Breve inchiesta sugli orrori del comunismo

Premessa: a titolo informativo, sono apolitico, quindi non sono etichettabile col nome di "fascista" che per ottusità mentale si attribuisce a chiunque critichi seriamente il comunismo.
I regimi comunisti devono essere condannati sempre e comunque, mai un regime comunista nel mondo ha portato benessere e ricchezza a coloro i quali lo hanno subito. La mancanza di libertà portata nella realtà dal comunismo è come la mancanza di ossigeno. si badi bene: non libertà in senso libertario. ma libertà con delle regole all'interno delle quali ci si può muovere senza dover essere uccisi perché siamo diversi da altri. purtroppo nazismo e comunismo sono le due facce della stessa medaglia. non è questione essere di destra o di sinistra. è una questione di civiltà.
I regimi comunisti sono andati al potere o grazie al consenso delle masse o mediante colpi di stato. Nel primo caso perché la gente si aspettava molto dai comunisti; nel secondo perché nessuno ci poteva (o voleva) fare nulla.
Tutte le dittature
comuniste vanno poste sullo stesso piano, senza ideologizzare. Ripeto, non è una
questione di destra o di sinistra. Oggi, chi inneggia a tizio o a caio, del tipo
"se tornasse x" o "ci vorrebbe y", deve capire questo: non aver vissuto le
esperienze russe, italiane, spagnole, tedesche, cinesi, cubane, per le
generazioni di oggi è una fortuna. Chi inneggia al comunismo deve ringraziare il
cielo di non essere vissuto in quei periodi altrimenti, o sarebbe dovuto vivere
rispettando il regime comunista in maniera obbligata (cosa molto dura, come un
"morire dentro"), o sarebbe stato ucciso perché non credeva nel regime imposto,
o sarebbe stato fermo sostenitore del regime come lo è una marionetta del suo
burattinaio.
Gli orrori del comunismo
Tratto per comodità da qua, qua e qua
Nazismo e comunismo
sono due specie all'interno dello stesso genere. Entrambi vogliono costruire una
società perfetta eliminando tutto ciò che si oppone al raggiungimento dello
scopo. Eppure il primo è ricordato come un incubo, il secondo è solo rimosso
dalla coscienza. Che gli orrori del comunismo siano in Italia un tabù, è noto.
I crimini del comunismo non sono mai stati sottoposti a una valutazione
legittima e consueta né dal punto di vista storico né da quello morale, o almeno
in maniera troppo superficiale se paragonata al grande approfondimento che viene
fatto sul nazismo, ma anche senza il paragone bisogna dire che l'argomento è
troppo poco trattato.
La storia dei regimi e dei partiti comunisti, della loro politica, dei loro
rapporti con le rispettive società nazionali e con la comunità internazionale
non si riduce alla dimensione criminale e neppure a una dimensione di terrore e
di repressione. Nell’URSS e nelle «democrazie popolari» dopo la morte di Stalin,
in Cina dopo quella di Mao, il terrore si è attenuato, la società ha cominciato
a uscire dall’appiattimento, la coesistenza pacifica – anche se era «una
continuazione della lotta di classe sotto altre forme» – è diventata una
costante nei rapporti internazionali.
Per quantificare gli orrori perpetuati dai regimi comunisti nel mondo, come
spesso è stato fatto x nazismo e fascismo, possiamo fornire un bilancio in
cifre, che, pur essendo ancora largamente approssimativo e necessitando di
lunghe precisazioni, riteniamo possa dare un’idea della portata del fenomeno,
facendone toccare con mano la gravità:
Urss, 20 milioni di morti,
Cina, 65 milioni di morti,
Vietnam, 1 milione di morti,
Corea del Nord, 2 milioni di morti,
Cambogia, 2 milioni di morti,
Europa dell’Est, 1 milione di morti,
America Latina, 150.000 morti,
Africa, 1 milione 700.000 morti,
Afghanistan, 1 milione 500.000 morti,
movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere, circa
10.000 morti.
Il totale si avvicina ai 100 milioni di morti.
