La bufala dell'Italia che ha il 50% del patrimonio artistico mondiale

 

 


È ora di smetterla di dire che l'Italia detiene il '50% del patrimonio artistico mondiale' (o anche più) perché non è vero! Si tratta di una fantasia abbastanza stupida che palesemente non tiene conto dell'immensità del patrimonio artistico e culturale che si trova all'infuori dell'Italia e che contrasta perfino con i dati dell'UNESCO.

 

Per sfatare questo mito basterebbe intanto avere un poco di buon senso... anche perché affermare che il 50-60-70 eccetera percento del patrimonio artistico (o culturale, che sono i due termini che vanno per la maggiore) mondiale sia di nostra proprietà, non è solo strampalato ma è anche dannoso perché produce un becero quanto inutile nazionalismo che non porta da nessuna parte.

Questo è proprio da italiani medi. La convinzione che sia tutto a casa nostra e nulla a casa degli altri. In realtà non è così. Vogliamo competere con la culla della civiltà umana? Vogliamo competere con medio-oriente ed Egitto? Vogliamo ricordare la Grecia? Inoltre anche se i Romani sono nati nella nostra penisola, hanno sparso monumenti, edifici, strade e terme in mezza Europa! Il Rinascimento non è stato un fenomeno solo Italiano! Ma come si può scrivere (o leggere) questa frase e non pensare alle cattedrali francesi, ai templi cinesi e giapponesi, o all'arte oceanica e sudamericana. Il solo patrimonio artistico e culturale della Cina è immenso anche se comparato all'Italia, per non parlare dell'India. L'Italia non è stato l'unico centro culturale dell'umanità! Affermare che l'Italia ha il 50% del patrimonio culturale mondiale è una frase intrisa di becero ed inutile nazionalismo.
 

Posto che non  si vede in quale bizzarro modo si possa fare una lista del “patrimonio artistico”, l’unico metodo plausibile credo sia quello di contare i siti inclusi nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Dal sito ufficiale dell’UNESCO ed anche dalla pagina aggiornata al 2017 di wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Patrimonio_dell'umanità, risulta che su un totale di 1073 tra siti culturali (832), ambientali (206) e misti (35) l’Italia abbia 53 siti riconosciuti, seguita dalla Cina (52 siti), dalla Spagna (46 siti), dalla Francia (43 siti) e dalla Germania (42 siti), un numero che farebbe quindi possedere all’Italia il 4,94% dei siti sul totale, il che è già tanto se si tiene conto della grandezza dell'Italia. Quindi un numero lontanissimo dal 50% o più di cui tanto si parla.

Ci sono ovviamente centinaia di nazioni nel mondo, che sono piene di patrimoni artistici e culturali, anche se non sono riconosciuti dall'UNESCO (non è un riconoscimento automatico), ad esempio la Cina e l'India hanno una infinità di tali patrimoni che non troverete riconosciuti ufficialmente nelle liste citate.

Affermare quindi, con la solita retorica, che l’Italia detenga la metà del patrimonio artistico globale, oltre a essere fuorviante, inutile e potenzialmente dannoso, costituisce anche opera di disinformazione, vista anche l’enorme quantità di persone che si fidano di questi numeri e su blog, forum, Facebook e via dicendo li vanno ripetendo orgogliosi del fatto che il loro paese abbia illuminato così tanto l’umanità. Affermazioni simili non aiutano di certo a migliorare lo stato dell’arte e della cultura in Italia, anzi, sono del tutto controproducenti.


 

 

CEIFAN
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