Breve spiegazione dei misteri dell'universo

 

 

La grandezza del nostro pianeta e del nostro Sole nell'Universo

 

Innanzitutto, per rendere idea della disposizione dei corpi celesti nello spazio bisogna premettere che, nonostante la presenza di tantissimi pianeti e stelle, lo spazio è essenzialmente vuoto e le distanze tra stelle diverse, coi relativi pianeti che vi orbitano intorno, è enorme: il raggio medio di una stella è appena un centomilionesimo della distanza media tra una stella e l’altra. Per avere un’idea, se rappresentassimo una stella con una sferetta di appena 2 millimetri di diametro, in proporzione dovremmo posizionare l’analoga sferetta che rappresenta la stella ad essa più prossima a circa 100 chilometri di distanza.

Le stesse distanze tra i pianeti del nostro Sistema Solare sono enormi, perfino la Luna è più distante dalla Terra di quanto ci possa sembrare, ad esempio una persona nello spazio che guardasse la Terra e la Luna vedrebbe la seguente immagine, che ben rende l'idea di quanto la luna sia piccola e distante da noi:

 

 

Interessante anche il raffronto tra le grandezze dei diversi corpi celesti.

Questo è il nostro pianeta, la Terra (Earth), paragonato ai pianeti più piccoli del nostro sistema solare:

 

 

Questa è la grandezza della Terra paragonata a tutti i pianeti del sistema solare, al cui confronto diventa minuscola:

 

 

Questa è la grandezza della Terra paragonata alla nostra stella, il Sole (Sun), al cui confronto diventa quasi invisibile:

 

 

Questo è il nostro Sole paragonato ad altre stelle, cioè altri Soli, al cui confronto diventa minuscola:

 

 

Questo è il nostro sole paragonato ad ancora altre stelle, al cui confronto diventa microscopico:

 

 

Il nostro Sole si trova nella nostra galassia insieme a tanti altri Soli con relativi sistemi planetari, e la vista d'insieme è la seguente, dove il nostro Sole è un puntino nella immagine:

 

 

Tutte queste stelle sono ammassate a centinaia di miliardi al punto che viste molto da lontano formano i bracci della nostra galassia:

 

 

A loro volta, le galassie si trovano nello spazio assieme a tante altre galassie:

 

 

Tutte queste galassie sono ammassate a centinaia di miliardi nello spazio, al punto che viste da lontano formano una specie di mare che compone l'universo, cioè questo:

 

 

Tanto per intenderci, un piccolo riquadro di questo mare, se ingrandito, risulta formato da dai seguenti puntini, ciascuno dei quali rappresenta una galassia che contiene almeno cento miliardi di stelle:

 

 

D'altronde basta guardare la seguente foto, che ritrae una zona nella parte centrale della nostra galassia, per avere una immagine che contiene un milione di stelle:

 

 

In tutto questo, noi siamo solo degli esseri microscopici che abitano un piccolo pianeta orbitante attorno ad una stella media, probabilmente esattamente come un'infinità di altri esseri viventi che popolano un universo di una grandezza inimmaginabile.

 

 

Come è nato l'universo

 

L'universo è nato 13,7 miliardi di anni fa, con una esplosione chiamata Big Bang, anzi, più precisamente spazio, tempo e materia sono nati col Big Bang, prima non esistevano!

L'universo al momento del Big Bang non è esploso nello spazio, ma il Big Bang ha creato lo spazio. Tutto lo spazio osservabile, oggi o in futuro, era allora raccolto in un unico "punto infinitesimo". Perciò il Big Bang è avvenuto "ovunque", non in un singolo punto dello spazio.

In sostanza, il Big Bang non viene considerato un'esplosione di materia che si muove verso l'esterno per riempire un Universo vuoto preesistente. Il Big Bang fu invece la nascita e la rapida crescita dell'Universo stesso, spaziotempo compreso. A causa di questo postulato, la distanza tra galassie molto distanti aumenta più velocemente della velocità della luce.

Infatti, la velocità relativa di due oggetti cosmici distanti può superare la velocità della luce: in questo caso non è la materia a muoversi a velocità superiore rispetto a quella della luce (eventualità negata dalla teoria della relatività), ma è lo spazio a dilatarsi.