Di tutto questo orrore non si sapeva nulla o si sapeva assai poco; le notizie arrivavano all'occidente e all'Italia distorte, spesso falsate a causa di oscuri personaggi che appoggiavano la politica comunista. L'assoluta chiusura degli archivi nei paesi comunisti, il totale controllo della stampa, dei mass-media e di tutte le vie di comunicazione con l'estero, la propaganda sui presunti "successi" dei regimi comunisti, tutto questo blocco dell'informazione mirava in primo luogo a impedire che si facesse chiarezza sulla repressione operata sistematicamente nei Paesi comunisti.
Andare ad analizzare tutto sarebbe quasi impossibile...cioè lo è per noi, ma
siccome abbiamo il dovere di approfondire il più possibile abbiamo deciso di
prendere uno dei tanti generi di orrori del comunismo, con lo scopo di
sottolinearne la negatività e soprattutto con lo scopo di puntualizzare il
concetto che ogni tipo di regime rosso o nero che sia può solamente avere una
risultante di "male puro"...dichiarare che comunque sia un regime che un altro
hanno : "fatto qualcosa di buono"..."nonostante tutto", è semplicemente
dichiarare il falso con una superficialità aberrante.
85.000.000 di vittime: questo il costo del comunismo. Com'e' potuto succedere
che un ideale di emancipazione, di fraternità universale si traducesse in
dottrina dell' onnipotenza statuale, in discriminazione generalizzata di interi
gruppi sociali o nazionali, in deportazioni di massa e in atroci stermini? Il
rifiuto sempre più generalizzato del comunismo, l'accesso a numerosi archivi
fino a ieri segreti, il moltiplicarsi delle testimonianze contribuiscono a
mettere in luce una verità destinata a diventare presto scontata: i paesi
comunisti si sono dimostrati molto più efficienti nella produzione di gulag e di
cadaveri che in quella di grano e di beni di consumo..
Mentre alla fine degli anni '50, in Russia, il comunismo cominciava a far vedere
il suo vero volto, iniziando a perdere l'ampia approvazione della popolazione,
in Italia cresceva l'ammirazione, da parte degli studenti, per Stalin, Mao e
tutti gli altri responsabili di Genocidi senza precedenti. Nelle scuole, allora
come oggi, si studiava la storia scritta dai comunisti, non lasciando spazio
alcuno a nessun tipo di ideologia "controcorrente", indottrinando così le nuove
generazioni all'epopea dei falsi miti dell'est, quei miti che avevano realizzato
un perfetto "paradiso comunista". Oggi assistiamo ad avvenimenti che rasentano
la follia, a comportamenti che personalmente reputo assurdi. Recentemente, c'è
stata una grande mobilitazione contro la Pena di Morte perché gli Stati Uniti,
come sempre, avevano reso noto la data di un'esecuzione. Alla manifestazione
partecipavano tutti i movimenti di sinistra, dai verdi a Rifondazione Comunista,
qualcuno addirittura aveva la bandiera di Cuba!! E' pazzesco! Semplicemente
pazzesco!!! Tutti i paesi sottoposti a regime comunista sono grandi conservatori
della pena di morte! A Cuba, in Russia, in Cina ogni giorno si eseguono
esecuzioni sommarie per reati minori o reati di opinione. Questa follia
generalizzata fa si che il pazzesco diventi normale e... viceversa.
JUGOSLAVIA
I domobranci (difensori della patria) seguendo le truppe tedesche, si
rifugiarono, nel maggio del '45 , nella Carinzia occupata dagli inglesi. Questi
decisero tuttavia di rinviare i fuggiaschi in patria, insieme alle donne e ai
bambini che li avevano seguiti. Con la scusa di trasportarli al sicuro in
Italia, li fecero salire, in 10.000 circa, su treni che li portarono al di là
delle Caravanche, dove li aspettavano speciali unità di "liquidatori". Tradotti
nell'interno, furono brutalmente trucidati, gettati nelle caverne o sepolti in
fosse comuni. Un testimone di quegli orrori scrive: Già il primo giorno vennero
strappati dalle madri i neonati e tutti i bambini che ancora non camminavano.
Essi vennero caricati su un grande carro ed esposti al sole. Erano da dieci a
quindici. Piansero per un po' e si contorsero al sole cocente, poi, sfiniti,
tacquero. Le madri urlavano da far vibrare l'aria, alzavano le braccia e
imploravano la restituzione dei bambini.....
E Milovan Djilas ricorda nelle sue memorie:
Uno o due anni più tardi, in seno al comitato centrale sloveno si diffusero
strane voci. I contadini delle zone carsiche erano in subbuglio perché i fiumi
sotterranei avevano cominciato a portare dei cadaveri in superficie. Si diceva
anche che mucchi di resti umani in putrefazione cominciavano a gonfiarsi e che
li dove c'erano tombe di massa poco profonde sembrava che la terra stessa
sospirasse.
NIKOLAY LENIN
Lenin è uno dei padri del comunismo, ancora oggi portato in trionfo dai
comunisti.
Già nel 1920 Lenin stava distruggendo un'intera popolazione,quella cosacca,
fucilando gli uomini e deportando donne,vecchi e bambini, radendo al suolo poi i
loro territori per consegnarli ai nuovi occupanti non cosacchi.
10 agosto 1918, telegramma di Lenin al Comitato esecutivo del Soviet di Penza:
"Compagni! L'insurrezione dei kulak nei vostri distretti deve essere soffocata
senza pietà. Lo esigono gli interessi della rivoluzione intera, perché ormai è
cominciata dappertutto la battaglia finale contro i kulak. Bisogna dare un
esempio. 1-Impiccare (e dico impiccare in modo che tutti vedano) non meno di
1000 kulak, ricconi, noti succhiasague 2-Pubblicarne i nomi 3-Appropriarsi di
tutto il loro grano. Fate così in modo che tutti lo vedano e tremino e pensino:
questi ammazzano e continueranno ad ammazzare i kulak. Telegrafate che avete
ricevuto ed eseguito queste istruzioni. Vostro Lenin."
JOSIF STALIN
E' stato uno degli esempi più prestigiosi da seguire per i comunisti e anche se
ha perso il suo carisma è ancora oggi è amato da molti rossi.
Possiamo ringraziare Stalin per averci fatto conoscere i GULAG, lui ne è il
creatore,i più grandi campi di sterminio mai visti sulla terra definiti i
fratelli maggiori dei lager.
Stime certe sul suo operato non si hanno anche se proveremo a farne una stima
arrotondata sicuramente per difetto:
-6 milioni di morti in seguito alla carestia del 32-33, una catastrofe
imputabile alla politica di collettivazione forzata e di rapina dei raccolti
colcosiani dallo Stato
- più di 700.000 esecuzioni decise al termine di processi fantocci
- 350.000 decessi confermati da certificati medici tra il 1934 e il 1940 dentro
i campi di sterminio, senza dimenticare coloro che morivano prima dell'ingresso
nei campi
- 600.000 decessi fra i deportati,gli sfollati e i profughi
- circa 2.000.000 di deportati e profughi
- tra il 1934 e il 1941 sono entrati nei gulag circa 7.000.000 di persone
- non si hanno dati certi sull'uccisione di soldati Italiani, tedeschi e
polacchi
Contrariamente a quanto si può pensare Hitler non si era mai preoccupato delle
repressioni in prima persona, Stalin invece se ne interessava e come seguendo
addirittura la completa fase dell'organizzazione, firmò personalmente la lista
di migliaia di persone pronte per essere fucilate.
MAO ZEDONG
E' stato colui che ha aperto la strada ai regimi totalitari comunisti in
oriente, è ancora simbolo di un buon governo per i nostri comunisti.
Nel 1949 fu eletto
presidente della Repubblica Popolare Cinese, cominciò così a farsi strada con la
sua "Rivoluzione Culturale"... che successivamente divenne una repressione
violenta e sanguinosa. Mao convinceva le masse a lottare contro lo sfruttatore
ed il benestante perchè, secondo i princìpi marxisti-leninisti, era il nemico
più pericoloso del comunismo. Cominciarono così vari rastrellamenti e crimini
inenarrabili, contro l'umanità, contro il grandissimo patrimonio storico
culturale, contro ogni forma di etnia religiosa, contro l'ambiente.
