seguito a cataclismi geologici a cui si è unito anche l'innalzamento delle acque.


Per la posizione e lo sviluppo di questa civiltà atlantidea caraibica, sembra quasi che si tratti di Atlantide, cioè la civiltà scomparsa di cui ci parla Platone e di cui gli antichi sacerdoti Egizi conservavano il ricordo. Sia i Maya che gli Aztechi dicevano che i loro popoli provenivano originariamente da una grande terra situata proprio nella zona Caraibica, che però sprofondò nel mare in tempi remoti. E lo stesso Platone non solo pone Atlantide plausibilmente nella zona Caraibica, ma afferma che essendo stata Atlantide sommersa dalle acque, oggi l'unica parte visibile sono delle isole che un tempo erano le zone più alte di Atlantide, cioè verosimilmente le isole che formano oggi i Caraibi. Quindi Atlantide non si trovava su un continente ma si sviluppava su diverse grandi isole, di cui oggi rimangono solo le parti più alte.
La cosa più interessante è che nel 2000 e nel 2001 gli strumenti scientifici di investigazione hanno rilevato una concentrazioni di spettacolari edifici a largo della costa ovest cubana, a 600-700 metri di profondità, cioè tali edifici dovevano essere emersi 50.000 anni fa, ben oltre il periodo storico in cui si dovrebbe collocare Atlantide. Pertanto è possibile ipotizzare un cataclisma molto simile a quello descritto dalle leggende su Atlantide, che circa 11600 anni fa avrebbe fatto sprofondare la città di Atlantide nel mare di qualche centinaio di metri. Poi l'innalzamento del livello del mare in seguito alla fine delle glaciazioni ha ulteriormente innalzato il livello del mare fino a raggiungere i 600-700 metri sopra gli edifici sommersi. La profondità di tale sito richiede ingenti finanziamenti per essere indagato e documentato in modo più soddisfacente di quanto non si è fatto finora, ed inoltre il fatto di trovarsi in territorio cubano complica ulteriormente la cosa; come se non bastasse, si preferisce finanziare altri tipi di spedizioni in quelle aree, perché ci sono moltissime navi cariche di tesori che giacciono sui fondali ed esiste un grande interesse nei loro confronti. Non molto distante da questo sito archeologico, nel 1978 una spedizione scientifica trovò sul fondale marino un oggetto di forma piramidale alto 150 metri e largo 300 metri.
È bene forse menzionare anche la seguente speculazione. Animali come uccelli migratori europei ed anguille europee sembrano avere una memoria genetica secondo la quale nella zona caraibica esisterebbe una terra oggi sommersa, cioè la terra della mitica "Atlantide" di cui stiamo parlando. Si é osservato che gli stormi di uccelli migratori che ogni anno si spostano dall'Europa al Sudamerica, quando arrivano in prossimità delle Azzorre, si mettono a volare in giri concentrici, come se cercassero una terra dove posarsi. Poiché logicamente non la trovano, proseguono la loro rotta, ma ripetono le stesse manovre nello stesso punto, durante il viaggio di ritorno. Gli uccelli seguono quelle rotte migratorie da molti milioni di anni ed una terra oggi sommersa doveva sempre essere lì, dove gli uccelli la cercano ancor oggi. Praticamente è come se la terra sommersa ha dunque lasciato traccia di sé nella memoria collettiva degli uccelli migratori.
Vi è anche un altro comportamento animale simile, cioè quello delle anguille europee che abbandonano ogni due anni i loro habitat normali e, discendendo i corsi d' acqua, giungono al mare. Studi dimostrano che esse raggiungono tutte il mar dei Sargassi, una zona di mare dell'Atlantico situata a nord delle Antille. Qui, si riproducono; dopo aver deposto le uova, le anguille femmina muoiono, e gli avannotti iniziano il viaggio di ritorno verso l'Europa, dove due anni dopo riprenderanno il loro ciclo migratorio. Anche le anguille si spostano in branchi, come gli uccelli migratori, e questi branchi convergono tutti in quel mare, intorno alle isole Bermude. Quindi sembra che un istinto di razza riconduca le anguille là dove si riproducevano e vivevano i loro antenati, cioè una zona costiera di una terra oggi sommersa.
Interessante anche il fatto che alla fine dell’800 i lavori per la posa di cavi telegrafici sul fondo dell’oceano atlantico portarono alla luce dei campioni di roccia magmatica che dopo attente analisi si dimostrò essere una roccia che poteva risalire a circa 15.000 anni fa e che si era solidificata all’aria aperta, cioè quando una terra sconosciuta era emersa.
Il terzo caso riguarda un'altra serie di strutture sommerse disseminate per il pianeta. Si tratta delle strutture sommerse scoperte a circa ottanta metri a Sud Ovest delle Azzorre. Si tratta di un gruppo di resti urbani sommersi, consistenti in un tempio centrale sostenuto da tre basamenti di nove colonne, che a sua volta sorregge un tetto di pietra di sei metri per nove. Intorno i resti di cinque canali circolari, alcuni ponticelli e quattro anelli di strutture uguali al tempio. Il tutto ad una profondità leggermente superiore a quella del sito cubano. Da menzionare sono anche le rovine sommerse di Dwarka, golfo di Cambay in India.
