John Titor, il viaggiatore del tempo

 

 

Nota: quello che segue è tratto da questa pagina http://attivissimo.blogspot.com/2007/01/il-caso-john-titor.html

 

 La probabilità che Titor fosse realmente un crononauta è praticamente nulla. L'indagine svolta fin qui punta invece ad un'operazione commerciale concepita per creare un mistero a tavolino e venderne i diritti a Hollywood o agli ingenui, secondo un modello di marketing di grande successo (basti pensare a Charles Berlitz con il libro Bermuda: il triangolo maledetto o al recente Codice da Vinci); finora ha dato vita a un business di magliette, un libro e un'opera teatrale. Qualche tempo fa si parlava anche di un film.
Ma il modo in cui si dipana la vicenda, con la sua sofisticazione nel fornire dettagli intriganti (fotografie comprese) e creare una premessa non falsificabile grazie alla giustificazione delle linee temporali multiple, merita attenzione comunque per il suo fascino. Di certo non è la fantasia di un dilettante.


La storia
 

Il 2 novembre 2000, una persona che sceglie l'appellativo Timetravel_0 inizia a scrivere messaggi in vari forum di Internet dedicati ai viaggi nel tempo (fra cui Timetravelinstitute.com) e dichiara di essere un viaggiatore nel tempo proveniente dal 2036. Successivamente cambia appellativo e si fa chiamare John Titor, anche se a quanto pare si tratta di uno pseudonimo.
Titor dichiara di essere un soldato e di lavorare per un progetto governativo: è stato inviato dapprima nel 1975 per recuperare dal nonno, ingegnere dell'IBM a Rochester, un computer trasportabile IBM 5100, che a suo dire contiene funzioni non documentate che gli permettono di svolgere un'operazione vitale per il mondo del 2036: effettuare conversioni fra i vecchi sistemi IBM e UNIX e (secondo alcuni suoi interpreti) permettere così all'epoca di Titor di sopravvivere al collasso dei sistemi UNIX previsto per il 2038.

Dopo aver recuperato il computer, Titor sta facendo sosta nell'anno 2000 per far visita alla propria famiglia e a se stesso da bambino e per vedere di persona gli effetti (secondo lui disastrosi) del Millennium Bug del 2000.
Nei suoi molti messaggi, Titor dichiara di non voler convincere nessuno dell'autenticità della propria storia, ma di voler semplicemente saggiare la reazione delle persone alla possibilità di incontrare un crononauta. Risponde estesamente alle domande dei partecipanti ai forum e fornisce dettagli tecnici e anche immagini della sua "macchina del tempo": un modello C204, fabbricato dalla General Electrics nel 2034, pesante circa 250 chili e trasportato in una Chevrolet Corvette cabriolet del 1966 (successivamente scambiata con un furgone a quattro ruote motrici del 1987).
Il 24 marzo 2001, John Titor annuncia il proprio ritorno a casa, al 2036. Da allora non si è più fatto sentire.

 


L'indagine
 

L'analisi dei messaggi di Titor (ottimi punti di partenza sono Time Travel Portal e Above Top Secret) produce risultati ambigui. Le immagini della sua "macchina del tempo" sono pessime e il "manuale" sembra veramente dilettantesco (specialmente se si considera che è stampato nel 2030 e passa), eppure Titor ha dimostrato una notevole padronanza della terminologia della fisica avanzata e dell'informatica.
Titor ha previsto erroneamente che vi sarebbe stata una guerra civile in USA dal 2004 al 2015 e che l'edizione finale delle Olimpiadi sarebbe stata nel 2004 (mentre le Olimpiadi Invernali del 2006 si sono tenute); ma si è coperto le spalle "spiegando" che esistono molti mondi paralleli al nostro e che in ciascuno di questi mondi gli eventi sono leggermente differenti; lui proverrebbe in realtà da uno di questi mondi e avrebbe raccontato la cronologia di quel mondo, che può essere divergente rispetto alla nostra.

Le previsioni di Titor sono piuttosto catastrofiche, come si conviene al buon profeta: la Terza Guerra Mondiale fa 3 miliardi di morti nel 2015, la Russia bombarda le città americane, europee e cinesi, e la Microsoft non esiste più (non tutto il male vien per nuocere, insomma).