Testimonianza di uno studente cinese circa un episodio del 26-07-1966:
"Dei compagni di classe correvano verso di noi urlando -E' iniziata la lotta!-
Mi precipitai vicino all'edificio scolastico, vidi dei professori, 40 o 50 in
tutto, disposti in file, la testa e il volto spruzzati d'inchiostro nero. Appesi
al collo portavano dei cartelli con scritte tipo -autorità accademica
reazionaria-, -nemico di classe-, -sostenitore della via capitalista-,
-capobanda corrotto-. Ogni cartello era contrassegnato con una croce rossa, il
che dava ai professori l'aria di prigionieri condannati a morte in attesa
dell'esecuzione. Avevano loro appeso attorno al collo anche dei secchi riempiti
di pietre.
Si misero a supplicare Mao di "perdonare i loro crimini". La scena mi lasciò senza fiato e mi sentii impallidire. Seguirono botte e torture. Non avevo mai visto torture simili prima: si davano loro da mangiare insetti; si sottoponevano a scosse elettriche; li si costringeva a mettersi in ginocchio su dei vetri rotti. I primi ad afferrare dei bastoni e a torturare furono dei bruti della scuola: figli dei quadri del Partito e ufficiali dell'esercito. Imbaldanziti dai provocatori, gli altri studenti urlavano a loro volta: -Picchiateli-. E saltavano addosso ai professori menando pugni e calci. Il colpo più duro per me fu l'assassinio del mio professore Chen Kuteh, per il quale nutrivo affetto e rispetto. Il professore Chen, che aveva più di 60 anni e soffriva di ipertensione, fu lasciato per 3 ore sotto il sole d'estate e poi trascinato al primo piano di un edificio scolastico e poi di nuovo sotto e durante il tragitto veniva preso a pugni e colpito con il manico di una scopa.
Presero delle
pertiche di bambù con le quali continuarono a colpirlo; il professore svenne più
volte ma gli fecero riprendere i sensi gettandogli dell'acqua ghiacciata in
faccia. Non riusciva a muoversi e chiedeva di essere ammazzato. Andarono avanti
per 6 ore, fu sodomizzato, torturato e pestato più volte. Poi morì. Venne il
medico della scuola. Dichiarò che era morto in seguito a torture. Dopo numerose
sevizie, avvertimenti e pestaggi il dottore finì per scrivere sul certificato di
morte che il decesso era dovuto a un improvviso attacco di ipertensione causato
dal gran caldo."
Testimonianza di una Guardia rossa, allora quattordicenne, circa quel periodo:
"Eravamo giovani e fanatici. Credevamo che il presidente Mao fosse grande, che
avesse la verità, che fosse la verità. Credevo in tutto quello che diceva Mao. E
credevo che ci fossero delle ragioni nella Rivoluzione culturale. Pensavamo di
essere dei rinnovatori e che avremmo potuto risolvere qualunque problema, tutti
i problemi della società. Abbiamo sbagliato tutto, abbiamo ucciso, torturato e
rubato per qualcosa di inutile e vuoto. Abbiamo fatto qualcosa di terribile.
Le Guardie Rosse di Mao non hanno nulla da invidiare ai fratelli russi; la loro
crudeltà e determinazione supera di gran lunga quella dei compatrioti
stalinisti. Durante i quotidiani rastrellamenti, le Guardie Rosse, delle volte,
mangiavano le loro vittime dopo averle accuratamente fatte a pezzi. Ecco una
testimonianza di quell'orrore: "Arrivarono le guardie di notte, all'improvviso
mentre tutti noi dormivamo. Presero mio marito a schiaffi e a calci in faccia.