Il quarto caso riguarda
la scoperta sotto le acque del Mar Nero dei resti di un edificio che sembrerebbe
essere stato sommerso proprio circa 11600 anni fa dall’innalzamento repentino
delle acque. A 90 metri di profondità e a circa 12 km dalla coste turche sono
stati scoperti una serie di manufatti in pietra ed un edificio rettangolare di
4x15 metri, con mura costruite mediante un impasto di fango e canne, e grandi
tavole lavorate che forse coprivano l’edificio, perfettamente conservato date le
particolari condizioni prive d’ossigeno di tale mare.
In realtà si tratta sempre di strutture imponenti e di pietra che rappresentavano edifici principali. Gli altri edifici erano fatti di materiali che si sono letteralmente disintegrati col passare del tempo, come la terracotta o il legno.
L'impossibilità che siano esistite civiltà avanzate scomparse
Forse sarà superfluo, ma è necessario ribadire che è scientificamente impossibile che siano esistite civiltà avanzate scomparse, altrimenti ne avremmo inevitabilmente trovato le tracce.
In poche parole, tra le civiltà avanzate scomparse, non può essere esistita alcuna civiltà di livello superiore a quella egizia o greca, e già se si pensa a una civiltà al livello di quella romana si incomincia ad andare nel improbabile, e si va nel fantascientifico se si inizia a pensare a qualcosa di minimamente paragonabile alle civiltà moderne.
Semplicemente, se fosse esistita una civiltà avanzata scomparsa oggi ne avremmo trovato ampie tracce, visto che una civiltà avanzata occupa ampi territori, produce materiale indistruttibile o molto duratura, produce moltissimo materiale facilmente scopribile, l'uomo moderno ha scavato o indagato gran parte del pianeta.
Noi in pochi anni produciamo una quantità abnorme di oggetti e rifiuti che saranno ancora lì tra centinaia di migliaia di anni: ad esempio alluminio, plastica, acciaio e vetro sono ovunque.
È invece possibile che siano esistite civiltà ancora da scoprire, ad esempio dello stesso livello dei babilonesi o dei sumeri, o perfino al livello di quella egizia. Avrebbero lasciato, in zone limitate, oggetti e costruzioni fatte prevalentemente in pietra, che sono finiti coperti dai detriti del tempo e magari ora si trovano sepolti sotto il livello del mare.
Si potrebbero ipotizzare anche costruzioni molto maestose come le piramidi egizie, ma è anche vero che costruzioni molto maestose sarebbero state già scoperte a causa dell'ingombro dei loro resti.
Quindi, si potrebbero trovare resti di templi, palazzi ed eventuali piccole piramidi, oltre ad oggettistica varia. Tutto ciò è possibile, ed eventuali strutture sommerse che sono state scoperte potrebbero essere una segnale della presenza di queste civiltà scomparse in quei luoghi.
Infatti, spesso leggo che la
civiltà di Atlantide era avanzatissima, madre di tutte le altre civiltà etc.
mentre nelle fonti originali di Platone (i due dialoghi Timeo e Crizia) non c'è
assolutamente traccia di tutto questo. La civiltà di Atlantide è si ricca e
fiorente e capace di grandi opere, ma è comunque una civiltà megalitica dell'età
del bronzo,al massimo al livello di quella egizia.
Inoltre, la nostra attuale civiltà occidentale costruisce macchine capaci di
volare nel cielo e nello spazio, ha inviato uomini sulla Luna e sonde su Marte.
Questa tecnologia è stata sviluppata in un paio di secoli appena, però non è
nata dal nulla. Pensa a tutto il cammino storico della scienza e della
tecnologia, il grande interscambio tra popoli diversi, la nascita della società
industriale etc. Il fatto che oggi si possa costruire lo Space Shuttle non è
separato dal fatto che alcuni secoli fa in Inghilterra si sono costruite le
prime macchine a vapore, poi è sorta una civiltà industriale che ha conquistato
l'intera Europa, sono state costruite le automobili, sono stai inventati il
telegrafo, il telefono, la radio, la televisione, poi i computer etc.
Dalla nostra esperienza sappiamo che non è possibile che un gruppo ristretto di
saggi possano costruire macchine tecnologicamente avanzate per conto loro e in
gran segreto, senza lasciare poi nessuna traccia.
Paesi come il Pakistan o l'India di oggi, nonostante abbiamo ottimi fisici, per
poter costruire le loro bombe atomiche hanno avuto bisogno di importare
tecnologia europea.
Al momento non conosco nessun ritrovamento archeologico verificato che documenti
una tecnologia antica avanzata. La macchina antica più sofisticata che si
conosca seriamente è il meccanismo di Antikythera, che appartiene alla civiltà
greco-ellenistica.
A quanto mi risulta non è mai stata ritrovata nemmeno una bicicletta antica, che
pure sarebbe stato possibile costruire in legno anche tremila anni fa,
figuriamoci macchine volanti più avanzate delle nostre.
Quando i libri segreti saranno trovati e autenticati o se qualche antica
astronave sarà scoperta, allora si potrà rivedere l'argomento.
Insomma, se si vuole davvero scoprire la verità non bisogna allontanarsi troppo
dalla realtà per finire nella fantarcheologia, tanto cara a molte persone perché
attira lettori su siti, riviste e libri.
Foto dei monumenti sommersi di cui si parla in quest'articolo:
In questo sito potete trovare una lunga lista di monumenti misteriosi e sommersi, con le relative foto:
CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico