Possono le onde ELF innescare un terremoto?

 

 

Premessa: tratto da qui

 

Rivolgiamo la domanda Possono le onde ELF innescare un terremoto? a

MARCELLO TARABOCHIA, ricercatore ed esperto in apparati scientifici, nonché collaboratore per Alenia Aerospazio e JPL di Pasadena – Cape Canaveral (KSC).


ASSOLUTAMENTE NO! Vorrei spiegarmi meglio però, anche perché il discorso merita una certa attenzione. Partirei da un esempio: il MUOS. Troppa gente, anziché fermarsi un attimo e tentare di capire, parla a vanvera di quelle installazioni dimostrando un’ignoranza abissale ed un’appartenenza a credenze ideologiche. Le antenne paraboliche di grandi dimensioni sono meno inquinanti di quelle piccole……. Il motivo è semplicissimo ed è, anch’esso, un principio fisico ed elettromagnetico: maggiore è il diametro della parabola e più concentrato è il fascio di microonde che viene emesso. La conseguenza è che tutte le emissioni spurie sono di gran lunga inferiori e che la potenza utilizzata per la trasmissione è senza dubbio più limitata, poiché la concentrazione del fascio consente di utilizzare tutta la potenza per la comunicazione senza disperderla inutilmente in atmosfera (e nelle zone circostanti)“.


 

Il paradosso è che se al MUOS avessero utilizzato delle antenne di due metri di diametro con trasmettitori da 1 chilowatt nessuno avrebbe detto nulla, nessuno si sarebbe accorto delle installazioni, ma ci sarebbe stato un inquinamento elettromagnetico molto forte e diffuso a causa della scarsa direttività dell’antenna usata“.


 

Per ciò che concerne l’irradiazione elettromagnetica, c’è da dire che questa tecnica è stata usata in passato per abilitare le comunicazioni per mezzo del Tropospheric scatter (fasci meteorici e ionizzazioni degli alti strati dell’atmosfera), ovviamente per attività militari. L’apertura degli E-sporadici (le posizioni di riflessione ionosferica dell’atmosfera) deve essere prevista attraverso complicati calcoli che coinvolgono l’attività solare, le condizioni meteorologiche,  le posizioni delle stazioni che devono comunicare, ma devono essere supportate anche da misure e rilievi fatti di continuo per aggiornare le tabelle ed avere le ‘finestre’ di comunicazione pronte all’uso.  

A tal proposito si è reso necessario installare un certo numero di stazioni radar meteo che inviavano fasci di microonde diretti verso gli alti strati dell’atmosfera per misurare la riflessione di questi ultimi e quindi aggiornare le tabelle. Da qui la genesi dell’improbabile ‘mito’ dell’ HAARP…. da qui il paradosso: se ‘sparo’ un fascio a microonde di elevata potenza in atmosfera è come se mettessi una coscia di pollo nel microonde… Peccato che le cose siano sostanzialmente diverse. 

Il fascio di microonde sprigionato da un’antenna direttiva (parabolica) è come un cono di un angolo ben definito che punta verso il cielo. Sulla parabola la potenza irradiata si misura in Watt per centimetro quadrato. Man mano che ci si allontana dalla parabola la potenza si attenua (è un fenomeno fisico di dissipazione) fino a valori praticamente non misurabili da strumenti poco sensibili a grandi distanze. Ciò significa che quei 1000 Watt ipotetici vengono dissipati in atmosfera.


 

Ma se 1000 Watt del forno a microonde in un ambiente di pochi litri di volume riesco a cuocere tranquillamente il pollo, la medesima potenza in un volume di milioni di metri cubi…….. non scalda un emerito ‘tubo’! La proporzione matematica è evidente… sarebbe come tentare di accendere un fuoco con una lampadina tascabile!

 

 

 

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