Una breve sintesi sulla bufala del Signoraggio

 

 

 

Premessa: adattato da qui, qui e qui

 

La  spiegazione del perché il Signoraggio è una bufala può non essere di facile comprensione, perché si tratta di una materia un pò complessa: ma è proprio questo il punto di forza della bufala, infatti per costruire una bufala di successo è anche necessario rimanere in ambito "tecnico", in modo da poter fare leva sull'altrui ignoranza.

Premettendo che ogni dimostrazione di quanto il signoraggio sia una bufala è contenuta nel PDF segnalato più volte, per i più frettolosi qui di seguito indicheremo una sorta di scorciatoia per farsi una idea precisa sulla bufala del signoraggio.

 

 

L'origine della bufala in breve

 

Come molti sapranno, c'è gente che ha grande interesse ad inventare e sfruttare teorie complottistiche, tanto è vero che ne hanno inventate a centinaia, ed incredibilmente una buona parte di esse hanno un notevole seguito, per la gioia dei ciarlatani. Uno degli ambiti più gettonati è quello delle banche: non si contano le teorie complottistiche inventate su di esse e, come accade praticamente sempre, le bufale complottistiche vengono inventate negli USA ed esportate negli altri Paesi, Italia compresa.

 

Le banche sono istituti fondamentali per l'economia, esse prendono il denaro dai risparmiatori e lo investano prestandolo ad altri cittadini, ad aziende ed allo Stato, permettendo di far funzionare tutta l'economia. Se non esistessero le banche lo Stato non potrebbe fornire molti servizi essenziali, le aziende non potrebbero crescere o addirittura sopravvivere, i cittadini non potrebbero acquistare molti beni importanti: insomma non è sbagliato dire che tutto si regge ANCHE sulle banche. È proprio questa situazione che conferisce un certo potere alle banche e dove c'è il potere fioriscono le teorie complottistiche.

Negli USA, dove nascono i complotti bufala, c'è un notevole odio verso le banche da parte di una fascia di cittadini piuttosto singolare, la stessa che spesso appoggia e diffonde i complotti su di esse: si tratta di quelle persone che vogliono vivere al di sopra dei propri mezzi e si indebitano con le banche non riuscendo più a restituire i soldi, trovandosi così (giustamente) in seri problemi. Questo comportamento da irresponsabili è in realtà molto diffuso negli USA, dove avere un certo tenore di vita o avere certe cose sembra essere quasi un dogma da seguire a tutti i costi, ed al tempo stesso gli istituti di credito negli USA sono molto più flessibili nel concedere credito.

Le persone, incapaci di capire e criticare il comportamento irresponsabile dei cittadini, preferiscono dare la colpa agli istituti di credito, o meglio preferiscono odiare le banche. Da qui il passo ad inventare complotti sulle banche è breve: i complotti infatti sono anche un modo per esprimere il proprio odio e le proprie paure.

Anche se in Europa non esiste una situazione del genere con gli eccessi di indebitamenti dei cittadini nei confronti delle banche, si importano e si sfruttano comunque le teorie complottistiche sul tema, perché comunque riescono a vendere.

Dunque, dalla branca delle teorie complottistiche sulle banche nasce anche la teoria complottistica del signoraggio, chiamato solitamente soltanto "signoraggio", da non confondere però con l'omonima parola che in economia ha un altro significato (ovviamente storpiato dai ciarlatani complottisti).

 

In particolare, il signoraggio nasce da teorie complottistiche piuttosto deliranti, come si può vedere qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_del_complotto_sul_signoraggio , ed ha avuto il suo adattamento italiano semplicemente ignorando i dati di fatto ed inventano di sana pianta un sistema Stato-banconote-banche inesistente, con vaghi riferimenti a cose reali, in modo da consentire alla bufala di stare in piedi e quindi di essere sfruttata.

 

 

Il signoraggio bancario: la bufala internettiana

 

Da anni su Internet vari personaggi e siti schiamazzano sul “signoraggio” delle Banche centrali. In questo articolo do per scontato che il lettore sia informato sugli argomenti “complottisti” che sostengono simili tesi. Nuovo Ordine Mondiale, Signoraggio, Rettiliani ed altre scemenze intasano a colpi di codici Html la rete, fondendo in un’unica, seppur variopinta, “teoria del complotto universale” tutte queste deliranti ipotesi, degne dell’attenzione di un Centro di Igiene mentale, oltre che palese segnale di arrogante ignoranza e preoccupante fuga dai problemi reali della vita di ciascuno di noi.
Circa il cd. “signoraggio” vi faccio notare come esso in pratica non esista nei termini indicati da tutta quella gente, spesso palesemente “disturbata” e ignorante, altre volte suggestionabile e suggestionata dall’avere un’illuminazione che spieghi ogni “mistero” di cui dovremmo essere vittime inconsapevoli.

Andiamo con ordine (il vecchio ordine della logica e della razionalità):