Ammazzalo, ammazzalo! Urlava una delle guardie, allorché presero mio marito
oramai inerte e lo tagliarono lentamente con delle sciabole che portavano. Con
molta calma, gli tagliarono la testa e la affissero fuori, all'entrata della
capanna, e con freddezza cominciarono a cucinare quei poveri resti costringendo
me e i miei figli a mangiarne il fegato ed il cuore". Era "macabra usanza"
lasciare le teste dei proprietari delle case rastrellate in bellavista,
infilzate ad un bastone recante una scritta: "questa è la testa di un merdoso
proprietario".
Nonostante la feroce
repressione operata dal comunismo, il mito di Mao Tse Thung è ancora più vivo
che mai. La sua figura esercita ancora sui giovani stima e ammirazione. Questo
perchè, non va dimenticato che, per quanto possa sembrare assurdo, l'immagine
della Cina Maoista godeva di un diffuso "rispetto democratico" in tutto il
mondo. Bisogna cercare di convincere i giovani d'oggi e di ieri, che hanno
creduto in un falso mito, in un'ideologia che dove ha assunto il potere ha
causato solo orrore e terrore. Ancor più difficile è condividere l'atteggiamento
assunto da parte di alcuni ambienti intellettuali, che cercano di chiudere il
capitolo, mai definitivamente aperto, del genocidio operato da Mao, con la
giustificazione che alla base c'erano dei nobili ideali di "libertà e
fratellanza", quando, nei confronti dei Lager nazisti e della Shoah,
mantengono alto il monito a "non dimenticare".
Ignorando le Convenzioni Internazionali nel 1950 le truppe dell'esercito della
Repubblica Popolare Cinese invasero ed occuparono il Tibet, massacrando milioni
di persone in uno stato fino ad allora assolutamente indipendente e del tutto
differente dalla Cina in quanto ad etnia, sistema sociale, cultura, religione e
tradizioni.
FIDEL CASTRO
Per la maggior parte dei comunisti italiani castro è un mito da sognare la
notte, non sapendo che i cubani, secondo loro beatificati, cercano di fuggire in
tutti i modi dall'isola perché oltre ad essere perseguitati muoino di fame per
colpa di un governo totalitario.
I penitenziari cubani sono pieni di avversari politici senza speranza nel futuro
anche perché si conoscono ormai da tempo la durezza di queste carceri.
Ecco un racconto di una guardia dell'edificio penitenziario della Cabana.
"La violenza del regime penitenziario colpì sia i detenuti politici sia quelli
condannati per reati comuni. Si iniziava con gli interrogatori interminabili
condotti dal Departemento tecnico de investigaciones (DTI), le sezioni
incaricate delle indagini. Il DTI ricorreva all'isolamento e sfruttava le fobie
dei detenuti: per esempio, una donna che aveva paura degli insetti fu rinchiusa
in una cella infestata di scarafaggi. Il DTI faceva pressioni fisiche violente:
ci furono prigionieri costretti a salire le scale calzando scarpe zavorrate di
piombo e, una volta in cima, venivano ributtati giù.
Alla tortura fisica
si aggiungeva quella psicologica, spesso seguita anche da un punto di vista
medico; per tenere svegli i detenuti noi guardiani usavano il pentothal e altre
droghe. Nell'ospedale di Mazzora gli elettroshock venivano praticati a scopo
repressivo, senza alcun limite. I guardiani utilizzavano i cani di guardia e
improvvisavano finte esecuzioni; nelle celle disciplinari non c'erano né acqua
né elettricità; se si voleva spersonalizzare un detenuto lo si teneva rinchiuso
in cella d'isolamento."
Come in qualsiasi regime comunista che si rispetti tutto è collettivo, anche le
punizioni: i parenti degli avversari politici di Castro pagano salatamente e
socialmente il loro esistere, i figli non possono accedere alle scuole superiori
e i congiunti non possono lavorare.
Dal 1960 più di 110.000 cubani sono stati internati in campi di lavoro
forzati,almeno 15.000 persone sono state fucilate.
Ma Castro è un combattente che crede ancora nella rivoluzione rossa,ma non si
rende conto di ciò che stanno pagando i cubani e di ciò che dovranno continuare
a pagare; "quale prezzo dovranno ancora pagare per soddisfare il suo orgoglio".
