Le prove migliori a favore dello sbarco lunare
 

Tratto da: Le prove migliori degli sbarchi, cliccate su dettagli per approfondire

 

Anche le informazioni seguenti sono l'ennesima prova di come coloro che si dichiarano “ricercatori della verità” si dimostrano incapaci di compiere le verifiche più elementari sulle proprie asserzioni.

 

 

1. Troppo materiale da falsificare


Soltanto per lo sbarco lunare della prima missione (Apollo 11), sarebbe stato necessario falsificare in modo perfetto 339 fotografie, oltre cinque ore di diretta TV e 87 minuti di riprese cinematografiche a colori, con lunghe sequenze ininterrotte, che oltretutto avrebbero dovuto essere perfettamente coerenti fra loro. E ci sarebbero state altre cinque missioni, per un totale di oltre 6500 foto e decine di ore di diretta TV e riprese cinematografiche: tutto questo contando solo il materiale ripreso sulla Luna (dettagli).
Ci sono inoltre centinaia di migliaia di pagine di rapporti, manuali, progetti, documenti, dati di telemetria che sarebbe stato necessario falsificare in modo perfetto e coerente con le fotografie e con i reperti riportati dalla Luna.

 

2. Effetti speciali impossibili: la camminata


L'andatura degli astronauti sulla Luna non è duplicabile realisticamente né con cavi, né con riprese al rallentatore. Chi ci ha provato, come Mythbusters, ha ottenuto un effetto totalmente implausibile.

 

3. Effetti speciali impossibili: la polvere


Il modo in cui la polvere schizza via quando viene calciata dagli astronauti o sollevata dalle ruote della jeep lunare, invece di formare volute, è possibile soltanto nel vuoto (dettagli).

Come sarebbe stato possibile ottenere ripetutamente un effetto del genere in un set cinematografico, con la tecnologia analogica degli effetti speciali degli anni Sessanta? Non si poteva certo mettere sotto vuoto un intero studio di ripresa, con le cineprese, le telecamere, le luci e gli operatori.

 



 

4. Effetti speciali impossibili: le dimensioni del set


Nelle registrazioni delle dirette televisive ci sono sequenze ininterrotte, come quella mostrata qui sotto, nelle quali gli astronauti camminano allontanandosi dalla telecamera fino a sparire all'orizzonte. Come sarebbe stato possibile ottenere quest'effetto usando la tecnologia degli effetti speciali dell'epoca? (dettagli)

 

 

5. Tutti i siti di allunaggio sono stati fotografati di recente: ci sono i veicoli e le orme degli astronauti


Sonde automatiche indiane, giapponesi e statunitensi hanno visitato la Luna nel 2008 e nel 2009 e hanno scattato immagini che corrispondono esattamente a quelle degli sbarchi (dettagli: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8).

 

 

Il sito dell'Apollo 11 fotografato da LRO (agosto 2009)

Il sito dell'Apollo 11 (luglio 1969). Immagine della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), 2009. Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.
 



Apollo 12 (1969), sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), 2009.
Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

 


Apollo 14 (1971), sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), 2009.
Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.



Apollo 15 (1971), sonda Chandrayaan (2009).
Credit: ISRO.

 

 

Apollo 15 (1971). Evidenziazione della scia di impronte nella foto precedente.
Credit: ISRO.

 

 

Apollo 15 (1971): l'alone di terreno chiaro prodotto dall'allunaggio del modulo lunare, in un'immagine acquisita dalla sonda Kaguya (2008).
Credit: JAXA.


 

Apollo 15 (1971): sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), 2009.Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.




 

Apollo 16 (1972), sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), 2009.
Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

 



 

Apollo 17 (1972): sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), 2009.
Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

 

 

Apollo 17 (1972): sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), 2009.
Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

 

 

 

6. I rilievi altimetrici delle sonde di oggi concordano con le immagini scattate dagli astronauti 40 anni fa


Come avrebbe potuto la NASA, negli anni Sessanta, creare delle foto nelle quali la forma del terreno corrisponde esattamente alle altimetrie rilevate nel 2008 dalla sonda giapponese Kaguya? (dettagli)

 


A sinistra, l'immagine sintetica prodotta usando i dati della sonda Kaguya (2008); A destra, l'immagine della zona corrispondente della Luna, scattata durante la missione Apollo 15 (1971).


 

A sinistra, l'immagine sintetica di Kaguya (2008); a destra, una fotografia della zona corrispondente, scattata durante la missione Apollo 17 (1972).

 

 

 

7. Le foto scattate dagli astronauti Apollo nel 1972 corrispondono a quelle scattate nel 2008 da sonde automatiche


Durante la missione Apollo 17 (1972), il modulo di comando fotografò dall'orbita lunare il sito di allunaggio. La sonda giapponese Kaguya fotografò lo stesso sito 36 anni dopo, nel 2008. Le foto corrispondono. Come avrebbe fatto la NASA a falsificare nel 1972 una foto lunare in modo da renderla compatibile con quello che avrebbero fotografato i giapponesi quasi quarant'anni più tardi? (dettagli)

 

8. L'omertà perfetta


In quarant'anni, nessuno dei quattrocentomila addetti che collaborarono al progetto Apollo s'è mai tradito o ha mai confessato, neppure in punto di morte. Che quattrocentomila persone sappiano tenere un segreto così enorme per decenni è semplicemente ridicolo.