1) Prima di tutto: Bankitalia non guadagna profitti sul valore nominale delle banconote, meno i costi di stampa, come dicono i complottisti.
2) Bankitalia e tutte le Banche Centrali guadagnano profitti sugli interessi maturati sulla “base monetaria monetizzata”. In sostanza, guadagna il 2-3% del valore di tutte le riserve bancarie che emette su richieste delle banche, cioè in termini semplici, sulle banconote che stampa. Interessi che poi vanno al Tesoro dello Stato.
3) Lo Stato italiano non paga la Banca Centrale per ottenere una sola banconota. Non ne ha convenienza, non paga interessi a sé stesso. Anzi, ottiene banconote a tasso zero, con un meccanismo che non spiego e che potette leggere nel dettaglio nell’articolo citato.
4) Il debito pubblico non dipende dalle banche centrali, non è un fatto che dipende dall’emissione di moneta. Semmai l’emissione di moneta in caso di deficit potrebbe essere attuata dallo Stato tramite la Banca Centrale per ridurre temporaneamente il debito pubblico, cioè ricorrendo al “signoraggio”; ma questo genera inflazione nel lungo termine. Si tratta di un fenomeno limitato, grazie all’indipendenza delle banche centrali che è una garanzia per tutti e non un segnale di chissà quale “complotto”.
5) Se le Banche hanno creato la crisi mondiale ( è accaduto due volte, la prima nel 1929), le ragioni vanno cercate in altri meccanismi interni al mercato e al comportamento stesso delle Banche, talvolta spregiudicate nelle operazioni finanziarie dalle stesse pensate e messe in atto. Si leggano i miei articoli sui derivati, swap ed agenzie di rating, che certamente non hanno la pretesa di dare tutte le risposte, ma qualche risposta la danno.

Lo sapete perché non si possono avere risposte esaustive alle crisi? E’ di una semplicità disarmante: perché non c’è nessun complotto ! Se ci fosse un gruppo di persone che si raduna in qualche luogo segreto per decidere, quantomeno, le sorti economiche del mondo in modo occulto ed egoistico, tendente solo ad interessi di quel gruppo di “eletti”, sarebbe di una facilità estrema capirne le “direttive”, i “piani”, i “meccanismi” che agiscono per “danneggiare” gli altri esseri umani.

La sottocultura complottista che crede che gli essere umani siano come i protagonisti del film “Matrix” è una pseudoideologia da non seguire assolutamente. Ma veramente credete che chi scrive questo articolo e milioni di altri intellettuali ed esperti sparsi per il globo siano degli imbecilli che starebbero a guardare passivamente e rassegnati che un piccolo gruppo di persone spadroneggia arrogantemente sui destini di miliardi di esseri umani? Vi consiglio sentitamente di leggere con molta attenzione due romanzi di Umberto Eco: “Il pendolo di Foucault” e “Il Cimitero di Praga”. Nelle due opere citate il celebre autore spiega ai “bambini complottisti” come esistano complotti da sempre, ma “universali” mai!

E che talvolta i protagonisti di un complotto (certamente non universale) sono patetici personaggi da biasimare e soprattutto da compatire. Credere in complotti universali è una semplificazione paranoide della complessità del mondo e della vita, così dimenticando i veri problemi da affrontare con impegno civile che riguarda tutti noi, che vi piaccia o no. Rimboccatevi le maniche: c’è tanto da lavorare per la realtà (quotidiana il più delle volte) e non per le fantasie. Se volete essere “illuminati” pensate a come pagherete l’energia elettrica che vi “illumina”.

 

 

Il sugo della bufala

 

Secondo i sostenitori della bufala, il "Signoraggio" è un reddito illegittimo intascato dalle banche che emettono la moneta, e corrisponde alla differenza tra il valore nominale della moneta e il suo valore effettivo (costo di produzione e di stampa).
In altre parole, secondo questi geniacci, quando la Banca d'Italia emette una banconota da 500 euro, dato che la banconota in sé vale pochi spiccioli (tra carta, inchiostri e spese di produzione) la differenza se la intasca la Banca d'Italia. E dato che la Banca d'Italia (sempre secondo i geniacci) è in mano di privati, pochi fortunati gozzovigliano a spese di tutto il popolo italiano.
E questo discorso si ripete, naturalmente, per qualunque paese nel mondo.

Se vi fermate un attimo a riflettere, la cosa non è poi molto diversa da quello che fate quando emettete un assegno: vi portate a casa un televisore al plasma e lasciate al negozio un assegno da 1000 euro, che in realtà tra carta e inchiostro non vale nemmeno 10 centesimi. Siete dei rapinatori?
Certo che no. Il vostro assegno è garantito dai fondi che avete depositato in banca, dal fido che la banca vi riconosce. Se l'assegno è scoperto, finite nei guai.

Il denaro è emesso dalle Banche centrali nello stesso modo in cui si emette un assegno. La Banca centrale acquista titoli da privati e da banche, ed emette moneta in quantità corrispondente a quei titoli.
Così come il vostro assegno è coperto dal danaro che possedete nella vostra banca, allo stesso modo le banconote emesse dalla Banca centrale sono coperte dai titoli che essa possiede.
I titoli (esattamente come il denaro che tenete in banca) producono interessi.
Quegli interessi costituiscono una fonte di reddito per la Banca centrale: quello è il "signoraggio", non certo quello che pensano e sostengono i complottisti.
Il "signoraggio" sono quindi gli interessi incassati dalla Banca centrale sui titoli posseduti a copertura delle banconote emesse, detratte le spese di produzione e quelle di funzionamento dell'ente. Questo reddito netto non viene incassato da privati, ma finisce nelle casse dello Stato. In altre parole, va a beneficio della collettività.

Il Signoraggio non è un mistero, non è un segreto: il sito della Banca d'Italia dedica una sezione a spiegarlo. E' quindi un reddito ufficiale e riconosciuto.

 

 

Alcuni dei miti più famosi del Signoraggio

 

I soliti errori dei signoraggisti vengono ripetuti, sotto l’evidente convinzione che la ripetizione ad nauseam equivalga ad una dimostrazione razionale, e non al tedio più abissale per chi è costretto a sentire sempre le stesse asinerie: “Bankitalia guadagna profitti sul valore nominale delle banconote, meno i costi di stampa”, sostengono.

