Bufala: Le scie di condensa prima del 1995 (1999/2000/2003...) non persistevano o non esistevano

 

 

da http://lospiegone.blogspot.it/2014/06/le-scie-di-condensa-prima-del-1995.html


 

Le scie di condensa prima del 1995 (1999/2000/2003...) non persistevano (o non esistevano)

La frase sopra, da comporre come meglio si crede a seconda della fonte che la dice, è una delle affermazioni più tipiche. Certo, il cielo di oggi è diverso da quello del 1995, almeno come frequenza delle scie di condesa, ed ha il suo bel motivo (vedi http://riccardodeserti.blogspot.it/2014/05/perche-il-cielo-e-cambiato.html), ma senza occuparsi del perché oggi è diverso, la convinzione che le scie persistenti non fossero comuni o addirittura non esistessero, nei decenni immediatamente precedenti agli anni 90, è comunque falsa.


 

1 – Le scie di condensa sono osservate da molto tempo.

 

Su segnalazione di Alessandro Sabatino, scopro che la prima scia persistente segnalata per iscritto è del 1919. Lo ringrazio e posto l'articolo da lui indicatomi

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10203778788819710&set=p.10203778788819710&type=1&theater


Nella rivista di divulgazione scientifica “Scientific American”, nel numero del 7 giugno 1919, a pagina 60, riporta un racconto di Everett Wells, fratello del Capitano Ward S. Wells che osservò da terra il formarsi di strani “nastri bianchi aggraziati, lunghi quanto una nuvola”.

Infine la prima notizia scritta di una contrail persistente, insieme ad una contrail discontinua e ad una distrail, risale al luglio 1921, come riportato inhttp://contrailscience.com/files/mwr-049-07-0412c.pdf


 

2 – Le scie persistenti od in espansione non sono né rarissime, né inesistenti.


In “Airborne Observations of Contrail Effects on the Thermal Radiation Budget”, del 1970, è citato “l’espansione delle contrails dei jet in ampie lastre di cirri è una vista familiare. Spesso, quando le contrails persistenti esistono tra 25000 e 40000 piedi, alcune lunghe scie crescono in numero e gradualmente si fondono in una lastra solida interlacciata”.


 

3 – Lo confermano, involontariamente, anche i credenti alle scie chimiche

 

In LA FISICA DELLE PARTICELLE, Biblioteca della EST, Mondadori, a pag. 11 c’è scritto “Quando un aereo a reazione passa alto nel cielo, si forma sulla sua scia una nube di cristalli di ghiaccio chiaramente visibile, anche se non è possibile scorgere l’apparecchio.” Questo testo, di solito è utilizzato dai sostenitori della teoria delle scie, come affermazione del fatto che un aereo ad alta quota non sarebbe visibile (cosa smentita nello spiegone “Aerei ad occhio”). Il fatto però è che la prima edizione di questo libro è del 1965, e palesemente quello delle scie di condensa, era un fenomeno conosciuto, ed a giudicare dal fatto che la frase non contiene le parole “a volte”, ma solo “quando” si può perfino supporre che non sia un fenomeno raro.


 

4 – Erano un fenomeno talmente raro e sconosciuto che erano perfino contate.


I SYNOP, sono rapporti numerici, rilasciati dalle stazione meteo aeronautiche, attraverso le onde corte, ogni ora, oppure ogni tre o sei.

Nei SYNOP d’uso militare, nei primi anni 90 c’era un campo, ovvero il gruppo 9 della sezione 333 dei messaggi sinottici, ormai in disuso (purtroppo), in cui si indicavano le scie di condensazione contate nel cielo in quel momento e la natura (da non persistenti a persistenti che coprono 3/8 del cielo o più).


 

5 – Trovare una data è comunque inutile.

 

  

Spesso si dice, a titolo di prova, che guardando le proprie foto, prima del 1995, non troveremo una foto con scia persistente od in espansione. Quando la foto la trovano i complottisti (vedi foto allegata), che mostra chiaramente una scia in espansione nel 1987, ecco che questa da prova che si stanno sbagliando, viene assunta invece al volo, come prova che i “test” erano in essere anche allora.......

 

 

P.s.: per la foto si ringrazia Mario Lipuma, che la postò in questo stesso gruppo, nel finire del 2012, e Alberto Cerchi che fece lo screenshot originale.

 

P.p.s.: ringrazio anche Alessandro Sabatino, che mi ha segnalato che la prima scia persistente scritta risale al 1921 e mi fornisce l'articolo


 

 

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