Un aspetto interessante della sua storia è appunto la questione dell'IBM 5100: infatti le funzioni non documentate descritte da John Titor esistono realmente ed erano effettivamente segrete all'epoca della commercializzazione di questo modello di computer. Ne parla un articolo del Rochester Magazine di agosto 2004, che intervista Bob Dubke, uno dei tecnici che progettò l'IBM 5100 e ne realizzò specificamente l'interfaccia fra il suo codice assembly e l'emulatore 360 inglobato nel sistema.

IBM tenne segreta quest'emulazione perché temeva che la concorrenza ne approfittasse, dato che permetteva ai programmatori di accedere alle funzioni dei mastodontici computer IBM degli anni Sessanta.
Secondo l'articolo, Dubke non aveva mai sentito della storia di Titor: quando gli fu raccontata, la sua prima reazione fu chiedersi quale membro del suo gruppo di sviluppo all'IBM poteva avere il senso dell'umorismo necessario per architettare un putiferio mediatico del genere. Gli venne anche in mente un possibile candidato, ma analizzando i messaggi di Titor osservò che erano "troppo semplici" per essere il parto di un suo collega, che fra l'altro non avrebbe mai usato l'espressione "legacy code" usata da Titor. La congettura di Dubke è che la "conoscenza segreta" di John Titor derivi da informazioni reperite frugando in Internet.


 

Tracce di speculazione
 

Un paio di indizi puntano a un piano di sfruttamento commerciale della vicenda Titor. Certo questo di per sé non significa che la storia di Titor debba essere falsa, ma quando ci si mette di mezzo il vil denaro, le bugie nascono e crescono più rigogliose. Semmai, la storia è con tutta probabilità una bella bufala perché sarebbe stato facilissimo per Titor autenticarla, per esempio lasciando nel nostro tempo un oggetto fabbricato con la tecnologia del 2030. In questo modo, anche se le sue previsioni fossero risultate sballate a causa delle linee temporali divergenti, avremmo comunque avuto sempre un oggetto verificabile e studiabile.
Il primo indizio è che il libro scritto nel 2003 dalla "mamma" di John Titor, John Titor - A Time Traveler's Tale, è pubblicato da Instantpublisher.com, sito di una mini-casa editrice del Tennessee specializzata in vanity edition: le edizioni che l'autore paga per farsi pubblicare. Il sito è registrato a nome della Fundcraft Publishing, Inc., specializzata in libri di cucina.

Può darsi, come ipotizza un commento su Amazon.com, che si tratti di un tentativo dell'editore di diversificarsi e risollevare le proprie fortune, visto che il mercato dei libri di cucina è piuttosto inflazionato e c'è la concorrenza delle ricette scaricabili da Internet. Quello che è certo è che il libro non è garantito da una casa editrice di spicco, che avrebbe dovuto intrattenere rapporti con la "mamma" e decidere se presentare la storia come fiction o come realtà, pena conseguenze legali e d'immagine molto serie.


Il secondo indizio è l'assidua presenza di un avvocato, Larry Haber, in vari aspetti della vicenda. Come spiegato su ConspiracyCafe.net, Haber, intervistato nel programma radio Coast to Coast del 14 febbraio 2006, è un avvocato "specializzato negli aspetti legali dell'entertainment". Non ha mai incontrato nessuna delle persone coinvolte nella storia (ha soltanto parlato con "mamma Titor" per telefono), ma ha dichiarato di aver curato le questioni di diritto d'autore per la pubblicazione del libro citato prima.
Il nome di Haber salta fuori anche in relazione a un possibile film sulla vicenda Titor (Haber ne ha inviato alcune immagini a Time Travel Portal) e a un documentario, Obsessed and Scientific, in vendita su Johntitorweb.com, dove è reclamizzato anche un fumetto. E' anche un produzione un altro "documentario" sul tema, intitolato Timetravel_0.
Sembra insomma abbastanza chiaro che intorno a John Titor si cerchi in ogni modo di far girare dei soldi. Vera o falsa, la storia è indubbiamente abbastanza accattivante, con il suo misto di catastrofismo con possibilità di redenzione, Terminator, L'esercito delle 12 scimmie e complottismo (c'è chi riesce persino a tirare in ballo l'11 settembre "previsto" da Titor e dichiarare che gli USA sono già in regime di guerra civile ma non se ne sono accorti), da attirare certamente la curiosità di Hollywood. Staremo a vedere.


 

 

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