CHE GUEVARA
Nel 1956,
autonominatosi comandante di una colonna di partigiani, si fa notare per la sua
crudeltà e determinazione. Un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della
sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno. Senza processo o
interrogatorio, Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante
fucilazione.
Nel 1958 riporta la prima "vittoria" sui miliziani del regime di Batista a SANTA
CLARA. Un treno carico d'armi viene intercettato e bloccato dalla sua unità
armata, facendo prigionieri una cinquantina di soldati; in seguito a questa
operazione, il dittatore Batista fugge sconfitto e Guevara fu nominato
"procuratore" (boia) della prigione della CABANA.
La popolazione cubana era in festa, non sapevano che i successori di Batista
avrebbero portato molto più morti e disperazione che la speranza di una vita
migliore!
L'ufficio in cui esercita Guevara, diventa teatro di torture e omicidi tra i più
efferati. Secondo alcune stime, sarebbero stati uccisi oltre 20.000 persone, per
lo più ex compagni d'armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano,
al contrario del "CHE", democratici e non violenti.
Nel 1960 il "pacifista" GUEVARA, istituisce un "campo di concentramento" sulla
penisola di GUANAHA, dove trovarono la morte oltre 50.000 persone colpevoli
soltanto di non condividere i suoi ideali di "PACE E FRATELLANZA"!!!
Ma non sarà il solo campo, altri ne sorgeranno come a Santiago di Las Vegas dove
c'è il campo Arco Iris, nel sud'est dell'isola sorge il campo Nueva Vida, nella
zona di Palos si istituisce il campo Capitolo, quest'ultimo è un campo speciale
per bambini sotto i 10 anni!
Se una persona si era resa colpevole di reato a sfondo politico veniva arrestata
insieme a tutta la famiglia.
La maggior parte degli internati veniva lasciata con indosso le sole mutande, le
celle non erano mai pulite, si lasciavano a marcire per anni nei propri
escrementi in attesa di fucilazione o torture indicibili.
Successivamente gli fu conferito l'incarico di Ministro dell'Industria e
presidente del BANCO NACIONAL, la Banca centrale di Cuba.
Guevara non perde tempo a mettere in pratica il suo"modello sovietico".
Pratica sport impensabili per l'economia di Cuba, sia allora che oggi. La vita
"comoda" e l'ozio ammorbidiscono il guerrigliero Guevara; mette su qualche chilo
e passa il tempo tra un party e le gare di tiro a volo, ma non disdegna la
caccia grossa e la pesca d'altura.
In omaggio a Lenin, chiama il suo primogenito Vladimir.
Nel suo testamento, da buon allievo della scuola Maoista-Leninista del Terrore,
scrive: "AMO L'ODIO, BISOGNA CREARE L'ODIO E L'INTOLLERANZA TRA GLI UOMINI,
PERCHE' QUESTO RENDE GLI UOMINI FREDDI, SELETTIVI E LI TRASFORMA IN UNA PERFETTA
MACCHINA PER UCCIDERE".
Queste parole non vengono da Heinrich Himmler, il fondatore e ideatore delle SS
germaniche, bensì dall'uomo che per oltre 30 anni è stato falsamente mitizzato
come simbolo di pace e uguaglianza, di amore per il prossimo e di fratellanza.
Guevara si adopera a diffondere sistematicamente la guerriglia in giro per il
mondo, il suo motto: "Creare due, tre, mille Vietnam!"
Nel 1963 è in Algeria dove si unisce a Dèsirè Kabila, un marxista, grande
sterminatore di popolazioni civili.
Il suo continuo desiderio di diffusione per la lotta armata, lo porta del 1967
in Bolivia dove si allea col Partito Comunista Boliviano ma non riceve alcun
appoggio da parte della popolazione locale, nessuno di loro si unisce alla sua
unità di guerriglieri.
Isolato e braccato, Ernesto Guevara De La Serna detto "CHE", venne catturato dai
miliziani locali boliviani e giustiziato il 9 ottobre 1967.