Ciò comporta che l'universo si sta espandendo, a partire da un'epoca in cui tutta la materia era condensata in un punto a energia infinita (una situazione estrema di questo tipo, in cui le leggi della fisica non sono più valide, è detta singolarità).

Secondo alcuni studi-simulazione, prima del Big Bang c’era già un Universo in fase di contrazione caratterizzato da una geometria spaziotemporale simile a quella dell’Universo attuale. Quando l’Universo si è contratto fino a diventare un punto, le proprietà quantistiche dello spazio-tempo hanno trasformato la gravità da forza attrattiva a forza repulsiva e l’Universo è ‘rimbalzato’ espandendosi a partire dal Big Bang, nello stato che ancora oggi osserviamo. Il Big Bang in questo modo viene considerato soltanto una fase di un Universo eterno, che nella descrizione classica consideriamo come inizio.
 

 

Ogni corpo nell'universo modifica lo spazio

 

Ogni corpo celeste presente nell'universo deforma lo spazio grazie alla sua massa:

 

 

 

È proprio questa deformazione dello spazio che crea una sorta di spinta che fa ruotare un corpo attorno ad un altro, ad esempio i pianeti attorno al Sole:

 

 

La deformazione o curvatura dello spazio è totale e genera effetti sorprendenti, al punto che la materia o la stessa luce vengono deformati, ad esempio lo spazio curvato dalla gravità del Sole permette di vedere vicino ai suoi bordi una stella che in realtà si trova dietro di essa e quindi non dovrebbe essere visibile ma invece lo è grazie alla deformazione dello spazio:

 

 

La deformazione dello spazio è tanto maggiore quanto maggiore è la massa del corpo celeste:

 

 

 

Wormhole o tunnel spaziali

 

Nello spazio esistono, o è possibile creare, delle deformazioni dello spazio tali da permette di viaggiare molto più veloce della luce e di poter raggiungere in breve tempo un punto lontanissimo, passando attraverso un wormhole o tunnel spaziale, viaggiando nell'iperspazio:

 

 

Si tratta di qualcosa che è già naturalmente presente nell'universo attraverso vari fenomeni, come per i buchi neri e i buchi bianchi, provocando fortissime distorsioni spazio-temporali, e tra l'altro quando la curvatura dello spazio diventa così grande si sviluppano delle singolarità, dove le usuali leggi fisiche cessano di valere:

 

 

È importante sottolineare che non c'è nulla nella fisica che vieti il viaggio attraverso i wormhole o ringhole (i ringhole sono i wormhole stabili), e le connessioni iperspaziali, naturali o artificiali, forniscono un mezzo per viaggiare tra regioni distanti dell'universo senza dover viaggiare per migliaia di anni alla velocità della luce:

 

 

 

Concludendo, ecco i metodi che potrebbero essere utilizzati per andare e venire velocemente dal nostro Sistema Solare a zone lontanissime dello spazio, dovendo però schermare il veicolo utilizzato anche per evitare effetti quali viaggi nel tempo, visto che le distorsioni spaziali sono collegate a quelle temporali:

 

 

Esseri alieni potrebbero aver sviluppato questa tecnologia? Ovviamente si.

Si pensi che in poco più di 50 anni di esplorazione spaziale l'uomo riesce già a fare cose straordinarie, può mandare con costi contenuti dei veicoli in tutto il sistema solare e comandarli da Terra, oltre ad essere andato ripetutamente sulla Luna.
Rendiamoci conto. Noi siamo riusciti a mandare su Marte, a 200 milioni di chilometri di distanza, dei veicoli automatici e siamo riusciti a comandarli con così tanta precisione che uno è riuscito a fare la foto all'altro mentre atterrava: Clicca qui

Abbiamo portato su Marte vari veicoli come una piccola scavatrice che ha scavato ed analizzato il suolo di un altro pianeta. Riceviamo da Marte le informazioni meteo: massima -30°C, minima –80°C, pressione 8,5 millibar, assenza di vento. E lo abbiamo fatto adesso, senza mettere a rischio neanche una vita umana, con una spesa di circa 500 milioni di dollari: l'equivalente di un giorno e mezzo di guerra in Iraq.

Ora, noi in 50 anni di esplorazione spaziale abbiamo fatto questo. Immaginate specie aliene cosa possano aver fatto in 500, 5.000, 50.000 anni di esplorazione spaziale, se non molto ma molto di più.

Noi siamo una specie molto giovane ed altrettanto giovane è la nostra civiltà, ma specie aliene e le rispettive civiltà  possono benissimo essere anche milioni di anni più vecchie.

Se noi in un tempo così breve siamo riusciti a fare grandi cose, immaginate cosa possono riuscire a fare civiltà aliene che hanno avuto più tempo a disposizione.

Possono ad esempio aver scoperto e messo a punto metodi per superare agevolmente distanze spaziali enormi, metodi per avere energia gratuita o quasi, innovativi sistemi di propulsione e tanto altro ancora che sembrerebbe inverosimile perfino in un nostro fumetto di fantascienza: perché certe cose è impossibile perfino immaginarle per noi "primitivi" umani.

Ovviamente costituisce un affronto alla ragione il pensare che una cosa sia impossibile solo perché noi non siamo ancora riusciti a farla.

 

I viaggi attraverso i wormhole, la tecnologia possibile per farlo e tutto il resto è da tempo allo studio di scienziati e militari, che spiegano queste cose teoricamente in modo scientificamente corretto.

Metto qui di seguito due ricerche significative che ben fanno capire che tutto questo è allo studio di militari e scienziati per realizzare la capacità di viaggiare nell'iperspazio.

 

Questo è uno studio in merito dell'AIR FORCE RESEARCH LABORATORY e dell'AIR FORCE MATERIEL COMMAND:

CLICCA QUI  (in inglese)

La ricerca è presente perfino sul sito di una prestigiosa federazione di scienziati americani:

http://www.fas.org/sgp/eprint/teleport.pdf

 

Invece, questo è uno studio presentato dagli scienziati allo Space Technology & Applications International Forum, meno complesso del precedente:

CLICCA QUI  (in inglese)

La ricerca è presente anche sul sito internet degli scienziati che studiano certi ambiti:

http://www.americanantigravity.com/documents/Eric-Davis-STAIF-2005.pdf

 

 

 

 

Conclusioni

 

È importante sottolineare che noi abbiamo una conoscenza MOLTO LIMITATA dell'universo, quindi ci sono sicuramente tantissime cose importantissime che noi ignoriamo completamente. Si pensi solo che non siamo MAI usciti dal nostro minuscolo sistema solare, e che analizziamo l'universo utilizzando teorie ed osservazioni di cose lontanissime e non analizzabili.

Alla fine sappiamo pochissimo di qualsiasi cosa al di fuori del nostro sistema solare, anzi gran parte del nostro sistema solare è stato esplorato in modo insufficiente.

D'altronde la stessa scienza presenta i cosiddetti "problemi irrisolti", molto noti in fisica, che sono appunto irrisolvibili a causa delle limitate conoscenze scientifiche dell'Universo.

Siamo appena all'inizio dei nostri studi su tutto ciò che riguarda l'universo, e già oggi si ritengono possibili o certe delle cose che fino a poco tempo fa erano ritenute impossibili o impensabili, nonostante come già detto abbiamo ancora moltissima strada da fare.

Sicuramente, quando si avrà la possibilità di studiare meglio l'universo si scopriranno cose che andranno oltre l'immaginazione umana.

La scienza ufficiale ha più volte sottolineato questa cosa. Ad esempio riporto questo pezzo da Science del 1 luglio 2005:

 

<< Di che cosa è formato l’Universo? La domanda può sembrare banale, visto che conosciamo la natura del pianeta su cui abitiamo e delle mille galassie che popolano il cielo. Invece tutto ciò che riusciamo a vedere con potenti telescopi non rappresenta neanche il cinque per cento della massa di cui l’universo dovrebbe essere formato, per confermare la correttezza delle teorie fin qui ideate per spiegare il mondo. E il restante 95 per cento costituisce la famosa «massa mancante» o «materia oscura», come l’hanno anche battezzata gli astronomi con un pizzico di sinistra fantasia.
Dove sia e quale possa essere la sua natura, nessuno scienziato è riuscito ancora a spiegarlo. Ogni tanto sembra di raccogliere qualche indizio; qualche volta c’è chi azzarda la possibilità di una materia dalle caratteristiche ignote: il risultato è che viviamo in un Universo di cui ignoriamo la vera natura. >>

 

 

L'Universo non osservabile

 

 

 

 

L'universo è immenso ma noi, anche con la migliore tecnologia a disposizione, possiamo vederne solo una parte: il nostro universo osservabile potrebbe essere circondato anche da qualsiasi stranezza possibile ed immaginabile.
Infatti l'aumentare delle capacità tecnologiche finora conosciute l'uomo non ci permette di allargare l'orizzonte dell'universo osservabile: questo infatti è un limite fisico imposto dal fatto che la luce (o qualsiasi altra radiazione) emessa dagli oggetti celesti impiega una certa quantità di tempo per raggiungere l'osservatore, tempo che non può mai essere superiore alla vita del nostro Universo (13,72 miliardi di anni).
L'orizzonte cosmico (cioè la superficie della sfera, nella terminologia adottata sopra), però, non si trova a 13,72 miliardi di anni luce di distanza. La distanza effettiva di questo orizzonte è molto più grande, perché nel tempo trascorso affinché la luce sia arrivata fino a noi, questo bordo ha continuato ad espandersi. Si stima che si trovi a circa 50 miliardi di anni luce.
Solitamente in astronomia si usa il termine Universo quando si riferiscono in realtà all'universo osservabile. Questo perché non si ha idea di cosa ci possa essere nell'universo inosservabile.
In sostanza le dimensioni dell'universo sono di circa 50 miliardi di anni luce, ma noi possiamo vedere solo fino a 13,72 miliardi di anni luce anni luce, ed è una bella fregatura: quello che c'è oltre il nostro limite di osservabilità potrebbe andare oltre ogni immaginazione.
E nonostante i nostri limiti abbiamo individuato già il flusso oscuro (in inglese dark flow): è un misterioso fenomeno astronomico osservato di recente in alcune galassie. Esso consiste nel movimento a grandi velocità (circa 900 km/s) di alcune galassie verso i confini dell'universo. Gli astronomi ipotizzano che la causa di questo dark flow sia o un' energia misteriosa o un corpo misterioso che non è possibile vedere perché sta al di là dell'universo visibile ma che avrebbe una tale forza di gravità da attrarre verso di lui quelle galassie.
È stato poi osservato un fenomeno simile: una regione dello spazio distante circa 400 milioni di anni luce dalla Terra si muove ad una velocità 1,5 volte più elevata del resto.
 

 

Forse ci sono altri universi

 

Forse esistono anche altri universi, e sono le scoperte di importanti scienziati a dirlo, come Roger Penrose, che insieme ad altri colleghi astronomi ha annunciato di aver trovato degli anelli concentrici nella radiazione di fondo cosmica che dimostrerebbero che l'universo è ciclico, cioè prima del Big Bang ne è esistito un altro, e così via, e gli universi precedenti sarebbero contenuti in quello corrente.

Lo stesso universo a noi conosciuto sarebbe una sorta di bolla nel cosmo che ogni tanto tocca altre bolle analoghe, che possono avere leggi fisiche differenti dalle nostre e che in caso di collisione lasciano nel nostro universo delle tracce che sarebbero rilevabili oggi dagli strumenti.

Le sonde spaziali, come la Planck, dovrebbero fornire maggiori informazioni in merito.

 

 

Brevi e spettacolari Videospiegazioni

 

Animazione che rende bene l'idea della grandezza dei corpi celesti che ci circondano

 

 

 

Video basato sui dati reali disponibili che parte dalla Terra ed arriva fino ai confini dell'universo

 

 

 

CEIFAN
Centro di Indagine sui Fenomeni Anomali
diretto dal
Servizio Antibufala

http://ceifan.org