Nel mondo in cui però viviamo veramente – distinto da quello immaginario dei signoraggisti – Bankitalia (in realtà la Banca Centrale Europea) guadagna profitti sugli interessi maturati sulla base monetaria monetizzata. In sostanza, guadagna il 2-3% del valore delle banconote (e di tutte le riserve bancarie, per essere precisi) che emette.

In sostanza, ciò che accade è (supponendo un’operazione annuale per semplificare i conti) che una banca che ha bisogno di riserve monetarie per un totale di 1,000€ deposita titoli di Stato (o anche titoli di debito privato) presso la banca centrale, e riceve riserve (diciamo banconote) per un valore di 1,000€.

Dopo un anno, supponendo l’interesse pari al 5%, i titoli di Stato hanno maturato, su un capitale di 1,000€, interessi per 50€: la banca restituisce la banconota di 1,000€ e si riprende il titolo di Stato che aveva depositato, ma lascia alla banca centrale quei 50€, e questi 50€ sono i profitti da signoraggio della banca centrale. Questi profitti vanno successivamente allo Stato.

Tutto qui. Non c’è nessun complotto, purtroppo per i signoraggisti.

Un altro mito propugnato nel video è che lo Stato italiano paga 100€ (più manodopera) per ottenere una banconota da 100€. Nel mondo reale una banconota costa gli interessi che non si ottengono su di essa: il 2-3% di cui sopra.

Nel caso dello Stato, siccome i profitti del signoraggio vanno al Tesoro, il costo dovuto agli interessi è proprio pari a zero, visto che lo Stato pagherebbe interessi a sé stesso se chiedesse alla banca centrale di stampare soldi. Le cose non vanno neanche così, ma inutile complicare la situazione.

Ben lungi dall’essere un costo per lo Stato, il monetizzare i debiti è per lo Stato un doppio guadagno: gli interessi (nel breve termine) scendono e il debito costa di meno, e gli interessi maturati sul debito ritornano allo Stato, che di fatto in questo modo ottiene un prestito a costo zero.

Tra l’altro, si noti che la banca centrale può anche monetizzare titoli di debito privato: se questo fosse una tragedia per i privati, anziché un regalo che lo Stato fa ad alcuni operatori finanziari, questi non dovrebbero esserne molto contenti.

Ma allora perché si crede che per lo Stato la monetizzazione del debito sia tanto costosa? Poi c’è il solito mito secondo cui il debito pubblico dipende dalle banche centrali. Nel mondo reale il debito pubblico deriva dal fatto che lo Stato spende più soldi di quanto riceve tramite le tasse: la somma di tutti i deficit pubblici accumulati nel tempo, più tutti gli interessi accumulati sui debiti precedenti, determina il debito pubblico attuale.

Tutto ciò non ha nulla a che fare con la moneta. Lo Stato può ridurre il costo del debito stampando moneta, cioè ricorrendo al signoraggio, ma questo genera inflazione nel lungo termine, perché la monetizzazione fa aumentare l’offerta di moneta, e quindi si cerca di limitare questo fenomeno, grazie all’Indipendenza delle banche centrali.

Anche su altre affermazioni dei signoragisti farò un esempio: se l’interesse è il 5%, e lo Stato fa 1,000 € di deficit ogni anno, il primo anno (partendo da un debito nullo) ha 1,000€ di debito (più 50€ di interessi), il secondo ha 2,000€ di debito, più due anni di interessi sui primi 1,000€, e un anno di interessi sui secondi 1,000€ di debito, e così via.

Dopo dieci anni, trascurando l’interesse composto (cosa non particolarmente precisa in questo caso) lo stato avrà 10,000€ di debito per via dei deficit accumulati, e circa altri 5,000 € di debito per via degli interessi accumulati (50€ ogni anno per ogni 1,000€ di debito).

Un'altra novità pazzesca circola è: Bankitalia e Banca d’Italia non sono la stessa cosa, perché la prima è privata e la seconda è pubblica (in realtà ovviamente Bankitalia è il nomignolo ufficioso di Banca d’Italia). Un’assurdità del genere non l’avevo ancora sentita, e dire che pensavo di essere esperto in materia. C’è infine una nuova teoria delle crisi economiche: un piccolo gruppo di cospiratori compra un sacco di azioni con soldi stampati dal nulla, poi altrettanto improvvisamente questi limitano le spese per far crollare i titoli, e infine ricomprano tutto a prezzo scontato: i cospiratori sono le banche che creano credito.

Nel mondo reale le banche durante la crisi, anziché espandere il loro controllo sul mercato, falliscono: purtroppo lo Stato corre loro in aiuto, e quindi le banche fanno cose stupide perché sanno di non doverne pagare i costi.

La teoria precedente, ben lungi dall’essere così sofisticata, vuole spiegare boom e recessioni in base ad una strategia di un gruppo di cospiratori, anziché come risultato di dinamiche economiche quali la politica economica, l’innovazione finanziaria e tecnologica, i flussi di capitale internazionale, come fanno gli economisti seri.

L’idea che tutte le dinamiche sociali siano l’esito consapevole delle strategie di cospiratori onniscienti e onnipotenti è alla base di molti cospirazionismi (e anche di buona parte del pensiero politico socialista e utopista, se si vogliono cercare i padri intellettuali nobili di queste baggianate).

Mi spiace poi per i signoraggisti se lo Stato è molto geloso del suo potere di emettere moneta, ma il motivo è semplice: è lo Stato, in primis, che ci guadagna. È vero che la finanza è iper-regolamentata per evitare la concorrenza, anche la concorrenza di cose risibili come i SIMEC, ma questo è vero per la finanza quanto per ogni altra attività produttiva: lo Stato padrone decide chi deve produrre e chi no, per favorire questa e quella lobby.