POL POT
Pol Pot pseudonimo di Saloth Sar ( provincia a confine con la Thailandia), uomo
politico cambogiano, è stato il fondatore del Partito comunista cambogiano e dei
Khmer Rossi ( guerriglieri comunisti contro il governo filoamericano). Salito al
potere nel 1975 avviò un progetto di "rieducazione" della popolazione
cambogiana, che prevedeva la sua deportazione in massa nelle campagne ed il
lavoro forzato nei campi. Il regime perseguitò le minoranze etniche e religiose,
abolì la religione, la proprietà privata, il denaro e la scuola tranne quella di
partito. Il suo regime dittatoriale provocò la morte di circa 2.000.000 di
persone (su un totale di 7.000.000 di cambogiani) sfinite da un lavoro
massacrante, dalle malattie e dalla fame o uccise durante le repressioni.
Si può affermare che
la Cambogia fu trasformata in un enorme campo di concentramento. Anche se le
prove contro di lui sono schiaccianti, nell'incontro con il giornalista
americano Nate Thayer, a 18 anni dalla sua scomparsa , Pol Pot non ha alcun
rimorso per i 2.000.000 di morti cambogiani (peraltro da lui non riconosciuti)
in quanto afferma :<< Io ero venuto per portare a compimento la lotta, non per
uccidere la gente.............. Il nostro movimento ha commesso errori ma non
avevamo altra scelta, dovevamo difenderci, i vietnamiti volevano assassinarmi
perchè sapevno che senza di me avrebbero potuto facilmente fagocitare la
Cambogia >>.
La Cambogia è sinistramente famosa anche per una valle, chiamata non a caso: "La
Valle della Morte". Questa valle si estende a sud/ovest del territorio
cambogiano e ricopre circa 80.000 ettari. La sua triste fama è dovuta alla
presenza di migliaia di resti umani visibili ancora oggi a perdita d'occhio: "un
oceano sconfinato di cadaveri".
"Assurdo, maledettamente assurdo! Due milioni di morti per nulla. Neonati presi
per i piedi, sbattuti con la testa contro un tronco d’albero, e da li
direttamente lanciati in una fossa comune, uno dopo l’altro. Una catena di
montaggio dagli ingranaggi perfettamente oliati. Persone immerse vive in vasche
di olio bollente. Una delle più spaventose e vigliacche manifestazioni di follia
di massa che il mondo ricordi". (Fabrizio Fiorenzano)
Alcune testimonianze di prigionieri scampati miracolosamente alla morte: "Eravamo impietositi soprattutto dalla sorte di 50 bambini figli dei deportati dopo il 17 aprile 1975. Quei bambini avevano rubato per fame. Li avevano arrestati non per punirli ma per metterli a morte in un modo molto crudele: Le guardie carcerarie li picchiavano o li prendevano a calci fino a farli morire; ne facevano dei giocattoli viventi attaccandoli per i piedi al tetto e, lì appesi, li facevano dondolare, poi a calci cercavano di riportarli alla posizione iniziale. Vicino alla prigione c'era uno stagno, gli aguzzini vi gettavano i piccoli prigionieri, li tenevano immersi premendoli con i piedi o li schiacciavano con un grosso masso. Poi quando quei piccoli sventurati venivano presi da convulsioni, li lasciavano emergere per poi rificcarli subito in acqua, fino al sopraggiungere della morte. Noi prigionieri, piangevamo di nascosto per la sorte di quei piccoli che avevano lasciato questo mondo in una maniera così orribile".
Tutto ciò è ovviamente solo un piccolo assaggio degli orrori del comunismo, che però non vengono diffusi dai media, trovando spazio di divulgazione solo in ambienti di estrema destra, causando così uno scarso interesse da parte della gente perché tutto viene visto come un'operazione politica per denigrare la sinistra, mentre si tratta di eventi storici e politici della stessa portata ed importanza di quelli riguardanti i nazisti, ma che ricevono ben altro trattamento.
Consiglio la lettura della documentazione ben riassunta presente su un sito di destra, ma comunque si tratta di un buon lavoro, che è divisa in varie paginette consultabili QUI
CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico