Suoni di origine misteriosa

Premessa: tratto ed adattato da wikipedia
Il Bloop
Il Bloop è il nome dato
ad una frequenza ultrabassa sottomarina registrata dal NOAA alcune volte durante
l'estate del 1997; la sorgente di questo suono è rimasta sconosciuta.
Il suono, originato da qualche parte attorno alle coordinate 50° S 100° W (al
largo della costa sudoccidentale del Sudamerica), fu captato ripetutamente
dall'idrofono autonomo dell'Oceano Pacifico Equatoriale, parte
dell'equipaggiamento dell'U.S. Navy originariamente progettato per identificare
i sottomarini sovietici. Secondo la descrizione fornita dal NOAA, il suono "salì
rapidamente in frequenza nell'arco di circa un minuto e fu sufficientemente
forte da poter essere captato da molteplici sensori, fino ad un raggio di 5.000
km"; secondo gli scienziati che hanno studiato il fenomeno somiglierebbe al
profilo audio di una creatura vivente, sebbene non vi sia animale conosciuto che
possa aver generato questo suono. Se si trattasse di un animale, dovrebbe essere
enormemente più grande di una balenottera azzurra, l'animale conosciuto più
grande sulla Terra.
In sostanza, è possibile
che un gigantesco animale sconosciuto, essenzialmente come quelli preistorici,
possa aver generato il suono.

Lo Slow down
Lo Slow Down è un suono registrato il 19 maggio 1997 nell'Oceano Pacifico
equatoriale dal National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati
Uniti d'America.
Il nome è dovuto al fatto che il suono decresce lentamente in frequenza in circa
7 minuti; si generò in un punto dell'oceano alle coordinate 15°S 115°W ed è
stato registrato usando un idrofono. Fu sufficientemente forte da poter essere
captato anche da altri tre sensori, localizzati alla longitudine 95°W e
posizionati alle latitudini 8°N, 0° e 8°S, in un raggio di circa 2000 km dal
luogo d'origine.
La sorgente del suono è rimasta sconosciuta.

Brusio
di Taos
Il brusio di Taos
(conosciuto anche come ronzio di Taos; in inglese Taos Hum) è un fenomeno che
dagli anni settanta si registra a Taos, nel Nuovo Messico. È descritto spesso
come il ronzio di un motore diesel avviato al minimo molto distante, tipicamente
difficile da rilevare con i microfoni e la relative fonti e natura sono un
mistero all'ascoltatore.
Nel 1977, un quotidiano inglese ricevette circa 800 lettere da persone che si
lamentavano della perdita di sonno, emicrania, difficoltà respiratorie, ansia,
irritabilità, salute cagionevole, difficoltà motorie e difficoltà a leggere e
studiare dovute ad un incessante brusìo a bassa frequenza con un flusso
costante; questo spinse gli scienziati a cercare una spiegazione per questo
fenomeno e scoprirono che a Taos colpiva circa il 2% della popolazione, una
percentuale inspiegabilmente molto bassa.
Dopo anni di malessere nel 1993 i cittadini di Taos indussero una ricerca nel
tentativo di trovare la fonte produceva il suono, senza un buon esito. Esistono
varie teorie ma ad oggi non è ancora stato provato niente.
Il segnale Wow!

Premessa: Tratto da QUI
E' il 15 agosto 1977. Il radiotelescopio Big Ear della Ohio State University sta
ascoltando l'incessante fruscio dei segnali radio naturali che provengono dallo
spazio, specificamente nella direzione della costellazione del Sagittario.
L'astronomo Jerry R. Ehman sfoglia i tabulati prodotti dal radiotelescopio e a
un certo punto segna con la biro rossa una serie di dati e vi aggiunge un grande
"Wow!".
Il suo stupore è più che giustificato. Il segnale ha tutte le caratteristiche
tipiche di un segnale artificiale proveniente dallo spazio profondo.
- Il radiotelescopio Big Ear aveva un puntamento fisso: spazzava il cielo man
mano grazie alla rotazione terrestre. Di conseguenza, poteva "osservare" un
punto specifico del cielo per esattamente 72 secondi prima che uscisse dal suo
campo di ricezione. Un segnale che fosse durato di più o di meno avrebbe
indicato una fonte terrestre (un satellite in orbita o un aereo, per esempio).
Un segnale che fosse durato esattamente 72 secondi sarebbe stato quindi di
origine non terrestre (non necessariamente artificiale, ma non terrestre). Il
segnale durò esattamente 72 secondi.
- Un segnale non terrestre avrebbe avuto un'intensità che iniziava bassa,
raggiungeva il picco massimo dopo 36 secondi (quando era al centro del campo di
ricezione del radiotelescopio), e poi calava di nuovo. Il "segnale Wow" aveva
queste esatte caratteristiche.
- Il segnale fu il più potente mai ricevuto dal radiotelescopio Big Ear.
- La larghezza di banda del segnale era inferiore a 10 kHz: in altre parole: un
segnale ben preciso, senza le sbavature tipiche dei segnali di origine naturale.
- La frequenza di emissione del segnale era vicinissima ai 1420.406 MHz, che è
quella ritenuta ottimale per le trasmissioni radio interstellari perché buca le
nubi di polvere nello spazio e quindi viaggia meglio di tutte le altre; sarebbe
quindi un candidato naturale per qualunque segnale emesso intenzionalmente da
una civiltà extraterrestre.
- La stessa frequenza è fra quelle proibite ai trasmettitori terrestri, e questo
è un altro motivo per escludere l'origine terrestre del segnale.
Purtroppo il segnale "Wow" non si è mai più ripetuto. Sono stati fatti numerosi
tentativi di riascolto, puntando verso la medesima posizione nel cielo anche i
più recenti radiotelescopi, ma non è mai stato ricevuto altro. In quella
posizione, inoltre, non ci sono corpi celesti significativi. Sono state escluse
anche le fonti più improbabili, come pezzetti di satelliti che potevano
riflettere un segnale di origine terrestre.
C'è chi ha obiettato che un segnale intenzionale si sarebbe ripetuto. Non si
grida "Ehi, sono qui" una volta sola, no? Ma bisogna considerare che quando
siamo stati noi a mandare nello spazio un radiosegnale per farci conoscere,
tramite il radiotelescopio di Arecibo il 16 novembre 1974, lo abbiamo fatto una
sola volta.
L'apposita voce della Wikipedia in lingua inglese ha una ricca bibliografia
tecnica sul "segnale Wow".
Questi sono i veri misteri della scienza. Ed è per questo che la ricerca
scientifica va finanziata: perché sarebbe veramente vergognoso scoprire che là
fuori Ci stanno chiamando da una vita, e noi siamo troppo stupidi per rispondere
al campanello.
CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
dott. Pasquariello Domenico