Si chiama politica democratica, non ha nulla a che fare con il credito, se non per il fatto che i mercati finanziari sono uno dei tanti mercati distorti dallo Stato, e le società finanziarie sono una delle tanti lobby che, attaccate alla mammella dello Stato, estorcono privilegi a danno del resto della società. Non c’è nulla di speciale: che una lobby sia di banchieri o di tassisti, la logica politica è la stessa.

Infine, c’è il ministro Tremonti che, per giustificare un po’ di Stato in più (lui ha potere, quindi più Stato c’è e meglio è per lui) sembra dire qualcosa di simile ai signoraggisti in un’intervista. In realtà quel che dice il ministro è semplicemente che la crisi del 2007 è una crisi del “sistema bancario ombra”, cioè dell’insieme di intermediari finanziari che, parallelamente alle banche commerciali (e in stretti rapporti con esse) crea mezzi di pagamento non-monetari per finanziare le imprese .

In sostanza, Tremonti dice che la crisi è stata bancaria, cioè che le banche (rectius, le banche del sistema ombra, che non sono banche in senso proprio perché non hanno depositi a vista) sono state ad un passo dal fallimento.

Che poi il ministro chiami la moneta di Stato (cioè la base monetaria, che tra l’altro secondo i signoraggisti dovrebbe essere privata) “buona” è solo perché a Tremonti piacciono le frasi ad effetto, indipendentemente dal loro contenuto.

La citazione di Allais, a volte riportata, è probabilmente completamente fuori contesto: Allais sembra dire che se lo Stato stampa moneta per finanziare i propri debiti non si comporta diversamente da un qualunque contraffattore, e la cosa è ovviamente indiscutibile. La monetizzazione è una tassa che lo Stato impone ai propri cittadini, spesso senza che questi se ne accorgano.
 

 

Inventano di tutto per cercare di convincervi
 

Cos'è il signoraggio?
La stragrande maggioranza della gente non ne ha la minima idea. Un sacco di persone, infatti, ha altre cose a cui pensare: lavorare o cercarsi un lavoro, pagare l'affitto, portare pane e companatico alle proprie famiglie.
Per gli economisti (quelli seri) il signoraggio è semplicemente il reddito riconosciuto a chi emette valuta. A spiegarlo è addirittura la Banca d'Italia, in una pagina Web dedicata a questo argomento.
Nulla di segreto o di strano: gli enti autorizzati a emettere valuta prendono in carico titoli ed emettono moneta in contropartita, e ci guadagnano con gli interessi. Questo ricavo in parte serve a coprire le spese di funzionamento degli enti, per il resto va allo Stato (e quindi al popolo).
In un certo senso non è poi molto diverso da quello che succede quando chiedete alla vostra banca un assegno circolare. Versate i soldi sul vostro conto, in cambio ricevete l'assegno circolare. La banca ci guadagna qualcosa tra interessi e prezzo dell'operazione.
Per quanto riguarda l'Italia, il reddito netto da signoraggio è incassato tutto, come s'è detto, dallo stesso Stato Italiano. I soci privati della Banca d'Italia possono spartirsi annualmente un ricavo di poco più di quindicimila euro.
Una cifra ridicola.
La faccenda è spiegata abbastanza bene persino nella relativa voce di Wikipedia, nonostante i ripetuti assalti di chi vorrebbe inquinarla.
E sì, perché c'è una schiera di imbecilli (i cosiddetti "signoraggisti") che non ha capito nulla di come funziona il sistema monetario, ed è convinta che il signoraggio sia la differenza tra il valore nominale della moneta e il prezzo per produrla (carta e inchiostro).
In pratica, sostengono questi geniacci, le banche vi rifilano una banconota da 100 euro che a loro è costata (per produrla) appena 10 centesimi, realizzando quindi un guadagno di ben 99 euro e 90 centesimi. Oltre agli interessi, s'intende.
Solo un perfetto idiota può credere a una simile baggianata, giacché una banconota da 100 euro - tanto per semplificare - vale tutto quello che si può comprare o ottenere con 100 euro: 100 litri di latte o 40 kg di pane, o un volo low cost Roma - Milano. Nessuno accetterebbe mai una banconota da 100 euro che valesse solo 10 centesimi!

 

Banconote, assegni, titoli ecc. sono semplici strumenti di mercato che servono a consentire gli scambi commerciali. Se costruiste biciclette e voleste mangiare una bistecca, può essere che il macellaio non abbia bisogno di una bicicletta ma di un paio di scarpe, e voi sareste costretti a cercare un calzolaio che abbia bisogno di una bicicletta per poi offrire le scarpe al macellaio e portarvi finalmente a casa la vostra bistecca, ammesso che foggia, colore e misura delle scarpe soddisfino i suoi gusti e necessità. Un bel casino, nevvero? I soldi servono a risolvere il problema: prendete la bistecca, mollate una banconota, e il macellaio si andrà a comprare con calma le scarpe che vuole.
Tutti contenti, tranne i signoraggisti che proprio non riescono a capire il meccanismo.
E fin qui, poco male: se uno è stupido, il problema è soprattutto suo. Il guaio grosso è che questa gente ha deciso di fare della propria vita uno strumento di tortura per il prossimo, e quindi tenta in tutti i modi di convincere anche voi.
Ecco uno dei tanti esempi: http://complottismo.blogspot.com/2010/07/signoraggio-e-asciugamani.html

 

 

Signoraggio: sfatare i miti dei complottisti

 

Articolo tratto da qui

 

Navigando sul web, è possibile imbattersi in numerosi siti internet che parlano in modo altamente distorto di signoraggio e alcuni di essi hanno addirittura decine di migliaia di fan. Si sente dire di tutto su questo tema, sfiorando in continuazione il complottismo e generando disinformazione. Poichè il tema può risultare complesso, ci occuperemo solamente delle norme europee e cercheremo di spiegare in modo molto semplice che cosa è stato e cosa è realmente il signoraggio oggi.