 

9. Il silenzio dei sovietici

Negli anni Sessanta il mondo era nel pieno della Guerra Fredda. Stati Uniti e Unione Sovietica (l'attuale Russia) erano nemici acerrimi, tanto da puntarsi addosso a vicenda missili nucleari. C'era una corsa alla Luna fra queste due superpotenze: era un'occasione di prestigio politico immensa.
Non lo sanno in molti, ma i sovietici tentarono di portare un cosmonauta sulla Luna prima degli americani. Costruirono in gran segreto veicoli giganteschi, come il vettore N-1 (immagine qui accanto). Ma l'impresa fallì: quattro volte su quattro, i prototipi dei missili esplosero poco dopo il decollo, senza equipaggi a bordo.
I sovietici tennero segreto il fallimento e finsero di non aver mai tentato di portare un uomo sulla Luna. Quindi se avessero scoperto che l'impresa americana era una messinscena – e avevano la tecnologia per scoprirlo – avrebbero avuto ottime ragioni per rivelarlo al mondo e umiliare il loro nemico. Invece non lo fecero.

 

10. Nessun tecnico qualificato sostiene la tesi della messinscena


Nessun ingegnere aerospaziale, nessun astronauta, nessun astrofisico o astronomo, né di oggi né del passato, né americano né russo né di altri paesi, ha mai dichiarato che le missioni furono falsificate.

 

10. Nessuna delle presunte prove di falsificazione presentate in quarant'anni dai complottisti è risultata valida


Tutte, finora, si sono rivelate frutto di incompetenza, di manipolazione intenzionale dei fatti o, in alcuni casi, di pura e semplice menzogna (dettagli).


 

Prove secondarie


Questa sezione elenca alcuni dati di fatto che normalmente sono accettabili come prove, ma che i lunacomplottisti possono rifiutare senza avere formalmente torto. Si tratta comunque di dati che renderebbero ancora più assurdamente complicata l'ipotetica messinscena.

 

I retroriflettori

 

Spesso viene citata come prova degli sbarchi il fatto che le missioni Apollo 11, 14 e 15 posizionarono sulla Luna dei retroriflettori passivi (una sorta di catarifrangente molto sofisticato), come quello mostrato qui accanto, verso i quali tuttora gli osservatori astronomici lanciano potenti fasci laser per ottenerne una riflessione e quindi misurare con altissima precisione la distanza Terra-Luna. Se si ottiene la riflessione, vuol dire che c'è il riflettore e che quindi le missioni andarono davvero sulla Luna.
In realtà questa non è una prova dello sbarco di astronauti, perché i sovietici riuscirono a collocare due retroriflettori usando le sonde automatiche Lunokhod 1 e 2, rispettivamente nel 1970 e nel 1973.
Maggiori dettagli su tutti questi riflettori sono disponibili per esempio qui.

 

Le rocce lunari


Le rocce riportate sulla Terra dagli astronauti Apollo sono spesso indicate come prova degli sbarchi umani, ma anche le sonde automatiche russe riportarono sulla Terra dei campioni (326 grammi delle sonde russe contro 381 chili complessivi delle missioni Apollo), per cui le rocce non possono essere considerate prova di una presenza umana sulla Luna.

 

Le osservazioni di astronomi e astrofili


La traiettoria dei veicoli Apollo verso la Luna fu osservata indipendentemente da molti osservatori astronomici professionali e da molti astrofili. Tuttavia, formalmente questo dimostra soltanto che dei veicoli si diressero verso la Luna esattamente secondo le tempistiche e le traiettorie dichiarate dalla NASA: non dimostra che vi fossero astronauti a bordo o che degli astronauti camminarono sulla Luna (dettagli).

 

La ricezione amatoriale delle comunicazioni radio


Le trasmissioni radio degli astronauti dalla Luna furono ricevute da alcuni radioamatori ben attrezzati (dettagli). Tuttavia questo dimostra che il segnale radio proveniva dalla Luna, ma volendo essere rigorosi non esclude che le comunicazioni fossero trasmesse da un apparato automatico collocato sulla Luna e che gli astronauti fossero altrove.

 

Il ritardo radio variabile corrisponde alla variazione della distanza Terra-Luna


Analizzando i ritardi e gli echi nelle registrazioni delle comunicazioni radio delle varie missioni, si scopre che durano esattamente quanto previsto dalla distanza Terra-Luna, ma soprattutto che nel corso di una singola missione variano in modo perfettamente corrispondente alla variazione della distanza fra la Terra e il suo satellite avvenuta durante quella missione. Questo non prova in termini assoluti la presenza degli astronauti sulla Luna, ma aggiunge un altro livello di complicazione nel realizzare una messinscena perfetta.

 


 

Segue pagina 4: Domande da fare ai lunacomplottisti

 

 

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