Bufala: un aereo non si vedrebbe ad alta quota e la stima corretta dell'altezza ad occhio

 

 

da http://lospiegone.blogspot.it/2014/06/aerei-ad-occhio.html

 

Qualcuno fra i sostenitori della teoria delle scie chimiche, afferma che gli aerei che irrorerebbero, sarebbero a “bassa quota”, ovvero ampiamente sotto gli 8000 metri, quota generica, sotto la quale è estremamente rara la formazione di scie di condensa.

 

Addirittura, alcuni “ricercatori indipendenti” di questa teoria, affermano che la quota dei cosiddetti tanker sia addirittura tra i 1500 ed i 2000 metri. Ed una delle prove principali di tale affermazione, è che secondo i suddetti, questo sarebbe vero in quanto gli aerei sono “ben visibili”, se fossero ad alta quota, non si vedrebbe così bene.

 

Al di là della sequela letteralmente mostruosa di problemi logici legati ad un’affermazione del genere, e dell’infinità di modi per stimare la quota di un aereo (in maniera più o meno precisa) o quantomeno per verificare la scorrettezza di ciò (controllare su flightradar o planefinder, eseguire una decente misurazione fotografica, verificare l’altezza delle scie rilasciate triangolandole (cosa complicata) oppure verificare che comunque sono sopra i 4500 metri con un qualunque aereo da turismo, o andando a fare un lancio in tandem col paracadute....) in questo spiegone mi concentrerò solo sul fatto che l’affermazione che “l’aereo non si vedrebbe ad alta quota” è sbagliata.


 

1 - Non conta la dimensione, ma il rapporto dimensione/distanza
 

Quanto grande vediamo qualcosa, dipende dalle sue dimensioni e dalla distanza. Se mettiamo un oggetto A grande il doppio di B ad un distanza doppia da noi, rispetto quella a cui si trova B, entrambi ci sembreranno grandi uguali. In un gergo più tecnico, si potrebbe dire che occupano lo stesso angolo visivo, ma non voglio andare giù troppo nei dettagli.
 

Ora prendiamo la lunghezza degli aerei più comuni. Il Boeing 737 va da 28,6 m quello piccolo, con una media di 30m gli altri modelli, fino a 40/42 metri quelli più grandi. Il Boeing 777 da 63,7m a 73,9m. Il Boeing 747 da 70m a 76m. Gli Airbus A320 da 31 a 44. Ed il mastodontico A380 72m.

 

Ora un aereo piccolo, da 30 metri, che passa SOPRA LA NOSTRA VERTICALE, a 10000 metri, sarà grande come un aeroplano disegnato microscopico con la penna, lungo 3 millimetri, messo ad un metro di distanza.
 

Fate una prova, su un pezzo di carta disegnate un aeroplanino di 3mm di lunghezza, e provate a guardarlo da 1 metro. Lo vedete? Se non siete particolarmente miopi od astigmatici, sì! E così potete vedere anche un aereo a 10000 metri. Ed ho usato uno dei più piccoli.
 

Inoltre, sapendo che un cartello stradale normale è di 60cm, si può fare la stessa cosa, ovvero osservare l’aereo di prima, è come osservare un cartello stradale da 200 metri? Ci riuscite? Spero di sì per voi, nel caso in cui abbiate la patente. Se il cartello non è uno di quelli normali, ma è uno grande (90 cm) allora osservatelo da 300 metri per fare la prova, il risultato sarà lo stesso.


 

2 – Ma io riesco a vedergli anche i motori!!!!!

 

Un occhio umano “normalizzato” a dieci decimi di diottria, senza ostacoli davanti (come spesso accade in cielo), riesce a distinguere a 10000 metri, un oggetto fino a 2,42 metri.

 

Ora, sapendo che i motori più usati (CFM-56) sono lunghi da 2,43 metri a 2,62 metri esclusa la gondola in cui sono inseriti, è plausibilissimo vederli. E sto parlando degli aerei piccoli. Un Beoing 777 monta motori molto più grandi, ad esempio, e sarà ancora più facile vederli.


 

3 – Il discorso della verticale.

 

Si dice sempre che i calcoli sopra, sono riferiti ad un aereo che passa sopra la nostra verticale. Questo perché se l’aereo ci è esattamente sopra (caso raro) è alla distanza minima possibile tra noi e lui. Se già invece che sopra, è a 45° rispetto alla nostra verticale, sembrerà già circa il 70% di quello che sembrava grande prima, e la cosa peggiora mentre si allontana.

 

Dato che gli aerei sopra la nostra verticale, statisticamente sono meno di quelli che possiamo vedere più prossimi all'orizzonte, è più difficile che riusciamo a distinguerli tutti per bene. Ma se lasciano una scia, sarà comunque facile trovarli (con una bella freccia bianca candida lì nel cielo ad indicarli).

 

Ovviamente, più lontani saranno, maggiori saranno i problemi. A distanze elevate il contrasto cala, gli aerei sempre più puntiformi si confonderanno con il cielo e sarà sempre più difficile per il nostro occhio risolverli.


 

4 – Divulgativo, non scientifico!!!!
 

Il discorso al punto 3, era per rispondere ad una delle “confutazioni” più usate dal sig. Marcianò, ovvero che in un libro intitolato “LA FISICA DELLE PARTICELLE”, (Edizioni Scientifiche e Tecniche Mondadori), a pag. 11 dice:
 

”Quando un aereo a reazione passa alto nel cielo, si forma sulla sua scia una nube di cristalli di ghiaccio chiaramente visibile, anche se non è possibile scorgere l’apparecchio.”

 

Questa è la classica differenza, già discussa, tra divulgativo e scientifico! Si è vero, spesso si vede la scia ma non l’aereo (condizione più probabile), ma se il cielo è terso e l’aereo è otticamente vicino alla nostra verticale, sarà più che possibile vederlo.

 

Al libro interessa spiegare il concetto delle particelle (individuabili non direttamente, ma in virtù delle tracce che lasciano), non essere preciso sul concetto di vedere o non vedere l’aereo.

 

Ultima nota, il libro è del 1970, l’ultima edizione è del 1976, e le scie erano comuni già a quel tempo. Quindi direi che più che smentire noi, il libro citato smentisce proprio gli sciachimisti.

 

 

(*) Nota per i complottisti: non sto dicendo, che le scie si formano alle nostre latitudini a 2000 metri, sto dicendo che ho trovato condizioni per la formazione delle scie di condensa anche sotto gli 8000 metri. Ad esempio, il 20/12/2011, radiosondaggio di Pratica di Mare, delle ore 12:00, ci sono condizioni idonee alla formazione di scie non persistenti a 6532 metri.

 

 

 

CEIFAN
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