 

Dal medioevo fino al XIX secolo in Europa era uso comune dei cittadini proprietari di oggetti d’oro che necessitavano di liquidità, portare il metallo prezioso alla zecca di Stato e trasformarlo in moneta corrente. Il servizio pagato allo Stato per questo servizio di conversione era chiamato signoraggio poichè sulle monete era apposta l’effigie del signore o del sovrano. Insomma era una sorta di tassa che il governo utilizzava per pagare materie prime e salari degli impiegati alla zecca, utilizzando le eccedenze per alimentare la spesa pubblica. Quando fu scoperta l’America ed iniziarono ingenti afflussi di metallo prezioso verso il Vecchio Continente (soprattutto verso la Spagna), i coloni accorsero in massa verso le zecche di Stato per trasformare l’oro in moneta. Nei primi tempi ciò fece aumentare esponenzialmente le entrate monetarie dei governi che finanziarono ancor più le spedizioni dei conquistadores nel Nuovo Mondo. Tuttavia anche la base monetaria prodotta dal conio incessante di nuove monete d’oro aumentò enormemente creando inflazione.

Con la nascita della moneta cartacea e con esigenze sempre maggiori di controllo delle dinamiche inflazionistiche, rimase ai governi la facoltà di emettere moneta mentre l’emissione di banconote passò alle banche centrali autonome dai governi. In Italia, la totale autonomia della Banca d’Italia dal governo fu raggiunta solamente dal 1981 con il cosiddetto “divorzio” con il Ministero del Tesoro. Con la nascita della moneta unita poi, venne creato il Sistema di Banche Centrali coordinate dalla Banca Centrale Europea.

 

Oggi il signoraggio praticato dai governi è ancora limitato all’emissione di moneta. Per calcolarlo occorre sottrarre i costi di produzione al valore facciale delle moneta. Ad esempio se una moneta del valore di 2 euro, per essere prodotta e distribuita il governo spende 1,80 euro, il reddito da signoraggio risulterà di 20 centesimi per ogni moneta da 2 euro prodotta.

Secondo molti siti, spesso vicini al sentire “complottista”, il signoraggio sarebbe orchestrato ai danni dei cittadini ed aumenterebbe il debito pubblico.

 

Abbiamo visto in realtà come il reddito da signoraggio confluisca nelle casse dello Stato contribuendo così a finanziare la spesa pubblica (ospedali, scuole, asili ecc..). Inoltre se aumentasse il ricorso all’emissione di moneta, non sarebbe il debito pubblico ad aumentare quanto piuttosto l’inflazione e le entrate statali. Per evitare gli eccessi inflazionistici infatti, l’emissione di banconote in Europa è stata affidata all’organismo indipendente della Banca Centrale Europea. La decisione della BCE del 25 novembre del 2010 spiega in modo approfondito come venga redistribuito il reddito da signoraggio per l’emissione di base monetaria in senso ampio. In pratica il Sistema di Banche Centrali immette liquidità nel sistema attraverso prestiti bancari (LTRO è uno di questi) o attraverso l’acquisto di titoli di Stato. Gli interessi attivi derivanti da queste operazioni vengono trasferiti alla Banca Centrale Europea dopo aver dedotto accantonamenti e spese di funzionamento. In un secondo tempo, la BCE li ridistribuisce alle Banche Centrali Nazionali in relazione alle loro quote partecipative alla Banca Centrale Europea.

 

Tale reddito viene conteggiato nei bilanci delle varie Banche Centrali Nazionali. A quel punto si calcolano gli utili. Parte di essi vengono accantonati mentre la parte restante viene versata ai rispettivi governi. Si possono trovare tutti i dati all’interno delle Relazioni Annuali nei siti web di ogni Banca Centrale Nazionale. Nel 2011 ad esempio la Banca d’Italia ha realizzato un utile di 1 miliardo e 130 milioni di euro di cui 677 milioni di euro sono stati versati al governo italiano, 67 milioni alle banche italiane (per regola ricevono lo 0,50% delle riserve all’anno) ed il resto messo a riserva. La Banca d’Italia, inoltre, ha versato allo Stato Ires ed Irap, contribuendo ad aumentare le entrate dello Stato.

In breve, con buona pace delle teorie complottiste, il signoraggio oggi non è altro che il reddito derivante dall’emissione di base monetaria, in parte utilizzato per il funzionamento delle Banche Centrali ed in parte distribuito ai governi ed impiegato nella spesa pubblica.

 

 

 

Alcune domande frequenti sul signoraggio bancario

 

Tratto da: http://econoliberal.blogspot.it/2012/03/faq-sul-signoraggio-bancario.html


Riprendiamo e riuniamo qui le domande più comuni formulate sul signoraggio e i dubbi più grandi che possono sorgere leggendo alcune presunte cospirazioni delle banche e dei banchieri, che si leggono soprattutto su internet.

Con "signoraggio bancario" indichiamo la la teoria del complotto che si basa su definizione errata del cosiddetto signoraggio bancario. Alcune delle domande sono state pescate in rete, formulate dagli stessi sostenitore di questa teoria complottista:



-Le monete che noi usiamo non sono vincolate ad un valore come l'oro, quindi il valore dovrebbe essere quello indotto dall'uso. Allora perché le banche ricevono gratuitamente dalla banca centrale le banconote che poi prestano a noi?

Il valore dipende dal fatto che noi attribuiamo valore a una moneta e la legge ci obbliga a farlo. Noi attribuiamo un valore a una moneta perché sappiamo che altri lo fanno, sia volontariamente sia per effetto di norme che impongono di accettare in pagamento le monete metalliche e cartacee.

Accettiamo assegni, bonifici e altri tipi di pagamento se riteniamo che il pagamento andrà a buon fine o se esiste un sistema che consenta di ridurre al minimo la probabilità che il pagamento non sia effettuato.

Se si potesse decidere se e quali monete accettare, i pagamenti sarebbero molto difficili, perché ciascuno di noi non saprebbe se una moneta sarà accettata dal panettiere o dal giornalaio. Per ovviare a tale problema, che ostacolerebbe fortemente l'attività economica, gli stati hanno deciso di obbligare i cittadini ad accettare la moneta legale nei singoli paesi.

Altro discorso è relativo al legame tra moneta e oro. La convertibilità delle monete in oro serviva non a dare valore alla moneta, ma a garantire la convertibilità di una moneta in altre monete. Sbaglia chi collega oro e valore della moneta.
 

Le banche non ricevono banconote gratis. Pagano un tasso di sconto alla banca centrale. Come un'impresa può scontare le fatture presso una banca, così la banca può scontare titoli presso la banca centrale, pagando un tasso noto come tasso di sconto. A sua volta la banca farà pagare al cliente cui presta soldi un tasso di interesse.

Perchè succede? La banca sconta titoli quando le occorre avere nuovi capitali che non riesce a raccogliere in altro modo. Scontando i titoli delle banche, la banca centrale fa aumentare, temporaneamente o meno, la quantità di moneta che circola nell'economia.
 

 


-Il meccanismo della riserva frazionaria permette a una banca commerciale di prestare n-volte quanto ha fisicamente in riserva. Non sarebbe più corretto portare la riserva al 100%, permettendo così alla banca commerciale di prestare solo ciò di cui veramente dispone?

La banca raccoglie capitali e li presta, tolta la parte trattenuta sotto forma di riserva (legale e volontaria: la riserva legale è versata alla banca centrale). Non presta più di quanto raccoglie.

Quindi non c'è alcuna tecnica misteriosa, tollerata o illecita, che consente alla banca di moltiplicare i soldi.

Il meccanismo del moltiplicatore monetario dice che se la banca centrale immette 1 euro di nuova moneta, il credito complessivo concesso dalle banche sarà pari a diversi euro. Di diversi euro sarà pure l'ammontare complessivo dei depositi presso le varie banche.

Se la riserva fosse pari al 100%, le banche non sarebbero più intermediari, ma soggetti che prestano i soldi posseduti, ricevuti dai soci. In teoria sarebbe possibile, anche se gli effetti sarebbero indesiderabili. Il credito concesso infatti sarebbe molto modesto rispetto a quello offerto attualmente dalle banche, con la conseguenza che un credito scarso metterebbe al tappeto l'economia, alimentata dal credito bancaria.

Quindi chi propone una riserva al 100% non solo non comprende bene la natura delle banche, ma immagina uno scenario che proverebbe danni incalcolabili al funzionamento dell'economia.
 

 


-L’Italia ha un debito pubblico dal 1861. Questo dipende dagli sprechi di governo o dalla mancanza di sovranità monetaria?

Dipende dal fatto che i governi italiani hanno costantemente speso più di quanto si incassavano. Ognuno può interpretare come preferisce le ragioni che hanno limitato le entrate e reso eccessive le spese, o può decidere che la colpa appartiene a qualcuno ma non ad altri. Questo giudizio lo lasciamo a chi si occupa di politica. Va detto che con poche eccezioni gli stati di certe hanno una certa quantità di debito pubblico, perchè tutti i governi ritengono politicamente opportuno incassare parte dei soldi spesi attraverso il ricorso al debito.

La sovranità monetaria attiene alla possibilità per i singoli stati di scegliere autonomamente le proprie politiche monetarie e, più in generale, la politica economica.

Se i titoli del debito pubblico sono collocati all'estero (accadeva ad esempio a metà ottocento al Regno di Sardegna), chi sottoscrive i titoli porrà alcune condizioni che vincoleranno gli stati, limitandone la sovranità monetaria, cioè la possibilità di decidere quanta moneta emettere, quali tassi praticare.
 

 


-Chi detiene il debito pubblico?

Oltre la metà del debito italiano è in mani straniere, per il resto è nelle mani di banche e cittadini che investono in tal modo i loro risparmi. Tra gli investitori c'è anche la banca centrale che ottiene interessi dai titoli del debito pubblico. Gli interessi sono il vero signoraggio.
 

 


-Cosa cambia per il cittadino se chiudono le Banche Centrali?

Succede che non si emetterebbe più nuova moneta. Di fronte a un'economia che cresce, la moneta diventerebbe scarsa, facendo salire i tassi di interesse fino a un livello tale che per molte imprese e consumatori sarebbe impossibile finanziarsi. L'attività economica di conseguenza diminuirebbe. La crescita di economia e occupazione dunque sarebbero fortemente limitati.

Inoltre sarebbero possibili forti shock dell'economia provocati da crisi di fiducia capaci di mettere in crisi il credito o il sistema dei pagamenti.
 

 


-Se la Banca Centrale stampasse banconote da cento euro al costo di pochi centesimi e le immettesse in maniera diretta in circolazione nell'economica senza nessuna esigenza o necessità, che cosa succederebbe?

La Banca Centrale crea moneta con una accredito su un conto. Poi una certa quota viene usata sotto forma di contanti anzichè sotto forma di bonifico bancario, assegni ecc. e allora stampa una certa quantità di banconote per soddisfare questa esigenza di contanti.

Le banconote costano in effetti poco. Ma non sono "vendute" e non sono prestate. Sono immesse in circolo come l'acqua viene immessa, in un'auto, in un circuito di raffreddamento e lì circola per raffreddare il motore

Se la produzione di moneta è troppa c'è il rischio che l'economia funzioni peggio del previsto (un pò come succede se l'acqua è poca nel radiatore): creando troppa moneta c'è troppo credito. I soldi prestati servono ad acquistare più beni e servizi e l'eccesso di domanda fa salire i prezzi.

Non esiste però un legame stretto e necessario tra più moneta e prezzi più alti. Dipende dal contesto, dalle situazioni concrete.
 

 

 


-Perché si dà tanta importanza alle questioni monetarie mentre il successo o l'insuccesso di alcune aziende (da Fiat a Parmalat) dimostra che le faccende monetarie hanno poco o nessun peso?

Per decenni le scelte dei governi e delle autorità monetarie a proposito di tassi di interesse o tassi di cambio, hanno occupato le pagine dei giornali, togliendo spazio ad altre questioni di politica economica.
In Italia la struttura industriale è sempre stata debole, e lo stesso dicasi per lo stato. Così ogni qual volta la domanda cresceva, spesso per effetto di una maggiore dose di spesa pubblica, aumentavano prezzi e importazioni, creando tensioni sui cambi. La lira tendeva a svalutarsi, la Banca d'Italia interveniva rialzando i tassi di interesse sia per raffreddare la domanda che per attirare capitali.

Sui giornali si innescavano infinite polemiche sulle scelte relative a cambi e tassi di interesse, circa l'opportunità delle svalutazioni e le relative conseguenze, con favorevoli e contrari e interessi diversi. Invece erano meno popolari e spinosi per qualcuno, gli altri argomenti, come la politica industriale o la politica fiscale. Si preferiva dare le colpe alle banche centrali piuttosto che fare i conti con l'imprenditore miope e magari evasore.

Così succede che qualcuno può semplificare affermando che le banche centrali e le banche in genere sono le sole responsabili di ogni problema economico, dimenticando tutto il resto.

 

 

 

Interrogazioni parlamentari sul signoraggio!

 

La bufala del signoraggio è così diffusa che purtroppo sono state fatte anche interrogazioni parlamentari in merito, ricche ovviamente di informazioni false e distorte:

http://www.giornalettismo.com/archives/127884/di-pietro-e-la-bufala-del-signoraggio/

http://www.giornalettismo.com/archives/127884/di-pietro-e-la-bufala-del-signoraggio/2/

http://www.giornalettismo.com/archives/127884/di-pietro-e-la-bufala-del-signoraggio/3/

http://www.giornalettismo.com/archives/127884/di-pietro-e-la-bufala-del-signoraggio/4/

http://www.giornalettismo.com/archives/127884/di-pietro-e-la-bufala-del-signoraggio/5/

 

L'ultima delle quali è questa:

http://youtu.be/kxFbcopXNQU


[1:08] Il nesso banche-Stato

Il documento che cita Sibilia è questo

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/134369.pdf

Pagina 4 punto 10.
Ora, se Sibilia avesse seguito i lavori della commissione dal loro inizio, sarebbe approdato a questo documento (che è precedente al primo)
http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/133011.pdf

che spiega qual è il nesso e cioè il debito sovrano (pagina 9 punto 12).
In sostanza la Commissione Europea sta valutando il meccanismo unico di vigilanza e dei criteri comuni di capitalizzazione delle banche per perfezionare il meccanismo dell'Unione monetaria (unitamente ad altre misure che sono citate nei documenti della commissione, non ultime quelle citate nelle conclusioni della riunione di ieri in cui si spiegano le misure fiscali). In questa maniera si vorrebbe superare il meccanismo con cui uno Stato, che finanzia il proprio debito emettendo titoli che vengono comprati da investitori (leggi banche), deprime ulteriormente il suo bilancio a causa degli elevati tassi che deve pagare su quei titoli venendo meno all'erogazione dei servizi essenziali nei confronti dei suoi cittadini e, visto che siamo in Europa, deprimendo anche la crescita europea.
A me pare una buona cosa un meccanismo che spezzi questo circolo vizioso e prevenga degli shock nell'UE, no?
Come nota di colore vorrei far notare che l'iniezione di liquidità di dicembre 2011 della BCE (un prestito all'1% che nelle intenzioni doveva servire all'economia reale) è stata utilizzata dalle banche per finanziare parte del debito italiano sotto forma di BTP al 5 e rotti percento.

[1:23] la proprietà della BCE, la natura giuridica delle BCN

Questa è una tesi tipica dei complottisti: la BCE governata dagli interessi privati di un gruppo "segreto" (benedetto sia Umberto Eco) e partecipata da BCN a loro volta di proprietà di enti privati.
Fa bene Sibilia a smarcarsi dal suo stesso discorso sottolineando quel "di fatto", ma è un esercizio retorico che cozza con lo statuto della BCE e del SEBC (e con l'articolo 107 del trattato che istituisce la comunità europea, comunque si trova tutto nella gazzetta ufficiale europea http://www.ecb.int/ecb/legal/pdf/fxac08115itc_002.pdf ) che dichiara la personalità giuridica ai sensi del diritto pubblico.

L'intero quadro normativo è qua:
https://www.ecb.int/ecb/legal/1341/1342/html/index.it.html


Al minuto [1:53], sempre sull'argomento "natura giuridica e proprietà", si cita il caso della Banca d'Italia. Il diligente Sibilia non manca di sottolineare come la Banca sia di "proprietà" (parole sue) degli istituti privati quali Unicredit, Intesa, etc etc, tutti documentati sul sito della Banca (e ci mancherebbe). Bastavano due click in più per leggere nello Statuto della Banca d'Italia un po' di informazioni sulla natura giuridica e sul ruolo dei partecipanti...
Art.1
La Banca d'Italia è istituto di diritto pubblico.
[...]
Tombale direi.
http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/statuto/statuto.pdf


Ed il fatto che sia un istituto di diritto pubblico, e cioè che operi nell'interesse del pubblico, è spiegato sempre nello statuto quando si parla delle funzioni e della dimensione europea in cui vengono esercitate. Un pubblico allargato insomma, una vasta platea.
Il fatto che la Banca sia legata con lo Stato ce lo suggerisce l'articolo 17 che è, a mio parere, una finezza di equilibrio istituzionale che ha pari negli articoli della Costituzione che regolano i poteri dello Stato.
Fra l'altro l'approvazione dello statuto è un decreto del Presidente della Repubblica che finisce in Gazzetta Ufficiale.
I partecipanti...di che si occupano? La risposta è sempre nello statuto, ma non c'è il conflitto di interessi che tanto si paventa (e i compensi stanno nel bilancio, anche quello consultabile...e se ve lo chiedete stanno sui 60mln di euro, bruscoli a confronto del debito pubblico. A proposito, questi soldi non derivano dal signoraggio, i cui utili vengono versati allo Stato, ma da utili di riserve).

[2:15] la proprietà della moneta e il signoraggio

La moneta è dei cittadini, dice Sibilia. Bah, non all'atto della produzione nell'officina Fabbricazione Carte Valori della Banca d'Italia. In quel momento è una merce che poi servirà ad evitarci di andare in giro con metalli preziosi in varie grammature, bilancini di precisione e scorte armate e soprattutto servirà ad attuare parte della mission della Banca: l'esercizio delle funzioni di regolazione della liquidità del sistema e di tutela del valore del metro monetario.

Insomma la moneta è uno dei mezzi attraverso cui si esplica la politica monetaria (tutto incredibilmente documentato due click più in là rispetto alla famigerata lista dei partecipanti, dove Sibilia s'era coraggiosamente inoltrato http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/funzioni ). In quel momento le banconote sono pezzi di carta il cui costo, fra l'altro è a carico della Banca. All'atto dell'immissione nel sistema creditizio/finanziario va alle banche che in cambio danno titoli, valute etc etc. La Banca d'Italia, emettendo moneta, iscrive una passività in bilancio a fronte della quale riceve titoli che iscrive in attivo.

Il guadagno arriva proprio dai frutti di questi titoli (ed ecco il reddito da signoraggio). Peccato che durino poco perché la Banca li gira allo Stato (come stabilito nell'articolo 39 dello Statuto e a seguito della redistribuzione degli utili come da Statuto del SEBC, articolo 33).
Il tutto è trasparentemente documentato sul sito della Banca, alla voce "Signoraggio".
http://www.bancaditalia.it/bancomonete/signoraggio/Signoraggio.html

Evidentemente il mouse di Sibilia ha i click contati.

Tutto ciò detto, vi invito a leggere le decisioni della commissione presieduta dalsignor Van Rompuy (questo sconosciuto) nella seduta del 22. Per fortuna qualcuno sembra prendere sul serio la questione delle frodi fiscali, dell'evasione, del segreto bancario, del monitoraggio dell'economia digitale...perché se aspettassimo i nostri staremmo ancora a decidere qual è il limite per il tracciamento del contante
http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/137219.pdf


A dire delle sciocchezze piene di congetture alla Dan Brown si fa abbastanza presto, a crederci si fa ancora prima (ma non biasimo nessuno perché con tutta la frustrazione che c'è in giro, è comprensibile che si voglia sfogare) e a smontarle ci vuole tempo, perché nessuno fa lo smontantore di panzane di professione e poi, tipicamente, ci si ritrova a dover rispondere alla odiosa domanda "chi ti paga?".
Personalmente trovo più confortante una verità che è basata su documenti ufficiali tratti alla fonte piuttosto che una congettura basata su insinuazioni, dubbi e vaghe allusioni. Forse l'ancorarsi ad una verità noiosa e negare una fantasia avvincente è il meccanismo attraverso il quale il mio cervello si tutela dal farsi la scomoda domanda "ma è aria quella che sto respirando o sono dentro Matrix?" Poi però rimane un po' di sconforto nel vedere tutta quella energia mentale sottratta alla fiction letteraria ed impiegata in Parlamento.

 

 

 

Argentina, Ecuador e Islanda: perché sbaglia chi dice che dovremmo fare come questi tre paesi per risolvere la crisi, spiegato semplice:

 

http://www.ilpost.it/2012/11/18/tre-esempi-da-non-seguire/  (pagina 1)

 

http://www.ilpost.it/2012/11/18/tre-esempi-da-non-seguire/2/  (pagina 2)

 

 

Le soluzioni (molto) peggiori del male: Paolo Barnard e la MMT

 

http://stradeonline.it/istituzioni-ed-economia/247-le-soluzioni-molto-peggiori-del-male-paolo-barnard-e-la-mmt

 

https://www.youtube.com/watch?v=EHkUrwhvcZc

 

 

Paragone, Barnard e la verità sul documento ufficiale che certifica il fallimento dell'Euro

 

http://lefoureloaded.blogspot.it/2014/01/paragone-barnard-e-il-documento.html

 

 

Le nuove bufale su Bankitalia:

 

http://lefoureloaded.blogspot.it/2014/01/le-nuove-balle-sulla-banca-ditalia.html

 

http://lefoureloaded.blogspot.it/2014/02/altre-balle-sulla-banca-ditalia-anche.html

 

http://lefoureloaded.blogspot.it/2014/02/il-governatore-di-bankitalia-conferma.html

 

 

 

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
Servizio Antibufala

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